| Lunedi 18 Settembre 2006 - 18:46 | Andrea Perrone |
I rapporti già molto fragili tra Stati Uniti e Russia si aggravano sempre di più. Washington infatti ha accusato Mosca di essere diventata uno “Stato di polizia”.
Nei giorni scorsi il presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato un’intervista nella sua residenza di campagna di Novi Ogarevo davanti a giornalisti e accademici stranieri, poi riportata dal Financial Times, nella quale ha descritto la politica nazionale, internazionale, economica ed energetica del suo Paese. Putin, rispondendo alle domande dei suoi interlocutori e parlando dei rapporti con gli Stati Uniti, ha affermato dispiaciuto che spesso lavorare con gli Usa è difficile, poiché mentre per gli altri Paesi è possibile stabilire normali rapporti con Washington per la Russia, al contrario, è difficile presentare le proprie istanze agli Usa. Il dipartimento di Stato americano, infatti, impedirebbe relazioni normali tra i due Paesi senza spiegare i motivi del suo atteggiamento. La tematica, a detta del presidente russo, è un punto cruciale e costituisce una presunzione di colpevolezza a danno di Mosca; la stessa un tempo attribuita all’Unione Sovietica ed ora automaticamente affibbiata alla Russia post-comunista. Putin ha quindi dichiarato che “l’energia petrolifera e il gas sono stati sempre delle materie importanti nella politica mondiale e lo sono ancor più oggi in contesto di globalizzazione. Per questo la Russia rimane un partner fondamentale per le sue controparti”.
Già nelle settimane scorse, però, il senatore del Congresso Usa, Richard Lugar aveva espresso delle convinzioni chiaramente anti-russe. Nel corso di un summit tenuto alla Purdue University sulle risorse energetiche, il politico aveva affermato che i regimi di Russia, Iran e Venezuela sono nemici degli Stati Uniti poiché usano le loro risorse energetiche come armi politiche. Il portavoce del ministro degli Esteri russo, Mikhail Kamynin, ha dichiarato: “Dal nostro punto di vista è spiacevole che il senatore Richard Lugar si sia permesso di fare questa dichiarazioni taglienti”. Nel dettaglio, Lugar ha dichiarato:“I regimi del Venezuela, dell’Iran e della Russia stanno usando le loro disponibilità energetiche come mezzo per fare leva sui loro vicini. Siamo indotti a pensare in termini di guerra convenzionale ma l’energia sta diventando una leva contro i popoli limitrofi. Noi pensiamo in termini di guerra convenzionale tra le nazioni, ma l’energia si sta trasformando in un’arma per coloro che la possiedono. Le nazioni che avvertono un taglio alle disponibilità di energia possono diventare talmente disperate e aumentare la probabilità di un conflitto armato, del terrorismo e di un collasso economico”. Kamynin ha diplomaticamente risposto: “Riteniamo Lugar un amico di Mosca che ha dato un contributo notevole allo sviluppo della cooperazione Usa-Russia, compresa la riduzione della minaccia nucleare”. Il portavoce russo, inoltre, ha ribadito che Mosca ritiene concluse le discussioni sulla sicurezza delle risorse energetiche tenute a San Pietroburgo, nel luglio scorso dal Guppo degli otto (G-8). Kamynin ha poi ricordato che la politica della Russia è stata già spiegata ai vicini soci occidentali e non ha bisogno di ulteriori precisazioni. A sottolineare bene le posizioni di Mosca è stato Clifford Gaddy, componente della Brookings Institution, che ha detto: “Ciò di cui la Russia si è avvalsa sotto Putin è di impiegare coerentemente la sua ricchezza per ridurre qualsiasi leva finanziaria del mondo esterno, come ha fatto soprattutto con gli Stati Uniti. Mosca, infatti, ha riserve di valute straniere enormi, un grande bilancio commerciale, un grande surplus nel campo economico e nessun debito con il Fondo Monetario Internazionale”. Gaddy ha poi continuato ribadendo che “Mosca per questo nutre un sentimento di indipendenza maggiore rispetto alla metà degli anni ’90 del secolo scorso dopo che la sua economia era andata in pezzi”. Secondo Gaddy, il problema è bilaterale: “C’è del risentimento contro gli Usa da parte moscovita, a causa della rivalsa esercitata da Washington nei confronti della Russia”. Insomma, un gioco delle parti in pieno stile “Guerra Fredda”.
Andrea Perrone




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