Per me la questione si pone in questi termini: è condannabile l'offesa dettata da intolleranza e disprezzo, e non vanno usati termini offensivi, per chiunque, a qualunque categoria, razza, religione ecc. appartenga.Se Vittorio Emanuele afferma che i sardi si scopano le capre, non biasimo certo i sardi se si offendono.
Dovrebbe però essere consentito, se i membri di una data categoria (ecc.) fanno qualcosa di riprovevole, dirlo, e si può dire, per esempio, che un fondamentalista musulmano ha assassinato Theo van Gogh; Che Al qaeda è un'organizzazione di integralisti islamici che organizza stragi, perchè è vero, anche se qualche musulmano se ne adonta (e dovrebbe prendersela con gli integralisti). Quello che importa è che non si pretenda di affermare che tutti gli islamici sono terroristi.
Anche in casi meno drammatici, io come omosessuale non mi sentirei offeso se mi dicessero che una coppia dello stesso sesso non può biologicamente procreare, al massimo direi che la cosa è ovvia. Ma discutendo dell'eventuale adozione per coppie omosessuali, le argomentazioni a contrario basate solo su pregiudizi omofobi non hanno molto valore, ma se si dice che è nell'interesse del bambino avere un padre e una madre, allora è diverso, e non si può invocare la "correttezza politica"
Infine chiamare un paraplegico "diversamente abile" non gli servirà proprio a nulla, se le barriere architettoniche non vengono rimosse. Qui la "correttezza politica" mostra tutta la sua inanità.


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