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Discussione: Cinghiale Corazzato

  1. #1
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    Predefinito Cinghiale Corazzato

    Domani, Lunedì 11 settembre uscirà nei chiostri dell'Università cattolica di Milano il numero 15 de "Il cinghiale corazzato", foglio di informazione e cultura della Comunità Antagonista padana. Accorrete numerosi ai cartelloni-tasca appesi nei chiosri ... le novità non mancano !!!

  2. #2
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    Mi raccomando riservami una copia...

  3. #3
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    Non mancheremo Wolf...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca Visualizza Messaggio
    Una piccola anticipazione del numero 15 de "Il Cinghiale corazzato" che uscirà lunedì a 32 pagine e sarà distribuito a Venezia il 17 settembre 2006.

    Cosa resterà

    Cosa resterà? Povero il mio cuore, povero il mio popolo insubre, poveri i popoli padani, quanto abbiamo creduto, quanto abbiamo combattuto, seguito, seguito questo partito che incarnava i nostri sogni, la nostra protesta, la nostra lotta, la Lega Nord. Cosa resterà? Cosa vi è successo? Sì, parlo con voi, esponenti leghisti, dirigenti di partito, assessori, consiglieri, ex ministri, cosa avete fatto, quanti errori e sbagli avete commesso, quanta malafede nelle vostre azioni, nelle vostre strategighe mosse politiche.Cosa resterà? Cosa sarà delle nostre battaglie, degli amici di sangue, del futuro delle nostre nazioni, della forza del messaggio che avevi, cara vecchia Lega Nord, delle grida e dei canti nelle nostre manifestazioni cosa resterà? Tutto volato via, tutto finito, tutto di nuovo affogato nella fogna italica, tutto seppellito dalle deliranti scelte politiche di Umberto Bossi, dai silenzi e dalle paure dei lecchini e dei vigliacchi che lo circondano. Cosa resterà? Della religione cristiana che tanto vi siete affannati a difendere, sbagliando tutto, come se fossimo un partito confessionale, dell'immigrazione clandestina, che non siete riusciti a combattere, delle tasse che versiamo a quello schifo di Ro, che non avete abbassato, delle nostre lingue locali, dimenticate e offese proprio dal vostro disinteresse, delle tradizioni della nostra terra che non avete difeso, del nostro territorio, stuprato dall'edilizia, soffocato dal cemento.Cosa resterà? Di tutti i militanti della Lega che avete espulso, usato, preso in giro per i vosti giochini di potere, per assicurarvi qualche poltrona, per conquistare posizioni di controllo nei congressi, per combattere le vostre piccole e squallide guerre personali dentro il movimento.Cosa resterà? Di tutti i gazebi, delle centinaia di firme raccolte, inutili e banali, solo per tenere occupati gli stanchi militanti, per spremerli fino alla fine, mobilitandoli per qualsivoglia stupidata che tiravate fuori.Cosa resterà? Di tutti i soci fondatori e non della nostra banca, dovevate prendere anche i loro soldi, non bastava aver rubato i loro sogni e gli ideali. No, vi serviva anche il loro denaro, per i vostri sollazzi e per coprire i bichi nei bilanci fallimentari delle vostre aziende e attività, che sulle spalle del movimento avevate creato. Cosa resterà? Del nostro Parlamento Padano, dei suoi legittimi eletti, ancora tutt'oggi in carica e mai decaduti, del giuramento prestato sulle sponde del nostro amato Po, in quelle memorabili giornate del settembre 1996, delle migliaia di persone radunate, dei processi subiti dalle nostre camicie verdi, degli avvocati falliti che avete messo a disposizione.Cosa resterà? Dei nostri media, della tv, del giornale, finiti ad essere ricettacoli di piccoli e squallidi giornalisti, servi e lacchè dei vari tragici direttori che di volta in volta collocavate e sostituivate, a seconda della linea che il segretario federale dava. Sì, qualcosa resterà, resteranno le nostre lacrime, il nostro sudore, il nostro sangue speso per la nostra Lega Nord e il disprezzo per voi, traditori infami.

    Fabrizio Robbiani
    .

  5. #5
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  6. #6
    Il Patriota
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca Visualizza Messaggio


    talebani

  7. #7
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    Hai visto Patriota? Una copertina sobria, a tratti democristiana ... eh eh

  8. #8
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    Figli di Oriana

    In principio fu un sms, insignificante, grottesco, una sparata da bar, tra caffè e brioches. “Pier, voglio l’atomica su La Mecca”. Me lo mandò un conoscente, genericamente destrorso e borghese (credo votasse indifferentemente Lega, Forza Italia o AN), il 12 settembre 2001. Lo cancellai automaticamente, come con gli spot del mio gestore di telefonia mobile. Non perché la cosa mi desse una particolare ripugnanza (sono uso frequentare ritrovi di gentiluomini dove si dicono cose assai peggiori) ma perché, allora come oggi, non mi interrogavo su COSA fosse avvenuto l’undici settembre 2001 negli Stati Uniti (cosa che penso non sapremo mai esattamente) ma sul PERCHE’ vi fosse stato quel fatto storico che va sotto il nome di “Undici Settembre”.
    La risposta chiara e inequivocabile ci è giunta quasi subito: la scoppio della terza guerra mondiale, i conflitti che ne sono venuti, quelli che ne verranno, il tentativo di polarizzazione del mondo in due blocchi trasversali e contrapposti, l’ideologia e la prassi di Nuovo Ordine mondiale che avesse gli Stati Uniti e l’Occidente, morganaticamente uniti, come mezzo, e lo “stato d’Israele” come fine e in ultimo l’utilizzo del fenomeno “migratorio” in Europa (con tutti i reali e a volte gravissimi problemi connessi) come catalizzatore dell’odio antislamico in funzione filoamericana e filoebraica.
    Devo ammettere che anche io per un po’ mi sono parzialmente illuso. Ho creduto che la tigre neocons e teocons, per quanto ripugnante e marchiata con segno di Caino sin dall’inizio, potesse essere deviata verso una reale riscoperta della nostra identità storica, etnica e spirituale. Riscoprire e rafforzare l’ identità e le identità dei nostri popoli padani, indirizzando però il tutto verso una terza posizione, estranea sia al “Solve” mescolazionista e progressista che al “Coagula” della “Cruzada” giudaico-americana, occidentalista e liberale. In realtà “Cavalcare le tigri” non è un sport consigliabile, checchè ne dicesse uno scrittore calabro-cabalista come Evola. Nella “crociata” sono stati arruolati e si sono presentati volontari in molti: scrittori in cerca d’editore, scrittrici paranoiche, poligrafi maniacali, esteti annoiati dalla scrittura e dalla vita pronti a lanciare sul pubblico il pitale della loro supponenza, ex sessantottini convertiti sulla via di Washington, ciellini alla ricerca di un nuovo Carlo Magno (gesta Dei per americanos), cattolici conservatori, stanchi delle nobili catacombe del sanfedismo e che fanno versare il Tevere nel Potomac, liberali dal grilletto facile, e poi via via,senza pietà, pletore di politicanti avventurieri, maneggioni, ciarlatani, teologi e politologi da bigino, neo-templari da dopolavoro ferroviario, attivisti del nulla, neonazisti wasp ammiratori di Condoleeza Rice, cretini assortiti come i pasticcini delle “Ore liete”. È stato un crescendo disgustoso, una marea montante di guano e liquame che ha inondato carta, televisioni, internet, un asta al rialzo di odio, a difendere l’indifendibile, l’ignominioso, l’assurdo. L’apice per ora di questa tracimazione escrementizia, di questa coprolalia torrenziale è stato in occasione dell’aggressione omicida dello “stato d’Israele”nei confronti del Libano tra luglio e agosto.
    Se i Ferrara col loro “Foglio di Ben Gurion”, le Deborah Fait, i Pezzana e le Fiamme Nirenstein hanno parlato e straparlato, difendendo i correligionari con consueta tracotanza, se gli Oscar Giannino sono stati dei Marinetti in sedicesimo, se i Renato Farina (in arte “Betulla”) sono stati e sono paciosi collaboratori (ciellini) dei servizi segreti, incoraggiati a depistare l’opinione pubblica, e che, colti con le mani nella nutella, si sono dichiarati “soldati dell’Occidente in servizio”, subito complimentati da tutta la stampa di centrodestra, alcuni sono riusciti ancora a stupirci. A dimostrazione che la spirale deviante del “conflitto di civiltà” non ha limiti.
    Ha scritto il senatore forzista Paolo Guzzanti sul forum www.essereliberi.it il 16 luglio 2006:«Noi vogliamo Israele in guerra così come vorremmo gli italiani in guerra invece che impiccati alla corda dei loro maledetti palloni, dei loro fottutissimi scudetti, coppe e turpi insalatiere, capaci di mascherarsi di colore le loro facce e perdere la voce e il filo dell'anima soltanto per la loro maledettissima palla, va e colpisci anche per loro Israele, e per i francesi che esaltano i loro zizù zazà zulù zozò, le loro cornate da capre mentre Parigi si appresta a bruciare di nuovo e per quella gente di formaggio e di paura che abita l'Olanda fertile di musulmani e la Svezia musulmana e la Danimarca musulmana e i loro maledetti covi e riti, via spazzateli tutti, purgateli, eliminateli, colpisci anche per loro, per noi, Israele. (...)Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera». E il 1 agosto 2006 su “Il Foglio”ha rincarato Camillo Langone (“erotomane ratzingeriano” per citare una sua autodefinizione), pregando un dio e forse meglio un angelo decaduto, all’indomani della strage di Qana: “Sia lodato Israele che si fa carico del lavoro sporco che noi avremmo dovuto compiere sei secoli fa. Siano lodati i carrarmati pur se meno eleganti, e chi lo nega, dei cavallieri antiqui. Sia lodato il missile di oggi che forse eviterà la bomba atomica di domani”. Studio Aperto (un vero telegiornale orwelliano, come già suggeriva la critica di Daniele Colombo di ULD su “L’urlo” di ottobre 2005) ha invece continuato, con impassibile serenità, a mostrarci bagnanti sulle spiagge, starlette alla ricerca dell’anima gemella, gatti canterini, cani parlanti e cerbiatti da salvare.
    Alla fine, come negli spettacoli pirotecnici, il botto finale o meglio, per usare una metafora circense, l’uomo sparato dal cannone. Pochi giorni fa un altro personaggio, pubblico stavolta, dentista, già ministro italiano, ora vicepresidente del Senato italiano, genericamente borghese e destrorso (appartenente al partito italiano e fallaciano di destra denominato “Lega Nord”) ha invocato da Bush l’atomica su Teheran, promettendogli (per minaccia ?) una delle sue proverbiali magliette stragiste. Il cerchio si chiude e assume, guardacaso, la forma di una fiammeggiante stella di Davide.

    Piergiorgio Seveso

  9. #9
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    Appena puoi Guelfo, scannerizza e inserisci il mio editoriale ...

  10. #10
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    Come avrete sicuramente notato, quello di questo mese è un Cinghiale assolutamente NUOVO E speciale. A partire dal formato si contano notevoli variazioni grafiche e di contenuto, ambito nel quale si è deciso di privilegiare la politica internazionale e la pressante questione del conflitto Israelo-libenese. Poiché, come già anticipato, si parlerà molto di questa guerra all’interno della rivista mi premeva in questa sede accennare solo al motivo per cui si è scelto di dedicare la copertina al "Partito di Dio", gli Hezbollah. Penso sempre con un sorriso amaro allo strano periodo storico in cui viviamo, periodo in cui domina lo strapotere economico e politico degli Stati Uniti (nazione nata dai reietti allontanati da una madre patria che già allora era la vergogna d’Europa) asservito però, da decenni, ai capricci di papà Israele. Per capire da dove nasca questo rapporto non serve nient’altro che un serio studio storico e la lettura di qualche giornalista STUDIOSO (MEGLIO) che, come Maurizio Blondet, da anni nei suoi articoli smaschera a più riprese la bestia sionista nascosta in seno agli States senza aver paura di portare prove e nomi. Non posso però non accorgermi di tutta quella moltitudine di persone che guarda con favore agli Usa e a Israele ma, sinceramente, non riesco proprio a capacitarmene. Gli Usa ci stanno distruggendo dal punto di vista culturale imponendoci quel loro dannato modello unico globalizzato, quel melting pot orgiastico che stà letteralmente tagliando le radici di una seria identità europea. Gentilmente non mancano di esportare anche il loro modello economico (e via privatizzazioni sia da destra che da sinistra) il tutto condito da un bel guinzaglio politico con cui legare il parlamento europeo e l’ONU alla loro volontà. Ovviamente Israele e i suoi “agenti” presenti ai vertici delle carche politiche ed economiche americane sfruttano questa poderosa macchina per irrobustire ed espandere il loro stato fino al compimento del progetto “Grande Israele”, una grande nazione che va dall’Eufrate sino al Nilo (e loro dovrebbero essere le vittime…). Che senso ha allora difendere e parteggiare per uno stato che contribuisce con i suoi folli progetti di superiorità politica, spirituale e razziale (eh già, i veri razzisti sono proprio loro) a destabilizzare il Medio Oriente? Ci difendono dal terrorismo islamico, direte voi. Peccato che è tutto da dimostrare che un Bin Laden (notoriamente all’epoca “creato” e foraggiato dagli USA, come Saddam) agisca di proprio conto e non sia invece una pedina in mano ad Israele creata apposta per ottenere continui pretesti per future invasioni (leggete Osama Bin Mossad di Maurizio Blondet). Non è però mia intenzione dilungarmi troppo sull’argomento anche se mi sarebbe piaciuto parlare ancora della pericolosità del sionismo in ambito culturale e del loro odio nei confronti di noi cristiani (leggete qualcosa riguardante il fenomeno del neo-marranesimo per farvene un’idea). Insomma, io e quelli che la pensano come me, vedono nell’Islam (fiero avversario per secoli) e, nel caso specifico, in Hezbollah un valido alleato per combattere chi veramente minaccia la nostra cultura, identità, autonomia politica e religione. Una vignetta trovata su internet raffigurava una donna coperta un pesante burqua a stelle e strisce e più sotto la didascalia recitava più o meno così ”Il burqua più pericoloso è quello che non sai di indossare”… ai posteri l’ardua sentenza.

    Luca Fumagalli

    PS Complimenti ancora a tutti i libanesi che hanno combattuto Israele per la difesa della propria nazione. Grazie di averci dimostrato che si può ancora sperare.

 

 
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