Quanti sono i monarchici e a quali gruppi o persone fanno capo?


Quanti sono i monarchici e a quali gruppi o persone fanno capo?


Io come associazioni di stampo monarchico ricordo:
A: U.M.I.
B: A.M.
C: M.M.I.
D: ValorieFuturo
E: Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon
F: Ordine S.ti Maurizio e Lazzaro
G: Ordine dell'Annunziata
Gli Ordini non sono associazioni ma Ordini Dinastici, quindi non lhanno il compito di lottare per il ritorno della monarchia ma ne conservano la tradizione.
Allora dobbiamo metterci l'Aire e presente in 56 stati. E poi anche Alternativa Monarchica.


bene bene e riusciamo a sapere il numero di iscritti?
le organizzazioni sono gelose del loro numero, chissà perchè....posso recuperare quelli dell'aire.


Al di là dei numeri e delle sigle,la gravità è che non riusciamo a sederci tutti ad uno stesso tavolo. Le divisioni dinastiche,le divisioni associative che sono spesso anche culturali e minate da personalismi che poco edificano la nostra causa; rendono il mondo monarchico frammentario e inefficace nella sua azione.
E' necessario un bagno di umiltà e la voglia di aprirsi e accogliere i tanti simpatizzanti.
E' necessario creare un'unica associazione monarchica, ma questo presuppone la fine delle beghe dinastiche.
Purtroppo uniti si lotta,divisi al massimo si esiste solo.
Infatti. E' quello che ho detto sin qui. Come diceva il Principe, ci provò numerose volte a formare questa federazione, ma sempre fallendo perchè molti pèensavano più alla propria sigla che alla monarchia; pensava più ad apparire per primo che a servire l'ideale.


beh....io sto chiedendo il numero degli iscritti.
Valori e futuro è sui 2mila.
Altri numeri?
Vediamo di capire una volta per tutte quanti siamo, almeno...




A proposito di unità dei monarchici mi vengono queste considerazioni:
1- L’ambiente vive un retaggio storico di divisione tra ramo principale e cadetto di Casa Savoia; sono arcinote le aspirazioni del secondo anche durante il Regno. Ed ancora oggi che il trono non c’è!
2- La sofferenza della divizione in sigle, siglette e affini appartiene soprattutto ai giovani ed ai militanti di base che bene comprendono la debolezza che caratterizza questa incredibile situazione.
3- Molte sigle, siglette ed affini sono il frutto di inizitive personali conseguenti a situzioni di immobilismo e prevaricazione all’interno delle strutture maggiori; di qui le fughe da UMI, MMI, IRCS …..
4- Lo stato dell’arte, riferito a molte organizzazioni, ci fa notare un pernicioso immobilismo di vertice sintomo di incapacità di rinnovamento e scarsa volontà a trasferire mansioni e ruoli alle giovani leve; UMI/ Boschiero – MMI/Garofalo, de Renoche – AM/Vittucci, Ceccarelli , Turi eppoi Sullivan, Iannetta e chi più ne ha ne metta!
5- Anche dalla frequentazione dei vari siti/forum presenti nel web non possiamo non prendere atto che, ove si ritrovino nominativi nuovi o recenti come ad esempio il d’Atri – Claut , notiamo verso i medesimi diffidenza e critiche riferendo ad essi gli errori dei loro predecessori quasi che con l’incarico avessero assunto anche quest’ultimi.
6- Mi sorge anche il dubbio, ma forse è certezza, che l’unità sia contrastata da taluni – magari auspicata a parole contraddette dai fatti – non solo per attacamento al “ruolo”, ma soprattutto perché sedendosi ad un tavolo di trattativa sarebbero costretti ad ammettere che il numero dei loro iscritti che sbandierano non corrisponde a realtà essendo di gran lunga inferiore (!).
7- Non si è compreso che è indipensabile eliminare le motivazioni di contrapposizione e, ove persistano ataviche situazioni “personali”, l’unica cura – se quelli credono nella causa monarchica – è quella di superale e, ove non ne siano capaci, avere almeno l’onestà intellettuale di mettersi da parte.
8- Non vengono isolati con sufficiente determinazione quei malndrini e coloro che, in questa situazione, trovano terreno fertile per operare nell’ombra sfruttando per il proprio egoismo personale le migliori intenzioni di coloro che si avviciano ai valori tradizionali della monarchia quale istituto costituzionale.
9- Ma forse una buona dose di responsabilità va attribuita alla incapacità di esprimersi, da parte di chi di dovere, quale elemento di riferimento, aggregante nei Valori ponendosi, e rimanendoVI, in una posizione di alto livello morale, intellettuale e sociale. Anche scegliendo con migliore accuratezza i propri collaboratori………
Ma la speranza è l’ultima dea.