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Non è facile risponderti......verrebbe facile da dire ..costruire luoghi di aggregazione alternativi al muretto ....ma alla base ci deve essere la domanda..mi spiego ..ogni istanza parte da una necessita' e cioe' la necessita' per i giovani di trovare "altro" se oggi questa necessita' non c'è non la si puo' creare dal nulla..il livello di insoddisfazione giovanile è alto e la droga o il sesso come valvole di sfogo, ne sono la testimonianza , ma non riesce a canalizzarsi in qualcosa di Politico....Il bello è che quando si manifesta si dimostra nichilisticamente violento e suicida come nel caso delle banliues parigine..I giovani oggi stanno molto peggio di quelli degli anni 70 non solo materialmente ma anche perche' non hanno neppure l'utopia e il sogno da inseguire..Non hanno altro che il nulla cosmico.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
pietro
Non è facile risponderti......verrebbe facile da dire ..costruire luoghi di aggregazione alternativi al muretto ....ma alla base ci deve essere la domanda..mi spiego ..ogni istanza parte da una necessita' e cioe' la necessita' per i giovani di trovare "altro" se oggi questa necessita' non c'è non la si puo' creare dal nulla..il livello di insoddisfazione giovanile è alto e la droga o il sesso come valvole di sfogo, ne sono la testimonianza , ma non riesce a canalizzarsi in qualcosa di Politico....Il bello è che quando si manifesta si dimostra nichilisticamente violento e suicida come nel caso delle banliues parigine..I giovani oggi stanno molto peggio di quelli degli anni 70 non solo materialmente ma anche perche' non hanno neppure l'utopia e il sogno da inseguire..Non hanno altro che il nulla cosmico.
Bene, non hanno nulla. Ma, allora, con chi vogliamo parlare noi? Solo con quelli già politicizzati? Io no, voglio parlare proprio con questi ragazzi che, apparentemente e solo per essere accettati, sono degli imbecilli cosmici...
Costruire dal basso potrebbe essere un'esperienza formativa, in queste realtà periferiche. Qualche tempo fa "abu ital" parlava di un'esperienza nella sua città: prendere dei giovani tramite il gioco del calcio, allenarsi insieme, vivere in comunità (anche se solo per lo sport) e tirarli fuori dal branco, facendoli sentire importanti per ciò che sono, non per il numero che il sistema ha assegnato loro...
Questa deve essere la strada: aggregare tramite associazioni, sport o altro... L'importante è comunicare e dare l'esempio!
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Non equivocare..è ovvio che è a questi giovani che bisogna parlare e l'esempio di Abu Ital è ottimo ..la domanda che mi ponevo era come facilitare in questi giovani un risveglio ...
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Citazione:
Originariamente Scritto da
BellaCiao
Chissà perchè l'unica cosa che forse davvero offende gli uomini è il sentirsi chiamare "frocio": un soggetto che ha molto di simile alla donna nei modi, ergo essere simili alle donne è offensivo (e la donna anche stavolta prende di nuovo "il due di picche" nella partita sull'eguaglianza di trattamento). Complimenti maschi-machi!
.
BellaCiao, qui ti sbagli:
non so se te ne sei resa conto ma da un pò di anni a qesta parte anche l'omosessualità (o meglio un certo tipo di omosessualità da operetta) è stata sdoganata e resa figa, trend, alla moda...il ruolo dei maass media, del cinema, della musica e dello satr system anglofono e, soprattutto, dei programmi televisivi di intrattenimento e pseudoculturali è stato determinante in questa vera e propria rivoluzione dei costumi che è già in atto da tempo.
In questo processo di banalizzazione e di mercificazione dell'omosessualità non sono certo i veri omosessuali ad averci guadagnato ma chi fa di un ostentata disinibizione e di un ambiguità rumorosa e cafona fonte di visibilità e di guadagno.
Pasolini li avrebbe schifati.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
pietro
Non equivocare
...scusa... :i
Citazione:
..è ovvio che è a questi giovani che bisogna parlare e l'esempio di Abu Ital è ottimo ..la domanda che mi ponevo era come facilitare in questi giovani un risveglio ...
Frequentiamo di più i posti dei giovani, ascoltiamoli, cerchiamo di capire cosa vogliono, cosa cercano... Se non aggreghiamo i ragazzi, rischiamo di parlare solo ai grandi...
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Citazione:
Originariamente Scritto da
abu ital
BellaCiao, qui ti sbagli:
non so se te ne sei resa conto ma da un pò di anni a qesta parte anche l'omosessualità (o meglio un certo tipo di omosessualità da operetta) è stata sdoganata e resa figa, trend, alla moda...il ruolo dei maass media, del cinema, della musica e dello satr system anglofono e, soprattutto, dei programmi televisivi di intrattenimento e pseudoculturali è stato determinante in questa vera e propria rivoluzione dei costumi che è già in atto da tempo.
In questo processo di banalizzazione e di mercificazione dell'omosessualità non sono certo i veri omosessuali ad averci guadagnato ma chi fa di un ostentata disinibizione e di un ambiguità rumorosa e cafona fonte di visibilità e di guadagno.
Pasolini li avrebbe schifati.
...mi sa che hai proprio ragione... Non c'avevo pensato a questa cosa...è proprio vero... Vediamo che dice la compagna BellaCiao... :D
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Originariamente Scritto da
alfredoibba
Il sostantivo "educare" non mi piace, preferisco i concetti di "trasmettere", "fare capire", "stare vicino". Educare è un termine che mi sa di presunzione.
Dobbiamo migliorarci prima dentro noi stessi; poi far capire le cose agli altri, fare ragionare, senza mai essere offensivi o peccare di giudizio. Stare vicini vuol dire anche lasciare la libertà di sbagliare, perchè spesso uno interiorizza dei valori solo dopo che ci ha sbattuto il muso.
Quando un amico/a sbaglia, cerco di farlo ragionare, evitando di umiliarlo e rispettandolo.
Educare non ha nessuna superba pretesa assolutistica. Essere educatore è diverso dall'essere insegnante, bada bene: si insegnano nozioni preimpacchettate e predefinite, si educa alla vita e alla validità dei suoi valori di libertà (quella pura, non quella fittizia dei pompini in discoteca) proprio camminando di pari passo a chi è in via di formazione, sostenendolo di pari passo, lasciandolo sbagliare dove sbaglia per poi aiutarlo -facendogli sfruttare le proprie personali risorse- a "tirarsi su". Adoro l'esempio Frobeliano della piantina che cresce e dell'educatore che è la sua "cannicciuola": la piantina è libera di prendere la direzione che vuole, ma appoggiandosi e arrampicandosi, salendo sulla sommità della canniccia potrà estendere i suoi germogli rampicanti verso il giardino. A questo punto la canniccia può pure seccare.
L'educatore non ha nessuna pretesa, non mette la propria personale vita a "campione d'esempio" ma cerca -anche grazie alle conoscenze ed esperienze acquisite- di condurre il ragazzo in un determinato periodo della sua vita verso la sua (del ragazzo) migliore prospettiva di vita attraverso l'attribuzione di valore alle sue potenzialità e risorse, ai suoi strumenti, riscoprendoli insieme e su questi creare una base di vita dignitosa e degna di essere vissuta e degna di rispetto.
Per Outis:
Io sono un educatore extrascolastico, assolutamente non figlia del '68 fosse solo perchè nata dieci anni più tardi, lavoro a stretto contatto con ragazzi di strada, marginali, borderline e soggetti con il tribunale dei minori alle costole (e menomale qualcuno li tutela -a modo suo- dalle famiglie). Faccio anche progetti scolastici, ma non sono quelli del tradizionale insegnamento Mentore-Discepolo della scuola italiana poichè affronto con loro tematiche e modalità ben più delicate che l'acquisizione di nozioni.
Penso che l'extrascuola stia già lavorando molto e discretamente su quello che tu definisci "insegnare ai nostri figli la solidarietà, la socialità, il Comunitarismo" (almeno qui in Toscana). Per quello che vedo io su quello che è però il sistema scolastico, mi trovo concorde con te. Ma non credo che ci sia bisogno solo di una "svecchiata", vedo che anche tra le nuove giovani insegnanti non c'è interesse a creare "comunità":se si forma tanto meglio, purtroppo per troppa di questa gente l'importante è ancora portarsi a casa alla fine del mese il sostanzioso stipendio statale come facevano le loro madri-insegnanti e le loro nonne-insegnanti. C'è bisogno di un rinnovo radicale delle coscienze: che sia fatto a scuola, nelle piazze, nelle fabbriche, nei parchi, al supermercato...ovunque.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
BellaCiao
Per Outis:
Io sono un educatore extrascolastico, assolutamente non figlia del '68 fosse solo perchè nata dieci anni più tardi, lavoro a stretto contatto con ragazzi di strada, marginali, borderline e soggetti con il tribunale dei minori alle costole (e menomale qualcuno li tutela -a modo suo- dalle famiglie). Faccio anche progetti scolastici, ma non sono quelli del tradizionale insegnamento Mentore-Discepolo della scuola italiana poichè affronto con loro tematiche e modalità ben più delicate che l'acquisizione di nozioni.
Penso che l'extrascuola stia già lavorando molto e discretamente su quello che tu definisci "insegnare ai nostri figli la solidarietà, la socialità, il Comunitarismo" (almeno qui in Toscana). Per quello che vedo io su quello che è però il sistema scolastico, mi trovo concorde con te. Ma non credo che ci sia bisogno solo di una "svecchiata", vedo che anche tra le nuove giovani insegnanti non c'è interesse a creare "comunità":se si forma tanto meglio, purtroppo per troppa di questa gente l'importante è ancora portarsi a casa alla fine del mese il sostanzioso stipendio statale come facevano le loro madri-insegnanti e le loro nonne-insegnanti. C'è bisogno di un rinnovo radicale delle coscienze: che sia fatto a scuola, nelle piazze, nelle fabbriche, nei parchi, al supermercato...ovunque.
Benissimo. :)
Continua così! :K
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Citazione:
Originariamente Scritto da
abu ital
In questo processo di banalizzazione e di mercificazione dell'omosessualità non sono certo i veri omosessuali ad averci guadagnato ma chi fa di un ostentata disinibizione e di un ambiguità rumorosa e cafona fonte di visibilità e di guadagno.
Pasolini li avrebbe schifati.
Vero. Pasolini li avrebbe schifati.
Ma c'è una gran fetta di omosessuali che ben convive con questo star-system e anzi lo caldeggia: si sente rappresentato.
Voglio azzardare che forse anche questo è un modo, per quella fetta di società, di volersi appropriare di una libertà "utilitaristica" e "di facciata" che non corrisponde affatto al valore genuino che questo termine dovrebbe avere poichè non ne racchiude gli essenziali valori etici e i valori dell'essere omosessuale.
Tuttavia resta il fatto che se a un uomo si dice "Frocio", la prenda come un'offesa pesantissima, forse -ripeto- la peggiore, forse anche peggio di "Impotente"...
Insomma questo ditemelo Voi che siete la maggioranza!
(Uomini NON Froci o Impotenti!) :D
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Citazione:
Originariamente Scritto da
BellaCiao
Vero. Pasolini li avrebbe schifati.
Ma c'è una gran fetta di omosessuali che ben convive con questo star-system e anzi lo caldeggia: si sente rappresentato.
Voglio azzardare che forse anche questo è un modo, per quella fetta di società, di volersi appropriare di una libertà "utilitaristica" e "di facciata" che non corrisponde affatto al valore genuino che questo termine dovrebbe avere poichè non ne racchiude gli essenziali valori etici e i valori dell'essere omosessuale.
Tuttavia resta il fatto che se a un uomo si dice "Frocio", la prenda come un'offesa pesantissima, forse -ripeto- la peggiore, forse anche peggio di "Impotente"...
Insomma questo ditemelo Voi che siete la maggioranza!
(Uomini NON Froci o Impotenti!) :D
A mio parere questo modo di presentare l'omosessualità tipico oramai di certa televisione e di certa cultura è assolutamente reazionario e becero nel suo essere tale. Si vuol dare un immagine distorta dell'omosessualità edulcorandola come fenomeno da baraccone per cui alla fine l'omosessuale (nella fattispecie soprattutto se maschio, visto che l'omosessualità femminile sembra praticamente inesistente nei mass media) viene visto come un deficente cripticamente infoiato e ancor più cripticamente perverso che si bea nella sua "diversità".
A mio parere è solo la reazione reazionaria della società che non potendo segregare l'omossessualità la combatte tentando di assorbirla all'interno di un clichè tutto sommato rassicurante e soddisfatto del proprio ruolo e che quindi in quanto tale deve rimanere dove sta se non vuole perdere questa presunta conquista di integrazione di facciata. Sarà un caso che di omosessuali (sempre maschi in quanto si vede che le lesbiche semplicemente non devono esistere per questo tipo di cultura) si parla bene solo se si comportano come una checca isterica appassionata di moda ma se cominciano a parlare di PACS allora si levano gli scudi e si grida allo scandalo.
A luta continua