Valbonesi: l'innata dignità della politica
Non comprerete l'anima dei repubblicani
di Francesco Nucara
Il fondo della "Voce" del 12 settembre scorso era titolato: "Una condotta giusta non può prescindere dalla giustezza dei valori". E sullo stesso numero, in un servizio da Ospedaletto (FC), veniva riportata una mia dichiarazione: "Tuttavia il Pri deve riaffermare la propria dignità politica ponendo un problema di rapporti tra le forze che hanno avuto successo elettorale prima ancora di una verifica programmatica".
Le cronache di queste ultime ore sono più che altro dei reportage fotografici della storia del Pci, che è tuttora viva e attiva nella storia di alcuni dirigenti, con in tasca una scolorita tessera del Partito comunista, ora chiamato Ds. Il comportamento del sindaco di Forlì e quello del presidente della Provincia sono semplicemente vergognosi. Se su questi metodi si dovesse basare il viatico per la costruzione del partito democratico, allora sì, povera Italia.
I due amministratori che guidano i massimi organismi locali hanno lunga militanza politica e ben sanno che la storia di questo Paese non si è mai costruita sulle persone, nemmeno quando si trattava di personalità forti dello scacchiere nazionale ed internazionale, bensì sulle organizzazioni politiche. Né la politica repubblicana si è mai costruita attorno al desco familiare.
Essa si è sempre costruita nei congressi, nei dibattiti: dalle sezioni fino ai vertici nazionali.
Winston Churchill affermava che si può lasciare il proprio partito per seguire le proprie idee ma aborriva, come noi, coloro che lasciano il proprio partito per inseguire ed occupare poltrone che appartengono ad altri.
E' esattamente questo l'operato di chi prende una cosa frutto del lavoro altrui. Prima che i repubblicani, questo problema se lo dovrebbero porre il sindaco Masini e il presidente della Provincia, Massimo Bulbi.
Non sappiamo quale risposta si potranno dare. I repubblicani se la sono già data e giudicano le giunte forlivesi già moralmente morte.
Non si tratta di incunearsi nelle diversità di opinioni tra la segreteria nazionale repubblicana e la segreteria provinciale di Forlì-Cesena. All'allora segretario provinciale, coltivato nell'incubatrice comunista, familiare e politica, fu data la delega per costruire alleanze tra il Pri e il centrosinistra. Quella trattativa, egregio signor sindaco ed egregio signor presidente della Provincia, fu fatta in nome e per conto del Pri, ed è al Pri che dovete moralmente e politicamente rispondere dei vostri atteggiamenti, in altri tempi censurabili anche dai vostri partiti di appartenenza.
Potete aver preso una o più persone con la "mazzarinata" dell'adesione al partito democratico, ma con queste premesse non avete speranza di "contatto" con l'anima del Partito repubblicano italiano. Il partito democratico, se dovesse nascere con queste premesse ideali ("Vieni con noi e puoi rimanere in giunta"), sarebbe già un mostriciattolo senza vita che vi tenete nel vostro caldo grembo.
Ai repubblicani forlivesi, cesenati, romagnoli, italiani, solo l'onere di tenere la testa alta, seguendo ed aggiornando gli insegnamenti di Aurelio Saffi. Il responsabile provinciale Valbonesi ha dimostrato come si assimila e si esplica l'innata dignità della politica, che per un repubblicano dovrebbe essere pane quotidiano. Dov'è andato a finire il moralismo del Pci * Pds * Ds degli ultimi vent'anni?
A farsi friggere. Tutto falso, allora, come tutta falsa è oggi la disponibilità politica verso i transfughi, soprattutto del Pri.
Che ruolo hanno avuto gli pseudo - repubblicani passati nei Ds non è dato sapere. Quanti sono andati nei Ds negli anni Novanta vengono dati per dispersi e una task-force li cerca per riportarli a casa. Ma non li trova. Hanno perso la memoria, se mai ce l'hanno avuta.
Sosteneva Gramsci che "non può esistere quantità senza qualità…ogni contrapposizione dei due termini è un non senso razionalmente" E, più avanti, "…che solo un sistema di ideologia totalitaria riflette razionalmente la contraddizione della struttura e rappresenta l'esistenza delle condizioni oggettive per il rovesciamento della prassi. Se si forma un gruppo sociale omogeneo al 100% per l'ideologia, ciò significa che esistono al 100% le premesse per questo rovesciamento".
Sansavini e gli altri fuoriusciti si sono integrati al 100%.
Gramsci però non si chiama Pedulli.
Si scrive Gramsci e si legge Gramsci.
Roma, 29 settembre 2006
tratto dal sito del Partito Repubblicano
http://www.pri.it
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