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Incubo De Gregorio per Prodi. Senato, il governo è a rischio
Martedí 19.09.2006 14:10
"Adesso al Senato rischiamo grosso. Sono molto preoccupato". Con queste parole uno degli uomini più vicini al presidente del Consiglio commenta con Affari l'annuncio di Sergio De Gregorio, che ha presentato il suo neonato movimento politico assieme alla deputata dell'Italia dei Valori, Federica Rossi Gasparrini. "Al mio movimento 'Italiani nel mondo' - ha spiegato il presidente della commissione Difesa del Senato - porterò almeno tre senatori e quattro deputati: oggi non posso fare nomi ma al momento giusto saranno loro a dichiarare la loro appartenenza".
Nell'entourage di Prodi il timore è che l'ex dipietrista, fautore della Grande Coalizione Ds-Margherita-Forza Italia, punti a costituire un gruppo parlamentare autonomo, che di volta in volta decida sui singoli provvedimenti se appoggiare o meno l'esecutivo. E se alla Camera non ci sono problemi, l'Unione ha infatti una maggioranza più che solida, i guai per il Professore potrebbero esserci a Palazzo Madama. Escluso De Gregorio, il Centrosinistra conta su 157 seggi contro i 156 della CdL e riesce a reggere solo grazie ai senatori a vita.
A questo punto la domanda è: chi sono i parlamentari pronti ad aderire al nuovo movimento? All'interno dell'Ulivo gli occhi sono puntati sugli uomini di Mastella, senza escludere però qualche margheritino ex popolare. Il ricordo dei franchi tiratori che fecero rinviare l'elezione di Marini alla presidenza del Senato, con i vari 'Francesco Marini', è ancora forte. D'altronde - spiegano a Piazza Santi Apostoli - pochi giorni fa Berlusconi aveva annunciato che almeno venti parlamentari dell'Unione sarebbero stati pronti a passare con il Centrodestra. Ma nella maggioranza c'è anche chi minimizza. Come i Ds. "Si tratta certamente di una bufala, nessuno seguirà l'ultimo arrivato", fanno sapere dal quartier generale della Quercia. Ma se Fassino e D'Alema non sono preoccupati, da oggi per Prodi, in vista soprattutto della Finanziaria, i grattacapi sono aumentati...
"Prodi non ha una maggioranza. L'ulteriore conferma è arrivata in Commissione Affari Costituzionali, dove, alla ripresa dell'attività del Senato, l'Unione è andata sotto sui requisiti di necessità e urgenza del decreto legge in materia di detraibilità dell'Iva. Tutta la CdL si è astenuta, poiché il decreto non tutelava appieno i contribuenti, ma Prodi farebbe bene a prendere atto della situazione. Telecom a parte, il Professore dovrebbe ormai rassegnare le dimissioni almeno una volta al giorno". Lo dice il vicepresidente dei senatori di Forza Italia, Elisabetta Alberti Casellati.![]()




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