



queste sono tue personalissime considerazioni. ma gli altri stati europei non hanno agito come l'italia. francia, spagna e germania hanno agito in maniera diversa e hanno sviluppato una politica estera profondamente diversa dalla nostra.
i rapporti diplomatici non dovrebbero basarsi su un legame di amicizia fra due uomini d'affari che per "combinazione" sono uno il presidente degli stati uniti e l'altro il presidente del consiglio italiano...


La Spagna di Zappatero ha una politica castrista che non porta da nessuna parte.
La Francia di Chirac ha una politica filo araba troppo aperta a certi estremismi.
Schröder era ed è tuttora un amico di Putin. Merkel non sciuperà la politica del suo predecessore e non mancherà di avvicinarsi all America.
Queste sono sempre le mie personalissime considerazioni.




Nessuno però cita Salvador Allende, che portò alla fame il Cile, espropriando terreni, nazionalizzando fabbriche (naturalmente con la violenza) torturando i dissidenti, ospitando sul proprio territorio le bande cubane composte dagli sgherri di castro. Nessuno ricorda che allende era di fatto stato sfiduciato dal parlamento, ma non voleva cedere il potere. All'epoca del golpe, certo pinochet aveva l'appoggio della maggioranza della popolazione e nessuno si chiede perchè.




Antoninus, stai a Poitiers? perchè non ci racconti di carlo martello e della celebre battaglia, potrebbe convincere tutti i filoislamici di politicaonline a diventare filooccidentali....




http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Poitiers_(732)
Battaglia di Poitiers (732)
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Battaglia di Poitiers
Parte delle Conquiste islamiche
‘Abd al-Rahmān al-Ghāfiqī e Carlo Martello durante la Battaglia di Poitiers
Data: 17 ottobre ? 732
Luogo: presso Tours, Francia
Esito: Vittoria decisiva dei Franchi
Schieramenti
Franchi Emirato omayyade di al-Andalus
Comandanti
Carlo Martello ‘Abd al-Rahmān al-Ghāfiqī (morto)
Effettivi
15.000-75.000 60.000-400.000
Perdite
circa 1.500 secondo fonti occidentali, ma probabilmente molto più alte sconosciute, ma molto alte, in particolare l'Emiro ‘Abd al-Rahmān al-Ghāfiqī
La battaglia di Poitiers fu combattuta in un giorno indeterminabile di ottobre (forse il 10, forse il 17) del 732 tra l'esercito arabo-berbero musulmano di al-Andalus, comandato dal suo governatore, 'Abd al-Rahmān ibn ‘Abd Allāh al-Ghāfiqī, e quello dei Franchi di Carlo Martello, maggiordomo di palazzo (equivalente a capo dell'esecutivo e dell'esercito) dei re merovingi.
Indice [nascondi]
1 Preludio
2 La battaglia
3 Conseguenze
4 Voci correlate
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Preludio
Il governatore arabo (wālī) si era spinto, attraverso l'Aquitania, verso Bordeaux e puntava in direzione della città di Tours e della sua ricca basilica, dedicata a S. Martino, per depredarla. Non è escluso che, in mancanza di reazioni, la razzia si sarebbe potuta trasformare in ulteriore azione di conquista.
Eudes (Ottone), duca della marca d'Aquitania, che in passato aveva avuto utili intese coi musulmani e pessime invece con Carlo, tentò di arrestare il passaggio dell'esercito musulmano ma fu sconfitto. Fu allora costretto a chiedere suo malgrado l'intervento del potente maggiordomo di Austrasia e Carlo si presentò con un composito esercito di Franchi, Visigoti, Gepidi, Sassoni, Bavari, abitanti dell'Assia, della Franconia e provenienti dalle lontane marche germaniche. Tanto poco Carlo era preoccupato che non proclamò alcuna mobilitazione generale (lantweri), limitandosi a una mobilitazione solo parziale.
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La battaglia
La sua linea di condotta fu quella di non cadere nella tattica musulmana dell'al-farr wa al-qarr: cioè dell'attacco seguito da una programmata ritirata, mirante ad illudere l'avversario dell'imminenza di una facile vittoria e di un ancor più facile bottino. Ordinò dunque che i suoi guerrieri attendessero l'attacco senza altra replica che non fosse quella del momentaneo corpo a corpo, impartendo severe disposizioni affinché i suoi uomini non cadessero nella tentazione dell'inseguimento del nemico in apparente fuga.
Il suo "muro di ghiaccio" resse splendidamente, forte anche della scarsa velocità delle sue cavalcature europee che s'accompagnava però a una loro maggior solidità, a fronte dell'agilità della cavalcature arabo-berbere ma d'una loro scarsa resistenza e d'una minor mole.
Fu la rotta per i musulmani che caddero in gran numero, tanto da far definire ai cronisti musulmani quella giornata come "il lastricato dei màrtiri" (balāt al-shuhadā').
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Conseguenze
La battaglia ebbe una rilevanza tattica abbastanza contenuta, dal momento che ai musulmani andalusi sarebbe stato facile armare un altro esercito in tempi assai brevi ma sotto un profilo strategico essa fu decisamente di grande portata, più che per aver fatto fallire il piano delle forze musulmane per aver invece fornito il destro a Carlo di gettare le prime basi di un ambizioso futuro imperiale per sé e la sua casata che sarebbe stato poi stato portato a pieno compimento dal nipote Carlomagno.
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Voci correlate
al-Andalus
Austrasia
Carolingi
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Poitiers_%28732%29"
Categoria: Battaglie


Fai bene a citare wikipedia. Aspetta che ti posto qui io qualcosa tratto da wikipedia.
Salvador Allende Gossens (26 luglio, 1908 - 11 settembre, 1973) fu Presidente del Cile dal 3 novembre 1970 fino alla destituzione violenta e uccisione a seguito di un colpo di stato militare, avvenuta l'11 settembre 1973.
Indice
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- <LI class=toclevel-1>1 Storia <LI class=toclevel-1>2 Elezione <LI class=toclevel-1>3 Presidenza <LI class=toclevel-1>4 Il golpe <LI class=toclevel-1>5 L'eredità spirituale ed il dibattito <LI class=toclevel-1>6 Hanno detto... <LI class=toclevel-1>7 Voci correlate <LI class=toclevel-1>8 Altri progetti
- 9 Collegamenti esterni
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Storia
Allende nacque a Valparaíso ed esercitò la professione di medico.
Fu massone, ma anche appassionato marxista ed acuto critico del sistema capitalista. Probabilmente già durante gli studi universitari si avvicinò al nascente Partito Socialista Cileno, del quale sarebbe molto presto divenuto cofondatore e principale leader. Allende fu dapprima ministro in governi di coalizione e successivamente presidente del Senato cileno.
Eletto presidente, Allende dichiarò la sua intenzione di promuovere riforme socialiste, la cosiddetta "via cilena al socialismo", che prevedeva radicali misure - riforma agraria, aumento dei salari, nazionalizzazione del rame..- sempre restando nell'ambito della legalità democratica. I suoi avversari politici lo accusarono di voler convertire il Cile in un regime comunista, ma Allende rigettò queste insinuazioni.
Queste accuse, però, trovavano allarmata attenzione presso gli Stati Uniti, che apertamente manifestarono di considerare pericolosa la sua crescita politica, ovviamente non solo per motivi legati all'ideologia, stanti gli enormi interessi economici americani in quell'area. Documenti recentemente declassificati del governo USA (v.)hanno confermato che precisi ed inequivocabili ordini erano stati diramati agli agenti della CIA per prevenire l'elezione di Allende alla presidenza o, ove ciò non si fosse potuto impedire, per creare condizioni favorevoli per un golpe.
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Elezione
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Statua di Salvador Allende
Dopo aver tentato per tre volte la corsa presidenziale, il 5 settembre 1970 Allende fu eletto presidente come leader della coalizione Unidad Popular. Ottenne il primo posto al voto con 1.070.334 preferenze, ma, non avendo il 50% dei voti (36,3% a lui, 34% a Jorge Alessandri, 27,4% a Radomiro Tomic, della Democrazia Cristiana Cilena), il Congresso avrebbe dovuto decidere tra lui ed il secondo più votato.
Anche prima della sua vittoria elettorale, Allende attirò rapidamente su di sé il veto dell'establishment politico statunitense. A causa delle sue idee socialiste, si cominciò a temere che ben presto il Cile sarebbe diventato una nazione comunista e sarebbe entrato nella sfera d'influenza dell'Unione Sovietica. Per di più gli USA avevano cospicui interessi economici in Cile, con società come ITT, Anaconda, Kennecott ed altre.
L'amministrazione Nixon, in particolare, fu la più strenua oppositrice di Allende, per la quale nutriva un'ostilità che Nixon ammetteva apertamente. Durante la presidenza Nixon, i cosiddetti "consiglieri" USA (che avrebbero imperversato in buona parte dell'America Latina per tutti gli anni '70 e '80) tentarono di impedire l'elezione di Allende tramite il finanziamento dei partiti politici avversari. Si sostiene che lo stesso Allende abbia ricevuto finanziamenti da movimenti politici comunisti esteri, ma tale ipotesi rimane ufficialmente non confermata, ed in ogni caso la portata degli eventuali contributi sarebbe stata ben minore rispetto alle possibilità di "investimento" statunitensi.
Una volta che Allende fu finalmente eletto,con l'appoggio della Democrazia Cristiana, la CIA condusse operazioni nel tentativo di spingere il Presidente uscente del Cile, Eduardo Frei Montalva, a bloccare la ratifica, da parte del Congresso, della nomina di Allende a nuovo Presidente. Il piano della CIA era di persuadere il Congresso Cileno ad eleggere presidente l'avversario di Allende, il candidato del Partito Liberal Conservatore Jorge Alessandri Rodríguez. Sempre secondo il piano, Alessandri avrebbe prontamente rassegnato le dimissioni dopo essere stato eletto, per poter indire nuove elezioni. Con il ricorso a questo trucco, Eduardo Frei avrebbe così potuto ripresentarsi alle elezioni nell'apparente formale rispetto della legalità (la Costituzione cilena allora vigente vietava infatti più di due mandati presidenziali, ma solo se questi erano consecutivi), e presumibilmente avrebbe sconfitto Allende.
In ogni caso, alla fine, Frei, nonostante le fortissime pressioni statunitensi, non se la sentì di forzare la Costituzione bloccando la ratifica, così il Congresso scelse di designare Allende come presidente, a patto però che firmasse uno "Statuto di Garanzie Costituzionali" nel quale garantiva che le sue riforme socialiste non avrebbero stravolto nessun elemento della Costituzione Cilena.
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Presidenza
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Sostenitori di Allende
Una volta eletto, Allende iniziò ad operare per realizzare la sua "piattaforma" di riforma socialista della società cilena. Fu avviato un programma di nazionalizzazione delle principali industrie private, fra cui le miniere di rame fino ad allora sotto il brutale controllo della Kennecott e della Anaconda (aziende americane), si diede mano alla riforma agraria, fu creata una sorta di tassa sulle plusvalenze. Il governo annunciò una sospensione del pagamento del debito estero e al tempo stesso non onorò i crediti dei potentati economici e dei governi esteri. Tutto ciò irritò fortemente la media e alta borghesia ed acuì la tensione politica nel paese, oltre ovviamente a creare un discreto dissenso internazionale.
Durante la sua presidenza Allende non ebbe facili rapporti col Congresso Cileno, in cui era forte l'influenza della Democrazia Cristiana Cilena, partito profondamente conservatore. I Cristiano Democratici continuavano ad affermare che Allende stava conducendo il Cile verso un regime dittatoriale, sulla falsariga del governo cubano di Castro, e cercavano di stravolgere molte delle sue maggiori riforme costituzionali. Alcuni membri del Congresso addirittura invocarono l'intervento delle forze armate, tradizionalmente neutrali, a compiere un golpe per "proteggere la costituzione" (secondo alcuni questo fu una sorta di crudo ed esplicito "ultimo avvertimento" lanciato ad Allende affinché ammorbidisse le sue posizioni o, meglio, si dimettesse da sé, senza far pericolosamente scomodare i militari).
Nel 1971, a seguito di una singolare visita ufficiale, durata addirittura un mese, del presidente Cubano Fidel Castro (col quale aveva stretto una profonda amicizia personale), Allende annunciò il ripristino delle relazioni diplomatiche con Cuba, nonostante in una dichiarazione dell'Organizzazione degli Stati Americani, cui il Cile aderiva, si fosse stabilito che nessuna nazione occidentale avrebbe concesso aperture verso quello stato.
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Allende mentre parla all'Assemblea dell'ONU
La politica di Allende, sempre più sbilanciata a sinistra verso il socialismo (in parte in accoglimento delle pressioni di alcune delle frange più massimaliste della sua coalizione), e gli stretti rapporti con Cuba, allarmarono Washington. L'amministrazione Nixon cominciò ad esercitare una pressione economica sempre più crescente attraverso molti canali, alcuni dei quali erano legali (come l'embargo), ma molti di più illegali, attraverso il finanziamento degli oppositori politici nel Congresso Cileno e nel 1972 attraverso l'inconsueto appoggio economico erogato al sindacato dei camionisti, che paralizzò il paese.
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Il golpe
Nel Settembre del 1973, l'altissimo tasso di inflazione e la mancanza di materie prime avevano precipitato il paese nel caos. L'11 settembre di quell'anno, le forze armate Cilene guidate dal Generale Augusto Pinochet, misero in atto il golpe cileno del 1973 contro Allende. Durante l'assedio e la successiva presa del Palacio de La Moneda, Allende morì di morte violenta.
Non sono del tutto chiare le circostanze della sua morte: il suo medico personale affermò che il Presidente si suicidò con una mitraglietta donatagli da Fidel Castro, mentre altri sostengono che fu ucciso dai golpisti di Pinochet mentre difendeva il palazzo presidenziale. Pare anche che la Massoneria, per salvare il confratello, avesse inviato un aereo per condurlo fuori dal Cile.
In seguito al colpo di stato, in Italia ci furono molti scioperi in solidarietà con Allende e il popolo Cileno. Italia e Svezia non riconobbero mai il regime di Pinochet, e per tutti i 17 anni di dittatura ufficialmente rimasero in carica gli ambasciatori nominati da Salvador Allende.
Il colpo di Stato, che molti Cileni speravano proteggesse la costituzione, ora si manifestava in tutto il suo orrore. Pinochet avrebbe di fatto regnato, non democraticamente eletto, per i successivi diciassette anni. La violazione dei diritti umani da parte del suo governo è stata, così come testimoniano precise prove documentali, sistematica prassi quotidiana, ed alla fine del lungo periodo di dittatura si stimarono più di 3.000 vittime (anche non cilene), fra morti e "desaparecidos".
Documenti ora declassificati indicano altresì come la CIA, il servizio di controspionaggio degli Stati Uniti d'America sia stato "longa manus" del governo di quest'ultimo Paese, appoggiando il rovesciamento con la forza di Allende, ed ha incoraggiato ed alimentato l'uso della tortura da parte del dittatore Pinochet.
A luta continua