Rispondo volentieri alle tue due domande.
Le elezioni importanti ed il consenso a cui fai riferimento credo che riguardino le politiche, quindi parliamo di quelle più note, ovvero dove la Lega era ben conosciuta (e osteggiata dai mass media),
del 1992, 1994, 1996, 2001 e 2006.
La Lega ha sempre portato avanti dalla sua nascita i temi dell'autonomia e del federalismo fino al 1995/96.
La situazione politica generale vedeva in Tangentopoli la fine politica di alcuni partiti che la Lega da tempo attaccava come la DC ed il PSI in primis.
Di conseguenza nelle elezioni del 1992 avemmo un ottimo successo elettorale, probabilmente "gonfiato" da questa situazione.
Nel 1994 nacque il partito di Berlusconi per EVIDENTI motivi e di conseguenza la televisione, i mass media gli spot portarono ad uno abbandono già importante di elettori dalla Lega a Forza Italia.
Però riuscendo comunque la Lega ha tenere una buona percentuale.
Nel 1995 nacque il Governo Dini in conseguenza alla cacciata di Berlusconi grazie alla Lega, ed una buona prova dei leghisti in appoggio a Dini provocò un interessamento mediatico molto forte che innescò gradevoli simpatie verso la Lega anche a sinistra.
Questo, sommando dei piccoli accenni verso una probabile sessione fino alle Politiche 2006 fecero arrivare la Lega a percentuali enormi, essendo presente solo nelle regioni padano alpine.
Ma per la Lega nel concreto quella percentuale bellissima NON poteva sfruttarla in nessun modo, non essendo diventata come avrebbe voluto Umberto Bossi ago della bilancia.
Ed ecco il puntare completamente alla secessione e ad un progetto geopolitico di Padania. E l'interessamento ovvio dei mass media e della magistratura.
Ma dal 1996 la sinistra che vinse NON mollò mai la presa governativa fino alle politiche del 2001, e questo lunghissimo quinquennio portarono ad uno sgonfiamento secessionista sino dalla fine del 1998, dovuto sia alla fine del progetto europeo di EUROPA A DUE E PIU' VELOCITA', e sia all'ingresso nell'area Euro voluta a tutti i costi da Prodi.
La Lega a quel punto si trovava priva di armi, aveva mandato un progetto fortissimo, ma contemporaneamente si trovava con le spalle al muro.
Andare avanti con la secessione? E i numeri? Con la richiesta internazionale?
Ed alle elezioni europee, dove la Lega coerentemente non appoggiò la guerra nei balcani e "sposò" le simpatie per la Serbia venne FALCIDIATA dai mass media.
Successivamente i mass media che avevano abbassato i riflettori sulla Lega. Tornare al federalismo? Ripresentarsi da soli o alleati? E di chi?
Ecco quì, alle elezioni del 2001 possiamo aprire un CAPITOLO di discussioni, ovvero su cosa sarebbe stato più giusto fare.
Quello che è stato deciso fù di ristabilire un contatto con Berlusconi.
La sinistra aveva governato ben cinque anni con un governo Prodi, due governi D'Alema ed un governo Amato, ed era giusto proporre un cambiamento.
Andare da soli? E con quali possibilità di essre Ago della bilancia, visto il successo/flop del grande 1996?
La scelta venne fatta. Ed ovviamente Berlusconi fece da asso pigli tutto ed andammo a percentuali del 3,9%, pagando forse anche le giravolte amplificate dai mass media mai amici della Lega.
Poi i cinque anni al governo, sul progetto della devoluzione, ovvero di un passo verso un successivo federalismo.
Ed ovviamente il governo per la Lega è stato duro e molte cose per le quali la Lega era nata vennero ingoiate.
Pur gestendo bene i tre ministeri, Berlusconi ci ha tenuti sotto scacco.
E successivamente la malattia di Umberto Bossi nel 2004 ci ha costretti ad una situazione imprevista e delicatissima.
Poi il referendum, e la promessa della devoluzione approvata dal governo Berlusconi.
Poi le politiche 2006, la scontata alleanza rinnovata con Berlusconi, visto anche la fragilità politica e fisica del Leader carismatico.
Ma i mass media scelgono di cambiare totalmente e tutti i mass media sono contro Berlusconi e la sua rielezioni, Berlusconi tiene e recupera ma la sinistra per uno 0.001% riesce con Prodi a tornare al governo.
Perdendo, tornando all'opposizione, sommando la sconfitta del referendum sulla devolution ed il lento progresso di Umberto Bossi, la militanza si è sentita ovviamente spaesata, frustrata e abbandonata.
Ed oggi siamo quì, ripartendo dalle regioni dove governiamo e ripartendo dal titolo V che approvò nel 2001 la sinistra.
Il Segretario Federale che oggi grazie alla riabilitazione ed alla sua forza ed alla forza di tanti che gli vogliono bene sta riprendendo forze insperate.
E questo buon segno fa sperare che presto ci sia un Congresso Federale e soprattutto delineare una nuova politica definita sulla base però sempre di un concetto importantissimo che la Lega nei suoi percorsi politici nazionali non ha mai abbandonato, la libertà, l'autonomia, il federalismo e l'autodeterminazione; concetti prima filosofici che la Lega ha portato nel comune sentire di milioni di Cittadini.
E da lì che bisogna ripartire.
Quanto all'addossare la colpa a vari esponenti ex leghisti espulsi, andati via eccetera eccetera al calo di consensi non mia pare assolutamente giusto, ma è altresì vero che tutti coloro che sono andati via da Formentini, Pivetti, Comino ed altri sono persone che se avessero un minimo di dignità ed onestà politica dovrebbero ringraziare una sola persona se oggi sono noti,
hanno ottimi stipendi e future rosee pensioni; Umberto Bossi.
PIU' FEDERALISMO = PIU' CITTADINI LIBERI!





Rispondi Citando
, purtroppo contagia i militanti che li appoggiano
