Maurizio Blondet
13/09/2006
Lo studio di Matrix in apertura di programma
Grazie a tutti i lettori che mi hanno scritto, sia per dirmi la loro simpatia, sia per farmi appunti. (1)
Sono d'accordo con questi ultimi: non sono andato bene a Matrix per vari motivi: parlo con un tono di voce troppo basso, non sono abituato ad afferrare la parola, a sovrastare in un «dibattito TV».
Un altro errore: pensavo che, dopo cinque anni, l'argomento potesse essere portato sull'oggi (le guerre, il Libano distrutto dalle fondamenta, l'occupazione di Iraq e Afghanistan) che è la conseguenza di quello «ieri».
Non è stato possibile.
Prima della trasmissione, Mentana ha ingiunto: si parla solo dell'11 settembre 2001, l'aereo sul Pentagono, il crollo delle Torri, la solita solfa.
Alquanto sfiduciato subito dalla difficoltà evidente: presentare le tesi alternative, che il pubblico sente per la prima volta e gli paiono strane e inaudite, richiederebbe spiegazioni approfondite, lo sviluppo coerente dei vari indizi.
Era ovvio da prima che non sarebbe stato permesso, avrei dovuto rimandare ai miei libri, dove documento le fonti della «strane cose» che dico.
Mostrare un libro di Blondet? «Eh sì, allora facciamo una bancarella», replicò Mentana. Il fatto è che da poche ore era uscita un'agenzia ANSA.
La riporto:
«Sgomento all'idea che venga dato il crisma della serietà alle tesi del 'complottista' Maurizio Blondet: così dice Marco Taradash, portavoce dei Riformatori liberali, di fronte al titolo e agli ospiti della puntata di stasera di Matrix su Canale 5 dedicata all'11settembre.
Lo speciale Matrix sull'11 settembre, condotto da Enrico Mentana - dice Taradash -, avrà tra i suoi ospiti il giornalista Maurizio Blondet, autore di una serie di volumi dedicati a illustrare la tesi del complotto e a smascherare le cosiddette verità ufficiali. Blondet è un caso particolare fra i complottisti. Infatti non si limita semplicemente, come fanno gli altri, alla ripetuta falsificazione dei dati di fatto e all'invenzione di sana pianta di cosiddette 'verità alternative'; Blondet aggiunge a tutto questo la salsa velenosa dell'antisemitismo e la convinzione che sia in corso un complotto ebraico per la conquista del potere economico e politico su tutto il pianeta, di cui l'11 settembre sarebbe stato un passaggio essenziale. Visto il titolo della trasmissione di Matrix, 'Le verità contrapposte' - rileva Taradash -, che offre a priori un crisma di serietà al lavoro di erità e la decenza Canale 5 e Mediaset abbiano inteso
celebrare l'anniversario diBlondet, siamo sgomenti nel riscontrare con quanta pietas verso i morti dell'11 settembre e con quanto rispetto verso la v una tragedia politica e umana così devastante.
Non si poteva proprio evitare - conclude - di rovesciare proprio oggi spazzatura sulle tombe delle vittime dell'11 settembre?» (2).
Maurizio Blondet
Lasciamo per il momento (l'avvocato mi dirà se è il caso di querelare) la «falsificazione dei dati di fatto e l'invenzione di sana pianta» che Taradash mi attribuisce, e su cui i lettori possono giudicare da sè; sorvoliamo sulla «spazzatura gettata sulle vittime», che sono evidentemente proprietà privata di Taradash.
Questa è la voce del padrone che dà la linea.
Blondet non deve parlare.
E' nazista.
Mentana dunque mi ha presentato secondo la linea dettata: «Blondet ha la posizione più estrema, con venature di antisemitismo».
A Chiesa: «Tu e Blondet la pensate in modo opposto. Che cosa vi cementa? L'avversione alla dottrina Bush?»: insomma il maldestro tentativo di dire: chi critica Bush sono i fascisti e i comunisti ultrà.
Alzo la mano per chiedere la parola, e Mentana: «che gesto è?».
Voleva credere a un saluto fascista; per fortuna che il mio phisique du role non appare quello dello squadrista.
Blondet «non è abituato alla democrazia», è «nervoso».
Nervoso sì, perché è stato chiaro subito cosa accadeva: le «tesi dei complottisti» non erano esposte dai «complottisti» presenti; ad enunciarle erano i due conformisti.
A modo loro, per poterle più facilmente screditare.
Alessio Vinci: «I complottisti dicono che la Torre 7 è stata fatta crollare perché conteneva documenti segreti della CIA». Gawronsky: «I complottisti dicono che Silverstein, proprietario delle Twin Towers, le ha fatte demolire perché c'era l'amianto…».
Le cose sono un po' diverse, più complicate: Silverstein ad esempio non è il «proprietario», ma l'affittuario delle Towers, proprietà del Comune di New York.
Alessio Vinci
A chiederne la demolizione controllata, assai prima dell'11 settembre, era stato Rudolph Giuliani il sindaco, incontrando un rifiuto a causa dell'amianto (edifici degli anni '70 ne sono pieni) che avrebbe diffuso nell'aria… ma come spiegare tutto questo?
Non c'era tempo.
Grandi e lunghi primi piani su Jas; verso Blondet, gesti con le mani per dire: «Spicciati», o «Basta così».
Facce oscure: «Ma cosa sta dicendo questo…».
Il tutto nell'interesse dello spettacolo, della vivacità del dibattito, ovvio.
Ma gli ottimi video alternativi di Massimo Mazzucco hanno aperto qualche breccia, con la forza delle immagini: anche se anch'essi non possono dir tutto.
Tant'è vero che i filmati seguenti sono stati dedicati - dopo, quindi con l'ultima parola - a smentire e negare l'impressione dei primi video.
E anche lì, con la solita tecnica: «I complottisti dicono» (seguivano lievi deviazioni dalla verità fattuale, sommarie imprecisioni in un campo che richiede precisione estrema), «Invece la verità è…».
La verità è quella nota: si può essere bocciati da scuole di volo per dilettanti, e però guidare con precisione letale grossi Boeing a reazione, senza assistenza da terra, e trovare i bersagli a centinaia di chilometri.
E' normale che due, anzi tre, grattacieli, colpiti «lateralmente» (il terzo nemmeno colpito) cadano «verticalmente», in perfetta verticale, nel loro perimetro.
D'ora in poi sarà inutile spendere soldi per addestrare i piloti dell'Alitalia; basterà mandarli nelle scuole di volo in Florida; inutile spendere grosse cifre per preparare grattacieli alla demolizione controllata; basta dargli una botta laterale, e cadono comunque sul loro perimetro.
C'è il NIS, «serissimo ente americano», a smentire la tesi cospirativa: 43 volumi.
Un ente governativo, e 43 volumi sono già in sé la prova di un insabbiamento: come li hanno letti i giornalisti di Matrix, visto che sono usciti ad agosto?
Ma non c'è stato modo di dirlo.
Hanno avuto modo, invece, Vinci e Gawronsky, di sentenziare: «Com'è possibile minare edifici così senza che nessuno se ne accorga?».
Interi piani sfitti, con un intenso viavai continuo di facchini che portano via colli voluminoso delle ditte che arrivano e di quelle che lasciano.
I traslochi all'ordine del giorno, alle Towers.
E quegli israeliani, agenti di un'agenzia di traslochi…
Errore mio: non dovevo parlarne, visto che sarebbe stato impossibile spiegare.
Altri video, quelli di un tale Attivissimo, che a quanto pare si dedica - bella forza - a sostenere la teoria ufficiale.
Mentana li annuncia così: «Vediamo perché le tesi cospirative non hanno forza».
Già deciso, apodittico.
Segue un video che è un'animazione, digitalizzata da computer.
Presentato come la realtà.
Sullo schermo, scorrono immagini del film «United 93», quello della favola degli eroici passeggeri.
Si vedono passeggeri che telefonano ai parenti: «con i telefoni in dotazione sui sedili», dice la voce fuori campo: è la prima volta che lo apprendo; i documenti della stessa commissione USA parlano di telefoni cellulari, che ovviamente «non prendono» in alta quota.
Ancora una piccola, impercettibile deviazione dalla verità.
La realtà virtuale più vera della reale; dovevo saperlo prima, in fondo.
Jas Gawronsky
Come mi ha scritto un lettore, Aldo Cavalli.
Alle sue parole mi pare non si debba aggiungere nulla:
«E' andata esattamente come avevo previsto, purtroppo, e ve l'ho scritto prima della trasmissione apposta.
Tutta la trasmissione era stata congegnata per rendere, nei telespettatori, l'assurdità di tesi complottarde cospirazioniste che infangano la grande democrazia che ci protegge, ci vuole bene e ci nutre con la Monsanto.
Come previsto, Blondet è stato purtroppo neutralizzato, facendo leva sulla sua natura emotiva, ed inchiodato come propalatore di tesi senza fondamento, senza prove, nonchè antisemita, indegno di un dibattito con Jas, il corretto difensore del popolo americano.
Ha sofferto di un malessere che ben conosco.
Quello di conoscere talmente troppe enormità, così pesanti per un cuore puro, da correre il serio rischio di prestare il fianco ai mastini della logica; il pudore verginale non aiuta a sgomitare con gli spudorati gorilla del principe.
Non gli è stato dato il destro per una serena ricostruzione del contesto finanziario-politico, disciplina in cui è maestro.
Mi è venuta in mente, scusate il paragone, quella nota e tremenda confessione di Pasolini che diceva 'io so': se non sbaglio, diceva so chi ha messo le bombe, conosco perché quel generale della forestale tramava, invece di occuparsi dei boschi, so di quanto succede non perché abbia le prove inoppugnabili di quanto dico, bensì perché sono un intellettuale ed è mia prerogativa saper ricostruire il mosaico della verità, al di là delle cesure costituite dalle tessere volutamente mancanti per depistare.
Cosicchè il quadro che ne deriva non è distante da una reale ricostruzione dei fatti e come me, molti in Italia sanno, perché siamo gli intellettuali.
Guardavo Gawronsky e mi venivano in mente le parole di un capo indiano: 'l'uomo bianco è freddo, senza pietà, superbo e arrogante. Tu lo guardi, lui ti guarda, e che cosa vedi? I suoi occhi da pesce scorrono su di te. L'astuzia e l'invidia gli stanno attaccate come le proprie mani e i propri piedi'».
Così continua Cavalli:
«Eppure qualcosa è andato storto al palazzo, potenza del rosario di Blondet?
Tanto che Jas Gawronsky ha lanciato un messaggio preoccupato a Mentana, dicendogli che comunque - pur a notte fonda, pur con la concorrenza del… 'porno subito' a gettone, della stanchezza dei lavoratori onesti e delle mamme, pur con il diritto di replica, pur con la studiata sequenza dei controfilmati, pur in contraddittorio con personaggi che nulla possono e nulla spostano - queste trasmissioni sono pericolose e non dovrebbero essere fatte.
E Mentana è stato, suo malgrado, costretto a ricordare a Gawronsky cos'è il sale della democrazia, ovvero consentire almeno un simulacro di dibattito tra tesi opposte, anche se, nel duello, qualcuno combatte con il sole negli occhi.
A qualcuno amico si inquadra sempre il viso e al nemico la nuca mentre sta argomentando.
Questo ricordare il sale della democrazia è grave ed è il fatto notevole della trasmissione.
Quel qualcosa che ha disturbato il palazzo, a mio modesto avviso, è stato innanzitutto un sottovalutato Giulietto Chiesa troppo tonico, ferrato e irriducibile, materialista e pragmatico, grintoso e allenato.
Quel qualcosa ha inoltre a che fare con le espressive occhiate e comunicazioni involontarie non verbali di Gawronsky stesso, fenomeno che andrebbe studiato attentamente, dal momento che tale soggetto non riveste un ruolo disprezzabile tra i lacchè del potere, quello dietro le quinte.
Quell'atteggiamento comunicava che Giulietto Chiesa colpiva nel segno, diceva qualcosa che non si doveva mostrare in televisione e Gawronsky ha preso diverse autoreti pasticciando su carceri illegali e torture per il bene di tutti, scoprendo il fianco su cos'è la democrazia, quando costui non si indigna, pretestuosamente, sulla semantica.
Era il momento per ricordargli che ci si aspetta di tutto da chi filma la caduta delle statue di Saddam mentre ancora si combatte, ci si aspetta di tutto da chi è responsabile di Abu Grahib e Guantanamo, da chi stampa i dollari come francobolli e li sostiene con le armi che dice intelligenti e con l'attacco preventivo ... giustificato dal nemico perfetto che ha provveduto a creare per tempo.
E pensare che, preso dagli aspetti tecnici, Chiesa si è dimenticato di parlare della speculazione finanziaria avvenuta, in anticipo, sulla disgrazia delle Torri Gemelle.
Ovvero i put sulle azioni delle società coinvolte nel disastro.
Era la prova che qualcuno sapeva e quel qualcuno Chiesa lo aveva perfettamente identificato in un articolo, significativo, apparso appena cominciavano ad affacciarsi ipotesi alternative alla verità ufficiale.
Ma sarebbe stato troppo per i servi del potere, avrebbero dovuto mettere in atto un incidente per interrompere, hanno sempre questa soluzione sotto mano...».
E' andata così.
Mi scuso coi lettori, e torno al lavoro che so fare, un po' acciaccato (anche se qualcosa è passato).
Qui su questo sito.
Maurizio Blondet
«Le verità contrapposte» (clicca per vedere la puntata di Matrix)
Note
1) Ecco una di queste lettere, a proposito del fatto che sono stato presentato come «antisemita»: «Pur ammirando la sua flemma e la sua pazienza di fronte ad un tale attacco (ma forse è perché ormai, con le sue idee, ci deve essere ormai abituato), continuo a non capire come mai lei è caduto nella 'trappola'. Il modo in cui era costruito tutto il programma e la successione dei filmati è per me molto chiaro, e vorrebbe dire: 'la verità non verrà fuori, abituatevi ed intanto accontentatevi della versione ufficiale. Pensare ad altre ipotesi è vergognoso'. Dico che lei ci è caduto perché è molto difficile, visto che si tratta di argomenti così tecnici, districarsi e dimostrare le proprie ragioni in un clima così ostile.
Piuttosto sarei stato contento di sentire qualcosa sul gruppuscolo che ben prima dell'11 settembre invocava la guerra all' Iraq, che invocava maggiori spese per armamenti, eccetera, ma mi rendo conto che sarebbe stato un 'fuori tema' che Mentana non avrebbe tollerato. Che dire, mi sento sempre più deluso da chi fa televisione, e quando ho l'occasione di vedere persone che come lei, considero realmente fuori dal coro in quanto guardano alle cose senza interesse personale, mi sento ancora più deluso, nel vederli bistrattati e ammutoliti in diretta».
Un'altra lettera: «Blondet subito (ex abrupto) presentato come uno a rischio di antisemitismo (cos'era: avvertimento, minaccia, provocazione...?), poi al primo sbuffo e cenno di no rivolto alle (risibili) osservazioni delle controparti pesante affondo ('che cos'hai, Blondet, sei nervoso, ti agiti, forse non sei abituato al confronto democratico...?'). Infine, all'accenno al Quarto Reich prossimo venturo, fuoco di sbarramento (peraltro fuori posto e logica) 'fermi tutti, colla parola Reich non si scherza, il Terzo è finito come sappiamo, e con l'abominio di Auschwitz, ecc'. (come a dire: occhio, 'quel' fatto resta unico irripetibile, misura di tutti gli abominii, anzi categoria assoluta e atemporale, che si deve avvicinare solo con atteggiamento 'religioso' e non storico-critico...).
Gli altri partecipanti: Gawronski inquietante, terribile: demonizzazione degli altri, a cui rifiuta ogni legittimazione, posizione pre-logica o meglio a-logica, torva disposizione alla battaglia finale (con tutti i mezzi, a cominciare dalla deliberata mistificazione, fino alla giustificazione di tutte le possibili 'zone grigie' = notte tenebra). Vinci impreparato, dilettantesco, vero o finto ingenuo... C'è bisogno anche di gente così, evidentemente...
Interessante Chiesa: abile politico: impari un po', santo Dio, caro Blondet: quello che si può dire e quello che non si può dire. E' stato lui a impedire che il dibattito si incentrasse sull'antisemitismo blondettiano».
2) Al comunicato di Taradash è seguito un comunicato di Bondi e altri forzitalisti: sgomento in copia conforme. «11 settembre: Bondi e Giro, sgomento per puntata di 'Matrix', Roma, 12settembre» (Adnkronos)
«Non possiamo non esprimere il nostro sgomento e la nostra amarezza perchè non credevamo possibile che nel giorno della commemorazione dell'11 settembre, quando siamo tutti chiamati a discutere le cause e gli effetti devastanti del terrorismo sanguinario del fondamentalismo islamico, si potesse dedicare una puntata intera della trasmissione 'Matrix' alle tesi stravaganti, antisemite e antisioniste, dell'estremismo politico secondo le quali le responsabilità della immane strage delle due torri è degli USA, una sorta di enorme complotto confezionato in casa dal carnefice Bush
per benedire la sua guerra santa in Afghanistan e Iraq».
E' quanto si legge in una nota di Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, e di Francesco Giro, deputato di Forza Italia. «Sono tesi deliranti sostenute dai più accaniti teorici dell'antiamericanismo come Giulietto Chiesa, che una trasmissione seria e vista come 'Matrix' non avrebbe dovuto propagandare senza un adeguato contraddittorio perchè questo non è nè giornalismo nè democrazia, ma 'distorsione scientifica della verita'», concludono i due esponenti azzurri.
(Il giorno dopo, sul Giornale: «Gli sciacalli dell'11 settembre, Blondet peggio di Moggi…».
Sic.
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