Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Il Logos, Il Profeta E Il Professore

    IL LOGOS, IL PROFETA E IL PROFESSORE

    La chiesa si mostra tutt’altro che vile, esprime il suo rammarico, si adopera per “placare gli animi”, ma invita
    i musulmani a un dialogo “franco e sincero”. Le classi dirigenti euro-occidentali non capiscono che è in gioco
    la tolleranza e il rispetto dell’altro di cui straparlano ogni giorno. I conti con l’islamismo politico ci toccano



    Non è stata una catastrofe, come si poteva
    temere, e la chiesa cattolica si mostra
    tutt’altro che vile, come dimostrano anche
    le battagliere prese di posizione, ieri,
    del vicario del vicario, il cardinale Camillo
    Ruini. Per “placare gli animi” di quella parte
    della comunità musulmana che ha accolto
    con toni incendiari, con incendi e violenza
    anche assassina un discorso da umanista
    tenuto dal Papa a Regensburg, e per invitare
    i credenti musulmani e le loro sparse autorità
    a un dialogo, ma “franco e sincero”,
    Benedetto XVI ha espresso il suo rammarico
    per come sono state interpretate le sue
    parole e ha preso una misurata distanza da
    Manuele II Paleologo, un imperatore bizantino
    di cui sapevamo nulla ma che ci sta
    simpatico per il suo dialogo “franco e sincero”
    con un dotto musulmano alla fine del
    XIV secolo. Niente di drammatico. Chiamatele
    scuse, se volete, ma non è un elegante
    petit bleu diplomatico che può cancellare il
    colossale discorso papale a Ratisbona, un
    canone per noi atei devoti (la definizione è
    autoironica, detto per gli sciamannati).
    Adriano Sofri su Repubblica e Gian Enrico
    Rusconi sulla Stampa hanno colto la
    questione con sensibilità, al di là delle loro
    tesi generali, diverse dalle nostre e, diciamo
    così, insufficientemente papiste (ironia, per
    gli sciamannati). Da oggi in poi il dialogo tra
    mondo cristiano o giudaico e cristiano oppure
    occidentale e greco e umanistico, insomma
    tra noi figli di un Dio-Logos, intriso
    di ragione, e i figli di un Dio tutto volontà e
    trascendenza, si fa su altre basi, su basi serie,
    non nella pomposità dello sfoggio multiculturale
    e nella insincerità delle buone
    intenzioni ireniste. Una questione filosofica
    e teologica, ed è un bel progresso per l’umanità
    immiserita di recente nella più abissale
    noncuranza verso il sapere, decostruito
    con modi cialtroneschi a ogni angolo di strada,
    diventa un caso politico di primissima
    grandezza. Un intellettuale laico sottile e
    coltivato, che di mestiere fa il Papa, ha detto
    l’indicibile, cioè che il nostro Dio è diverso
    da Allah, nonostante le simiglianze monoteiste,
    e che il privilegio di una grande
    cultura fondata sull’alleanza di fede e ragione
    dobbiamo difenderlo nel dialogo con le
    altre culture, con le unghie e con i denti.
    Su questo tema pubblicheremo giovedì
    (segnatevelo, ve ne prego) un saggio che ci
    ha inviato il filosofo americano Lee Harris,
    un manuale di precisione chirurgica, di
    chiarezza esemplare e di grande bellezza
    che spiega a fondo, in tutti i suoi risvolti filosofici
    e politici, il colossale discorso di Regensburg.
    Sono 36.000 battute, due pagine di
    giornale, ma preparatevi a inforcare gli occhiali
    e a trovare il tempo di leggerlo, se
    non volete perdere una straordinaria guida
    alla comprensione del mondo in cui vivete,
    viviamo.
    Per il resto, quanto cioè al risvolto concreto
    del dramma che stiamo tragicamente
    recitando, tutto procede come da copione,
    tutto come previsto dai Bernard Lewis e da
    altri pochi vecchi saggi della nostra epoca.
    L’ayatollah Ali Khamenei sputa fuoco contro
    il Grande Satana, così definisce laicamente
    gli Stati Uniti, che sarebbe alle origini
    della cospirazione sionista e crociata di
    cui fa parte il Papa. Una suora è stata assassinata,
    con un martirio così pietoso e a suo
    modo santo e lieto, ma così diverso dal martirio
    jihadista compiuto sulla pelle degli innocenti.
    Seguiamo sbigottiti, cercando di restare
    lucidi, le cronache della viltà politica e intellettuale
    delle classi dirigenti euro-occidentali,
    incapaci di capire che la tolleranza
    e il rispetto per le altre culture, di cui
    straparlano ogni giorno con toni melensi,
    sono l’oggetto di questa grande partita cominciata
    a Regensburg. Incapaci di capire
    (con notevoli eccezioni tra le quali a sorpresa,
    in Italia, il nostro scavezzacollo preferito,
    l’ex presidente del Consiglio Silvio
    B.) che di fronte all’aggressione funesta
    contro il ragionare del Papa, l’isolamento
    di Benedetto XVI da parte delle cancellerie
    europee e dei sapienti, è una sorta di
    abiura ai sacri principi di libertà del pensiero
    e di tolleranza e di laicità della politica
    e della cultura. L’islam ha una sua gloria
    politica e spirituale, come tutte le grandi
    religioni universali, e non è il solo credo
    che abbia impugnato la spada nella storia,
    ma i conti con l’islamismo politico ci toccano,
    libertà e reciprocità vanno conquistate,
    e il Papa ha cominciato da solo il lavoro.
    Chi si volta dall’altra parte è in
    ogni senso


    Giuliano Ferrara
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  2. #2
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    Ha pienamente ragione. Condivido quanto sopra in ogni sua virgola.

  3. #3
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo Spurio Visualizza Messaggio
    Ha pienamente ragione. Condivido quanto sopra in ogni sua virgola.
    eccezionale.

    mi stavo chiedendo...
    i contestatori-rivoluzionari nostrani degli anni di piombo erano certamente più dotti e preparati (direi forse ideologicamente meno cinici o opportunisti) dei riformisti di oggi.
    Se un Papa allora avesse tenuto lo stesso stupendo discorso di Ratzinger, mi chiedo quanti di quei cuori avrebbero forse mancato qualche colpo (al contrario della linea elettrocardiografica di Di Pietro che pare non abbia segnato nulla di irregolare) e se quel discorso avrebbe potuto incidere nella storia d'Italia in quel momento.
    Dalle reazioni dei "riformisti" di oggi, vedo che pochi ne sono stati sinceramente toccati.
    Che si sia persa del tutto la ragione ?
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    IL LOGOS, IL PROFETA E IL PROFESSORE

    La chiesa si mostra tutt’altro che vile, esprime il suo rammarico, si adopera per “placare gli animi”, ma invita
    i musulmani a un dialogo “franco e sincero”. Le classi dirigenti euro-occidentali non capiscono che è in gioco
    la tolleranza e il rispetto dell’altro di cui straparlano ogni giorno. I conti con l’islamismo politico ci toccano



    Non è stata una catastrofe, come si poteva
    temere, e la chiesa cattolica si mostra
    tutt’altro che vile, come dimostrano anche
    le battagliere prese di posizione, ieri,
    del vicario del vicario, il cardinale Camillo
    Ruini. Per “placare gli animi” di quella parte
    della comunità musulmana che ha accolto
    con toni incendiari, con incendi e violenza
    anche assassina un discorso da umanista
    tenuto dal Papa a Regensburg, e per invitare
    i credenti musulmani e le loro sparse autorità
    a un dialogo, ma “franco e sincero”,
    Benedetto XVI ha espresso il suo rammarico
    per come sono state interpretate le sue
    parole e ha preso una misurata distanza da
    Manuele II Paleologo, un imperatore bizantino
    di cui sapevamo nulla ma che ci sta
    simpatico per il suo dialogo “franco e sincero”
    con un dotto musulmano alla fine del
    XIV secolo. Niente di drammatico. Chiamatele
    scuse, se volete, ma non è un elegante
    petit bleu diplomatico che può cancellare il
    colossale discorso papale a Ratisbona, un
    canone per noi atei devoti (la definizione è
    autoironica, detto per gli sciamannati).
    Adriano Sofri su Repubblica e Gian Enrico
    Rusconi sulla Stampa hanno colto la
    questione con sensibilità, al di là delle loro
    tesi generali, diverse dalle nostre e, diciamo
    così, insufficientemente papiste (ironia, per
    gli sciamannati). Da oggi in poi il dialogo tra
    mondo cristiano o giudaico e cristiano oppure
    occidentale e greco e umanistico, insomma
    tra noi figli di un Dio-Logos, intriso
    di ragione, e i figli di un Dio tutto volontà e
    trascendenza, si fa su altre basi, su basi serie,
    non nella pomposità dello sfoggio multiculturale
    e nella insincerità delle buone
    intenzioni ireniste. Una questione filosofica
    e teologica, ed è un bel progresso per l’umanità
    immiserita di recente nella più abissale
    noncuranza verso il sapere, decostruito
    con modi cialtroneschi a ogni angolo di strada,
    diventa un caso politico di primissima
    grandezza. Un intellettuale laico sottile e
    coltivato, che di mestiere fa il Papa, ha detto
    l’indicibile, cioè che il nostro Dio è diverso
    da Allah, nonostante le simiglianze monoteiste,
    e che il privilegio di una grande
    cultura fondata sull’alleanza di fede e ragione
    dobbiamo difenderlo nel dialogo con le
    altre culture, con le unghie e con i denti.
    Su questo tema pubblicheremo giovedì
    (segnatevelo, ve ne prego) un saggio che ci
    ha inviato il filosofo americano Lee Harris,
    un manuale di precisione chirurgica, di
    chiarezza esemplare e di grande bellezza
    che spiega a fondo, in tutti i suoi risvolti filosofici
    e politici, il colossale discorso di Regensburg.
    Sono 36.000 battute, due pagine di
    giornale, ma preparatevi a inforcare gli occhiali
    e a trovare il tempo di leggerlo, se
    non volete perdere una straordinaria guida
    alla comprensione del mondo in cui vivete,
    viviamo.
    Per il resto, quanto cioè al risvolto concreto
    del dramma che stiamo tragicamente
    recitando, tutto procede come da copione,
    tutto come previsto dai Bernard Lewis e da
    altri pochi vecchi saggi della nostra epoca.
    L’ayatollah Ali Khamenei sputa fuoco contro
    il Grande Satana, così definisce laicamente
    gli Stati Uniti, che sarebbe alle origini
    della cospirazione sionista e crociata di
    cui fa parte il Papa. Una suora è stata assassinata,
    con un martirio così pietoso e a suo
    modo santo e lieto, ma così diverso dal martirio
    jihadista compiuto sulla pelle degli innocenti.
    Seguiamo sbigottiti, cercando di restare
    lucidi, le cronache della viltà politica e intellettuale
    delle classi dirigenti euro-occidentali,
    incapaci di capire che la tolleranza
    e il rispetto per le altre culture, di cui
    straparlano ogni giorno con toni melensi,
    sono l’oggetto di questa grande partita cominciata
    a Regensburg. Incapaci di capire
    (con notevoli eccezioni tra le quali a sorpresa,
    in Italia, il nostro scavezzacollo preferito,
    l’ex presidente del Consiglio Silvio
    B.) che di fronte all’aggressione funesta
    contro il ragionare del Papa, l’isolamento
    di Benedetto XVI da parte delle cancellerie
    europee e dei sapienti, è una sorta di
    abiura ai sacri principi di libertà del pensiero
    e di tolleranza e di laicità della politica
    e della cultura. L’islam ha una sua gloria
    politica e spirituale, come tutte le grandi
    religioni universali, e non è il solo credo
    che abbia impugnato la spada nella storia,
    ma i conti con l’islamismo politico ci toccano,
    libertà e reciprocità vanno conquistate,
    e il Papa ha cominciato da solo il lavoro.
    Chi si volta dall’altra parte è in
    ogni senso


    Giuliano Ferrara
    non poteva essere che ferrara., l'avveturiero di tutte le ruffie
    quello che ancora sostiene che in irak ci sono le adm
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo Spurio Visualizza Messaggio
    Ha pienamente ragione. Condivido quanto sopra in ogni sua virgola.
    Idem.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    non poteva essere che ferrara., l'avveturiero di tutte le ruffie
    quello che ancora sostiene che in irak ci sono le adm

    Non è affatto vero che lo sostenga. Se tu leggessi qualche volta il suo giornale (non occorre comprarlo, basta andare dalle 13 in poi sul sito www.ilfoglio.it), ti accorgeresti che è forse l'unico quotidiano in Italia che conservi un culto per la forma, per il "bello scrivere", per l'intelligenza lessicale, morfologica, sintattica.
    La sua linea editoriale, filobelusconiana e teocon, può anche non piacerti. Ma, proprio perché ne sei avversario ideologico, dovresti confrontarti con essa e riconoscere il merito al Foglio di essere l'unico giornale di approfondimento seriamente intellettuale (e mai intellettualistico).

  7. #7
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    ti accorgeresti che è forse l'unico quotidiano in Italia che conservi un culto per la forma, per il "bello scrivere", per l'intelligenza lessicale, morfologica, sintattica.
    ==========
    orpelli per le allodole....e contenuti scarsi adatti alle maggioranze colluse o assuefatte
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #8
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    maggioranze colluse?
    Colluse a che?

    E tu, saresti parte di una minoranza non collusa?

 

 

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