Secondo gli esperti economici del Prc non occorrono i 30 miliardi chiesti da Prodi
"Ne sono sufficienti 10 per risanare e 14 per promuovere lo sviluppo"
Finanziaria, Rifondazione rifà i conti
"Di miliardi ne bastano ventiquattro"
Il segretario Giordano annuncia battaglia: "Pronti alla mobilitazione sociale"
Il segretario del Prc Franco Giordano
ROMA - Una settimana di appelli al rigore, al coraggio e alla fermezza da parte della componente moderata dell'Unione, dal presidente del Consiglio Romano Prodi al leader dei Ds Piero Fassino, non è servita a scalfire le certezze di Rifondazione comunista su quale debba essere la giusta portata della manovra economica.
"Dieci miliardi bastano per centrare l'obiettivo del 3% del rapporto deficit/pil, poi ci sono i 14 di risorse per lo sviluppo. I conti sono presto fatti", ha tagliato corto Andrea Ricci, esperto economico del gruppo Prc alla Camera. Ricci, che a nome del suo partito ha fissato quindi il tetto della finanziaria a quota 24 miliardi, ben sei in meno dei 30 invocati da Prodi come la linea Maginot del risanamento, ha detto di "non capire l'ostinazione di chi vuole a tutti i costi puntare al 2,8%, con le inevitabili drammatiche ricadute sulla spesa sociale".
"Quota 24 miliardi", specifica una nota del partito, non rappresenta però un diktat posto a palazzo Chigi, ma solo una indicazione per mettere a punto le proprie strategie. "Nel confronto politico con il governo sulla Finanziaria 2007 - recita il comunicato - non abbiamo posto una determinazione precisa. Riteniamo giusto ridimensionare la manovra, ma modalità, merito e contenuti verranno decisi nel confronto con gli alleati di governo e con le organizzazioni sindacali".
Ciò non toglie che Rifondazione non intende arretrare dai suoi obiettivi. "Se non otterremo in Consiglio dei ministri quanto chiediamo, quanto chiede il popolo dell'Unione, terremo aperta la partita durante tutto l'iter parlamentare, dove l'influenza della mobilitazione sociale si farà sentire", ha messo in guardia il segretario del partito Franco Giordano nel corso della riunione della direzione allargata ai gruppi parlamentari.
Dalla riunione è uscita rafforzata l'ambizione di Rifondazione di scommettere sul "consenso sociale", sull'intesa con il sindacato a partire proprio dal punto centrale della riduzione dell'entità della manovra. "La dinamica delle entrate fiscali - ha sottolineato Ricci - ci consente di puntare a un risanamento che non penalizzi chi ha già pagato, insistendo nello stesso tempo sul binomio equità e sviluppo".
Nel mirino del Prc, naturalmente i "famigerati" parametri di Maastrich, sui quali, dice Giordano, "mi sembra di vedere un eccesso di zelo nei confronti dell'Italia da parte della Commissione Ue e di Almunia, mentre si tendono a dimenticare ad esempio i vincoli positivi di Lisbona sulla lotta alla disoccupazione e sulle compatibilità ambientali".
"Se la manovra resta di 30 miliardi - ha insistito Giordano - c'è un forte rischio di tagli. Basta una manovra più bassa e poi insistere sul fronte della lotta all'evasione e all'elusione fiscale e all'evasione contributiva". La battaglia per la riduzione dell'entità della manovra va naturalmente di pari passo con quella per scongiurare l'inserimento della riforma delle pensioni in Finanziaria.
Sin qui la linea maggioritaria, ma all'interno di Rifondazione c'è anche chi chiede l'adozione di obiettivi più ambiziosi. Non solo la sinistra trozkista del partito, che propone di "rovesciare il tavolo e trasformare la manifestazione nazionale del 4 novembre sulla precarietà in una manifestazione contro la Finanziaria di Padoa Schioppa", ma anche la componente governativa rappresentata dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Alfonso Gianni. "Non possiamo essere interessati soltanto alla quantità della manovra, guardiamo anche alla qualità delle voci" e "alla possibilità di forzare la mano sui parametri europei", ha sottolineato Gianni senza nascondere il rimpianto per la rinuncia a portare avanti una campagna per ottenere la stabilizzazione del debito nei 5 anni del governo.
(13 settembre 2006)
www.repubblica.it
Questi comunisti si stanno riducendo a macchiette viventi. Sanno di non contare nulla , hanno una nostalgia pazzesca del loro habitat naturale , la piazza, ma deve "pagare" lo sedia di Bertinotti.
Ridicoli .




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(è uno scherzo, eh...)
