In un libro edito da l'Arco e la Corte il racconto di due uomini legati dalla stessa passione ma divisi nella prassi politica
'Ciao Pinuccio', storia di uomini che fanno politica col cuore
Angela Filipponio Tatarella: ''An riparta dalla cultura, sarebbe il più bel regalo per mio marito e per Gianni Mastrangelo''
Roma, 2 ott. (Adnkronos/Ign) - A sette anni dalla sua scomparsa, il pensiero politico di Pinuccio Tatarella continua ad essere attuale. E anche oggi, dopo il documento di Gianfranco Fini che porta Alleanza nazionale verso nuove sfide italiane ed europee, l’idea del ‘vicerè di Bari’ di andare “oltre il Polo” torna a riproporsi con forza. Il cuore di Pinuccio Tatarella si ferma all'alba dell'8 febbraio del '99, nell'ospedale torinese Molinette. La sua vita è stata la politica. Una politica, ripeteva il ‘ministro dell’armonia’ che “è anzitutto passione”. Proprio per ricordare il pensiero di Pinuccio Tatarella è appena uscita in libreria la terza edizione aggiornata di 'Ciao Pinuccio' di Gianni Mastrangelo, giornalista e parlamentare del Msi, scomparso il 20 agosto 2004.
'Ciao Pinuccio' (a cura di Roberto Mastrangelo e Gerardo Picardo, Editrice l'Arco e la Corte, Bari, pp. 160 euro 10) è un appassionato racconto di un’amicizia umana a politica, un libro dove i comizi dell'Msi prima e di An poi si intrecciano alle immancabili sigarette di Mastrangelo, al duro lavoro delle redazioni di 'Puglia d'Oggi' e del 'Roma', alle intuizioni politiche di Pinuccio Tatarella, tra un caffé e un dolce puntualmente stampato sulla camicia del vicepresidente del Consiglio nel primo governo Berlusconi.
Ad aprire le pagine, un’intervista di Angela Filipponio Tatarella, parlamentare del partito di via della Scrofa, che rilancia il dibattito sulla cultura all’interno della destra italiana: ''Gianfranco Fini – dice la vedova di Pinuccio Tatarella - credo abbia chiare le problematiche che ora si pongono ad An. Esse sono sintetizzabili, a mio avviso, in due punti essenziali: anzitutto armonizzare tradizione e presente per progettare il futuro; in secondo luogo, costruire un'area culturale attiva all'interno di Alleanza nazionale coinvolgendo gli intellettuali di Destra, che sono piu' numerosi di quanto ci si immagini e di alta qualità''. E spiega: ''Realizzare il progetto culturale sarebbe il più bel regalo per Pinuccio Tatarella e Gianni Mastrangelo''.
Ricordando quindi la storia di Mastrangelo e Tatarella, i due 'leoni di Puglia' che hanno cucito in un rapporto unico la storia della destra barese a quella nazionale, la docente di Filosofia del Diritto all'Università di Bari fa notare: ''Per Pinuccio e Gianni la politica è stata vissuta non solo come professione, ma più radicalmente come senso della vita''. Ma, spiega l'esponente del partito di via della Scrofa, ''questa comune ispirazione ha avuto nei due modalità diverse. Pinuccio, come Gianni, fermi nel sostenere principi e valori irrinunciabili e non negoziabili, si differenziavano poi nel modo della prassi politica. Nella prassi, infatti, Pinuccio è stato il vero stratega. E' riuscito a percorrere la via della mediazione senza essere mai costretto a rinunciare ai principi di riferimento. La mediazione è stata realizzata come confronto, nella ricerca delle migliori soluzioni possibili per il bene del partito, sempre nell'ottica del bene comune. Gianni, mi sembra, era radicale non solo nei principi e nei valori - come è giusto che sia - ma anche nella prassi politica. Per lui la mediazione era più difficile. Preferiva e gli riusciva di più la battaglia politica, però condotta sempre con grande lealtà e rispetto dell'avversario politico''.
''Questo diverso atteggiamento nella prassi politica - aggiunge Angela Filipponio Tatarella - spingeva a volte Pinuccio e Gianni a contrasti anche forti. Ma la conclusione era una risata complice, una pacca sulle spalle e un dolce offerto da Gianni a Pinuccio''. Perché Tatarella e Mastrangelo, rimarca la parlamentare del partito di Fini, ''si prendevano cura di tutto e di tutti: dal lavoro svolto in Parlamento, nei comuni, alla Regione, fino all'ultima circoscrizione della più sperduta periferia della città. Avevano cura del territorio. E questo era un altro segreto della loro politica''.





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