Genesi di un conflitto annunciatoQuando HEZBOLLAH nasce, è per colmare quel vuoto di potenza militare a cui il Libano è da sempre stato soggetto per interferenze esterne. Dopo le invasioni del secolo scorso, le autorità shi’ite compresero che la sempre incombente minaccia sionista, prima o poi, sarebbe transitata dalla potenza all’atto: esigenze geopolitiche, lungo il percorso che avrebbe dovuto portare l’entità sionista al completo controllo del Medio Oriente, inducevano a prevedere quale primo passo un attacco sferrato proprio contro il sud del Libano. Il vuoto di potenza militare libanese faceva parte, evidentemente, di una strategia internazionale filogiudaica che ha ricevuto la benedizione della dirigenza O.N.U.
Gli ultimi intelletti di questo mesto secolo, rimasti immuni dalla colossale sincope razziale tutt’ora in corso, hanno compreso che un siffatto conflitto - con tutta quanta la serie terribile di “danni collaterali” - non può essere stato scatenato dal rapimento di qualche insignificante mercenario sionista. HEZBOLLAH, negli ultimi anni, ha catturato molti sgherri del regime assassino insediatosi in Palestina, al confine con la Galilea, senza che i “generalissimi” Barak o Sharon si sognassero, per questo, di sferrare un attacco militare al Libano.
Ora, vi chiediamo: ove mai s’è osservato il pescatore lanciare la propria lenza senza fare uso di un’esca?
La tattica è sempre la stessa: necessita un “casus belli”: o si pone un embargo economico-militare contro l’Impero nipponico, o si opera, dal Kuwait, con trivelle oblique, per sottrarre il petrolio a Saddam Hussein, facendosi beffe dei già ingannevoli confini politici: tutto quanto serve alla causa dei guerrafondaj ebreo-americani deve apparire anzitutto come un intollerabile sopruso subìto, sia ch’esso si presenti come un attacco alla base navale di Pearl Harbour, sia che appaia come un’invasione dello “inerme” e “pacifico” Kuwait.Chi, di questo Occidente teledipendente” dopo gli scioccanti attacchi portati alle torri del W.T.C., non ha cominciato ad assaporare certo odio antiislamico? Provocare un intero popolo, subdolamente, fino alla disperazione, prima o poi darà i suoi frutti: è proprio questo che i dirigenti sionisti hanno perseguito, scatenando la seconda Intifada, e i risultati, per quanto paradossale possa apparire, si sono osservati col trionfo di HAMAS di gennaio: in questo modo, la strada per il raggiungimento della “eretz yisrael” era stata spianata!
L’XI settembre e la successiva balcanizzazione dell’Iraq sono serviti quali premesse al rinnovato rigurgito espansionista ebraico: al medesimo obiettivo mirano gli U.S.A. e i loro spregevoli servi dell’U.E. per mezzo del vergognoso embargo inflitto allo agonizzante Popolo palestinese.
Sulla sudditanza europoide (?) non ci soffermeremo a lungo: quando l’europina sconfitta urta la suscettibilità del padrone ebreo diventa una corsa spasmodica l’esercizio dell’automortificazione del gruppo di burocrati di Bruxelles: un vero e proprio “autodafè” offerto al “monarca” di Sion.Quando poi quello stesso teatrino dell’assurdo, solo per placare certa parte delle plebi democratiche, finge di disapprovare l’operato sionista, a traverso uno qualunque dei suoi servi (emblematico è il D’Alema di luglio), quella stessa flebile vocina permane lettera morta.In questa vicenda, la solita italietta bifronte non manca di recitare la parte assegnatale: mentre a mezzo dei suoi governanti (?) va propalando la necessità di una immediata cessazione delle ostilità contro i civili libanesi, occultamente, alle spalle di quelle stesse stupide greggi che ad aprile festeggiavano la liberazione dal più che filo-americano governo Berlusconi, permette che la base di Aviano venga invasa da centinaia di caccia-bombardieri da inviare sul teatro di guerra libanese!
Nel secolo delle privatizzazioni, anche la famigerata C.I.A. sembra aver fatto il suo tempo: la fondazione di “intelligentes” private, come la STRATFOR (strategic forecasting) americana, è divenuta pratica assai diffusa per la sopravvivenza di lobbies occidentali che, oltre a infischiarsene dei popoli, agiscono al di fuori e al di sopra di tutti i governi e di ogni regola civile.
L’ebreo George Friedman, presidente e fondatore della STRATFOR e del “center for geopolitical studies” della “Louisiana state university” fornì, a suo tempo, una spiegazione intorno ai perché dell’invasione irachena: “la guerra del 2003 contro l’Iraq servirà a mutare lo statu quo della regione. Il risultato geopolitico sarà che nazioni come la Siria e l’Arabia Saudita verranno completamente circondate dalle forze statunitensi, e l’Iran lo sarà in parte”. Come sentenziò Mo Mowlam, ministro di Blair: “la storia d’amore fra l’America e l’Arabia Saudita sta per concludersi”.
I “cervelloni” al servizio della giudeocrazia si guardano bene dall’affrontare direttamente la potenza militare e la trascendente determinazione della Repubblica Islamica Iraniana.Essi sanno che se dalla Valle della Bekaa alla fascia costiera che porta a Sidone le Milizie shi’ite dello Sceicco Hassan Nasrallâh hanno inflitto perdite devastanti, qualora la loro irragionevole arroganza li spingesse al confronto diretto con l’Iran, tutto il naviglio di cui dispongono risulterebbe insufficiente al momento della fuga dalla Palestina! Un’intelligente osservazione è stata fatta ai microfoni dell’I.R.I.B., la radio iraniana in lingua italiana, sulla “débâcle” della soldataglia sionista in territorio libanese: gentaglia vile e corrotta, abituata a “guerreggiare” contro le donne e i bambini di Gaza, al chiuso di blindati, ora che deve affrontare un vero Esercito dimostra al mondo intero, malgrado la criminale copertura mediatica occidentale, tutta la propria pochezza, il bassissimo profilo umano e l’incapacità dei comandi.
L’omicidio mirato dell’anti-siriano Hariri si può dunque inquadrare nell’àmbito strategico di cui s’è detto: diffamare e provocare il nemico, forti di un sistema d’informazione completamente asservito alle esigenze della giudeocrazia planetaria. È per questo che la “bertuccia” che ha imparato il solfeggio al conservatorio di vattelappesca, condoleezzarice, va ripetendo ai quattro venti la necessità di “ridisegnare il Medio Oriente”: tutto per Israele!
L’attuale scenario libanese possiede radici ben lontane: nel maggio 1993, lo Sharon propose, parlando al congresso del “likud”: “che israele adotti nella propria politica ufficiale l’idea dei ... ‘confini biblici’!”.
In verità, questo è un concetto tutt’altro che ignoto: già più volte, negli anni, Avanguardia ha presentato ai suoi Sodali il piano di dominazione che l’entità sionista, al di là di tutte le dissimulazioni occidentali, va perseguendo a danno della Comunità Arabo-Musulmana; piano che fornirebbe, se messo in atto, le chiavi di casa dell’intera EURASIA!
L’interpretazione più estensiva della nozione di “confini biblici” è resa da un’analisi di Nafeez Mosaddeq Ahmed: “israele deve espandersi verso sud, annettendosi tutto il Sinai e parte dell’Egitto settentrionale, fin quasi al Cairo; a est, tutta la Giordania e una vasta porzione dell’Arabia Saudita (premessa a ciò sarebbe il tentativo di unificare la Giordania e l’Iraq in un regno hashemita filoamericano), l’intero Kuwait e una parte dell’Iraq a sud dell’Eufrate; verso nord, tutto il Libano e la Siria; a ovest, Cipro”!
Il cancro dissimula in continuazione, muta forma allo scopo di eludere gli anticorpi del sistema immunitario di un dato tessuto cellulare: procedure propagandistiche precedono sempre un attacco; tutto questo viene perseguito senza risparmio di mezzi e di energia; strumenti tecnologici, tassazioni abnormi, sfruttamento a usura come gli ingiustificati e vertiginosi innalzamenti del costo del greggio: tutto per israele!
L’inesausta infiltrazione di elementi destabilizzanti, così come è accaduto in Iraq, così come oggi avviene in Siria, in Iran e in altri territorî su cui si svolge una febbrile attività spionistica.Per questo scopo si mobilitano le sì dette “organizzazioni non governative”, i “medici senza frontiere” e altre consimili strutture fiancheggiatrici operanti in favore del progetto egemonico giudeocentrico: la “croce rossa internazionale” è stata l’antesignana in questo tipo di doppio giuoco.
Preparare o agevolare il cammino verso ulteriori invasioni militari: ecco un’attività in cui si distinguono certi presunti “filantropi” alla Soros, il padre padrone della “human right watch”!
La morte cerebrale dello Sharon ha in qualche maniera ritardato il piano d’invasione del Libano: l’intensificazione degli attacchi nella striscia di Gaza, preceduti dalla farsa dello sgombero dei coloni, le carneficine condotte in CisGiordania: tutto faceva parte del piano parallelo condotto in perfetta simbiosi all’alleato americano operante in Iraq.
Quel che la spregevole propaganda mediatica occidentale definisce “conflitto interetnico iracheno” (ma l’appartenenza alla Visione sunnita e Legalista, piuttosto che allo Shi’ismo imamita, è una questione di Etnia?) altro non è che un piano elaborato dal Pentagono, a cura degli “squadroni della morte”, sotto la supervisione del Mossad, della C.I.A. e dello MI5. Di questa cricca di criminali al soldo degli interessi sionisti faceva parte il presunto “eroe” della Nazione araba al Zarqawi. Non è indispensabile essere dei genî per comprendere il grande aiuto che il terrorista giordano (?) ha fornito sul campo agli invasori dell’Iraq: basti rammentare i giorni degli orrori di Falluja: dare la caccia ad al Zarqawi ha “giustificato” l’uso delle bombe al fosforo contro centinaia di innocenti (Falluja come Dresda: il sacrificio in onore dello spregevole antidio di israele si ripete!).
Allo stesso modo, con la medesima spudoratezza criminale, alle prime luci dell’alba di domenica XXX luglio, si è provveduto a sbriciolare uno stabile, a Qana, mietendo decine di vittime, per lo più bambini: ma la “colpa” di questo misfatto è da attribuire ad HEZBOLLÂH, i cui Miliziani nascondono le proprie piattaforme lanciamissili nei condominî delle città libanesi: quando un infame attaccabrighe vi sferra proditoriamente un calcio allo stomaco, è vostra la colpa del fatto, se cercate istintivamente di pararvi il colpo!
In Avanguardia si va ripetendo da anni: lo stato omicida sionista può muover guerra a Saturno, al Sole; può trascinare in una guerra interstellare tutta la nostra galassia: non si leverà che qualche vocina di leggero dissenso: “preghiamo Israele (genuflessi) affinché moderi il suo sacrosanto diritto alla difesa!
Sorridiamo amaramente quando pensiamo a tutti quegli idioti che ancora oggi, in buonafede, ritengono essere i “protocolli dei savii anziani di Sion” alla stregua di qualcosa di subletterario della propaganda zarista.
Mario MARLETTA


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