Cinquantaquattro anni per avere giustizia. Cinquantaquattro anni per ottenere la pensione di guerra di Angela Biondi, uccisa dai partigiani nel 1942. Solo lo scorso luglio il figlio, Biagio Cagliano, ha ricevuto il primo assegno, con tutti gli arretrati di più di mezzo secolo. L'ostacolo era un passaggio della legge istitutiva dei fondi, che non prevedeva il beneficio ai vedovi, ma solo alle vedove di guerra.
A raccontare la storia da Guinnes dei primati è Biagio Cagliano, 65 anni, di Ovada, in provincia di Alessandria, intervistato dalle telecamere di Verissimo, il programma di Canale 5 che andrà in onda sabato 23 settembre. Sua madre, Angela Biondi, è morta per mano dei partigiani il 24 febbraio del 1942. Da quel giorno è cominciata la trafila processuale di Giuseppe Cagliano, il padre di Biagio, che voleva gli si riconoscesse il sussidio di guerra per la perdita della moglie. Le norme che lo regolavano, però, prevedevano che "il vedovo non era compreso tra le persone chiamate dalla legge a fruire del beneficio della pensione di guerra". Niente soldi, dunque, perché quella caduta in combattimento era una donna e il sopravvisuto era un uomo. Era, perché in attesa di ricevere quello che era un suo diritto, Giuseppe è morto nel 1958.
La sua battaglia è stata vinta dal figlio, Biagio, che lo scorso luglio ha ricevuto il parere favorevole della Corte Costituzionale, che ha dichiarato contrarie all'articolo tre della Costituzione quelle norme animate da un principio di vera discriminazione sessuale e ha disposto l'assegno di vitalizio, compresi tutti gli arretrati degli scorsi anni.
Fonte : tgcom.it
Con molti altri sono stati generosi,stranamente..?
In onda su Verissimo


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