E' nato prima il Cavaliere o il cavallo? Dietro questa battuta che ho letto oggi su un giornale si nasconde forse il primo vero grande problema della coalizione moderata che oggi abbiamo in Italia. La discesa in campo di Berlusconi in effetti ha creato la possibilità di una costruzione di un fronte moderato di centro-destra che si ponesse in quel momento in contrapposizione con la gioiosa macchina da guerra della sinistra comunista. Il vero problema però è che dopo quello stupendo miracolo Italiano , ci si è preoccupati più di quante ville e spettacli pirotecnici avesse il Cavaliere , che delle reali condizioni di salute del Cavallo (il Centro-destra). Oggi in Italia , ci troviamo dopo tanti anni in una situazione esattamente identica. La coalizione di sinistra e post-comunista ha vinto di un soffio le elezioni e Governa il Paese col ticket Prodi-Levi Montalcini , il cavallo è mal ridotto o comunque sbandato e il Cavaliere sembra all'apice della sua carriera o comunque si comincia a pensare cosa ne sarà del cavallo dopo il ritito del suo prode fantino , il Cavaliere. La dura realà è che forse per troppo tempo, questo problema la classe politica moderata non se lo è posto per nulla , dimenticando che per una persona gli anni passano , ma le idee restano per sempre scolpite nella storia come i valori e i principi di una coalizione. Inutle girarci intorno , Silvio Berlusconi è stato un grande imprenditore prestato alla politica che è stato capace di impiantare le sue capacità manageriale e stragiche , in politica ed è riusito a creare un blocco sociale moderato da poter contrappore ad un blocco statalista e datato che in Italia è molto forte. Oggi però c'è lesigenza reale che questo blocco moderato viva e vada avanti con le sue gambe e con la forza delle sue idee e dei suoi valori. Si è parlato tanto della successione alla guida del Centro-Destra e i due nomi che circolano sono sempre quelli , Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Politici preparatissimi e stimati dal proprio elettorato ma che hanno fondamentalmente due strategie politiche opposte. Il leader di Alleanza Nazionale punta alla successione di Berlusconi ma in maniera graduale e concordata con il cavaliere. Una strategia quindi che tiene conto del valore aggiunto importantissimo che Berluscono ha avuto ed ha , e che si manifesta il quel 24% di consensi di FI che rappresenta lo zoccolo duro dell'elettorato berlusconiano Doc. Fini ha capito che il Cavaliere non è l'uomo delle mezze misure e neanche la sua figura lo è mai stata , un personaggio quindi amato o odiato ma mai una via di mezzo. Conquistare la parte che ama il cavaliere o la parte che odia il Cavaliere? . Il leader dell'Udc a quanto pare punta su questa seconda fetta di elettorato e spinge quindi per posizionarsi in una posizione di forte contrapposizione col primo partito dell'alleanza ed ergersi a unico e vero leader che potrà quidare il Centro-destra. Questa strategia però ha due grandi problemi che non sono da sottovalutare. Il partito di Casini è un partito del 6% , a fonte del 24% di FI e del 12%. Aspirare alla guida di una coalizione mettendosi in contrapposizione coi leader di due partiti che insieme fanno il 36% non è il massimo della strategia politica per chi vuole pensare a lungo termine. Il secondo problema consiste nel dare un idea al proprio stesso elettorato (Udc) di voler in qualche modo strizzare l'occhio alla controparte e questo alimenta facilmente il gioco di chi vorrebbe avvantaggiarsi nel far credere ad un Casini pronto a saltare sul carrozzone traballante del Professore. Altra differenza tra i due leaders che aspirano alla successione cavallieresca , è la visione sul progetto di Partito Unico del Centro-destra su cui da mesi si discute in Italia. Gianfranco Fini punta fondamentalmente ad una federazione delle forze moderate in Italia , sulla creazione di un contenitore politico che guarda alla destra Francese e comprende le forze liberali e cattoliche del nostro paese , una prospettiva quindi di lungo respiro , non semplice ma ambiziosa e intelligente , poichè permetterebbe al nostro paese di dotarsi di un fronte stabile con dei valori fermi e sani sa poter presentare di volta in volta all'elettorato indipendentemente da chi guida quel fronte. La strategia del leader dell'Udc appare in qualche modo strategica e più prospettata alla provocazione che a ragionamenti seri e a lungo termine. Una strategia che vede si , un partito unico del Centro-destra ma che in realtà non dovrebbe essere alto che un Udc allargata elettoralmente agli altri elettori moderati. Come non pensare quindi ad una provocazione politica , quando si pensa ad un partito unico di Centro-destra che dovrebbe corrisponde al semplice allargamento di un partito del 6%? La conclusione è solo ed esclusivamente una. La classe dirigente del Centro-destra si renda conto che il Paese è governato da una persona che davanti alle minacce inslamiche invita il Papa a farsi difendere dalle guardie svizzere e da una 4 cariatidi presenti in Senato di cui una creata in laboratorio probbabilmente. Può sembrare una battuta ma purtroppo è la dura realtà del nostro Paese e di fronte a tutto questo il 50% del paese chiede ai dirigenti moderati un sussulto di srietà e lungimiranza. Creare quindi le condizini per la nascita di un unico fronte moderato in cui si parli piu di valori e politiche sociali per il nostro paese che degli anfiteatri dei leaders che guidano questo fronte. Un invito quindi a non far ripetere la storia ma ad invertirla...facciamo nascere prima il Cavallo e poi il Cavaliere di turno che lo cavalchi.
Gianfranco




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Tu non te ne rendi conto ma siamo ancora con la merda fino al collo,questo nel 2011 o prima è sempre lì e RIdiventa premier,te lo dico io.
