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  1. #21
    Barbudo
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    Citazione Originariamente Scritto da costantino Visualizza Messaggio
    come volete che sia andata ?
    chi è stato a torino sa che è un cesso molto peggio di napoli..totalmente invivibile, piena di maghrebini e altra gentaglia schifosa e laida.......

    la feccia allogena spaccia e comanda ......gli sbirri hanno la panza......
    la gente è giustamente scazzata di pagare le tasse e di vedere gentaglia che spaccia e ruba e guadagna 5 volte d+ di chi è onesto......
    e la feccia comunista e radicul-chic sta dalla parte degli allogeni . ma questo si sa
    Esattissimo. Poi cè chi li difende ovviamente e dice che son tutte cazzate, e poi cè chi è obiettivo...
    invito a fare un giro in zona da me (che poi è quella dove hanno ucciso quella ragazza sposata col maghrebino) e vediamo dopo le 7 di sera se non devi girare con l'armatura...

  2. #22
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    Possibile che nessuno di voi guardi il telegiornale non senza lasciarsi trasportare dalla rabbia?
    Il mercato della droga ha una domanda e una offerta, dei clienti e dei mercanti. Per cui è illogico stabilire che la colpa sia solo di chi offre sostanze stupefacenti e non di chi è consumatore. Se, come dice Studio Aperto, quel parco risulta inaccessibile, perchè c'è spaccio? I clienti hanno la tessera magnetica per entrare? Sempre secondo logica, i giornalisti e la polizia non riescono ad accedere perchè gli spacciatori e i rispettivi clienti non vogliono farsi vedere. Un pò come la prostituzione. Si colpevolizza il fenomeno in sè, ma i mercedes o i bmw (brave persone quelle ) sono frutto del "caso".
    Voi tutti sapete che il capitalismo si regge su flussi di denaro, tratta di schiavi e commercio di droga. Se quelle persone vendono la droga significa che qualcuno ai piani alti ha deciso di portare il commercio lì, in periferia, isolata, lontana da chi usufruisce del servizio.

  3. #23
    LokiTorino
    Ospite

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    Allora mettiamo un paio di puntini sulle i.
    Facciamo le solite premesse che magari poi sfuggono e si perdono i dati reali.


    1- sono straightedge dal giorno del corteo contro lo sgombero del Leoncavallo, quindi fate voi da quanto tempo non bevo una birra (considerando che non ho manco poi fumato una canna in vita mia). Dico questo perché non vorrei che si inficiasse alla discussione inserendo i soliti tormentoni su: drogati, cannaioli e cazzate varie. Nonostante non mi droghi sono a favore della liberalizzazione delle droghe leggere (non legalizzazione) anche se non mi vedrete mai ad un corteo simile perché la ritengo una lotta di retroguardia alla grande.

    2- lo spacciatore non è un lavoratore. In un'ottica di classe lo spacciatore appartiene alle cosiddette "calssi pericolose" che non criminalizzo né elogio. Il lavoratore è cosa altra benché oggigiorno la frantumazione della classe lavoratrice ha fatto sì che esistano ampie fette del buon caro vecchio proletariato che passano indistintamente da turbo-precariato a economia informale (spaccio, furto, rapinette...) detta più comunemente micro-criminalità.

    Ma passiamo alla situazione reale:
    Siccome che a noi del progetto di quartiere che stiamo seguendo nonpiace molto chiacchierare a vanvera, abbiamo fatto una mini inchiesta territoriale comparata ai dati reali statistici. Cosa si scopre? Intervistando gli italiani oltre i 45 anni che vivono nel quartiere da anni si scoprono delle cosine interessanti. Innanzitutto il dato reale: rispetto agli anni ottanta ci sono meno decessi e arresti per crimini legati alla droga, un dato strano che mettiamo da parte un secondo. Dicevo, intervistando la gente abbiamo due livelli: al primo livello le persone tendono a lamentarsi della situazione generale (oggettivamente non rosea) ma non riescono bene a focalizzare la questione in termini pratici. Provo a spiegarmi per chi magari non capisce. La gente, di primo acchito si lamenta come fa barbudo: dopo le sette devo uscire con l'armatura. Poi vai a vedere e scopri che non è così. Ma andiamo con ordine, spiego dopo le osservazioni e le riflessioni su quanto dice le gente. Tornando all'intervista, se pressi le persone con domande più contingenti scopri che non sanno spiegare il motivo del loro disagio generalizzato e devono ammettere che anni prima si rischiava molto di più in termini di criminalità spicciola.
    Ora passiamo alle analisi, compendiate dal fatto che poi ci viviamo nel quartiere e che quindi non siamo alieni a certe dinamiche.
    In primis: lo spaccio di droghe si divide in due tronconi principali molto differenti: quello di coca e quello di eroina. I due mercati, come d'altronde le due tipologie di acquirente, sono molto differenti. L'eroinomane solitamente ha un'età media elevata, è un tossico di lunga data, è italiano, "fidelizzato" ad un determinato spacciatore che diventa il pusher di preferenza. Qui si spiega perché i tossici si sono dati gran da fare a salvare i loro fornitori. Le scene con gli eroinomani sono al limite del patetico: gente che elemosina al pusher la dose, piange, si dispera, fintamente si indispone...insomma un bel circo.
    Il tossico di coca è invece molto più variegato: tutte le età, fasce di reddito differenziate, sempre italiani. Il tossico eroinomane viene di solito a piedi (i tossici di lunga data solitamente hanno già la patente ritirata da un pezzo), mentre quello di coca ferma l'auto in sosta, prende la merce e riparte senza manco scendere. Le auto che si vedono sono di un po' tutte le taglie: dai BMW alle utilitarie, con preferenza auto "giovani" (smart, golf...) e grosse. Anche qui si vedono scene per tutti i gusti: una sera alle dieci si è fermata la famiglia mamma, papà con il bimbetto dietro sul seggiolino.
    Questa è una mini analisi del fenomeno in sé, ora veniamo alle piccole arguzie di quartiere.
    In primis c'è da dire che il mercato dell'eroina è stabile da molto tempo, mentre quello della coca è in continua espansione...le bellezze della nostra società atomizzata. Dico questo perché il casino del famoso tossic park in realtà è un non-problema contingente in quanto si riferisce al mercato di eroina. La stabilità di questo mercato fa sì che nella realtà vera, non giornalistica, questo coacervo di pusher e tossici è sempre lo stesso, con lievissimi e marginali cambi di guardia (un tossico muore, magari se ne aggiunge un altro che è appena uscito...insomma pochi elementi). Se sto agglomerato di clienti e fornitori è sempre +o- lo stesso, come mai è nato il tossic park? Semplice, perché tutta l'allegra banda effettua delle "transumanze" periodiche in funzione del livello repressivo che viene messo in atto. Quindi il fatto che nascano come funghi luoghi di spaccio è una panzana bella e buona: sono sempre gli stessi. Volendo posso anche tracciare un mini report degli spostamenti: Murazzi in primis di cui ho memoria, dai Murazzi si disperdono per un po' (chi in piazza Vittorio, chi dal lato Gran Madre) per poi finire al Monte dei Cappuccini, poi Valentino, poi ora al Tossic Park (praticamente sempre Valentino).
    La strategia della polizia è quella di contenere il fenomeno circoscrivendolo in un determinato perimetro fino a quando l'opinione pubblica non sbotta e allora la polizia effettua un paio di blitz che fanno sì che in breve tempo la batteria degli sconvolti si ricomponga da un'altra parte. Non hanno le mani legate, è proprio voluto così in termini di gestione ad alto livello, inutile che mi si venga a dire: povera polizia ha le mani legate...palle! Vogliono che sia così perché il problema è irrisolvibile in termini di repressione.
    Ma torniamo ai nostri "amici spacciatori".
    Lo spacciatore (specie di cocaina) è un problema per il quartiere? Nell'opinione del cittadino medio sì, ma poi in termini pratici molto meno. Paradossalmente lo spacciatore è la migliore garanzia contro la microcriminalità. Sembra strano ma se ci si pensa è così (e anche nella realtà è così): lo spacciatore è un particolare commerciante che per operare in serenità deve avere una zona non troppo calda. Le zone calde attirano attenzioni e polizia, meglio evitare per loro. Se c'è uno spacciatore è molto improbabile che qualcuno rubi un'auto ad esempio, difficile che ti aggrediscano per strada (e lo spacciatore certo non aggredisce nessuno, ovviamente), difficile pure che il tossico (parliamo di eroina perché l'utilizzatore di cocaina di solito non delinque per procurarsi le bamba) faccia cazzate in zona acquisto perché è lo stesso pusher a scoraggiarlo. Questo, a denti stretti, nelle interviste la gente lo ha ammesso, ammettendo pure un altro dato oggettivo: la gente che usa le spade è mooooolto meno rispetto agli anni ottanta. Oggi va di moda il naso o la pipetta, la pera non è "in"...quindi un problema in meno visto che la siringa gettata a cazzo è oggettivamente un problema che merita una bella sprangata.
    Quanto detto è in termini generali, ovviamente tutto si modifica nel caso specifico: può capitare lo spaccino rapinatore come può capitare il tossico in rota che sbiella. Io ho usato una terminologia neutra benché non nutra particolare rispetto per sta gente qui (in primis i tossici, poi a ruota i pusher perché il pusher lo fa come un lavoro conveniente e basta).
    C'è un altro problema che nasce dal traffico di coca: la lotta interna al mercato. Come dicevo prima il mercato dell'ero è fermo, mentre quello della coca schizza sempre più su. Ne consegue che per quanto riguarda il giro di pusher difficilmente ci saranno sconvolgimenti se non nel tentativo di un'etnia di subentrare a quella precedente e monopolizzare lo spaccio al dettaglio. Il giro dietro permane ovviamente lo stesso. Su questo piano ho una mia idea ma la dico magari dopo.
    Il giro di coca invece vola alto, tutti pippano oggi: dal ragazzetto al manager passando per il muratore e l'artista...nessuno si salva. Ne consegue che il giro è appetitoso e meno "fidelizzato" (pure Lapo è ricorso ad una "slotmachine"), ergo il mercato è più dinamico, cosa che non è molto edificante. Un mercato della droga dinamico significa che si espande e che le bande si susseguono una all'altra provocando risse se non peggio. E' una guerra tra poveri e sfigati ma tendenzialmente rumorosi e fastidiosi. La cosa è alquanto bizzarra: quando il giro rumeno ha agito nei confronti di un'altra banda, la cosa si è risolta con un paio di morti per arma da fuoco in un bar di piazza crispi la mattina. Quando i cinesi si sono risolti degli affari interni tra loro la cosa si è risolta con un cinese morto ammazzato a coltellate in silenzio sul ponte Dora.
    Invece questi sfigati nigeriani e maghreb quando si confrontano fanno un bordello pazzesco ma non usano pistole, coltelli pochi, qualche sasso e bottiglia rotta. Sono folkloristici, rompicazzo, magari spaccano le macchine parcheggiate nei loro deliri, però sono infinitamente meno pericolosi di altre etnie criminali. E la gente questa cosa non sopporta, non la criminalità in sé.
    La gente sa che il mercato della droga si regola a pistolettate (complici anche tonnellate di film sul tema), basta che lo fanno in silenzio. Invece la "negranza" è tutto tranne che silenziosa: gente che insegue altra gente alle due di notte con un machete per poi avere un ferito leggero (ma come fai con un machete a ferire "leggermente" uno? Come minimo lo ammazzi...e invece no). Gente che ruba da un robivecchi scavalcando e poi non riesce più a uscire scavalcando il cancello rimanendo bloccati dentro con la gente che gli tira le ciabbatte dal balcone. NIgeriano che salta dal primo piano in mutande e corre scalzo per la via con il tipo italiano che urla dal balcone menando la moglie....e questo è solo quello che ho visto io in prima persona dal mio balconcino...
    I nigeriani, e i maghreb peggio, stanno alla fine del mercato della droga e si beccano tutti gli insulti perché tendenzialmente sono degli incapaci a fare le cose. Lo dimostra il fatto che, dopo essere sfuggiti dalla polizia, invece di dileguarsi si sono soffermati a tirare pietre agli stessi facendosi bere in seconda battuta.
    Questa è solo la prima parte del discorso, un'analisi manco troppo approfondita del fenomeno.
    La gente comunque ha paura non perché è aumentata la criminalità, ma perché non essendoci più una comunità di quartiere coesa (come era fino agli anni ottanta) l'insicurezza genera un tendenziale timore generalizzato...ma questa è un'altra (lunga) storia...

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da RibelleSano Visualizza Messaggio
    A Torino, dopo una retata delle Forze dell'Ordine in cui sono morti due pusher, gli spacciatori di droga (da quel poco che si é visto nei tg sembrano africani) chiedono CON LA VIOLENZA di poter spacciare liberamente. Al loro fianco si sono schierati i drogati.
    La loro rivolta parte da quello che viene ormai definito il "Tossic park".
    Gli abitanti della zona sono barricati in casa.

    Ora dico: scacciare questi pezzi di merda dall'Italia sarebbe una battaglia di retroguardia?!?! Assolutamente no!
    Una sola risposta:COMBATTERE
    per buttare fuori a calci in culo quei bastardi invasori!!

  5. #25
    FASCISTA SU MARTE
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    castelli romani anti americani!www.ilrichiamodelcorno.splinder.com
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    Citazione Originariamente Scritto da RibelleSano Visualizza Messaggio
    cosa c'é il 4 nov?
    dovrebbe esserci un corteo della Fiamma Tricolore

  6. #26
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    Va bhè qui non capiscono un cazzo, hai ragione Loki.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da ORGOGLIOdelLUPO Visualizza Messaggio
    dovrebbe esserci un corteo della Fiamma Tricolore

    ma dove?

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da LokiTorino Visualizza Messaggio
    [...] La gente comunque ha paura non perché è aumentata la criminalità, ma perché non essendoci più una comunità di quartiere coesa (come era fino agli anni ottanta) l'insicurezza genera un tendenziale timore generalizzato...ma questa è un'altra (lunga) storia [...]
    Analisi lucida e precisa a dir poco ma non capisco il punto sinceramente.

    In pratica confermi l'irruenza degli spacciatori di ero formata da africani, come la versione postata all'inizio del forum.

    Fai notare che c'è una differenza tra la criminalità percepita e quella reale, però il punto fondamentale, ovvero la presenza della caravona di spacciatori e consumatori di ero, resta. Ho capito male io ?

  9. #29
    LokiTorino
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    Questa è solo una descrizione. La mia analisi è alquanto lunga e investe altri aspetti sociali.
    Diciamo che in super sintesi il problema "toxic park" è un non problema contingente perché sta mandria esiste da anni e si sposta continuamente. Vedere in ottica emergenziale un problema che in realtà c'è da anni è alquanto ridicolo. Il problema è questo: preso atto che esiste un nucleo duro di eroinomani, come affrontare questo problema?
    Suppongo che la soluzione massimalista vada per la maggiore (ammazziamoli tutti), però mi riservo di valutarne il risultato quando i primi camerati saranno passati effettivamente all'azione dopo i proclami bellici.
    Il problema del "toxic park" che fa scalpore è legato al mercato dell'ero che come spiego è tutt'altro che dinamico e vivo. E' il mercato della coca quello che potremmo definire "frizzante", ma non è quello sollevato dai mass-media.
    I due mercati vanno gestiti in maniera differente.
    Faccio un esempietto stupido.
    I Murazzi sono da sempre incubo dell'ordine pubblico. Farsi scippare è facilissimo. Quando sono spariti gli spacciatori e piccoli rapinatori? Mica è stata la presenza della polizia a farli andare via, ma l'azione combinata dei locali (tramite i buttafuori) in combutta con gli spacciatori. Sì perché gli spacciatori non volevano avere le camionette agli ingressi dei Murazzi per colpa di qualche ladruncolo fastidioso. Ai Murazzi è tornata la teppa quando il comune ha dichiarato la guerra alla droga (cocaina lì, che va alla grande visti i locali). Spariti gli spacciatori tornati i borseggiatori. Chi è meglio? Ah, per la cronaca gli spacciatori non sono evaporati, ma solo spostati più su.

    Il problema è che è necessaria un'opera di ricostituzione comunitaria (io aggiungerei proletaria) per fare sì che il problema si risolva da sé.
    La cocaina oggi arriva in gran quantità perché è il potere, attraverso i suoi processi, a volere che sia così. La composizione sociale che cambia vuole la cocaina, mentre l'ero +o- non varia di molto.
    Cosa vogliamo fare di sti eroinomani incalliti? Tutti dentro al carcere? Li isoliamo? Facciamo un campo di lavoro? Li mettiamo in un ghetto come in Svizzera? Io non trovo soluzioni che non passino dalla ricostituzione di un tessuto connettivo intra-comunitario. L'ottica emergenzialista produce sempre e solo cagate, e l'Italia è dal '67 che è sempre in emergenza.

  10. #30
    Massimiliano71
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    Citazione Originariamente Scritto da LokiTorino Visualizza Messaggio
    La gente comunque ha paura non perché è aumentata la criminalità, ma perché non essendoci più una comunità di quartiere coesa (come era fino agli anni ottanta) l'insicurezza genera un tendenziale timore generalizzato...ma questa è un'altra (lunga) storia...
    Bella analisi....però ti devo correggere sulle conclusioni: la criminalità è diminuita nel suo complesso ma è andata aumentando la microcriminalità che è quella che, vissuta dal cittadino ogni giorno, crea più insicurezza.
    Ed è quella che il sistema non vuole combattere seriamente proprio perchè giustifica certe misure da stato di polizia borgese e reazionario: telecamere ad ogni incrocio, schedatura generalizzata, controllo militare del territorio...salvo poi mantenere un sistema giudiziario inefficiente ed in mala fede che permette il perpetuarsi di questa situazione o, meglio ancora, l'aggravarsi della stessa in modo da giustificare un intervento sempre più invasivo dello stato nella vita della gente comune con l'utopica promessa di più "sicurezza".

 

 
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