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  1. #1
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    Predefinito ZONA NERA: lettura di disturbo

    ZONA NERA (periodico giovanile di sopravvivenza urbana)

    Zona nera nasce nell'inverno del 2005 da un'idea dei fiammisti piacentini, alla ricerca di un'informazione che andasse oltre gli schemi partitici e offrisse a tutti un modo simpatico e goliardico per avvicinarsi alla politica. Nonostante i primi problemi di organizzazione e qualche ritardo la nostra 'zine è sempre in marcia e sta crescendo insieme a noi. Il contenuto è vario: recensioni di film, locali e dischi, resoconto di attività, approfondimenti culturali, cronaca locale oltre a immagini e testi di pura goliardia, uno sguardo sulla nostra città e sul mondo intorno a noi, dal nostro punto di vista.
    E' imminente l'uscita del prossimo numero, siamo quasi giunti al primo anno di vita, abbiamo compiuto diversi errori (impaginazione, grammatica ecc.) e stiamo cercando di migliorare. La grande e inaspettata diffusione (a Piacenza ma anche a Roma e in altre città) ci ha colto di sorpresa e gratificato. Vorrà dire che ci faremo il culo ancora di più.
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  2. #2
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    Predefinito un assaggio di copertine





    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  3. #3
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    Predefinito Qualche articolo e recensione

    LA STRAGE DI BOLOGNA E IL TERRORISTA SCONOSCIUTO
    L.Ciavardini e G.Semprini
    La storia di Luigi Ciavardini è nota praticamente a tutti nel nostro ambiente. Per tutti gli altri, invece, Luigi è uno sconosciuto. Strano per uno che è accusato di aver causato la più grossa strage del dopoguerra.
    E’ la solita storia: la democrazia che concede a tutti il diritto di parlare (ma quando mai?) ha colpito ancora e ha indicato il colpevole di comodo per una strage infame dove decine di persone hanno perso la vita e altre centinaia hanno perso una o più persone care.
    Le indagini su Bologna non hanno mai chiarito niente, la solita bomba di stato non ha portato a identificare un mandante o un esecutore, semplicemente perché il suo scopo era un altro: demolire il crescente entusiasmo di un’area politica che era decisamente emergente e troppo scomoda in quanto erede di chi per lunghi anni aveva cancellato il pericolo del caos eletto a sistema, oggi imperante.
    La strage è fascista, non ci sono prove, ma la strage è fascista.
    L’indagine seguente ha segnato un’intera generazione: molti ragazzi, già provati da anni di scontri in strada con i rossi cani da guardia delle istituzioni, si trovano praticamente messi alla gogna, accusati di un crimine terribile contro altri italiani.
    C’è chi è stato ammazzato in carcere, chi è morto in strada, ci sono genitori suicidati e figli scappati all’estero, manipolazioni della magistratura, interrogazioni parlamentari finite nel nulla, testimoni apparsi e scomparsi, dichiarazioni giunte da chissà dove ma considerate come prove.
    Nel libro di Ciavardini (scritto con il giornalista Gianluca Semprini) c’è tutto e di più: si parte dai primi passi in politica del protagonista nelle prime manifestazioni per proseguire nei i primi problemi a scuola, i primi scontri e il difficile rapporto tra un figlio rivoluzionario e il padre nelle forze dell’ordine
    La storia del giovane Ciavardini si intensifica nel momento in cui entra nell’orbita dei nuclei armati rivoluzionari di Giuseppe Valerio Fioravanti, detto Giusva. Difficile giudicare a priori la scelta della lotta armata, soprattutto per chi, come il sottoscritto, non ha vissuto un determinata epoca e determinate emozioni.
    La strada, gli scontri con i compagni e con la polizia, le rapine e il carcere, una vita segnata da episodi molto duri che non hanno scalfito per niente la scorza di Luigi che ancora oggi è qui tra noi e lotta, sostenuto da tutta l’area e dalla propria famiglia ma anche da tantissimi cittadini, per riaffermare la verità.
    La verità che tutti credono di sapere è inquinata e una parte del testo è dedicata proprio a questo, vi sono documenti e fatti concreti relativi al processo riportati nella seconda parte, avvincente quanto la prima (dedicata alla vita di Ciavardini) e in grado di far comprendere anche ai più scettici come la libertà di pensiero e la democrazia vadano poco d’accordo.
    Il vostro affezionatissimo non intende raccontarvi altro perché il libro lo dovete comprare, leggere e sostenere così come la battaglia per la verità su Bologna, una battaglia per Ciavardini ma anche per tutta un’area accantonata e repressa sulla base di un processo farsa.
    I muri d’Italia emetteranno la sentenza, verità su Bologna: Ciavardini non colpevole!



    PIACENZA - CONFERENZA SUL MUTUO SOCIALE
    Da tempo si parlava di aderire al mutuo sociale, iniziativa stimatissima e di straordinaria importanza.
    Il primo passo è rappresentato dalla conferenza, anzi, il primo passo lo hanno compiuto dei manichini impiccatisi in tutta Piacenza nella notte che portava al 4 luglio, mentre gli ambulanti si preparavano all’annuale festa di sant’antonino.
    I manichini erano bellissimi, quasi tutti uomini, giusto un paio di donne in abiti succinti per un briciolo di spirito bipartisan, erano tutti italiani (come i giocatori del piacenza fino a qualche anno fa quando ce ne vantavamo con tutti) e avevano un chiaro significato: l’affitto e i mutui sono usura, l’usura strangola e uccide il nostro popolo.
    Di mutuo sociale si era parlato anche a lucignolo, trasmissione semiseria che, tra mignottine da tv mezze nude e punkabbestia lerci, ha mostrato l’oasi di casa pound, l’ambasciata italiana nella china town di Roma, uno stabile occupato dove vivono 18 famiglie grazie all’impegno e al lavoro dei camerati capitolini.
    L’esperienza di Roma può e deve uscire dalla capitale, noi abbiamo provato il primo passo mostrando alla città il significato di “mutuo sociale”, in tal senso l’iniziativa dei manichini ha portato un po’ di curiosità che non guasta. Avanti con lo squadrismo mediatico!
    Il giorno della conferenza un federale insolitamente elegante è andato a pescare due buzzurri della redazione di zona nera per farsi accompagnare a teleducato per un’intervista sul tema. Poi, passata un’ora tragicomica alla ricerca di una stampante per avere un manifesto in più, si va a prendere Simone in stazione, giunto da Roma con ovvio ritardo (grazie FS!) e subito condotto a mangiare qualche specialità tipica locale.
    Pisarei, tortelli e vino piacentino non tradiscono, il conto si! Un po’ incazzati per una spesa non prevista aspettiamo Manuel e raggiungiamo gli altri in sala per far partire la conferenza, scelta in una data ideale: la sera della seconda semifinale mentre tutto il paese è in attesa di sapere chi sarà la sfidante dell’Italia! Il numero comunque non delude e si parte, il federale anticipa il tema della serata in un bagno di sudore, passa presto la parola a Manuel che ha l’occasione di ribadire come il programma fiammista abbia a cuore le sorti economiche del paese e come il nostro partito si sia mosso concretamente per fronteggiare speculazioni e grandi affari criminali.
    Lasciamo che Simone spieghi dettagliatamente il mutuo sociale, partendo dalla storia del progetto nato in un pub (ricorda qualcosa avvenuto anni e anni fa, un precedente di buon auspicio…) e divenuto un fenomeno tanto importante da tramutarsi in occupazione (Casa Montag), poi in occupazione a scopo abitativo (OSA) e infine in un progetto fatto e finito, il quale ha creato una curiosità che lo ha portato in tv (anche in copertina su studio aperto alle 12.25 lo scorso anno) e su un paio di libri di recente uscita.
    L’importanza del progetto è anche mediatica, da troppi anni la nostra area è imbrigliata in schemi e preconcetti che non le appartengono, per uscire dai suddetti è necessario osare e andare oltre proponendo metodi totalmente rivoluzionari ma soprattutto iniziative concrete per il popolo.
    In breve: il mutuo sociale consiste nella creazione di enti regionali che costruiscano quartieri residenziali con case da concedere agli italiani non proprietari con una quota mensile, slegata da interessi e contatti con le banche, che non superi il quinto del reddito della famiglia, con sospensione temporanea in caso di disoccupazione involontaria.
    Importante dire che tale cifra mensile rappresenta una quota d’acquisto, questo permetterebbe a tutti di diventare proprietari della propria casa innalzando il benessere spirituale di ogni cittadino, non più strozzato da affitti usurai che opprimono la gente e dotato di una casa propria ben differente dalle pseudocaserme sovietiche dove i compagni vorrebbero far vivere ammassata la povera gente.
    L’iniziativa rimane trasversale anche se tra i camerati del mutuo sociale e la fiamma tricolore è nata un’importante sinergia, un rapporto fraterno cementato nel comune sacrificio della militanza.
    Per maggiori informazioni vedere www.mutuosociale.org o www.fiammapiacenza.org
    La serata si è conclusa degnamente con un impiccato di fronte alla sala e qualche birra tra camerati, tutto offerto da uno dei relatori che preferirà sicuramente rimanere anonimo onde evitare che la provata generosità porti a continui pellegrinaggi dalle sue parti in cerca di birre offerte.



    Massimo Morsello
    Di solito le recensioni guardano ai dischi usciti da poco, alle nuove produzioni, alle novità, per questo recensire la musica di Massimo può sembrare inutile da una parte (chi non conosce i suoi pezzi?) e obsoleto dall’altra (i fiumi di parole spesi per i suoi brani non si calcolano più). Però la nostra intenzione è questa, e se questa fanzine riuscirà a cadere nelle mani di un estraneo alla nostra area, è doveroso che egli conosca e si avvicini a questo cantautore, un poeta vero e proprio, valido soprattutto per chi certe idee le ha più nel cuore che nella mente. Massimo Morsello se n’è andato ormai da tempo, ma le sue canzoni sono sempre più di una straordinaria palpabilità. A differenza della maggior parte della musica alternativa, quella di Morsello non ha mai suggerito idee, pensieri, concetti, ma soltanto sensazioni di un istante, stati d’animo, emozioni. Emozioni che, in quanto tali, sono per definizione irraggiungibili con la mente e quindi incomprensibili. Ed è proprio questo il punto. E’ molto difficile capire che cosa il poeta stia cercando di dirci in una determinata strofa e a volte è problematico accogliere il significato anche di una singola parola. Ma in fin dei conti è questo l’importante: ciò che Massimo voleva è che, ascoltando le sue parole, disegnassimo nella nostra mente, magari assonnata per l’ora tarda, paesaggi, volti, ricordi e soprattutto momenti di vita quotidiana, quella che, magari, ogni sera ci costringe ad addormentarci tra rimpianti, sensi di colpa e un po’ di malinconia. A tutti questi sentimenti, che una mente comune non esiterebbe a definire negativi, Massimo ha sempre saputo donare una meravigliosa poesia, impolverata di grinta e rabbia in dosi sufficienti per trovarsi, senza accorgersene, a sorridere almeno un po’. Ecco quindi spiegato il perché di una recensione un po’ particolare. Non ci sono in vista anniversari, commemorazioni, dischi a lui dedicati, niente di tutto ciò...semplicemente ci saranno sempre momenti, nelle nostre vite, in cui si sentirà il bisogno di essere cullati dalla voce di Massimo.
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  4. #4
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    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  5. #5
    Canon
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    ho letto oggi.e visitato il sito.
    complimenti.

  6. #6
    email non funzionante
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    QUESTA MUSICA E' SOLO PER COMBATTERE,NON PER FARTI LE SEGHE,NON PER ESITARE,REGOLARE TUTTI I CONTI IN MISSIONE SOLITARIA E SENZA PIETA'...SE LA VITA COMPORTA DELLE DIFFICOLTA' LA RENDERAI UN INFERNO A CHI TI OSTACOLERA'...
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    purtroppo ho letto solo il numero in cui c era l articolo "se son rose.......arresteranno", che ho preso al cutty sark, comunque è ben fatta, ce ne fossero di più.

  7. #7
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    Su quello nessuno problema, quando lo stampiamo mandiamo sempre un pò di copie nella capitale
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  8. #8
    Marco-Torino
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    Citazione Originariamente Scritto da Tyler@Durden Visualizza Messaggio
    Su quello nessuno problema, quando lo stampiamo mandiamo sempre un pò di copie nella capitale
    Non è vero, a Torino non è mai arrivato.

  9. #9
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    Torino capitale!

    Comunque avevo ricevuto richieste da Torino e da Firenze, le ho fatte inviare ma non sono giunte a destinazione e non ho ancora capito il motivo...
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  10. #10
    Marco-Torino
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    Citazione Originariamente Scritto da Tyler@Durden Visualizza Messaggio
    Torino capitale!

    Comunque avevo ricevuto richieste da Torino e da Firenze, le ho fatte inviare ma non sono giunte a destinazione e non ho ancora capito il motivo...


    te lo spiego io:
    o chi le ha inviate se l'è tenute
    oppure l'antifa plutocratico bolscevico massone giudeo vi boicotta...

    eia eia

 

 
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