Casini mi confonde, non lo capisco più. Mi fa schifo.
Replica al Cavaliere: sì a un partito dei moderati, puntiamo al 15%
Casini sfida Silvio «Polo, ora l’Udc non ha più vincoli»
«Cialtrone chi ci dà dei traditori»
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FIUGGI (Frosinone) — C'è la pioggia e fa freddo alla festa Udc. Ma soprattutto non splende il sole sulla Casa delle Libertà. Lo sa bene Pier Ferdinando Casini, per la prima volta in questi giorni vestito di tutto punto, con giacca e cravatta. Prima di giungere alle Fonti Anticolane confessa: «Mi attaccano? Più lo fanno, più An e la Lega si schiacciano sulle posizioni di Forza Italia, più noi cresciamo». E quando arriva sul palco delle Fonti Anticolane per essere intervistato da Enrico Mentana sceglie il doppio passo: affondi di centrodestra da una parte, anche contro il governo Prodi, attacchi centristi dall'altra. Ma sono questi ultimi quelli che fanno più male agli alleati e, prima di tutti, a Silvio Berlusconi. Perché da Fiuggi parte una vera e propria sfida alla coalizione: «Alle Europee puntiamo al 15 per cento». E ancora: «Alleati sì, in cerca dell'unità senza dubbio, ma finito il governo non ci sono più vincoli di maggioranza».
Il Cavaliere da Bari aveva parlato di «qualcuno che nella Cdl ha calcoli opportunistici». Lui risponde subito che «l'Udc non ha interessi da difendere » che «non ha le televisioni», ma solo «la forza degli iscritti». Ovazione della platea casiniana per la frecciata a Berlusconi. Altra accusa, quella di «traditori», e altra difesa a tutto campo: «Si tratta di cialtroni». Ma ciò che pone e porrà più problemi lo dice dopo, verso la fine di un'intervista che dura quasi due ore e in cui spazia dai rapporti tra Chiesa e Islam al caso Telecom. Perché non si tratta di una battuta ma di un discorso di sostanza rivolto a tutta la Cdl e a Silvio Berlusconi: «Certo, noi teniamo molto all'unità della coalizione, il nostro popolo ci tiene. Però una cosa sia chiara: elezioni nuove, vita nuova». Un attimo di sconcerto in platea, poi Casini spiega tutto: «Faccio un esempio: alle prossime elezioni del Molise cercheremo di trovare un accordo, ma se alla fine non sarà rispettata la nostra dignità correremo da soli. Perché non siamo più al governo e quindi non ci sono più vincoli da rispettare ». Applausi convinti degli uddiccini.
Ma più avanti l'ex presidente della Camera spiega meglio il suo progetto: «Siamo già al 7,5% secondo sondaggi veri, ma da subito possiamo cominciare a costruire il partito dei moderati».
Ebbene sì,ma attenzione, non il partito unitario del centrodestra bensì una formazione che coinciderebbe con la sola Udc allargata: «Dobbiamo recuperare i tanti che si sono persi per strada, a partire dagli autonomisti come il siciliano Lombardo e veneto Carollo. Il nostro obiettivo è quello di conquistare alle europee il 15 per cento». A questo punto Casini si toglie la giacca, si alza in piedi e e fa quasi un comizio, toccando altri temi sensibili alle corde del Cavaliere.
Come il conflitto di interesse: «Siamo contro la vendetta, ma i problemi ci sono. Anche a sinistra: vedi in Sardegna il presidente della Regione». O come la giustizia: «Si può discutere su alcune correzioni alla riforma». E poi, in un crescendo: «Non siamo noi a dover decidere da che parte stare, sono gli altri a dover scegliere che politica portare avanti». E l’eredità di Berlusconi, non è forse vero che il leader udc la vuole per sé? «È una disputa da asilo infantile: l’eredità si conquista con le cicatrici». Cioè sul campo. E ancora, rivolto a chi nella Cdl guarda a Berlusconi come alla stella polare: «Io, prima di parlare, di dire come la penso non telefono a nessuno».
Roberto Zuccolini
17 settembre 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...uccolini.shtml




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