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Discussione: Domani è il giorno X

  1. #1
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito Domani è il giorno X

    Inizia l' iter sul conflitto interessi.

    Così i destri non si lamenteranno più, come nella precedente legislatura. Vi accontenteranno anche a Voi ... e a tutti quelli che nella CDL diroccata non vedono l' ora di fare la festa al nanetto.


    Poi legge elettorale.


    Nel frattempo, voi destri, starete ancora contando le schede, presumo.

    Saluti
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  2. #2
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    Predefinito

    Così si tronca sul nascere la storia che la sinistra non ha regolato sto conflitto di interessi, speriamo che queste polemiche pretestuose non le debba più ascoltare.

    Secondo voi l'UDC da che parte si mette?

  3. #3
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    Predefinito Marco Travaglio su legge conflitto d'interessi

    Marco Travaglio su legge conflitto d'interessi.
    Parole sensate.

    Dal chiacchiericcio politico-giornalistico di questi ultimi giorni, mi son fatto l'idea che il governo e la maggioranza non abbiano alcuna intenzione di risolvere davvero, alla radice, il conflitto d'interessi. E che dunque farebbero molto meglio a lasciar perdere, in attesa che dopo di loro (se non torna Berlusconi, ipotesi terrificante alla quale lavorano alacremente) si presenti qualcuno di più serio e coraggioso, o semplicemente qualche liberale vero.
    Io la vedo così. Penso che, per recidere il nodo alla radice, non si possa prescindere da alcuni punti irrinunciabili.
    1. Chiunque possieda quote azionarie di società editoriali, radiofoniche, televisive o comunque nel campo della comunicazione è obbligato a cederle a terzi (in nessun modo a lui riferibili o collegati), pena la ineleggibilità al Parlamento nazionale e negli enti locali. Il senatore Passigli mi ha dato dell'ignorante, sostenendo che non conosco i più recenti orientamenti della Corte costituzionale, che avrebbe addirittura bocciato come illegittimo il concetto di ineleggibilità. Evidentemente la cosa è sfuggita anche agli stessi membri della Corte costituzionale, visto che ho parlato l'altroieri con uno di essi e mi ha detto che non gli risulta. In ogni caso, Passigli dice che sarebbe meglio la incandidabilità: figurarsi se non sono d'accordo. Rendendo incandidabile chi è in conflitto d'interessi, non si pone nemmeno il problema di dichiararlo ineleggebile una volta eletto. Magari accadesse davvero. Ma sono pronto a giocarmi parecchio che la incandidabilità non sarà prevista dalla legge-pateracchio che lorsignori stanno per varare.

    2. Chi possiede o controlla società televisive o radiofoniche o telefoniche usufruisce comunque, in concessione, delle frequenze dello Stato, il che lo rende già oggi ineleggibile in base all'articolo 10 della legge 361 del 1957 (la stessa per cui chi ha la concessione per incollare i manifesti dei bandi comunali non può diventare consigliere né assessore comunale né sindaco; la stessa in base alla quale, senza obiezioni della Consulta, l'ex sindaco di Rimini è stato dichiarato decaduto perchè primario dell'ospedale comunale e un consigliere circoscrizionale di Milano è stato destituito perchè era anche portinaio di un palazzo comunale). Se il concessionario pubblico siede in Parlamento, o al governo, deciderà e voterà lui stesso sulla concessione delle sue proprie frequenze o sul loro rinnovo.

    3. Non più più essere il Parlamento (giunta per le elezioni) a decidere sulle cause di ineleggibilità: altrimenti si crea il fatto compiuto (il soggetto ineleggibile si candida e si fa eleggere ugualmente, poi si mette a strillare che i cittadini l’hanno votato ugualmente, e dunque la volontà popolare prevale sulla legge: esattamente quel che è accaduto con Berlusconi nel ’94, nel ’96 e nel 2001, quando maggioranze di destra, di sinistra e di destra hanno dichiarato Berlusconi eleggibile e Confalonieri, che tanto non era nemmeno candidato, ineleggibile al posto suo: come se le concessioni delle tre reti Mediaset facessero capo al manager e non al proprietario). A decidere sull’eventuale ineleggibilità degli eletti dev’essere un organismo terzo, come la Corte costituzionale o un’Authority composta da persone prive di tessera e immuni da qualunque appartenenza politica nel loro curriculum e magari nominata dal capo dello Stato o dalla stessa Consulta. Per evitare la "giustizia domestica".

    4. Il blind trust, come alternativa alla cessione delle tv, è una truffa: infatti, quando nel '94 Berlusconi lo propose per la prima volta, la sinistra gridò giustamente al "blind truff". Devolvere i pacchetti azionari a un'amministrazione "cieca", o congelare i diritti di assemblea dell'azionista, serve a evitare che costui legiferi in proprio favore o approfitti di informazioni privilegiate per fare insider trading e arricchirsi indebitamente a scapito della concorrenza. Ma qui il problema non è (solo) che Berlusconi guadagna facendo politica. E' che usa le sue tv per manipolare l'opinione pubblica e dunque l'elettorato, truccando le regole della democrazia. Anche se il fondo è cieco, i suoi giornalisti ci vedono benissimo, perchè il padrone, lui, continua a vedersi benissimo. E questo accade sia quando governa, sia quando sta all'opposizione. L'Unione invece, con una deliziosa trovata, contempla solo il conflitto d'interesse di chi va al governo. Il che significa che, finchè Berlusconi sta all'opposizione, non ha alcun obbligo: tutto resta come prima, lui si tiene le sue tv e le usa per demolire il governo avversario e per prendere il suo posto. Non è meraviglioso?
    5. L’obiezione a chi propone, per sciogliere il nodo Berlusconi, l’ineleggibilità è nota: l’ineleggibilità vale solo per le prossime elezioni, poniamo, del 2012. Ma nel 2012 Berlusconi potrebbe candidarsi senza cedere le sue tv, farsi eleggere, diventare presidente del Consiglio (carica che non richiede la qualifica di parlamentare), abrogare subito per decreto la legge sull’ineleggibilità prima che il suo caso venga discusso dalla giunta o dall’apposita Authority e restare in Parlamento per cinque anni tenendosi le sue televisioni. Vero. Ma intanto occorrerebbe la complicità del capo dello Stato che lo nomina e dell’Authority che traccheggia per dargli tempo di abrogare la legge sgradita. E poi questa prospettiva cadrebbe con l'incandidabilità. In ogni caso, l'eventualità rende ancor più urgente accompagnare la legge sul conflitto d’interessi con una seria legge antitrust sulle televisioni: non solo sui tetti pubblicitari e sulla disponibilità di frequenze per ogni soggetto, ma anche sul numero di reti sull’analogico terrestre. Il tetto fissato dalla Consulta nelle sentenze del ’94 e del 2002 è di due reti: il che impone a Mediaset di cederne una (si è sempre parlato di Rete4). Ma è una soglia decisamente eccessiva rispetto agli standard degli altri paesi europei, e agli stessi Usa, nessuno dei quali consente a un soggetto di controllare più di una rete tv (in Spagna il limite massimo è addirittura del 51%). Un’antitrust che non consenta a nessuno il controllo di più di una rete analogica terrestre, e dunque costringa Berlusconi a cederne due, neutralizzerebbe le conseguenze dell’eventuale colpo di mano del Cavaliere nel caso malaugurato di un suo ritorno al governo: potrebbe conservare il potere dichiarandosi eleggibile e non più in conflitto d’interesse, ma resterebbe con una sola tv (...) .
    6. Vaneggiare di una legge "non punitiva" è una contraddizione in termini: come ha notato Sabina Guzzanti, tutte le leggi prevedono sanzioni per chi le viola. Le leggi sulle tasse sono "punitive" per gli evasori fiscali. La patente a punti è "punitiva" per i pirati della strada. Farfugliare di una legge che non sia "contro Berlusconi" è una solenne fesseria: Berlusconi è il titolare del più macroscopico conflitto d'interessi della storia dell'Occidente, che ancora l'altro giorno Al Gore, noto girotondino americano, definiva "un pericolo per la democrazia italiana". Se la nuova legge non obbliga Berlusconi a vendere tv e giornali per rimanere in politica, tanto vale non farla e tenerci la Frattini. L'attuale situazione, poi, è "punitiva" per un imprenditore che aveva creduto nel libero mercato e nello Stato italiano. Si chiama Francesco Di Stefano, nel 1999 ha vinto con Europa7 la gara per la concessione a trasmettere su scala nazionale, ma non ha le frequenze che sono abusivamente occupate da sette anni da Rete 4, che la gara per la concessione l'ha persa. Perchè mai punire chi ha rispettatoi le regole per non punire chi le ha sempre violate, o comprate, o riscritte su misura per sè?
    7. Per smorzare sul nascere le polemiche sull’Unione che "espropria" Berlusconi di Mediaset e occupa la Rai, sarebbe ottima cosa metter mano alla riforma della Rai sulla falsariga del progetto De Zulueta-Sabina Guzzanti & C. (legge iniziativa popolare, oltre 50 mila firme appena raccolte), per togliere il potere di nomina del Cda al Tesoro (cioè al governo) e alla Vigilanza (cioè ai partiti) e per affidarlo a un organismo terzo, un’Autorità delle comunicazioni a sua volta non scelta dai partiti, ma dai lavoratori della Rai e dalle categorie intellettuali e produttive del Paese. Così nessuno potrà dire che il centrosinistra ha lottizzato la Rai e il sistema televisivo farebbe un passo decisivo verso l’indipendenza dalla politica e potrebbe financo dare qualche notizia vera, piantandola con la menzogna e con la propaganda.

  4. #4
    Nebbia nn c'è, è andato via :D
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    O sbattono Berlusconi fuori dal Parlamento finché si tiene giornali e TV oppure sarà una legge fallimentare.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da ossoduro Visualizza Messaggio
    Inizia l' iter sul conflitto interessi.

    Così i destri non si lamenteranno più, come nella precedente legislatura. Vi accontenteranno anche a Voi ... e a tutti quelli che nella CDL diroccata non vedono l' ora di fare la festa al nanetto.


    Poi legge elettorale.


    Nel frattempo, voi destri, starete ancora contando le schede, presumo.

    Saluti
    Ancora non c'è nessuna legge approvata o in via di approvazione. Se domani si desse il voto definitivo alla legge allora potremmo parlarne, ma per ora...

    C'è un'intera era geologica da attendere prima che si arrivi a vedere il prodotto finito e non mi meraviglierei se la tirassero per le lunghe per 4-5 anni per far vedere ai propri elettori che la vogliono fare, ma nello stesso tempo non approvarla per non farsi accusare da quelli avversari di essere anti-berlusconi.

    Ci crederò quando la vedrò approvata.

    Ciao
    Ugo

  6. #6
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    Faranno finta.

  7. #7
    Nebbia nn c'è, è andato via :D
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Faranno finta.
    Temo di sì!

  8. #8
    "SI PUO' FARE"
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    CONFLITTO INTERESSI: COSA PREVEDE LA PDL FRANCESCHINI/ANSA

    (ANSA) - ROMA, 13 SET - Prende spunto dal modello americano

    la proposta di legge sul conflitto di interessi messa a punto

    dal centrosinistra e da oggi all'esame della commissione Affari

    Costituzionali della Camera.

    Il testo, firmato da tutti capigruppo dell'Unione alla Camera

    (per primo da Dario Franceschini dell'Ulivo), ha come relatore

    il presidente della commissione Luciano Violante (Ds), che oggi

    ha avviato con il suo intervento l'esame del provvedimento.

    La proposta di legge introduce in sostanza due grandi

    novità: l'istituzione di un'Autorità ad hoc alla quale

    verrebbero attribuite le competenze che oggi esercitano l'Agcm e

    l'Agcom e l'introduzione del blind trust, sulla falsariga di

    quello già previsto per il governatore della Banca d'Italia. Ma

    ha anche due vistose "assenze": nel testo Franceschini manca

    una definizione del conflitto di interessi che c'é invece nella

    pdl Frattini; e la normativa non viene estesa anche agli

    amministratori regionali, provinciali e comunali. Mentre la

    legge Frattini rinvia alle regioni e alle province autonome di

    Trento e Bolzano.

    Obiettivo numero uno del provvedimento dell'Unione è

    impedire il cortocircuito che può nascere quando le decisioni

    del governo rischiano di essere condizionate da interessi

    privati del premier o della sua squadra, con particolare

    attenzione al conflitto di interessi nel settore dei media.

    La legge si applica al presidente del Consiglio, ai ministri,

    i viceministri, i sottosegretari e ai commissari straordinari.

    Le regole proposte, secondo i parlamentari dell'Unione, sono

    "determinanti" per il "corretto funzionamento di una compiuta

    democrazia". Il ragionamento parte dalla constatazione di "una

    profonda lacuna legislativa" nel nostro ordinamento e dalla

    necessità di allineare l'Italia alle altre "grandi democrazie

    occidentali che da tempo si sono dotate di norme e organismi

    capaci di risolvere i casi di conflitti di interessi dei

    titolari di cariche pubbliche". Non a caso l'ultimo articolo

    della pdl prevede esplicitamente l'abrogazione della legge del

    2004, giudicata senza giri di parole "inadeguata".

    Quattordici articoli in tutto, quelli previsti dalla nuova

    legge, che fanno già discutere l'opposizione.

    AUTORITA' GARANTE. Suo compito principale è quello di

    sorvegliare e individuare le attività che potrebbero generare

    il conflitto di interessi; ma la nuova "authority" può anche

    applicare sanzioni in "piena autonomia e indipendenza". E'

    formata da cinque componenti, eletti per sette anni. L'incarico,

    non rinnovabile comporta per i componenti l'impossibilità di

    svolgere attività professionale o di consulenza o di ricoprire

    altri "uffici pubblici o privati".

    ATTIVITA' PATRIMONIALE. Ricadono entro i confini della legge

    i beni immobiliari posseduti, anche per interposta persona, se

    "strumentali ad un'attività di impresa" e i "valori

    mobiliari che superano i 10 milioni di euro". Rientra in pieno

    nell'ambito della legge il possesso, anche non diretto, di

    partecipazioni "rilevanti" in imprese che operano nel settore

    della difesa, dell'energia, dei servizi erogati in concessione o

    autorizzazione, nonché "concessionarie di pubblicità e

    imprese dell'informazione giornalistica e radio-televisiva

    editrici di testate a diffusione nazionale", a meno che

    l'Autorità insieme al garante per la concorrenza e ad altri

    soggetti non stabiliscano diversamente.

    GESTIONE DEL PATRIMONIO. Il primo comma dell'articolo 7

    prevede che i patrimoni mobiliari oltre i 10 milioni di euro

    vengano trasferiti a una gestione fiduciaria. Il gestore non

    può comunicare al proprietario né l'entità né la natura

    degli investimenti né consultarlo per stabilire una linea di

    condotta.

    CESSIONI PATRIMONIALI A CONGIUNTI. Sotto mira anche parenti

    ed eventuali prestanome. La legge scatta anche in caso di

    cessione delle attività patrimoniali al coniuge o a un parente

    fino al quarto grado. Le regole hanno eff
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  9. #9
    "SI PUO' FARE"
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    CONFLITTO INTERESSI:VIOLANTE,SU INCOMPATIBILITA'LEGGE AD HOC

    (ANSA) - ROMA, 13 SET - Sulla questione dell'incompatibilità

    "si farà una legge costituzionale" ad hoc. Lo spiega il

    presidente della commissione Affari Costituzionali di

    Montecitorio, Luciano Violante, interpellato sul tema del

    conflitto di interessi.

    "Credo una cosa - ha detto Violante in proposito - e cioé

    che le maggioranze, di destra o di sinistra, quando si trovano a

    dover stabilire l'ineleggibilità di un loro componente poi

    finiscono per scegliere sempre per il principio di convenienza e

    non per quello di legalità. A questo punto sarebbe bene

    rimandare la questione, come accade in Germania o in Francia,

    alla Corte Costituzionale".

    Nel testo ad hoc che verrà presentato, spiega Violante, si

    potrà prevedere o un passaggio dalla giunta delle Elezioni per

    arrivare poi alla Consulta o il ricorso direttamente alla

    Consulta.(ANSA).
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