Tornare in Giuoco!
(e fare politica)
Ecco quello che dobbiamo fare al piu' presto.
Ecco un "imperativo" - come usavamo dire una volta - ed ecco, come dobbiamo dire oggi, ecco un non facile problema.
Le cose sono andate in modo tale che siamo apparsi a tutti ( e ancora oggi appariamo), appunto messi fuori giuoco, posti in condizione di non fare politica. Ci eravamo fidati fino in fondo ; diciamo pure che chi scrive si era fidato sino in fondo, delle parole, delle promesse, degli impegni presi da Berlusconi con noi alle ultime elezioni politiche. A mia scusante - poichè ero stato piu' volte io personalmente a parlare con Berlusconi - a mia scusante posso richiamare il rispetto che egli mostro' sempre in quegli incontri; e la stima cordiale, quasi affettuosa, nella quale largheggiava. Ci sono testimoni che possono, se occorre, confermare.
Poi, come è noto, alla vigilia del deposito delle candidature, Berlusconi ci fece sapere che non intendeva metterci nella lista di Forza Italia, com'era stato pattuito; non ci fu data una "spiegazione"; ci venne comunicata una decisione. Incuranti del fatto che noi, invece, fidando in quell'impegno non avevamo neanche tentato di raccogliere le firme per presentarci con le nostre liste; e questo in tutte le Circoscrizioni , in tutta Italia, eccetto che in Puglia.
Le nostre proposte erano state chiare, precise, ben documentate. E ripetiamole ancora una volta; rinunciando alla presentazione di nostre liste, chiedevamo che venissero inseriti esponenti nostri qualificati, nelle liste di Forza Italia; Rauti al Senato nel Lazio; i 3 vicesegretari (Lorena Colombo, Maurizio Dionisio, e Raffele Bruno) rispettivamente in Lombardia, Abruzzo e Campania, nonchè il quotatissimo dirigente nostro, Alberico Varoli in quella Toscana dove avrebbe avuto consensi notevoli perciò che da imprenditore avveduto e di successo, vi rappresenta. Piu' naturalmente, altre candidature quà e là, in tutte le regioni d'Italia.
Ora, poichè Berlusconi ha perso per meno di 25.000 voti in tutta Italia, su una cosa non c'e' il minimo dubbio; che ha perso perchè non c'è stato l'accordo con Rauti e il nostro "M.I.S."; ha perso perchè non ha fatto l'accordo con il "Movimento Idea Sociale".
Perchè, ovviamente, molto, molto piu' dei 24.700 voti che sono mancati alla vittoria e che - alla Camera - hanno dato il premio di maggioranza alle sinistre, l'accordo con noi avrebbe assicurato. E anche questo è fuori discussione. Nessuno lo ricorda perchè adesso, piu' di prima, è facile far cadere su noi e intorno a noi, la cortina del silenzio ma tutti lo sanno, negli altri Partiti e in ogni giornale. E se vaessimo mezzi, quegli stramaledetti mezzi che ancora piu' di prima ora ci mancano, questo ricorderemmo in volantini e manifesti in tutta Italia!)
Ma mentre tutto questo rimane consegnato alle recenti cronache politiche - come prova di piramidale cretinismo politico; al limite, addirittura inspiegabile nella sua imbecillità, perchè mentre si opponeva a quell'accordo, dato per sicuro sino al momento del deposito delle liste - adesso dicevamo dobbiamo tornare in giuoco. Prima che le nostre forze - già duramente, e inevitabilmente provate da quello scacco, ulteriormente si logorino e che - diciamola tutta, diciamo sempre la verità - ci si riduca ad essere non un Partito, ma un Movimento politico capace di far politica, ma un Centro Studi; Qualificato, fonte di tesi e "laboratorio" brillante di indicazioni, ma sul piano di un semplice Centro Studi.
Quali sono le "occasioni" da cogliere per evitare questa deriva? Quali i momenti e soprattutto quali le iniziative da prendere - concretamente, realisticamente, calendario politico sott'occhio e sempre a portata di mano - per rientrare in giuoco e per non arrenderci?
Discutiamone tutti insieme, dico a dirigenti e militanti. E' essenziale; e' "vitale"!
Pino Rauti
colombo risponde
Tornare in Giuoco,
sì….ma come?di Lorena Colombo
Inutile dire che questo messaggio del Segretario Nazionale è linfa vitale, dopo un periodo non bello e non facile per il nostro Movimento, ma oseremmo dire per tutto lo scenario politico.
È sì imperativo tornare in giuoco, ma è altrettanto imperativo darsi una linea guida sul come ritornarci. Non abbiamo dubbi sul perché “fare politica”, abbiamo la nostra storia, le nostre radici, le nostre idee, ma sul come ….oggi in questo mondo mediatico con questo modo superficiale, approssimativo e “scorretto” di fare politica, noi siamo sicuramente in difficoltà ad adattarci, a modificare il nostro modo di proporci e di proporre le nostre idee. E così …. In attesa di partecipare anche noi come membri di Giuria ai reality in TV (A. Mussolini docet), dobbiamo chiarirci le idee su cosa faremo da grandi!
Dobbiamo innanzitutto dotarci di un simbolo che sia inattaccabile dai fiammiferai vecchi e nuovi e che rimanga quello ad essere emblema del nostro Movimento, poi dobbiamo imprescindibilmente dotarci di strumenti di Partito che siano moderni e snelli che permettano punti di riferimento immediati e referenti seri ed affidabili.
Noi, a differenza d’altri, abbiamo un leader, tanto criticato quanto invidiato ed invidiabile, e sulla scorta di questa nostra grande fortuna dobbiamo saperla tramutare in opportunità di visibilità mediatica e politica. È infatti assolutamente importante avere presenza sulla stampa locale ma non possiamo sempre ghettizzarci e vittimizzarci per la nostra endemica assenza sulla stampa nazionale, quindi – dicevamo- è imprescindibile “investire” per trovare i giusti canali che ci portino a questa presenza sui media sia di carta stampata che televisivi, al di fuori ed al di sopra dei personalismi presenzialistici…..è Pino Rauti che deve parlare di noi e per noi, è lui che deve tracciare ancora una volta il solco politico e programmatico, è lui che deve disegnare la strada e le “linee di vetta” …a noi sta la parte pratica di attuazione e di pianificazione. Ed è su questo “noi” che mi soffermo, infatti necessitiamo di una classe dirigente sì seria, sì responsabile ma anche capace e tecnicamente preparata… oserei dire settorialmente preparata con la formazione di commissioni e di “dipartimenti” che seguano di pari passo i Ministeri, pronti ad intervenire a livello stampa ed attraverso possibili agganci parlamentari per presentare interrogazioni e proposte di Legge. A tal proposito il già On. Caruso potrebbe servire alla causa.
Sono spunti, idee, concetti propositivi…..chiamiamoli come vogliamo, per me sono solo voglia di rimettersi in gioco e voglia di ricominciare e fare quello che da sempre ci picchiamo di saper fare: la politica.
Raccogliamo le idee…serriamo i ranghi e confrontiamoci al nostro interno ed all’esterno per costruire una forza credibile che possa divenire punto di riferimento dell’elettorato deluso nonché contenitore per altre forze politiche. Solo con queste premesse, solo se questo disegno verrà perseguito avrà possibilità di esservi un futuro per il nostro movimento e per le nostre tesi.
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