











A parole, tutti d’accordo con l’appello, rivolto, a Bari,
da Giorgio Napolitano al Professore e ai capi dei partiti:
«Basta con gli sprechi della politica, con gli incarichi, elettivi
e non elettivi, retribuiti in modo ingiustificato!». Ma, in
concreto, il governo, sinora, ha dato risposte del tutto deludenti.
Il vice-ministro all’Economia, Visco (Ds), ha invitato
due senatori del suo partito, Salvi e Villone, a ritirare un
emendamentoal Dpef, che sollecitava il pletorico esecutivo
di Prodi (102 membri) a ridurre, nella Finanziaria, costi,
sprechie consulenze dinominapolitica, aRomae negli enti
locali. Inoltre, Bertinotti e Marini hanno avallato l’unanime
decisione della Camera e del Senato di aumentare i contributi
ai gruppi parlamentari.Eil governo ha posto la fiducia
sull’articolo39bis del decretoBersani,cheprevedeunnuovo
aumento dei finanziamenti ai partiti. Insabbiata, invece,
la proposta di Salvi, che chiedeva la pubblicazione su Internet
di tutte le spese di qualsiasi amministrazione pubblica.
Senza una forte volontà politica, è molto difficile assestare
dei colpi significativi a quella vera e propria armata di
consulenti, portaborse, amministratori delle «società miste
», tutteacarico del pubblico erario e delle tasse dei cittadini
italiani. E, forse, il Capo dello Stato potrebbe far seguire
ai suoi discorsi pubblici qualche intervento informale di
«moral suasion» sui governatori più «spendaccioni». Acominciare
da quello della Puglia, il comunista duro e puro
Niki Vendola, che nel 2005,appenaeletto, guidòunafaraonica
trasferta negli Stati Uniti, in cui perfino un esperto
cuoco fu imbarcato per preparare le tradizionali orecchiette
baresi.
Euncollega diVendola,il veltronianoMarrazzo,governatore
del Lazio, in questi giorni è in Cina, al seguito di Prodi.
Solo? Neanche per sogno! Si è fatto accompagnare da 50
persone: tre assessori, tra cui quella alla Scuola, la rutelliana,
ex dc, Silvia Costa, un presidente di commissione e uno
stuolo di consulenti: quello scientifico, la sinologa, il capo
delle relazioni esterne, il vice-capodell’ufficio-stampa, l’addetto
stampa personale dell’assessora Costa e un folto manipolo
di direttori e responsabili di agenzie regionali, in primis
il manager Giancarlo Elia Valori, e i rappresentanti di
ben108aziendedel Lazio.Ela«Campaniafelix»?Tranquilli,
don Antonio Bassolinonon ha privato i suoi collaboratori
delviaggioaCanton,tantopagamammaRegione7persone,
guidati dall’assessore alle Attività produttive, Andrea
Cozzolino (DS), accompagnato da portaborse, esperti vari,
membri dello staff e presidenti di svariati enti del sottogoverno
partenopeo. Il diessino Vasco Errani ha provato a
tirare un po’ la cinghia: si è imbarcato sull’aereo (per quasi
tutti i big delle regioni, classe economica) con «solo» 16
rappresentanti, a vario titolo, della regione Emilia-Romagna.
Mase, a Pechino, i pullman degli italiani sono affollatissimi,
i consiglieri regionali rimasti in Italia non intendono
affatto rinunciare a portare il loro contributo a questa ormai
quasi irrefrenabile corsa agli sprechi. In Abruzzo, ad esempio,
soldi a pioggia per tutti, grazie a una legge, la numero
49, scaturita da un accordo politico, che si rinnova dal 1999
e che consente di erogare aimembridell’assemblea regionale
oltre 100 mila euro. E, così, gli «Amici delle Fiat 500 di
Teramo» hanno incassato 5 mila euro, gli «Amici del Ping
Pong di Casalbordino» 2500 euro, mentre 5 mila euro sono
stati incassati dall’«Associazione Pescara Bridge». 3500 euro
sono arrivati a «Donne di Canistro» e «Donne Duemila»,
due associazioni femminili di Canistro, un paesino con soli
1043 abitanti e conmenodi 600donne registrate all’anagrafe.
E, dunque, contenti e rimborsati i consiglieri abruzzesi,
che curano i rispettivi orticelli elettorali, mentre battono,
vanamente, cassa i tanti settori in crisi della regione.
Intanto, in Calabria, Agazio Loiero - dopo la clamorosa
denuncia di Doris Lo Moro sugli sprechi nella Sanità (ma, in
18 mesi, non poteva proprio cambiar nulla?) - è alle prese
con i famelici appetiti dei partiti e cespugli dell’Unione, che
reclamano poltrone e strapuntini nella nuova giunta, dopo
un’estate resa incandescente dalle inchieste giudiziarie, che
hanno coinvolto alcuni dirigenti dei DS - non colpevoli, penalmente,
sino al giudizio della Cassazione - rivelando fenomeni
inquietanti di consociativismo affaristico e di familismo
amorale. E il leader della Quercia calabra, don Nicola
Adamo, si è così difeso, davanti ai compagni: «Certo, non
posso negarlo: dopo 30 anni di attività politica, la mia famiglia
è molto benestante...».
Ben vengano, dunque, i richiami di Napolitano, che ama
definirsi il più meridionalista della storia del Quirinale. Ma
speriamo che non cadano nel vuoto, nell’indifferenza e nel
fastidio dei partiti. E che non contrastino, clamorosamente,
conl’attività del governo, chenonperde occasione per occupare
le poltrone, ormai poche, rimaste libere: da quelle più
ambite della Rai e delle Ferrovie sino alla direzione generale
dell’«Associazione Scacco Matto» di Tagliacozzo.
.
A fool and his money can throw one hell of a party.


Mi sono fermato qui... andare oltre leggendo ... mi nausea profondamente... condivido tutto riguardo gli sprechi sopracitati ... solo che restano tante belle parole del Presidente di turno... nei fatti, secondo me, si tratta della solita presa per i fondelli... chi è in questo settore "migliore" la destra o la sinistra?... dalla padella alla brace...
B.





