"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

Il cemento dell'addio


Anna Pacifica Colasacco

Ho la nausea. Il giornale Il Centro in mano. Ed ho la nausea. Per varie ragioni. Perché mi sento presa in giro. Ebbene sì, anche io ci son caduta. Ve ne ho parlato. Piazza d'Armi che diviene luogo di culto ed accoglienza. La mensa per i poveri. Che bravi, mi son detta. Riaprono la mensa di Celestino che preparava cinquanta pasti caldi al giorno, per i nostri indigenti. Mi ero soffermata sul solito appalto fornito senza gara pubblica, ma non avevo colto la gravità della situazione. Quando si parla di poveri, chi può scagliare la prima pietra? Quando si parla di beneficienza, chi può opporre dei veti? Ma poi inizio a pensare. Perché mai Il Centro fa una raccolta di fondi per i terremotati aquilani e poi decide di destinarli alla chiesa? Lo sapevano coloro che hanno fatto le donazioni?Perché mai un'area destinata a verde pubblico, con un progetto, cavallo di battaglia del programma elettorale del sindaco Cialente, che la vedeva spazio sociale, passa di colpo a destinazione ecclesiastica? Come mai la Curia, che non ha visto espropriato uno solo dei suoi terreni, si appropria di ciò che il Comune ha acquistato per dare alla città un luogo di incontro per la popolazione? Tutto ciò assume connotati ancora più marcati, visto alla luce del post terremoto, quando la nostra comunità vede ridotti a zero gli spazi sociali e di aggregazione. Ma Bertolaso ha lasciato la firma, prima di andar via. Ai consiglieri comunali che bloccano il progetto, ai cittadini che rivendicano i propri diritti dice "La mensa dei poveri si fa a piazza d’Armi, punto e basta. In passato sono stato criticato per aver preso decisioni da solo con scarso senso democratico. Una volta tanto lo faccio veramente. Se è vero che per le prossime 72 ore sono ancora io al comando, posso assicurare che la mensa si farà secondo il proggetto previsto”. E la cementificazione inizia in tempi record.Nonostante il cantiere sia bloccato, la ditta Meraviglia inizia la gettata , e lo fa di notte, la notte del 28 gennaio. Cemento armato a quintali, le foto parlano da sole. Cinquemila metriquadri.Eppure la curia ne avrebbe di spazi per ospitare i sei fraticelli e la mensa. E di chiese in piedi ce ne sono. Ma Piazza d' Armi fa gola. Ormai è il fulcro di quel che rimane della nostra città.Il sindaco Cialente, senza vergogna alcuna, avalla. E priva i suoi cittadini di ciò che spetta loro di diritto. E lo stato italiano paga con il denaro dei contribuenti un'opera che non rientra nell'emergenza terremoto, se non per andare in barba ad ogni legge vigente. Un'opera che va a dare denaro a chi ne ha già tanto. Un bel regalo per la curia aquilana. E Bertolaso affida al giornalaccio in questione la sua lettera di addio agli Aquilani. E lì la mia nausea aumenta. Retorica a quintali, come il cemento. Sei colonne fitte di luoghi comuni e di sentimentalismo spicciolo. Ma un passaggio va riportato. Bertolaso ci ha seguiti con regolarità nelle nostre analisi. Ignorandoci. Chi detiene il potere assoluto può permettersi di asserire:"con regolarità abbiamo letto le critiche di chi ha visto nel nostro agire intenzioni di potere, una sorta di occupazione dell'Abruzzo, un prevaricare l'ordine democraticamente stabilito, oppure una ragione di vantaggio e di visibilità politica e di parte, tirata in lungo perché redditizia in termini di consenso, oppure ancora l'intenzione di non mollare le redini ed i vantaggi di una grande operazione economica. Chi ha seguito le vicende aquilane.....sa che non ho reagito, non ho perso mai tempo a star dietro a questo rituale mediatico dello scontro a tutti i costi. Siamo riusciti a L'Aquila nell'obbiettivo di realizzare un solido consenso bipartisan sulla necessità di fare presto e bene ciò che serviva alla popolazione per raggiungere almeno il punto in cui poter tirare il fiato, con i bisogni essenziali soddisfatti...." E qui dovrei riportare di nuovo i dati, quelli che parlano della metà della popolazione che si è organizzata da sola e dei quindicimila ancora negli alberghi e dei pochi, ribadisco pochi, che hanno trovato alloggio nelle c.a.s.e. Intanto la popolazione va avanti spaesata ed inebetita. E succube. Senza guida, senza punti di riferimento. In coda nel traffico caotico, nelle case dormitorio tutte uguali, negli alloggi di fortuna. La patata bollente passa a Chiodi e Cialente. Bertolaso ha pensato alla costruzione per pochi, i dolori della ricostruzione saranno di personaggi politici di poco spessore. Non si sa se coinvolgeranno la popolazione sopita. Non si sa se coinvolgeranno quella attiva. E si son persi dieci mesi. Che qualcuno ce la mandi buona.

Miss Kappa