E infatti ti sembrano realistiche le battaglie della DR? ;)
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- il preceriato sarebbe, e ripeto il condizionale sarebbe, la soluzione per competere con le economia del terzo mondo nelle quali lo sfruttamento della manodopera è all'ordine del giorno. Invece di imporre a certi Paesi (est europa, sud america ed Asia) migliori condizioni per i lavoratori si preferisce scendere al loro livello togliendo ai dipendenti quelle garanzie ottenute in anni ed anni di battaglie sindacali.
Il precariato è più che altro un'ennesima risposta ( insufficiente nonchè inutile : chi cazzo consuma con due soldi ? ) ai disequilibri creati dal libero mercato.Da questo non se vuole uscire.
Perchè gli imprenditori vorrebbero maggiori libertà di azione per i costi previdenziali e varie relative , senza richiedere un intervento deciso o porsi in maniera chiara contro la cosiddetta delocalizzazione ? Forse non guadagnerebbero le cifre astronomiche attuali senza i prodotti di'importazione?
Il guaio,ritornando a parlare di battaglie da condurre anche per porsi come piccolo referente( per ora ),è che vengono portate alla luce e "fatte proprie" da trasmissioni come Ballarò o Mi Manda Rai3...
La prima parte è uno spunto che mi ha suggerito il tuo post.Non vuole essere una correzione.
Marx aveva ragione quando sosteneva che le idee dei dominanti diventano poi 'idee dominanti' ? Parrebbe proprio di sì ; i 'valori' di una ristrettissima elite globale ( extraterritoriale) vengono imposti come modello culturale egemone, le necessità di questa elite divengono le necessità di tutti. La "mobilità" assurge al rango più elevato tra i 'valori' -essendo IL valore di quella elite - oggi la 'mobilità' è il più poderoso e apprezzato fattore di stratificazione sociale. La flessibilità del lavoro è - ripeto- solo un aspetto tra i tanti di una fase completamente nuova che potremmo definire di 'capitalismo leggero' .
E' la più evidente perchè è quella che in prima battuta si può provare quotidianamente sulla nostra pelle. Il problema è che ci sono fenomeni ancora più gravi, che andranno ad incidere nel tempo, in modo molto più profondo sul tessuto sociale e che non si riescono o si fa finta di non vedere....
vi porto uno dei tanti esempi che mi toccano da vicino: un mio amico è stato assunto a mediaworld PART TIME. ricordatevi bene questo termine. Bene. Lavora con un contratto a tempo Determinato della durata di Due mesi. Il suo stipendio è di 300 euro al mese. Ma il suo orario di lavoro è mediamente di otto ore al giorno, se non di più, compreso il sabato. Non ha nessun diritto di "prelazione" sul rinnovo del contratto, perchè tale rinnovo comporterebbe aumenti salariali-previdenziali ai danni dell'azienda. Azienda che, furbescamente, sfruttando la cronicità della mancanza di lavoro, cambia totalmente personale (non necessitante una qualifica) ogni 2 mesi, cioè quando il contratto scade. In questo modo ha un personale numeroso, giovane (molti studiano contemporaneamente), privo di competenze in materia sindacale (o comunque di lotta per i propri diritti), costretto dalle contingenze economiche a dover Lavorare nel vero senso della parola con il trattamento riservato neanche al più basso degli stagisti, Con la speranza (illusoria) di un contratto rinnovato (per altri due mesi, ovviamente) che non arriverà mai. Non so se funziona così dappertutto, ma questo è uno dei tanti esempi concreti contro cui sarebbe bene fare qualcosa.
E' pieno di queste situazioni...io te ne prendo un'altra diversa ma molto simile che mi tocca da vicino: ci sono industrie che assumono le ragazze con contratti a tempo determinato di 2 anni in 2 anni in modo tale che se queste rimangono incinta alla scadenza non verrà rinnovato loro il contratto....in pratica un ricatto bello e buono.
Ci deve essere un modo per denunciare situazioni del genere. A me fa una rabbia vedere sta gente che subisce queste ingiustizie senza (poter?) reagire e queste grandi catene che sfruttano la buona fede e la volontà dei giovani buttandoli nel cesso appena non servono più.
Pierre Bourdieu sostiene che se non c'è "confiance" il n'y pas "defiance" - dove non c'è 'fiducia' non c' è conflitto.
Il vero problema è che anche nella magistratura del lavoro si sta verificando l'ondata di riflusso....per tutti gli anni '70 ed '80 i cosiddetti "pretori d'assalto" davano ragione al lavoratore a prescindere dal merito della causa....ora purtroppo non dico che si verifichi l'opposto ma poco ci manca.
A ciò aggiungi i sindacati che ormai pensano solo agli extracomunitari e che sono stati ammansiti con la copartecipazione alla gestione dei fondi pensione chiusi e così il quadro è completo.