

Il Tempio, o Santuario, di Diana era un enorme complesso; c’era una larga piattaforma artificiale di metri 200 x 175 - sostenuta a valle da sostruzioni triangolari e a monte da nicchioni semicircolari in cui probabilmente c’erano statue - e un terrazzamento superiore.
All’interno della piattaforma correvano due portici di ordine dorico, uno con colonne intonacate in rosso, l’altro con colonne di peperino grigio scuro; c’erano statue, ambienti per i sacerdoti, alloggi per i pellegrini, celle donarie, un tempio, bagni idroterapici e perfino un teatro; di tutta questa struttura sono visibili una parete di grandi nicchioni, una parte del pronao con almeno un altare votivo, e alcune colonne.
Tomba degli Orazi e dei Curiazi
Sepolcro tardo-repubblicano detto degli "Orazi e Curiazi", in via della Stella.
Il monumentale e insolito sepolcro si erge sul ciglio destro dell'antico tracciato della Via Appia, poco dopo il centro storico di Albano. Leon Battista Alberti nel 1595 fu il primo ad accendere la fantasia popolare attribuendo il monumento funerario ai mitici eroi, i fratelli Orazi e Curiazi, che combatterono tra di loro per evitare una più cruenta guerra fratricida tra le città di Alba e di Roma, che avevano origine da una stirpe comune, quella albana. Non mancò in seguito chi volle invece riconoscere nel monumento la tomba di Pompeo, e chi il sepolcro del condottiero degli Etruschi, Arunte ivi caduto in battaglia lottando, invano, contro gli eserciti dei Latini e dei Greci alleati di Cuma.
Anfiteatro Severiano
La costruzione, pressochè è elittica, fu realizzata dalle maestranze della Legione Partica nelle prime decadi del III sec. d.C.. L'anfiteatro, composto di due piani e da una loggia superiore, raggiungeva un'altezza di 22 metri e poteva contenere fino a 16mila spettatori.
Cisternoni
Questa imponente cisterna fu fatta costruire dall'imperatore Settimio Severo per rifornire d'acqua l'accampamento della Seconda Legione Partica stanziata ad Albano.
La costruzione è suddivisa in senso longitudinale in 5 navate sostenute da 36 pilastri, ha una capacità di 10mila metri cubi d'acqua. Dopo quasi 2000 anni i Cisternoni sono ancora perfettamente funzionanti.
Mitreo di particolare rilievo per i colori ben conservati e di notevole rilevanza nel mitraismo. Classica scesa della taurarchia con Mithra vestito di rosso che uccide il toro bianco. Il mantello blu è costellato di stelle che indicano la natura cosmogonica del culto. A sinistra vediamo il dio sole da cui parte un raggio verso Mithra. Sotto il raggio il corvo in figura di messaggero. A destra la Luna. Ai lati vediamo Cautes e Cautopates. Nei quadretti laterali sono raffigurate importanti scene mithraiche come Mithra e il toro, la nascita di Mithra dalla pietra, Mithra e il Sole
Tempio di Giunone Sospita
Il più celebre fra gli edifici di Lanuvio antica. Di esso, che ebbe grande culto e lunga vita in tutto il Lazio antico, restano oggi solo dei grandi blocchi squadrati di peperino, poiché alcuni elementi appartenenti alla trabeazione venuti in luce il secolo scorso, si trovano ora al British Museum, tranne un'antefissa al Museo di Villa Giulia a Roma.
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