Molti fratelli non cattolìci rifiutano questa verità dì fede perchè pensano e dicono che non risulta dalla Bibbia l'esistenza del Purgatorio.
Eppure che cosa ci dicono le prime pagine della S. Scrittura quando ci parlano dell'uso degli Ebrei di far sacrifici e di piangere il trapasso dei defunti?
Alla morte di Aronne (Nm 20,29) e a quella di Mosè (Dt 34,8) gli Israeliti piangono per 30 giorni la loro morte.
Non si può escludere che il pianto e le suppliche fossero rivolte a Dío perchè usasse clemenza nel giudizio verso i due grandi personaggi.
La dottrina del Purgatorio si fonda su., basi bibliche, fa parte dell'insegnamento ordinario del Magistero ed è anche sancita in solenni documenti.
Nella vita della Chiesa la riflessione sull'annuncio della penitenza e sul sacramento della riconciliazione ha fatto sempre più approfondire la dottrina sul Purgatorio.
Nella Chiesa, tanto Orientale che Occidentale, fu sempre in onore la preghiera per i defunti.
La testimonianza della tradizione è molto massiccia e risale, ininterrotta, sino ai primissimi tempi della Chiesa. La storia di altre religioni, anche le più antiche, ci assicura che i popoli hanno sempre creduto in un luogo di purificazione dopo la morte.
Il Concilio Tridentino (1546), ricollegandosi a quello di Firenze (1439) dice: "Quanto ai fedeli che davvero pentiti sono morti nell'amore di Dio, senza però aver fatto frutti di penitenza adeguati ai loro peccati e alle loro omissioni, le loro anime vengono purificate dopo la morte con pene purificatrici.
Al sollievo di queste loro pene giovano i suffraggi dei fedeli viventi, come le SS. Messe, preghiere, elemosine e altre opere pie..." (D.B.,. 693). Ai decreti del Fiorentino e del Tridentino si richiama esplicitamente il Conc. Vat. II nel riproporre la dottrina (L.G., 51).
Abbiamo detto che molti fratelli non cattolici rifiutano la dottrina e la realtà del Purgatorio, eppure di essa parlano chiaramente diversi testi biblici. Il più esplicito di tutti è il seguente:
1) 2 Macc 12,38-45: "... Poi fatta una colletta ... la inviò a Gerusalemme perchè fosse offerto un sacrificio espiatorio, compiendo così ungazione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione. Perchè se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti ... Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perchè fossero assolti dal peccato". Il testo parla di soldati morti "piamente" e che ad essi era preparata una grande ricompensa (il Paradiso). Le preghiere si fanno perchè le anime, purificate, possano raggiungere la "grande ricompensa".
D. A questo punto devo dire "alt" , perchè ì Libri dei Maccabei appartengono a scrittura apocrifa, e quindi, non fanno testo.
R. Rispondo subito sulla differenza che c'è tra questi e gli apocrifi. I libri 1 e 2 Maccabei appartengono ai Libri Canonici, ossia sono Libri ispirati.
Per maggiore chiarezza e brevità, ricordo che i libri deuterocanonici (Tobia, Giuditta, 1 e 2 Maccabei, Sapienza, Siracide e Baruc con la lettera di Geremia, e alcune parti di Ester e Daniele), furono chiamati così dopo il Concilio Tridentino per distinguerli dai "Protocanonici", sui quali dai rabbini e, dopo, dai protestanti, non c'erano mai state discussioni. E' bene ricordare pure che gli Ebrei mossero obiezioni ai libri suddetti soltanto nel primo secolo dopo Cristo; mentre Gesù, gli Apostoli e gli Ebrei stessi avevano ereditato tutto l' A.T. così come risulta dalla traduzione dei "settanta".
I protestanti, nel secolo 16° , per avversione alla Chiesa Cattolica, imitarono gli Ebrei e rifiutarono anch'essi i librí deuterocanonici chiamandoli "apocrifi".
Ma tra i libri canonici e i deuterocanonici non esistono differenze, in quanto e gli uni e gli altri sono stati sempre - anche dagli Ebrei stessi fino a Gesù e oltre - ritenuti ispirati.
Dopo questa precisazione, riprendo la dimostrazione della realtà del Purgatorio, cosi come ci viene insegnata esplicitamente o implicitamente, dai Sacri Testi.
2) 1 Cor 3,12-15: S. Paolo sta parlando della predicazione del Vangelo, e mette in guardia circa il pericolo di introdurre nella parola divina quella umana, sentimenti di vanità e simili.
Questi sono come "legna, fieno e stoppie" invece di "oro, argento e pietre preziose". Ma il giorno del Signore (= giudizio) chiarirà "per mezzo del fuoco, quale sia stato il lavoro di ciascuno
Se l'opera resisterà, l'artefice ne avrà giusta ricompensa; ma "se l'opera prenderà fuoco, egli ne soffrirà danno. Però sarà salvo come attraverso il fuoco".
Anche qui dobbiamo rifarci al principio fondamentale della esegesi: i testi presi da soli (come spesso fanno tanti fra telli non cattolici) possono dar luogo a varie interpretazioni: solo nella dottrina e nella vita della Chiesa bimillenaria, ossia solo nel seno della sana e santa tradizione evangelica ed Apostolica della Chiesa di Gesù essi acquistano il loro autentico significato.
) Mt 12.31-32: "... Ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non gli sarà perdonata nè in questo secolo nè in quello futuro".
Anche in questo passo di Matteo la sentenza sembra chiara. Gesù, dimostrata l'infondatezza della maligna insinuazione dei farisei, pronuncia un giudizio particolarmente duro nei loro riguardi: la loro volontaria e ostinata cecità dí fronte all'azíone dello Spirito di Dio nelle opere del Messia è definita un peccato o una bestemmia che non trova perdono nè presso gli uomini nè presso Dio, nè nel tempo presente nè nel futuro (cf "Parola di Dio" - N.T., Ed, Paoline, p. 160, in nota).
) Mt 5, 25-26: “Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via... perchè l'avversario non ti consegni al giudice... In verità ti dico: non uscirai di là (dalla prigione) finchè
non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo”.
N.B. E' facile vedere in queste parole di Gesù l'allusione alla vita eterna che può essere raggiunta da chi ha pagato tutti i debiti contratti col peccato.
5) 2 Tm 1,18: “... Perchè il Signore gli doni (al defunto Onesiforo) di trovare misericordia presso Dio in quel giorno...".
N.B. S'implora misericordia per Onesiforo "che ha reso tanti servizi in Efeso”. Qui secondo l'esegesi sia di Cattolici che di Protestanti (per esempio, Nabembauer, Spicq, Plummer, ecc.) avremmo un accenno, sia pure vago, a preghiere d'implorazione e di suffraggio per i defunti. (Vedi “Parola di Dio”, Vol. 2°, pag. 764, Ed. Paoline),
6) Ap 21.17: " ... Ma nulla d'impuro entrerà in essa (nella Cìttà celeste).
E' chiaro che per entrare in Paradiso bisogna essere completamente purificati.
) Mal. 3,3: “ Il Signore purifica col fuoco le anime dei figli di Levi... Anche qui si può vedere almeno implicitamente qualche riferimento alla purificazione delle anime.
8) Rut 2,20: " ... Noemi disse alla nuora (Rut): "Sia benedetto dal Signore, che non ha rinunciato alla sua bontà verso i vivi e verso i morti”.
N.B. :
a) Anche in queste ultime parole, il riferimento alla bontà di Dio verso i morti fa supporre, indubbiamente, che ci sia un luogo di purificazione dopo la morte in cui la bontà di Dio si riverserà sui defunti.
b) Non possiamo accettare le obiezioni di quelli che rifiutano la dottrina del Purgatorio perchè ci sarebbe la "sovrabbondanza della Redenzione". Si vede, cioè, la giustificazione come qualche cosa di giuridico, operata dal Cristo solamente, senza partecipazione attiva dell'uomo, della fede come fiducia totale.
A smentire questa interpretazione occorrerebbe citare moltissimi passi del N.T.
Mi contento di citarne due soltanto, che ricordo mentre scrivo:
a) Gc 2,14.17: "Che giova, fratelli miei, se uno díce di avere la fede ma non ha le opere?..."... Così anche la fede: se non ha le opere è morta ín se stessa".
b) Col 1,24: "Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo Corpo che è la Chiesa.
N.B.: La redenzione operata da Cristo è certamente completa, ma Paolo con la sua adesione e condivisione alla passione di Cristo, aiuta la Chiesa che è il Corpo mistico di Cristo.
In conclusione:
a- La dottrina sul Purgatorio è definita ed è verità dogmatica.
b- Sempre 1a Chiesa ha creduto alla esistenza del Purgatorio. Dopo S. Paolo (vedi quanto detto in 1 Cor 3,15), i grandi Padri e Dottori della Chiesa, S.Agostino, S.Giovanni Crisostomo, S.Efrem, S.Cipriano, S.Tommaso d'Aquino, e così via hanno a mano a mano chiarito la dottrina sul Purgatorio.
c- Nel Purgatorio si soffrono le pene della purificazione secondo il bisogno di ciascuno. L'intensità e la durata sono su misura perfetta perchè regolate dallo stesso Giudizio di Dio.
d- Le anime del Purgatorio possono intercedere per noi e noi per loro. Perciò possono essere suffragate con S. Messe, elemosine, penitenze, opere buone e con la nostra preghiera. La Madre di S.Agostino, S.Monica, sul letto di morte, a quelli che la circondavano, diceva: “Pregate per me! Non vi prendete cura del mio corpo, ma soltanto dell'anima mia!".
e- Se si commette un grave delitto, l'autorità giudiziaria punisce il delinquente con pene gravi, se invece le mancanze sono di minore gravità le pene sono più leggere. C'è la pena di morte, c'è l'ergastolo, e ci sono pene più miti. Tutto ciò risponde ad una logica che promana dalla stessa vita e dalla coscienza dell'uomo. Il Purgatorio non è soltanto una emanazione della Divina Giustizia, e, quindi, argomento di fede, ma è anche argomento di stretta ragione.
Voglio dire che se non ci fossero stati riferimenti biblici, la stessa ragione e la coscienza umana ci avrebbero indotto a credere ad un luogo intermedio tra il Paradiso e l'Inferno.
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