vediamo se domani il sig. jaki si ricorda di postare le sue fotine delle giuggiole e del melograno


vediamo se domani il sig. jaki si ricorda di postare le sue fotine delle giuggiole e del melograno


Nome scientifico: Zyziphus sativa(Gaertn.)
Nome volgare: Giuggiolo comune
Famiglia: Rhamnaceae
Provenienza: Est - Asiatico (o Africa...?)
Il giuggiolo è originario della Cina meridionale e dell’Asia centrale, ma si è ormai naturalizzato nel bacino del Mediterraneo da parecchio tempo.
E' una pianta dallo sviluppo lento, che può raggiungere i 4-6 metri d'altezza ed è un l’alberello dall'aspetto piuttosto contorto, con rami irregolari che ad ogni nodo presenta no una coppia di piccole spine; la corteccia è rugosa, grigio il fusto e di colore rosso bruno i rami.
Le foglie sono lucenti e coriacee, di forma ovata, caduche, piccole, alterne, e presentano margini seghettati.
I fiori sono piccoli, verdarstri e insignificanti, riuniti in coni dal numero variabile di 2 - 9 nell'ascella delle foglie dei rami dell'anno; la fioritura è scalare e si protrae da giugno fino a agosto.
I frutti, le giuggiole, sono piccole drupe ovali o sferiche di dimensioni simili ad un oliva rossarstre o brune; a maturazione assumono una consistenza simile a quella dei datteri ( per tale motivo sono chiamati anche "datteri cinesi"). La polpa è biancastra, farinosa, di sapore neutro o leggermente dolce acidulo. Il contenuto in zuccheri nei frutti freschi è circa il 25%, giunge fino al 60% in quelli essiccati.
I frutti si raccolgono in settembre-ottobre, quando raggiungono la colorazione caratteristica. Si possono conservare essiccandoli al sole: in questo modo perdono il sapore acidulo, diventando più dolci oppure possono essere consumati direttamente appena colti. Oltre al consumo fresco i frutti vengono impiegati per la preparazione di marmellate.
Ma la giuggiola, oltre ad essere tanto stuzzicante per il palato, ha anche ottime proprietà medicinali. Contiene infatti saponine triterpeniche, piccole quantità di alcaloidi, glicosidi flavonoidici, ma soprattutto vitamina C. Infatti 10 giuggiole equivalgono a 2 arance. Le sue principali proprietà terapeutiche sono le seguenti: epatoprotettive, ipocolesterolemiche, antipiretiche, antinfiammatorie, emolliente ed espettoranti. Nella medicina popolare è considerata uno dei quattro frutti “pettorali” con fichi, datteri e uvetta. Viene usata in infuso o in decotto per prevenire e curare i sintomi da raffreddamento e le infiammazioni alle vie respiratorie.
La pianta è adattabile a vari tipi di terreno ed essendo dotata di un apparato radicale che si sviluppa molto in profondità è in grado di sopportare situazioni di forte aridità. Preferisce suoli leggeri, non umidi e ben drenati, neutri o sub-alcalini. Il tipo di clima più adatto è quello temperato con minime invernali non inferiori a 10° C e con estati lunghe e calde.
Patisce il freddo e può subire danni da gelate precoci nel periodo autunnale, per cui in ambienti settentrionali la coltivazione è possibile solo in zone con particolari microclimi, ad esempio in prossimità dei laghi o in colline ben esposte .
In Italia non esistono cultivar selezionate, ma solamente dei tipi indicati genericamente "a frutto tondo" o "a frutto oblungo", dotati di buone caratteristiche organolettiche e di buona produttività, che presentano frequentemente il fenomeno dell’autosterilità. Si pianta in autunno, distanziandolo di 5-6 metri dalle altre piante.
Il giuggiolo è una pianta che produce numerosi polloni; questi vengono staccati in autunno e piantati in vivaio, dove si coltivano fino a quando hanno raggiunto l’altezza di 1-1,5 metri. Non è consigliabile moltiplicare questa pianta per seme, in quanto si ottengono piante a crescita molto lenta.
Si alleva in forma naturale. Non è necessaria alcuna potatura; si interviene soltanto per eliminare i rami secchi o molto deboli.
liberamente tratto da: fonte


Nello scenario del bel borgo medievale senza tempo di Arquà Petrarca due domeniche interamente dedicate alla celebrazione del prodotto tipico locale: le giuggiole. Tra spettacoli musicali, danze, sbandieratori e figuranti all'ombra della casa di Francesco Petrarca e della sua tomba, il visitatore potrà immergersi nell'atmosfera medievale tanto amata dal Poeta e riassaporare la genuinità dei prodotti locali e l'ospitalità e la schiettezza degli attuali abitanti.
Si svolge a partire dal 1 Ottobre a Arquà Petrarca (provincia di Padova).
Termina il 8 Ottobre.
http://www.comune.arqua.pd.it/
![]()










ce ne sono anche qua in giro di così



