A questo riguardo a parer mio un contributo importante per guardare al problema dell'alienazione con lenti contemporanee lo ha dato ancora una volta la scuola di Francoforte con la teoria marcusiana dell'"uomo ad una dimensione" e psicanaliticamente da Fromm con la teoria dell'"avere o essere".
Per il momento voglio concentarmi su Marcuse e l'uomo ad una dimensione libro uscito nel 1964 e perciò molto più vicino a noi.
L'uomo ad una dimensione è l'uomo che vive in una società ad una dimensione, società coperta e giustificata da una filosofia ad una dimensione.
La società ad una dmensione è una società senza opposizione, vale a dire una società che ha paralizzato la critica attraverso la creazione di un controllo totale.
La filosofia ad una dimensione è la filosofia della razionalità tecnologica e della logica del dominio; è la negazione del pensiero critico, della "logica della protesta"; è la filosofia "positivistica" che giustifica la "razionalità tecnologica".
Nella società tecnologica avanzata "l'apparato produttivo tende a diventare totalitario nella misura in cui determina non soltanto le occupazioni, le abilità e gli atteggiamenti socialmente richiesti, ma a cnhe i bisogni e le aspirazioni individuali". E, come universo tecnologico, la società industriale "avanzata è un universo politico, l'ultimo stadio della realizzazione di un progetto storico specifico, vale a dire l'esperienza, la trasformazione, l'organizzazione della natura come un mero oggetto di dominio". Tale progetto prese il suo avvio con le libertà di pensiero, di parola, di coscienza e di libera iniziativa. Senonchè, "una volta istituzionalizzati, questi diritti e libertà condivisero il fato della società di cui erano divenuti parte integrante. La realizzazione elimina le premesse".
E' infatti realtà incontestabile che la società industriale, con i suoi tratti "dello stato del benessere e dello stato belligerante", è una società che è "organizzata per conseguire un dominio sempre più efficace sull'uomo e sulla natura, per utilizzare in modo sempre più efficace le proprie risorse. Essa raggiunge la più alta produttività e la usa per perpetuare il lavoro e la fatica, in essa l'industrializzazione più efficente può servire a limitare e a manipolare i bisogni. Ebbene, " quando si raggiunge questo punto, scrive Marcuse, la dominazione (sotto specie di opulenza e di libertà) si estende a tutte le sfere dell'esistenza privata e pubblica, integra ogni opposizione genuina, assorbe in sè ogni alternativa".
In breve: la società tecnologica avanzata crea un vero universo totalitario; " in una società matura, mente e corpo sono tenuti in uno stato di mobilitazione permanente per la difesa di questo stesso universo".
Questa società, dice Marcuse, è capace di reprimere ogni mutamento qualitativo per il tempo che vuole e le sue raffinate tecnich di controllo danno all'uomo l'illusione della libertà:"Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non libertà". Ed ecco dunque l'alienazione creata dalla schizofrenia inconscia e inconsapevole tra ciò che la realtà mostra e ciò che l'uomo unidimensionale in realtà ha perso da tempo.