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  1. #21
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito

    Dal sito di Beppe il post di oggi.
    Io al posto suo starei molto attento.... Se comincia a toccare certi livelli e certi interessi...

    Share action, proviamoci


    Di chi è la Telecom? E chi l'ha costruita anno dopo anno con le tasse se non generazioni di italiani? E allora proviamo a riprendercela. Il meccanismo è semplice. Io raccolgo le deleghe di tutti coloro in possesso di azioni Telecom che vorranno darmele. Mi presenterò all' assemblea di Telecom e farò sentire la vostra voce. Se il numero di azioni che mi sarà conferito dovesse permettermi di licenziare il cda lo farò. In ogni caso vale la pena di tentare.

    Per conferirmi la delega dovete:
    - compilare l'apposita form
    - ricevere una mia mail con il testo della delega
    - stampare e firmare la delega
    - andare in banca con la delega per richiedere il biglietto di ammissione all'assemblea
    - inviare all'indirizzo di un mio legale, che vi sarà comunicato nella mail, il biglietto di ammissione.

    Riporto di seguito una spiegazione del legale che spiega le motivazioni dell'iter:
    "Telecom è quotata in borsa per cui le azioni vengono negoziate nei mercati regolamentati e non sono fisicamente in mano agli azionisti ma sono figurativamente depositate in Banca e la titolarità delle azioni si dimostra attraverso una serie di registrazioni.
    L’azionista che intende partecipare all’assemblea della Telecom deve pertanto chiedere alla Banca depositaria il biglietto di ammissione per partecipare all’assemblea indicando la persona che l’azionista intende delegare per l’intervento.
    A coloro che si registreranno sarà inviata una mail con la disposizione per la Banca presso cui ha in deposito i titoli per ottenere il biglietto di ammissione che dovrà essere reinviato all'indirizzo di un legale che sarà comunicato nella mail".

    Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. Un undici settembre dei capitalisti senza capitali che ammorbano la nostra società. Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Delegate, delegate, delegate.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Bianca Zucchero Visualizza Messaggio
    Dal sito di Beppe il post di oggi.
    Io al posto suo starei molto attento.... Se comincia a toccare certi livelli e certi interessi...

    Share action, proviamoci


    Di chi è la Telecom? E chi l'ha costruita anno dopo anno con le tasse se non generazioni di italiani? E allora proviamo a riprendercela. Il meccanismo è semplice. Io raccolgo le deleghe di tutti coloro in possesso di azioni Telecom che vorranno darmele. Mi presenterò all' assemblea di Telecom e farò sentire la vostra voce. Se il numero di azioni che mi sarà conferito dovesse permettermi di licenziare il cda lo farò. In ogni caso vale la pena di tentare.

    Per conferirmi la delega dovete:
    - compilare l'apposita form
    - ricevere una mia mail con il testo della delega
    - stampare e firmare la delega
    - andare in banca con la delega per richiedere il biglietto di ammissione all'assemblea
    - inviare all'indirizzo di un mio legale, che vi sarà comunicato nella mail, il biglietto di ammissione.

    Riporto di seguito una spiegazione del legale che spiega le motivazioni dell'iter:
    "Telecom è quotata in borsa per cui le azioni vengono negoziate nei mercati regolamentati e non sono fisicamente in mano agli azionisti ma sono figurativamente depositate in Banca e la titolarità delle azioni si dimostra attraverso una serie di registrazioni.
    L’azionista che intende partecipare all’assemblea della Telecom deve pertanto chiedere alla Banca depositaria il biglietto di ammissione per partecipare all’assemblea indicando la persona che l’azionista intende delegare per l’intervento.
    A coloro che si registreranno sarà inviata una mail con la disposizione per la Banca presso cui ha in deposito i titoli per ottenere il biglietto di ammissione che dovrà essere reinviato all'indirizzo di un legale che sarà comunicato nella mail".

    Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. Un undici settembre dei capitalisti senza capitali che ammorbano la nostra società. Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Delegate, delegate, delegate.
    ormai siamo al delirio di onnipotenza....
    cmq il beppe reiventa cose che in Amerika si fanno da 20 anni...

    PS In questo caso conviene sempre allearsi con qualcuno dei piccoli azionisti che pero' abbiano gia' in mano qualche quota non risibile....

  3. #23
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    Predefinito Che Fare ? Fidarsi Dei Politici ?

    Ciao Bianca,

    rispondo al tuo punto.

    Io, che dopo un' inchiesta decennale, so quali sono i venti fattori che ammazzano la competitività italiana e rendono ingestibile il Paese, mi sono offerto ripetutam. per fare una presentazione, per questi motivi:

    - gli Italiani di oggi non sanno tutte le cause del degrado; inoltre hanno una capacità sociale 0, al contrario di tanti Paesi europei;
    - di conseguenza il Titanic affonderà, se niente si fa;
    - sono responsabile e abituato a costruire, non a fare chiacchiere;
    - vivo in Francia e, dopo aver dichiarato la disponibilità per una presentazione seria e necessaria delle cause dei vs guai, aspetto che qualcuno, fra quelli che si dichiarano d' accor. colle mie analisi, mi contatti per organizzare una presentazione su "Perché l' economia e la società italiana non possono migliorare, nelle presenti condizioni sociali "(una società che non esiste).

    Nessuno si é fatto vivo... Ecco perché ho rsisposto nella discussione "perché non fate qualcosa di serio ? L' Italiano si lamenta molto bene...; e poi ?".

    Se per caso vi fidate dei politici, allora......

    Dedico qualche pensierino a voi che siete rimasti nello Stivale, il Paese della Confusione.

    Siete rimasti perché avete avuto fiducia nello Stellone, il quale avrebbe dovuto sistemare tutto. Lui, sistemare tutto, ....... agli Italiani pigri.

    Il numero di quelli che non credevano nello Stellone, anzi sbuffavano per l’ immobilismo della società, sembra aumentare. Immobilismo di una società che vede i problemi e non li risolve, che non capisce cosa i cittadini vorrebbero.

    Credevate, nell’ eleggere il vostro deputato, di averne un ritorno in futuro. Che egli vi risolvesse qualche problema sociale, migliorasse qualcosa nel Paese, o che vi trovasse un posticino a vostra moglie o cugina. Credevate male, in fondo. E tanti hanno fatto lo stesso discorso. Ed hanno eletto i rappresentanti in base a un: “lo conosco” oppure a un: “parla bene”. Trascurando il fatto che , perché un deputato risolva i problemi, non é importante che parli bene, ma piuttosto che sia un professionista di esperienza.

    Per decenni gli Italiani hanno eletto il parlamento senza il criterio “professionalità, esperienza”. Risultato: nel parlamento oggi si vedono tre tipi di politici: a) quelli che sanno parlare (ma non fare); b) quelli che sono immersi nelle lotte di potere, di cordata, di clan, di congrega, di ghenga; c) quelli che sono incaricati di fare gli interessi di qualcuno (di un padrino, di una categoria). Tutti guardinghi, furbastri, manovratori e negoziatori di ogni tipo, agitatori di richieste o di ricatti. E poi, qualche eccezione di persona seria. Ma son troppo pochi.....

    Con tale tipo di gente, incapace di risolvere i problemi, per decenni, gli unici contenitori esistenti nel parlamento, il cui contenuto aumenta e trabocca, sono quelli delle “Decisioni non prese” e dei “provvedimenti che non risolvono”.

    - Sapete che in tanti Paesi U.E. i candidati politici sono scelti per capacità, preparazione professionale, esperienze di lavoro. Mentre in Italia i loro comportamenti si basano sull' equivoco: per fare i politici basta avere l' istinto politico ?
    - Vi é sembrato che uno dei più grossi contributi alla diffusione della corruzione in Italia (la quale é uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo) é quello ditanti politici degli ultimi trenta anni ?
    - E' chiaro agli Italiani di buon senso che l' economia non puo' fiorire in una società che non funziona, che ha eliminato i Valori (e in particolare non conosce l' organizzazione) ?
    - Sapete che il Bel Paese é forse l' unica nazione U.E. ove la costituzione e le leggi si applicano o non si applicano, dipendentemente dalla fortuna (o dal referente) della persona in questione ? Che ci sono due categorie di cittadini: quelli che fanno i mazzi; e quelli che si fanno mettere nel mazzo ?

    La conseguenza, nella vita sociale italiana: gli inghippi, le non risposte, i problemi irrisolvibili, i contrasti, le lotte, le sopraffazioni, tendono sempre ad aumentare. In una società cosiffatta, cosa puo’ succedere ?

    - qualcuno, e sono sempre più, é vittima di sopraffazioni;
    - gli imprenditori si trovano di fronte ad aumenti vertiginosi dei costi; di conseguenza la competitività tende a calare, gli sprechi invece no, quelli aumentano.

    Finché al parlamento siederanno tristi figuri simili a quelli che abbiamo eletto, finché gli Italiani non saranno capaci di trovare di meglio, .................. non esiste nessuna speranza che la società italiana inizi a funzionare. Almeno finché sono i partiti a scegliere i candidati...

    E finché la società italiana continua a non funzionare............. nessuna speranza che l’ economia, di un Paese che pur fu competitivo, possa prendere lo slancio che gli imprenditori (e chi cerca lavoro) vorrebbero.....

    Se l’ Italia fosse una democrazia, e se gli Italiani fossero maturi e capaci di attuarla, ci sarebbero anche evoluzioni richieste dal basso. Ma non ce ne sono. Come si puo’ credere che l’ Italia sia una democrazia ? Queste valutazioni, che certo voi conoscete, si vedono anche dall’ Europa. Anzi vorrei dirvi che:

    - se non vi europeizzate, se non divenite capaci di gestire una società efficiente (con tanti bastoni e tante carote), se non imparate la buona gestione, ..... allora state rassegnati........
    ... la povertà, quella del sottosviluppo, arriva da sola, in punta di piedi...
    - se invece volete europeizzarvi, ebbene, ...... la volontà non basta. Poiché ormai le capacità di gestione efficiente, corretta, sembrano scomparse......... Allora, bisogna reimparare molte cose, in ambito sociale. Impararle in U.E......

    Per reimparare, il metodo sicuro, che mi sento di consigliarvi, é di rivolgervi agli emigrati. Quelli che vivono in Paesi normali, ove la chiarezza, la coerenza, l’ efficienza, l’ onestà, la dirittura, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito e l’ impegno, sono ....... ........aria che si respira.


    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr
    (disponibile ad una presentazione delle cause del degrado)

    P.S. Visto che non é consigliabile dar fiducia a tanti politici, sarebbe vostro interesse associarvi (o usare un’ associazione esistente) per tirarvi fuori dai guai. Una cosa possibile, se volete partire col piede buono, sarebbe chiedere a persona competente in sviluppo (anche il sottoscritto) di presentarvi:
    - le cause del degrado;
    - le condizioni sociali necessarie per permettere lo sviluppo economico.

    Volete una presentazione, delle trenta cause del sottosviluppo italiano ? Che devono, assolutamente, essere svelate per poter ambire ad un Paese normalizzato. Organizzatela in un contesto sociale, non politico. Mi invitate, verrei apposta in Italia.

  4. #24
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Mansi Visualizza Messaggio
    Ciao Bianca,

    rispondo al tuo punto.

    Io, che dopo un' inchiesta decennale, so quali sono i venti fattori che ammazzano la competitività italiana e rendono ingestibile il Paese, mi sono offerto ripetutam. per fare una presentazione, per questi motivi:

    - gli Italiani di oggi non sanno tutte le cause del degrado; inoltre hanno una capacità sociale 0, al contrario di tanti Paesi europei;
    - di conseguenza il Titanic affonderà, se niente si fa;
    - sono responsabile e abituato a costruire, non a fare chiacchiere;
    - vivo in Francia e, dopo aver dichiarato la disponibilità per una presentazione seria e necessaria delle cause dei vs guai, aspetto che qualcuno, fra quelli che si dichiarano d' accor. colle mie analisi, mi contatti per organizzare una presentazione su "Perché l' economia e la società italiana non possono migliorare, nelle presenti condizioni sociali "(una società che non esiste).

    Nessuno si é fatto vivo... Ecco perché ho rsisposto nella discussione "perché non fate qualcosa di serio ? L' Italiano si lamenta molto bene...; e poi ?".

    Se per caso vi fidate dei politici, allora......

    Dedico qualche pensierino a voi che siete rimasti nello Stivale, il Paese della Confusione.

    Siete rimasti perché avete avuto fiducia nello Stellone, il quale avrebbe dovuto sistemare tutto. Lui, sistemare tutto, ....... agli Italiani pigri.

    Il numero di quelli che non credevano nello Stellone, anzi sbuffavano per l’ immobilismo della società, sembra aumentare. Immobilismo di una società che vede i problemi e non li risolve, che non capisce cosa i cittadini vorrebbero.

    Credevate, nell’ eleggere il vostro deputato, di averne un ritorno in futuro. Che egli vi risolvesse qualche problema sociale, migliorasse qualcosa nel Paese, o che vi trovasse un posticino a vostra moglie o cugina. Credevate male, in fondo. E tanti hanno fatto lo stesso discorso. Ed hanno eletto i rappresentanti in base a un: “lo conosco” oppure a un: “parla bene”. Trascurando il fatto che , perché un deputato risolva i problemi, non é importante che parli bene, ma piuttosto che sia un professionista di esperienza.

    Per decenni gli Italiani hanno eletto il parlamento senza il criterio “professionalità, esperienza”. Risultato: nel parlamento oggi si vedono tre tipi di politici: a) quelli che sanno parlare (ma non fare); b) quelli che sono immersi nelle lotte di potere, di cordata, di clan, di congrega, di ghenga; c) quelli che sono incaricati di fare gli interessi di qualcuno (di un padrino, di una categoria). Tutti guardinghi, furbastri, manovratori e negoziatori di ogni tipo, agitatori di richieste o di ricatti. E poi, qualche eccezione di persona seria. Ma son troppo pochi.....

    Con tale tipo di gente, incapace di risolvere i problemi, per decenni, gli unici contenitori esistenti nel parlamento, il cui contenuto aumenta e trabocca, sono quelli delle “Decisioni non prese” e dei “provvedimenti che non risolvono”.

    - Sapete che in tanti Paesi U.E. i candidati politici sono scelti per capacità, preparazione professionale, esperienze di lavoro. Mentre in Italia i loro comportamenti si basano sull' equivoco: per fare i politici basta avere l' istinto politico ?
    - Vi é sembrato che uno dei più grossi contributi alla diffusione della corruzione in Italia (la quale é uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo) é quello ditanti politici degli ultimi trenta anni ?
    - E' chiaro agli Italiani di buon senso che l' economia non puo' fiorire in una società che non funziona, che ha eliminato i Valori (e in particolare non conosce l' organizzazione) ?
    - Sapete che il Bel Paese é forse l' unica nazione U.E. ove la costituzione e le leggi si applicano o non si applicano, dipendentemente dalla fortuna (o dal referente) della persona in questione ? Che ci sono due categorie di cittadini: quelli che fanno i mazzi; e quelli che si fanno mettere nel mazzo ?

    La conseguenza, nella vita sociale italiana: gli inghippi, le non risposte, i problemi irrisolvibili, i contrasti, le lotte, le sopraffazioni, tendono sempre ad aumentare. In una società cosiffatta, cosa puo’ succedere ?

    - qualcuno, e sono sempre più, é vittima di sopraffazioni;
    - gli imprenditori si trovano di fronte ad aumenti vertiginosi dei costi; di conseguenza la competitività tende a calare, gli sprechi invece no, quelli aumentano.

    Finché al parlamento siederanno tristi figuri simili a quelli che abbiamo eletto, finché gli Italiani non saranno capaci di trovare di meglio, .................. non esiste nessuna speranza che la società italiana inizi a funzionare. Almeno finché sono i partiti a scegliere i candidati...

    E finché la società italiana continua a non funzionare............. nessuna speranza che l’ economia, di un Paese che pur fu competitivo, possa prendere lo slancio che gli imprenditori (e chi cerca lavoro) vorrebbero.....

    Se l’ Italia fosse una democrazia, e se gli Italiani fossero maturi e capaci di attuarla, ci sarebbero anche evoluzioni richieste dal basso. Ma non ce ne sono. Come si puo’ credere che l’ Italia sia una democrazia ? Queste valutazioni, che certo voi conoscete, si vedono anche dall’ Europa. Anzi vorrei dirvi che:

    - se non vi europeizzate, se non divenite capaci di gestire una società efficiente (con tanti bastoni e tante carote), se non imparate la buona gestione, ..... allora state rassegnati........
    ... la povertà, quella del sottosviluppo, arriva da sola, in punta di piedi...
    - se invece volete europeizzarvi, ebbene, ...... la volontà non basta. Poiché ormai le capacità di gestione efficiente, corretta, sembrano scomparse......... Allora, bisogna reimparare molte cose, in ambito sociale. Impararle in U.E......

    Per reimparare, il metodo sicuro, che mi sento di consigliarvi, é di rivolgervi agli emigrati. Quelli che vivono in Paesi normali, ove la chiarezza, la coerenza, l’ efficienza, l’ onestà, la dirittura, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito e l’ impegno, sono ....... ........aria che si respira.


    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr
    (disponibile ad una presentazione delle cause del degrado)

    P.S. Visto che non é consigliabile dar fiducia a tanti politici, sarebbe vostro interesse associarvi (o usare un’ associazione esistente) per tirarvi fuori dai guai. Una cosa possibile, se volete partire col piede buono, sarebbe chiedere a persona competente in sviluppo (anche il sottoscritto) di presentarvi:
    - le cause del degrado;
    - le condizioni sociali necessarie per permettere lo sviluppo economico.

    Volete una presentazione, delle trenta cause del sottosviluppo italiano ? Che devono, assolutamente, essere svelate per poter ambire ad un Paese normalizzato. Organizzatela in un contesto sociale, non politico. Mi invitate, verrei apposta in Italia.

    Poi dicono che io sono un troll...

  5. #25
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    La rete a rischio
    Tre domande al premier sul suo famoso colloquio con Tronchetti Provera

    Da quando Telecom Italia fu privatizzata, dapprima secondo un modello di public company con un piccolo nocciolo duro e poi con un azionariato privato di controllo a seguito della scalata di Colaninno e la successiva acquisizione da parte di Olimpia, a sua volta controllata da Pirelli, è migliorata l'efficienza gestionale, la redditività è stata salvaguardata, il fatturato è rimasto stabile, ma il livello dei debiti finanziari è molto aumentato (più che doppio del capitale di rischio, cioè più del doppio di quanto sarebbe fisiologico) perché gli investitori che l'hanno comprata hanno fatto ricorso largamente al credito e hanno scaricato sulla società i nuovi debiti. Le conseguenze sono molteplici: in conto economico gli oneri finanziari hanno rappresentato in questi anni il 10% circa del fatturato netto (moltissimo); gli ammortamenti sono stati impiegati per restituire il debito molto più che per rinnovare il patrimonio tecnico; sono scarseggiate le risorse per nuovi investimenti (all'inizio degli anni '90, all'epoca della Stet del gruppo Iri, gli investimenti tecnici si aggiravano intorno a 8 miliardi di euro ogni anno ed erano forse troppi, e infatti avevano anche la finalità di foraggiare le clientele fameliche dei maggiori partiti di governo; oggi gli investimenti sono più che dimezzati e sono indubbiamente insufficienti, vista anche la concorrenza mondiale spietata); come conseguenza inevitabile, il patrimonio tecnico ha perso più di un terzo del valore netto che aveva nel 2000. In queste condizioni, Telecom Italia non può più andare avanti. La cosa grave è che gli attuali proprietari non furono abbastanza lungimiranti quando nel 2002 acquisirono il gruppo.



    Ogni qualche anno, o anche più frequentemente, il gruppo Telecom elabora un piano e opera fusioni, incorporazioni, poi scorpori, separazioni societarie, sempre annunciando che questo e il suo contrario rispondono a visioni strategiche nell'interesse del paese e dei suoi azionisti (ma quali?).

    Ora viene adombrato il rischio che possa essere ceduto a terzi il controllo della telefonia fissa o di quella mobile. Poiché capitali di rischio nel settore privato italiano non abbondano certo, questo rischio equivale per il nostro paese a perdere il controllo di assets importanti.

    Nasce quindi un'altra questione, niente affatto secondaria. A differenza delle autostrade, della cui rete è proprietaria l'Anas, dell'energia elettrica e del gas, della cui rete sono proprietarie Terna e Snam Rete Gas a controllo statale, nel caso della telefonia fissa la rete è di proprietà di Telecom Italia.

    Qualsiasi gestore voglia operare, sia pure in concorrenza, deve passare attraverso Telecom Italia. Chiunque voglia e possa entrare nella rete, per finalità legittime o meno, deve bussare alla porta di Telecom Italia e intrattenere rapporti con il gruppo. Ecco allora che alcuni illuminati avanzano un'idea: Telecom Italia rivenda la rete allo Stato e, visto che ci si trova, se la faccia pagare un prezzo tale che i suoi problemi finanziari si aggiustino.

    Prima di entrare nel merito delle questioni, assai delicate, e di sicuro ci entreremo nei prossimi giorni, desideriamo chiedere in via preliminare al presidente del Consiglio: quando lei ha ricevuto il dott. Tronchetti Provera, se è vero che non avete parlato dell'imminente operazione di scorporo, avete forse esaminato la questione della ristatalizzazione della rete telefonica? Se sì, avete parlato di corrispettivi? Terza domanda: quale fu il valore stimato dell'asset "rete" quando il Tesoro sotto i governi di centro-sinistra provvide a privatizzare Stet-Telecom Italia?

    Roma, 13 settembre 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  6. #26
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    Predefinito Gestione All' Italiana ?

    Non conosco i dettagli della situazio Telecom. Ma mi chiedo se si tratti, anche in tal caso, di gestione "all'italiana".

    Con gestione "all'italiana" intendo gestioni di questo tipo:



    E LA BARCA ITALIA VA, MA FA ACQUA, ACQUA DA TUTTE LE PARTI
    Un equipaggio che non sa navigare

    L`aria, in Italia, é pesante. Per rendersene conto, stare un anno fuori e poi tornare. Allora si respira pesante, si cammina su terreno fangoso. E fangosa quella terra ove diventa complessa, difficile, un`azione che nel resto dell’Europa é ovvia, immediata, senza storia. In Italia invece essa puo avere una storia negativa, puo’ effettuarsi solo in tempi lunghi, o con estrema difficoltà, o con l`intervento di un padrino.

    E pesante l`aria di quel Paese ove persino persone dotate di qualità eccelse stentano a emergere, a portare a termine le proprie iniziative. Ove invece le stesse persone, andando in un altro Paese europeo, di latitudine poco piu alta, emergono senza problemi, hanno successo.

    In gennaio ‘98 il procuratore generale segnala che la giustizia italiana non é proprio a livelli europei. Il direttore delle F.S. ha detto poco prima qualcosa di simile delle ferrovie. In luglio ’99 il magistrato capo del pool Mani Pulite denunzia il rischio che una buona metà delle inchieste su tangentopoli cada in prescrizione, in quanto ….”la giustizia non funziona. E spiacevole, aggiunge, poiché sarebbe un segno di impunità”.. Altri responsabili di grosse strutture pubbliche italiane, nel fare paragoni cogli altri Paesi dell’Unione, potrebbero arrivare a conclusioni fallimentari di simile tipo. Non sarebbe sorprendente.

    E la barca Italia va, continua a navigare, ma fa acqua da tutte le parti.

    Le ultime eclatanti notizie confermano quello che sapevamo: il Paese non funziona. Se uno degli uomini chiave del vecchio centrosinistra si rifugio’ in Tunisia per sfuggire alla giustizia, se un ex-premier é stato indagato per complicità con la mafia, allora non si possono aver dubbi: il sistema Italia ha i piedi d’argilla e rischia il sottosviluppo.

    Guardando fuori dalle frontiere, dove ti volti, vedi qualcosa che gli altri sanno fare, e noi no. O meglio, fingiamo di fare la stessa cosa, o proviamo a farla. O diciamo di volerla fare. Ma poi succede che ci fermiamo a metà strada. O che abbiamo un risultato che non é paragonabile a quello ottenuto negli altri Paesi dell’Unione, ma lo é a quello ottenibile in un Paese del Nord-Africa.

    I media hanno parlato recentemente di due fra i tanti ospedali in sofferenza. Sigilli al Policlinico di Roma nel ’97, a seguito di un’infezione diffusa. Inoltre le notizie di luglio ’99 dallo stesso ospedale dicono: perquisite dai carabinieri le sale operatorie. Immodizia, ferri arrugginiti, provette sporche. Undici bimbi infettati da un piccolo germe, il quale si é preso il compito (due volte in 24 mesi, o forse erano due germi diversi ?) di mostrare a tutti che il grosso ospedale universitario é sporco e mal gestito. Cosa che chi lavora in esso sa da anni, ma finge di non sapere, per non essere danneggiato da un sistema mafioso che gestisce personale e risorse in base ai proprii interessi.

    IL Caldarelli, cuore dolente della sanità partenopea, non va meglio. Per cui la marcia della salute, organizzata da un partito, si chiude davanti ai suoi cancelli. Bindi, ministro della Sanità, dichiara: “…Il problema é comune alle grandi strutture. Al Caldarelli mancano le camere sterili, a Firenze chiudono le sale operatorie del Careggi, a Pesaro muoiono dieci persone. Realtà diverse, accomunate da un’emergenza.” Solo dieci mesi prima lo stesso ministro, con faccia tosta (o per ignoranza ?), aveva sostenuto nel talk-show “Porta a porta” che la Sanità italiana é al livello di quella degli altri Paesi sviluppati d’Europa !…… Ma la serietà dei politici italiani é ormai conosciuta in Europa !

    Nel tratto Parigi-Roma dormire in cuccetta puo’ portare a strani confronti. Se il vagone cuccette é francese, il condizionamento é in funzione. Se la carrozza é italiana, una volta su cinque il viaggio (in inverno) sembra fatto in Siberia. In estate sembra fatto in Africa. La differenza: in Francia una carrozza che ne ha bisogno, va in manutenzione. In Italia viaggia. C’é da soprendersi del numero di incindenti ferroviari in Italia ?

    Le condizioni di costruzione dell’Eurotunnel (Parigi-Londra) e del passante ferroviario Milano-aeroporto sono state elencate da Radice sul Corriere della Sera. Eurotunnel, 50 km, il passante milanese 10.5 km. Eurotunnel, 380 miliardi/km, il passante 571 miliardi/km. Eurotunnel finito in 7 anni, il passante milanese non finito in 17 anni.

    Da La Repubblica (27-1-99), contenente un articolo intitolato Bassa Velocità : « Sui lavori lungo la direttrice Milano-Napoli emerge una realtà sconcertante : uno spaccato di una commedia dell’assurdo, un’inestricabile matassa di contraddizioni ed errori della quale sarà impossibile venire a capo. Cominciando dall’elemento macroscpico dei ritardi e dei rinvii …..tra un progetto bocciato e un cantiere contestato, la data di apertura dell’intera tratta é fissata al 2006. E un gap incolmabile rispetto agli standards degli altri Paesi Europei. »
    « L’altro intoppo riguarda invece Napoli. La stazione terminale dei convogli ad alta velocità non sarà quella di Napoli, ma un apposito scalo ad Afragola. Un interscambio, ove i passeggeri dovranno cambiare treno per arrivare a destinazione. » Un modo come un’altro per vanificar’e il riparmio di tempo conseguito ! L’articolo conclude : « Poca Europa in tutto questo».

    Panorama,nel novembre 99, tenta di ripôndere alla domanda: “Di chi la colpa del caos dei trasporti ?”con qualche rilevamento. “I tempi medi di realizzazione delle grandi infrastutture restano dalle tre alle cinque volte superiori a quelli europei. Per la direttissima ferroviaria Roma-Firenze ci sono voluti più di 30 anni. Qualsiasi persona di buon senso sa che , per liberare le strade, le merci dovrebbero viaggiarre in mare e su treno. Ma la % di merci trasportatat sui vagoni F.S. rimane inferiore al 15%.”
    Le Ferrovie dello Stato hanno ammesso (lettera al Corriere del 1-11-99): “Il quadruplicamento degli assi Nord-Sud e Est-Ovest e il potenziamento dei nodi fondamentali, partiti 20 anni fa, subiscono ritardi a causa delle interrminabili procedure amministrative.”

    L’indagine ISTAT sulle università (Il Corriere, 5-11-99) mette in rilievio l’alto tasso di insuccesso che non ha eguali negli altri Paesi evoluti: solo il 40 % degli iscritti raggiunge il traguardo della laurea. Inoltre, nel ’98, l’esercito dei fuori corso nelle università supera l’88 % del totale iscritti.

    C’é da chiedersi come mai l’Italia sia in Europa e non in Africa !

    Le Poste Italiane hanno da decenni il primato europeo per la lentezza della consegna, per la lunghezza delle code agli sportelli e per l’inaffidabilità dei servizi. Nel luglio ’99 la proposta del ministro Piazza per l’abolizione della coda agli sportelli: un coacervo di buone intenzioni, indice del livello della maturità civile italiana. In un’altro Paese il problema dalla coda si sarebbe risolto senza impegnare il parlamento, in modo più semplice: rilevamento delle cause del problema e realizzazione pratica dei correttivi necessarii ad eliminarlo. In Italia si propone una legge. La commedia dell’arte é italiana !

    Sergio Bocca afferma : « Ferrovie e crimininalità. Non passa giorno o settimana senza morti o ammazzati dalla malavita organizzata o senza treni che deragliano e locomotive che s’incendiano….. Al ministro dell’interno va bene che esista una non piccola provincia italiana, la Aspromontana, in cui lo stato in cento anni non ha mai trovato uno dei sequestrati della ‘ndrangheta. ».

    Nelle riunioni internazionali ove vengono discussi e definiti gli standards di trasmissione per le telecomunicazioni, o dei collegamenti internazionali, o per la costruzione di apparecchi industriali, i rappresentanti degli altri Paesi dell’Unione Europea proteggono gli interessi delle proporie economie. I rappresentanti italiani raramente ci provano, se lo fanno rischiano brutte figure.

    Nel 2002 la sorpresa di Marino, re dei trapianti. Lui , che nel ’92 era il 1° direttore straniero del centro trapianti governativo USA, nel ‘99 diviene direttore dell’ISMETT di Palermo. Nel 03, stanco di combattere per poter lavorare, sbatte la porta e se ne va a dirigere la divisione trapianti a Philadelphia, dicendo: qui in Italia non posso lavorare, son costretto ad andarmene. Un’altro esempio del pantano italiano.

    Vale la pena di ricordare che non c’é nessun Paese dell’Unione Europea che sia al livello italiano, cosi basso, in tutti i settori menzionati ? E quali ne sono i motivi ? E come mai nessuno li ricerca e li scopre ? L’intellighentia italiana dorme, o non esiste ?
    Se vogliamo andare a fondo e scoprire le cause del sottosviluppo italiano, non c’é alternativa ad un riesame dei nostri comportamenti. Questa lettera dall’Europa é un piccolo contributo preliminare.

    Antonio Greco

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  7. #27
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    Prodi e la porta d'Oriente
    Una reazione esagitata che provoca malessere nel capitalismo italiano

    Quali che siano stati i rapporti fra la proprietà di Telecom ed il governo, e gli accordi presi o che si è creduto di poter prendere fra questi due soggetti, colpisce la reazione del presidente del Consiglio per la sua virulenza. Ammesso anche che il presidente Prodi abbia ragione di essere contrariato per più motivi dell'esito della vicenda (e perché il governo non è stato informato - da come parla, parrebbe perfino raggirato - e perché i piani industriali del gruppo non sembrano all'altezza delle esigenze di rilancio economico e di sviluppo della telefonia italiana), occorrerebbe che il governo si mostrasse comunque rispettoso della proprietà privata e del mercato.

    Invece, forse, senza volerlo, sembra aggredire entrambi, e questa è una nota dolente della vicenda che, con maggiore cautela, ci poteva essere risparmiata, visto che il nostro Paese ha fatto e continua a fare fatica sul fronte della distinzione del pubblico dal privato in economia, distinzione che pure è alla base di un sistema economico occidentale maturo. A proposito: è certamente pregevole che il presidente del Consiglio candidi l'Italia ad essere "la porta di Oriente". Badi solo a non far sì che si chiuda quella dell'Occidente, visti i contenziosi apertisi, con tanto di esponenti della maggioranza pronti ad auspicare a Tronchetti Provera una cura alla Chavez.



    Fra l'altro, come molti hanno notato e ricordato, la privatizzazione Telecom è stata progettata e partorita all'interno dell'esperienza dei precedenti governi del centrosinistra e vantata a lungo come un segnale di modernizzazione del paese. Può anche essere lecito pensare che tanta enfasi propagandistica non abbia dato i suoi frutti, anche a causa di una classe imprenditoriale più preoccupata delle proprie tasche che del prestigio nazionale. Ma la sola idea di un capitalismo senza profitti, o di un capitalismo senza interessi, appare di un'ingenuità tale da chiedersi se mai il centrosinistra, quale quello che oggi conosciamo, sia davvero in grado di misurarsi con il governo del paese. Capiamo di più il presidente Prodi quando rimpiange i grandi dirigenti dell'Iri ed i loro piani di ampio respiro, capaci di dare fiato all'asfittico sistema finanziario e produttivo italiano. Egli appartiene infatti ad una stagione molto lontana della nostra vita politica che aveva pure, come noi ben sappiamo, dei pregi notevoli. Non è colpa nostra se il professore ha voluto proseguire la sua esperienza di successo in un'altra era.

    Roma, 14 settembre 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  8. #28
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    Predefinito Le Speranze Di Fargliela Sono Tenui ....

    Il riferimento fatto al periodo in cui Prodi era respons. dell' Iri, merita una precisazione.

    Preciso perché, dall' interno del Paese non sempre si vedono tutte le evoluzioni.

    Negli ultimi vent' anni ci sono state evoluzioni veloci e negative. Nella società italiana si é passati da metodi di lavoro vicini a quello medio europeo, agli attuali metodi che si accostano a quelli medio-orientali...

    IN pratica, tanta perdita di efficienza, e aumento di sprechi e corruzione. .....Ecco la mia cronaca.

    FLESSIBILITA E EVOLUZIONI DEL BEL PAESE
    (GLI ULTIMI ANNI DEL XX SECOLO)
    Nei secoli, tante invasioni. Gli Italiani furono costretti a cambiare spesso padrone, condizioni di vita, garanzie e diritti. Successe quindi che si adattarono, presero alcuni caratteri, rimasti poi nel DNA. Adattarsi al nuovo padrone, non contrastarlo, evitare conflitti. Gli Italiani di oggi, davanti agli altri Europei, mostrano poca simpatia per la fermezza e la chiarezza.

    E per questo che oggi in Europa si riconosce agli Italiani una grande flessibilità. D’altronde,
    se non avessimo avuto nel passato lontano spirito di adattamento e flessibiltà, avremmo dovuto avere, per esistere, forza, disciplina ed eserciti paragonabili a quelli degli invasori. Non credo ne abbiamo avuti.

    La flessibilità é certo un vantaggio rispetto agli altri europei, in un mercato competitivo, che evolve rapidamente. Purtroppo la nostra grande flessibilità, unita ad una talvolta limitata coerenza, debole spina dorsale, ha avuto anche conseguenze negative. Negli ultimi quaranta anni ci siamo velocemente adattati a nuovi usi e costumi. Le evoluzioni le ho risentite pressappoco cosi.

    1. ANNI 60-70. Ancora diffusi i comportamenti abbastanza corretti nella società. La corruzione già esiste, ma non si é ancora diffusa ovunque. Essa é nascosta, ma cerca di espandersi nelle stanze del potere. La facciata del potere é la gestione del Paese e la lotta contro il comunismo. Dietro la facciata, l’affaripolitismo (=commistione di affarismo privato e politica) si diffonde e contribuisce a sostenere partiti politici e relative correnti.

    2. ANNI 80-90. La diffusione a macchia d’olio della corruzione e dell’omertà nelle gestioni del potere nazionale, locale e degli enti di stato continua. Alla fine del secolo non ci sono organi istituzionali indenni dall’inquinamento in espansione. Persino la giustizia é colpita. Qualcuno comincia a dubitare che essa sia super-partes.

    3. La larga e rapida diffusione, dappertutto, della corruzione, fa cambiare i comportamenti. La gestione frequentemente scorretta del potere per fini di parte é ormai ben conosciuta dal grande pubblico. I comportamenti scorretti o delittuosi non vengono più nascosti. Si confessa pubblicamente che le tangenti servono al partito o alle sue correnti. Ma l’affaripolitismo per arricchimenti personali é ancora nascosto.

    4. Vengono alla luce, sempre più numerosi, i casi di uso del potere per scopi delittuosi. Contemporaneamente, forse a causa della incapacità (o non volontà) della giustizia di perseguire i colpevoli, si diffonde il senso dell’impunità di chi sta al potere. In certi ambienti, essere cooptati dal potere politico comporta l’accettazione dell’affaripolitismo privato. Contemporaneamente diminuisce il numero di cittadini che protestano e si scandalizzano nello scoprire gli usi scorretti del potere.

    5. Appare chiaro che la % di gestori della cosa pubblica o degli enti statali che svolgono realmente il proprio ruolo diminuisce. Si diffonde l’idea che la carica pubblica o l’elezione non comporta necessariamente impegno né grandi obblighi inerenti al proprio ruolo.

    6. La dietrologia, le manovre, i colpi bassi fra clans diversi, divengono comportamenti diffusi. Per i funzionari pubblici di alto calibro gestire l’ente o il servizio di cui si é (nominalmente) responsabile diviene sempre meno importante. Conservare la propria fetta di potere, restare a galla, é la preoccupazione prevalente.

    7. Colla istituzione della Comunità Europea, le merci cominciano a passare le frontiere e nei Paesi della U.E. inizia la competizione. Produttori di beni e servizi devono fare fronte ad una competizione più accanita e difficile. In tale quadro economico divenuto complesso, i sistemi di produzione e vendita più efficienti emergono. Fra i Paesi della U.E., l’Italia si distingue per alcuni fattori particolari del suo quadro sociale, che hanno un impatto sulla competitività.

    Eccoli:
    - l’assenza di volontà e capacità organizzative, la diffusione dell’improvvisazione (causa ed effetto della confusione in aumento) in un mercato sempre più complesso creano difficoltà agli imprenditori.
    - la difficoltà di realizzare i programmi pubblici previsti fa cambiare il quadro economico e quello pubblico. Si vive sempre di più alla giornata, i programmi divengono solo indicativi. Le promesse non si possono mantenere. Gli obbiettivi dichiarati si dimenticano.
    - sparisce il valore “responsabilità del proprio operato”. Si diffonde a macchia d’olio il vecchio (ma una volta nascosto) uso di selezionare la classe dirigente per allacci personali. Il merito e l’esperienza, formalmente in auge, divengono in pratica valori dimenticati. L’unica cosa che conta ormai: conoscere un VIP potente.

    8. In certi settori il numero di persone che si serve di un referente é troppo aumentato. Per cui l’uso di un referente diviene una carta sempre meno sicura. Per effetto di detti cambiamenti di valori, diviene chiaro ad un numero crescente di persone che compiere bene il proprio dovere, in modo corretto, non paga più. In conclusione, l’inaffidabilità, la confusione, regnano ormai sovrane nel sistema Italia. La competitività é sparita o sta sparendo. Gli imprenditori se ne lamentano. Il sistema Italia é ormai grippato in alcuni settori. Qualche imprenditore, nel battersi contro la inefficienza, comincia a capire che spostare la propria attività al Nord o all’Est del Paese é un opzione da considerare come ancora di salvezza.

    9. La FIAT chiude il primo stabilimento. E il primo segno di una catastrofe in arrivo ? Le somiglianze del sistema Italia con i sistemi sociali del Sudamerica aumentano in certi settori. Chissà se un giorno i nostri allacci economici con i Paesi U.E. diminuiranno ? In tal caso ci resterebbe un’opzione: associarci ad un mercato comune del Sudamerica !

    Conclusione. E ora di dire la verità. Se restiamo come siamo, se non realizziamo che bisogna cambiare, riconosciamo che siamo un Paese in via di sottosviluppo !
    L' Emigrato
    Antonio Greco
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  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Bianca Zucchero Visualizza Messaggio
    Oggi le prime pagine dei giornali sono piene delle allarmanti notizie sull'enesima ristrutturazione del gruppo di Tronchetti Provera, quella Telecom che il buon D'Alema regalò a gente che non aveva una lira per comprarsela e che si sta "dissolvendo" coome neve al sole tra mille rivoli (banche soprattutto con le quali il buon Trochetti s'è indebitato fino allo sfinimento, a leggere il blog di Grillo che in merito ha sprecato fiumi di post del tutto inascoltato nonostante il disastroso precedente della Parmalat). E pensare che quando qualche tempo fa postai qualcosa circa il deficit in cui si trovano tutte le aziende telefoniche tantoppiù la Telecom (citando sempre Grillo) qualcuno affetto dalla solita bastian contrarite replicò che la Telecom era in perfetta salute!
    I governi (quello precedente e quello attuale) tacciono, i sindacati sono in allarme dopo non avere fatto ASSOLUTAMENTE NULLA COME LORO SOLITO per denunciare questa vergogna e le ridicole associazioni italiote dei consumatori (sempre a rimorchio dei partiti di riferimento) tacciono anch'esse!
    Difficile, davvero difficile a breve dire "non lo sapevamo"!


    Si accettano scommesse : Andrà , senza che cacci una lira , a De Benedetti- Che fra tre anni la rivenderà a caro prezzo.

 

 
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