Il leader della Lega è intervenuto ieri sera alla Festa provinciale dei giovani padani a Ospitaletto Bossi: noi colonialisti alla rovescia
Umberto Bossi ieri sera ad Ospitaletto
Per il popolo della Lega Nord lui è "il nostro guerriero". E quando dopo un’ora di attesa alle 22.05 di ieri sera Umberto Bossi arriva a Ospitaletto, alla terza Festa provinciale dei giovani padani, le centinaia di persone presenti si sono alzate tutte in piedi con macchine fotografiche e telefonini per immortalare il momento: segno tangibile di un legame che negli anni non è venuto meno.
Tema dell’intervento di Bossi, nei giorni in cui Brescia è segnata da efferati delitti, non poteva che essere l’immigrazione.
«In questi anni abbiamo vissuto un colonialismo alla rovescia, un colonialismo interno. Non andiamo più come in passato a colonializzare stati esteri, ma portiamo qui da noi gli extracomunitari soltanto per sfruttarli: nelle fabbriche come manodopera a basso costo o come badanti nelle famiglie».
Bossi ha poi fatto un’analisi di come si sia giunti a questa situazione. «Al Nord - ha spiegato - per colpa dei governi del passato, che hanno ucciso l’agricoltura, non c’è più manodopera. È sempre stata l’agricoltura la grande produttrice di manodopera. Crollati i prezzi dei prodotti agricoli tutti si sono rifugiati nelle fabbriche ed il lavoro della terra è andato morendo. Per ovviare a questo problema si è iniziato a fare ricorso al lavoro degli immigrati». Ma per Bossi l’apparente soluzione è stata invece la firma di una cambiale che prima o poi sarebbe andata in scadenza.
«Da Brescia abbiamo i primi gravissimi segnali che quel tempo è già arrivato. La nostra società è messa a dura prova. Eppure noi qualcosa per risolvere il problema l’avevamo fatto. Parlo della Bossi-Fini che, seppur migliorabile, se applicata correttamente ci avrebbe evitato di arrivare dove siamo ora».
E proprio in merito alla Bossi-Fini sull’immigrazione ha ricordato i giorni dei lavori parlamentari quando entrando in aula «ogni giorno venivo insultato dalla sinistra che mi dava del razzista. Oggi si vede cosa è successo e chi aveva ragione».
Quale allora la soluzione al problema immigrazione? «Dovremmo iniziare - ha spiegato Bossi - ad aiutarli a casa loro. Per esempio in Africa facendo investimenti mirati per il problema dell’acqua potabile. L’Africa è un Paese da dieci anni scomparso dalle nostre cronache, non se ne sente più parlare, eppure la situazione per gli africani è sempre più drammatica».
Per quanto riguarda poi la classe politica attualmente al governo, per Bossi «la sinistra non ha la lungimiranza necessaria per risolvere i problemi che si stanno presentando a livello mondiale ma che ci riguardano sempre più da vicino: la Cina, per esempio, ma anche la Russia che sta diventando monopolista per il petrolio». Parla anche dei magistrati, «la Lombardia è più grande del Belgio eppure non c’è neppure un magistrato lombardo in Italia». L’ultima parte del suo intervento, durato poco più di mezz’'ora, è per incitare i suoi alla resistenza.
«La battaglia della Lega non finirà fino a quando non torneremo padroni a casa nostra. Dobbiamo combattere ancora per qualche anno per risolvere i vari problemi. Ma fra non molto torneremo al governo. Si va avanti democraticamente, vince chi dura di più, e noi dureremo».




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