Ungheria: l'exploit del partito conservatore

di Giovanni Vagnone


RagionPolitica
3 ottobre 2006

In Ungheria gli scandali degli ultimi mesi e le tensioni riguardanti il premier uscente socialista Ferenc Gyurcsany hanno portato il partito conservatore Fidesz a conquistare una maggioranza schiacciante (18 su 19 assemblee provinciali e sindaci in 14 città su 22). Le proteste contro il governo erano scoppiate nelle piazze, con tanto di allarmi bomba, minacce di chiusura di enti televisivi, timori di scontri, quando si era scoperto che Ferenc Gyurcsany stesso aveva ammesso di aver mentito agli elettori sulla situazione economica del Paese al fine di vincere le elezioni di aprile.
Il leader dell'opposizione, Viktor Orban, ha chiesto le dimissioni del Governo perchè «gli elettori hanno bocciato la menzogna, e il Governo dovrà dimettersi perché ha portato il Paese al fallimento». Lo stesso presidente della Repubblica, Laszlo Solyom, ha pronunciato un discorso, al momento della chiusura delle urne, in cui ha di fatto invitato il parlamento a sfiduciare il premier, criticandolo per non aver affrontato la questione morale delle bugie pre-elettorali: mezzi inaccettabili per vincere delle elezioni e conservare il potere. Da un lato, quindi, c'è una chiara questione, la stessa che ha portato in piazza Kossuth, davanti al parlamento, una folla di alcune migliaia di elettori che da due settimane manifesta pacificamente chiedendo che il governo si dimetta: sia a Budapest che in tutto il Paese l'indignazione è sorta alla trasmissione di un nastro in cui il premier, parlando ad una riunione interna al gruppo parlamentare socialista dello scorso maggio, ammetteva da un lato che il Governo aveva lavorato male, dall'altro che per vincere era stato costretto a mentire sulla reale situazione economica del Paese. Tale manifestazione è stata cavalcata dalla destra che alle amministrative ha chiaramente dimostrato di essere in vantaggio in termini di preferenza elettorale: e anche se i risultati delle amministrative non sono affatto vincolanti per il governo, il risanamento di conti pubblici non facilmente si potrà nascondere dietro a cavilli costituzionali. «Il governo - ha detto il presidente della Repubblica - è responsabile davanti al parlamento».
Il classico atteggiamento della sinistra al governo, anche a livello di Europa centro-orientale, può ricordare un po' gli atteggiamenti che anche in Italia la grande armata Brancaleone delle sinistre sta portando avanti da tempo per occupare potere e non lasciarlo più. Un attaccamento che denuncia direttamente la sua perversione morale, dove il potere si ritorce su se stesso per autocompiacersi invece che rivolgersi verso il miglioramento esterno, motivo per il quale viene attribuito. Con risvolti per di più inquietanti: c'è infatti stato un forte rischio, nelle ultime settimane, di chiusura per la HIR TV, televisione privata di informazione ungherese, che ha trasmesso in diretta (unico canale del paese a farlo) le manifestazioni contro il governo. La commissione ungherese per la Radio e la Televisione, controllata dai partiti di governo, ha infatti cominciato un procedimento sanzionatorio contro la HIR TV su basi politiche, col chiaro intento di limitare la libertà di informazione e di stampa. Il procedimento era volto a chiudere dei programmi o addirittura alla chiusura definitiva del network.
La questione è passata abbastanza sotto sordina, ma è comunque arrivata al Parlamento europeo grazie all'On. Tajani, presidente degli eurodeputati di Forza Italia, che ha presentato un'interpellanza appellandosi alla libertà di espressione attraverso mezzo stampa, chiaramente definita nell'articolo 6 del Trattato. Se infatti la libertà di stampa è a rischio (e lo era soprattutto alla vigilia delle elezioni amministrative) perché la sinistra vuole mettere il bavaglio alla voce dell'opposizione, è necessario che l'Europa faccia sentire la sua voce ed impedisca la chiusura dell'HIR TV. Un rischio ora forse superato ma da non sottovalutare, visto che proviene da un paese vicino, governato dalla sinistra e soprattutto, a parole, democratico come il nostro.


Santo Stefano , Re e fondatore della Nazione ungherse protegga la nobile terra magiara!!!

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