Addio Mr Blair!
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Il lungo "pontificato" inglese di Sir Tony Blair sembra arrivato alla sua conclusione. Il Premier Britannico in una conferenza stampa ha annunciato per il prossimo anno la sua uscita di scena dalla guida del Paese .
Blair, attaccato dai conservatori, dai liberaldemocratici e dalla sua stessa maggioranza laburista termina cosi, nel modo peggiore, il proprio mandato. Pare infatti che l'ultimo atto dello scontro all'interno del partito laburista risalga a qualche giorno fa, con le dimissioni dal governo di alcuni sottogretari, ex fedelissimi del premier, oramai isolato, ed in pratica costretto alle dimissioni nel 2007.
Il Partito Laburista paga la politica "filoamericana" del suo leader e negli ultimi sondaggi viene distanziato di diversi punti dai Conservatori di David Cameron, da nove anni all'opposizione.
Il Premier Britannico forse passera' alla storia piu come il "fedele alleato della politica Americana" piuttosto che per le sue importanti riforme in campo universitario, la indipendenza della Banca d'Inghilterra, la pace nell'Ulster, la creazione di parlamenti locali per Scozia e Galles, la teorizzazione della "terza via" e cioe' di un incontro tra liberalismo e socialdemocrazia.
Dall'11 settembre in poi Tony Blair ha legato il suo destino politico alla amministrazione Americana di George W.Bush. E' stato indagato per aver prodotto dei falsi dossier che autorizzassero l'invasione Irakena. Processato ed assolto, ha pero' perso la fiducia dei propri elettori. Con il passare degli anni, le continue proteste del popolo pacifista inglese e la scellerata gestione del dopoguerra irakeno ed afghano hanno minato ancor di piu la popolarita' del Premier. Il colpo di grazia e' arrivato dopo gli attentati di Londra del luglio 2005 che hanno visto il governo inglese impegnato nella approvazione di leggi "restrittive" delle liberta', imitando il famigerato "patriot Act" americano. Il provvedimento restrittivo progettato dal primo ministro inglese e' stato pero' bocciato lo scorso anno anche grazie al suo partito che, di fatto, lo ha messo in minoranza.
La leadership di Blair era morta da mesi oramai ma, non contento, il Premier ha creato ulteriori tensioni non condannando, come fatto dalla intera Europa, i comportamenti di Israele nei confronti del popolo libanese.
Ingabbiato oramai nella "politica filo-usa" e sempre piu estraneo alla cultura liberale e libertaria tipica della Gran Bretagna, Blair sta solo cercando il modo migliore per ritirarsi dalle scene, forse pensando ad una sua candidatura come Segretario Generale dell'ONU, la cui elezione e' in scadenza a meta' del 2007.
Cosa rimarra' del "Blairismo"? Forse sara' ricordato per una battuta che circola in alcuni ambienti politici inglesi : "Blair?: uno zombie americano con accento inglese".




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