

Di certo Obama non mi sta simpatico... ma tu Oggettisvista mi sembri fuori come un balcone.


di certo c'è che dopo 100 giorni obama appare agli americani come il peggio presidente di sempre (eccetto clinton)
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


Dici così solo perché è nero!


Stupidaggini. Contano i fatti. E i fatti sono che la leadership mondiale si sta accentrando sempre di più, le monete uniche stanno diventando una realtà, gli interventi militari non rispondono più a logiche di legittima difesa (ancora meno di prima), la privacy dei cittadini è a rischio, il socialismo reale sta tornando pericolosamente di moda.
Le teorie del complotto vanno prese con le pinze, ma c'è molto di vero e l'atteggiamento dello scettico a tutti i costi o peggio, del ridicolizzatore è soltanto segno di scarsa intelligenza e scarsa cultura.


Ma dove l hai letta sta notizia su topolino ?
Apparte gli scherzi non so come fai ad affermare una tale falsita' ma io
che vivo in america sento una storia diversa dalla tua.
I numeri sono dalla sua parte, per quello che valgono i sondaggi. Bisogna tornare indietro ai tempi di JFK per trovare un presidente più popolare allo scoccare dei suoi primi cento giorni. Il 68 per cento degli americani è con Obama, stando al New York Times-Cbs. E la popolazione afro-americana è ancora più convinta che sia lui l’uomo giusto.
Cento giorni a tappe forzate, per dare il senso di una svolta dall’America di Bush e della crisi foraggiata dai mutui sub-prime e da quell’«avidità» così severamente criticata in campagna elettorale. Dalla firma sulla legge intitolata a Lilly Ledbetter sulla parità salariale uomo donna, il presidente Usa ha abituato l’opinione pubblica americana a corrergli dietro. Persino troppo. «Ogni volta che guardi le notizie, c’è il presidente Obama che sta facendo qualcosa, è impegnato in milioni di cose - ha detto un insegnante del New Jersey, Peter Fitzgerald alla Cnn -. Mi chiedo se qualche volta non abbiano paura che gli finisca la benzina». Per dire che il molto non è detto che sia la misura del buon governo, ma almeno per ora l’apertura di credito è una certezza, l’idillio non è finito.
Un piano di salvataggio per l’economia da 787 miliardi di dollari, una legge che estende l’assistenza sanitaria gratuita ai bambini, il via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e il finanziamento delle ong che ammettono l’aborto nella pianificazione familiare. La green economy promessa da Obama non si vede ancora ma è uno stanziamento da 23 miliardi di dollari per le energie rinnovabili, 150 per il risparmio energetico e il 3% del Pil destinato alla ricerca. E c’è la firma sull’atto che segna la fine del lager di Guantanamo e la pubblicazione dei memorandum di Bush sulle tecniche spinte di interrogatorio destinate ai sospetti terroristi. Segnali di quale direzione Obama vuole dare all’America uscita dal medioevo teocon di Bush. A cominciare dal dire dove si è sbagliato. Dove ha sbagliato la precedente amministrazione, ferendo l’immagine degli Usa nel mondo e la stessa etica americana umiliata dalle leggi eccezionali e dai distinguo giuridici. E dove ha sbagliato lo stesso Obama.
«Ho fatto una cavolata», mai sentito un presidente Usa parlare così davanti alle telecamere. Obama si scusava per aver insistito nella nomina alla sanità di Tom Daschle, costretto poi a rinunciare per una questione di tasse non pagate. L’errore ammesso è tornato a suo merito, come mai non era accaduto a George W. Bush, ostinatamente chiuso nei suoi o con me o contro di me, anche quando l’errore era lì, palpabile, un dato di fatto come le bare dei soldati Usa che tornavano dall’Iraq e che nessuno poteva vedere.
Le bare continuano ad arrivare, ma Obama le mostra. Come promesso ha annunciato il ritiro dall’Iraq - entro il 2011 - e il rafforzamento delle truppe in Afghanistan, più 17.000 unità. Aveva detto che avrebbe incontrato il presidente iraniano e non lo ha ancora fatto, ma ha spedito un video messaggio e la sua mano tesa resta lì, in attesa di sviluppi. E in attesa di sviluppi - positivi - sono anche le aperture con Mosca. Per ora la Casa Bianca ha negato il finanziamento alla produzione di nuove testate per i missili Usa. Il disarmo nucleare è tornato sul tavolo di discussione.
Certo l’economia e la guerra in Iraq ancora tengono con il fiato sospeso l’opinione pubblica Usa. Ma sette americani su 10 sono ottimisti sul futuro. Dai prossimi quattro si aspettano solo che possa andare sempre meglio.
http://www.unita.it/news/84298/cento...la_casa_bianca


E ciliegina sulla torta proprio oggi il senatore ex repubblicano Specter ha cambiato partito da repubblicano e' passato con i democratici
facendo raggiungere al partito democratico la fatidica soglia dei 60 senatori a prova di filibaster...........e questo grazie al Presidente OBAMA.


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ha deluso tutti. Si è circondato da uomini di destra, è tentennante sul medio oriente (non ha condannato Israele per Gaza, incrementerá le truppe in Afghanistan...), fa una politica economica identica a quella di Bush....
È solo un venditore di illusioni, altro che "dreams"!



