allego comunicato del comitato cittadini di Vicenza:
Semplici cittadini ricorrono alla Commissione europeae alla Corte europea dei diritti dell’uomoper eliminare le Regioni a statuto speciale
Dopo l’11 settembre 2001, che con il crollo delle torri gemelle di New York ha cambiato il mondo, un altro 11 settembre, quello del 2006, sta per cambiare l’Italia.
Il fatto è che con la data di quest’anno, sono scaduti i termini legali (60 giorni dalla presentazione) entro i quali lo Stato italiano poteva opporsi alla richiesta di pronunciamento della Commissione europea, promossa da alcuni avvocati veneti
Facendo leva su principi giurisprudenziali affermati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in materia analoga, questi semplici cittadini introducono un nuovo comportamento civico: quello che li vuole direttamente partecipi delle decisioni che li riguardano, superando la cosiddetta “democrazia rappresentativa” tanto cara ai politicanti.
Per questi ultimi sembra, infatti, non esista la sovranità popolare (art. 1, comma 2 della Costituzione); esiste solo la sovranità dei partiti. Eppure nella Costituzione il termine partito è citato una sola volta in un solo articolo, il 49: neanche due righe su 1186, poco più dell’uno per mille di tutto il testo costituzionale (un po’ poco per dei partiti che pretendono di venire addirittura prima, di essere, in sintesi, più importanti della Costituzione). Insomma 20 striminzite parole e solo per dire, quasi di malavoglia, che i cittadini hanno il diritto (possono, ma non è obbligatorio e forse neanche opportuno) di organizzarsi in partito, e così facendo detti partiti CONCORRONO a determinare la politica nazionale. Questi partiti, che non hanno né valore costituzionale e neppure giuridico, pretendono invece che gli elettori firmino, con il loro voto, una cambiale in bianco, ed avere il monopolio dell’attività politica, e sono in tal modo sbugiardati quando pretendono d’insegnare ai cittadini l’esercizio della democrazia.
L’iniziativa, deliberatamente promossa da soli soggetti legali per non rischiare strumentalizzazioni di sorta, ha inteso scavalcare l’intera magistratura italiana, che per stessa ammissione delle sue più alte cariche – in occasione dell’inizio dell’anno giudiziario – da tempo dichiara di non essere in grado di perseguire oltre il 90% dei reati, e ciò malgrado l’Italia abbia le forze di polizia più numerose d’Europa (addirittura più consistenti delle forze armate): oltre 500mila unità.
L’istanza alla Commissione europea, è stata prelusiva alla successiva pari richiesta alla Corte europea dei diritti dell’uomo, poiché non è più accettabile il trattamento di favoritismo discriminatorio ed i privilegi economici riservati alle cinque Regioni a statuto speciale, specialmente nei confronti delle popolazioni finitime.
A dimostrazione di quanto sopra, i ricorrenti invitano la Commissione europea a farsi consegnare dal Governo italiano le istanze dei Comuni del Veneto che chiedono il passaggio alla Regione Trentino-Alto Adige, ed altra documentazione comprovante le tariffe agevolate e i privilegi di cui godono i cittadini delle Regioni in oggetto.
La strada è ora tracciata anche nei confronti di tutti quei cittadini che non si riconoscono nei partiti tradizionali. Spetta ora a loro avviare ogni altra utile iniziativa per rendere effettive le forme di democrazia diretta che sono già presenti nell’attuale ordinamento italiano, e proporne altre che risultassero necessarie.
IN ALLEGATO IL TESTO DEL RICORSO.
Vicenza, venerdì 15 settembre 2006
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