I nostri avi hanno sempre cercato di individuare il vero significato delle cose, attraverso l’aiuto degli Dei o per conto proprio – anche se sarebbe meglio dire che l’hanno cercato da soli ma sotto la guida degli Dei – e avendo scoperto il vero significato, l’hanno celato dietro miti paradossali. Tutto questo in modo che, per mezzo del paradosso e dell’incongruenza, si possa individuare ciò che è finzione e ricercare la verità. Io ritengo che gli uomini comuni traggano sufficiente beneficio dai miti irrazionali che li istruiscono attraverso soli simboli. Ma coloro che posseggono maggiore sapienza troveranno utile la verità degli Dei, ma solo a condizione che la esaminino e scoprano e comprendano sotto la guida degli Dei, e che per mezzo di enigmi come questi si ricordino che devono scoprire il loro vero significato, in modo tale da raggiungere l’obbiettivo e l’apice per mezzo della propria ricerca.(Giuliano, Or. 5, 170a-c = Inno alla Madre degli Dei).
Riguardo al Mito di Attis e Cibele, il divo Giuliano spiega che Attis/Gallo è la sostanza generativa e creativa della Mente, che crea ogni cosa fino al piano più inferiore della materia, e che racchiude in sé tutte le cause delle forme incarnate. Se Helios è l’Anima del Mondo, Attis è la Natura, cioè quella forza che discende nella materia con poteri generativi. Egli è un semi-dio, o l’ultimo nell’ordine degli Dei, ed è accompagnato nella sua discesa dai Coribanti, cioè dagli esponenti delle tre genie superiori (gli angeli, gli eroi, i demoni).
Secondo il mito, dopo essere stato esposto lungo le rive del fiume Gallo (che Giuliano identifica con la via lattea), Attis cresce e seduce una Ninfa in una caverna. Se la caverna rappresenta l’umidità’ della materia, la Ninfa rappresenta la più bassa causa immateriale che sussiste prima della materia (cf. Eraclito: ‘Il bagnarsi è la morte delle anime’).
A questo punto, Cibele cerca di richiamare Attis. Chi è Cibele? Ella è Deo, Rhea, Demetra e Selene. Ella è la Madre degli Dei, la fonte degli Dei intellettuali, e la madre e sposa di Zeus, assieme al quale è stata creata. La Dea vigila sulla generazione e porta ogni cosa a compimento. Essa è anche Pensiero Premetidato (Pronoia) tra gli Dei intelligibili (così come Atena è Pronoia tra gli Dei intellettuali).
La Dea, che è Provvidenza per cio’ che è stato generato ed è destinato a morire, ama la causa creativa e generativa (Attis), e la esorta a non lasciarla. Nonostante le preghiere di Cibele, Attis continua la sua discesa nella materia, fino al limite ultimo.A questo punto, secondo il Mito, la Madre degli Dei manda un Leone a richiamarlo. Il Leone, spiega Giuliano, rappresenta la Causa del principio del calore e del movimento.
Attis, in preda alla follia, si castra, a significare che pone un limite alla propria discesa, per ritornare verso la propria origine. Allo stesso modo, la celebrazione del Mito di Attis è un invito affinché l’anima colga i frutti più dolci della terra (la virtù e la pietas, simbolizzati dal pino), per innalzarsi all’Uno.
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