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Risultati da 31 a 40 di 107

Discussione: Il buono dell'America

  1. #31
    lorenzo v.
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    Citazione Originariamente Scritto da Massimiliano71 Visualizza Messaggio
    Cosa vogliamo pretendere da una nazione nata dalla schiuma della società europea?
    Se si pensa che solo dalla Gran Bretagna arrivavano esclusivamente ergastolani e puttane ai quali i giudici inglesi avevano dato due alternative: galera o america.....
    MAssi, I'm sorry questo è populismo leghista.

    la percentuale di sopravvivenza dei primi coloni ,e fù così

    per circa 150 anni è stata inferiore al 10 %...

    Ergo in cella crepo senza sole,in Amerrega crepo di malattie

    fame, scontri con gli indigeni , al sole...

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Migliore università per fare che? Per sfornare che? Quale cultura", quale tipo umano?. Solo nei film americani a vincere è sempre il più bello, il più giusto, il più buono. Il fatto che ci tengano i piedi sopra non significa che sono il meglio. Tutto dipende dal "metro" usato. Chi da americano è meglio di Dante? Quale costruzione americana è meglio del Colosseo che pure è un rudere? Quale cibo americano è meglio di una semplice pizza? Quale vino americano è meglio di un Barolo? Quale auto meglio di una Ferrari?, quale narratore di un Salgari... sì, sì, sto facendo del nazionalismo o europeismo spicciolo e a buon mercato. Ma che si può fare in una simile discussione?
    Migliore università per fare ricerca e produrre conoscenza in grado di farti mantenere, grazie al dominio tecnologico, economico e militare, la supremazia sul pianeta. Non dico mica che questo sia un processo encomiabile e da me condiviso, ma è così. Da sessant'anni ci dominano: quali siano le cause e la responsabilità, possiamo parlarne una vita...Certo non penso che potremmo scrollarceli di dosso valorizzando il formaggio di capra dell'alta valle del Crati...
    La cultura popolare e diffusa americana, ammesso che ci sia, è veramente bassa e questo risulta anche dai film. Ma evidentemente la gioventù europea non apprezza film introspettivi e pesanti, preferisce quelli a lieto fine...Anch'io amo la figura del delinquente nei film francesi...
    Sicuramente ben poco abbiamo da imparare per quanto riguarda vino e cucina, o cultura classica. Ti ricordo tuttavia che un professore di filosofia o di storia antica in America potrebbe essere pagato decine di migliaia di dollari per tenere lezioni di pensiero ai dirigenti della Ford, in Italia invece è costretto a fare la fame o a fare conferenze con quattro addormentati...
    E' giustissimo e doveroso fare nazionalismo europeo ed italiano.
    Rifletti tuttavia: pensa a quanti occhiali Ray ban si vedono dalle nostre parti, quante scarpe Timberland, quante Marlboro fumate, e quanti SUV...Non sono forse portato della cultura americana?
    Odiare un nemico non significa non saperne riconoscere meriti e virtù. Altrimenti si continua con la storia del "male assoluto".
    Produzioni di nicchia e qualitative (vini e Ferrari) non sono sufficienti a reggere il confronto con una potenza come quella americana: certo rappresentano manifestazioni culturali e produttive di grande capacità, fiaccole accese, ma per sconfiggerli ci vuole l'incendio.
    Infine ed inoltre per quanto riguarda Emilio Salgari posso a buon ragione vantarmi di aver letto fra i 9 anni (iniziai con "I solitari dell'Oceano") ed i 14 anni 32 suoi testi...Considero Salgari un mio grande ispiratore, almeno di gioventù.
    Ma sarei altrettanto disonesto a non riconoscere comunque un effetto ad altre letture: Edgar Allan Poe e lo stesso Pound. Possiamo definire "Moby Dick" un esempio di letteratura degenerata? Ultimamente ho letto l'antologia di Spoon River ed ho trovato una poesia "antimilitarista" che mi ha fatto molto ma molto riflettere...
    Ed i quadri di Hooper (spero si scriva così)? Non sono forse belli?

  3. #33
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Migliore università per fare ricerca e produrre conoscenza in grado di farti mantenere, grazie al dominio tecnologico, economico e militare, la supremazia sul pianeta. Non dico mica che questo sia un processo encomiabile e da me condiviso, ma è così. Da sessant'anni ci dominano: quali siano le cause e la responsabilità, possiamo parlarne una vita...Certo non penso che potremmo scrollarceli di dosso valorizzando il formaggio di capra dell'alta valle del Crati...
    La cultura popolare e diffusa americana, ammesso che ci sia, è veramente bassa e questo risulta anche dai film. Ma evidentemente la gioventù europea non apprezza film introspettivi e pesanti, preferisce quelli a lieto fine...Anch'io amo la figura del delinquente nei film francesi...
    Sicuramente ben poco abbiamo da imparare per quanto riguarda vino e cucina, o cultura classica. Ti ricordo tuttavia che un professore di filosofia o di storia antica in America potrebbe essere pagato decine di migliaia di dollari per tenere lezioni di pensiero ai dirigenti della Ford, in Italia invece è costretto a fare la fame o a fare conferenze con quattro addormentati...
    E' giustissimo e doveroso fare nazionalismo europeo ed italiano.
    Rifletti tuttavia: pensa a quanti occhiali Ray ban si vedono dalle nostre parti, quante scarpe Timberland, quante Marlboro fumate, e quanti SUV...Non sono forse portato della cultura americana?
    Odiare un nemico non significa non saperne riconoscere meriti e virtù. Altrimenti si continua con la storia del "male assoluto".
    Produzioni di nicchia e qualitative (vini e Ferrari) non sono sufficienti a reggere il confronto con una potenza come quella americana: certo rappresentano manifestazioni culturali e produttive di grande capacità, fiaccole accese, ma per sconfiggerli ci vuole l'incendio.
    Infine ed inoltre per quanto riguarda Emilio Salgari posso a buon ragione vantarmi di aver letto fra i 9 anni (iniziai con "I solitari dell'Oceano") ed i 14 anni 32 suoi testi...Considero Salgari un mio grande ispiratore, almeno di gioventù.
    Ma sarei altrettanto disonesto a non riconoscere comunque un effetto ad altre letture: Edgar Allan Poe e lo stesso Pound. Possiamo definire "Moby Dick" un esempio di letteratura degenerata? Ultimamente ho letto l'antologia di Spoon River ed ho trovato una poesia "antimilitarista" che mi ha fatto molto ma molto riflettere...
    Ed i quadri di Hooper (spero si scriva così)? Non sono forse belli?
    È la teoria del "vuoto pieno": l'America funziona e riempie ciò che è vuoto. Riempie l'Europa perchè mon c'è né Europa né europei. La potenza americana, poi, è indiscutibile da un punto di vista di armamenti. Ma essa America si impone essenzialmente per una specie di convenzione da parte di tutti gli altri stati o poltiglia di stati. Come Berlusconi insegna, l'America è una gran bella cosa. Non importa se è vero, lui ci crede e fa genuflettere l'Italia davanti all'America, magari per ottenere più favori dell'Inghilterra. Così pure fan tutti gli altri. Essere amici di chi si rietiene essere il più forte dovrebbe comportare dei vantaggi. E da questa concatenata convenzione scaturisce la vera e autentica potenza americana. Se domani, via uno l'altro, tutti gli stati del mondo (è fantapolitica ovviamente) convertissero le riserve in dollari in euro e se si mettessero a pensare che lo stato più potente del mondo è S. Marino, S. Marino lo diventerebbe per forza di cose poichè ad agire per esso sarebbe una volta l'uno e una volta l'altro stato. E l'America sarebbe in braghe ti tela. Un po' come capita al bullo di periferia che si "annacca" e viene da tutti creduto il più forte (e magari veramente è l'unico ad avere la rivoltella in tasca). Tutti sono suoi amici. Poi arriva un nano e gli pianta una coltellata. Da quel momento il nano porta la corona.
    Sto cercando di dire con linguaggio superficiale e con esempi un po' cretini in cosa consiste la vera potenza degli USA. Consiste nell'inesistenza di un vero antagonista... anche se... anche se la Cina comincia ad esser vicina.
    Per il resto ho detto più sopra che non sono così poco avveduto da non saper distinguere americanismo da americano. E di americani "simpatici" ve ne sono (hai dimenticato London, a me particolarmente caro almeno quanto Salgari).

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    È la teoria del "vuoto pieno": l'America funziona e riempie ciò che è vuoto. Riempie l'Europa perchè mon c'è né Europa né europei. La potenza americana, poi, è indiscutibile da un punto di vista di armamenti. Ma essa America si impone essenzialmente per una specie di convenzione da parte di tutti gli altri stati o poltiglia di stati. Come Berlusconi insegna, l'America è una gran bella cosa. Non importa se è vero, lui ci crede e fa genuflettere l'Italia davanti all'America, magari per ottenere più favori dell'Inghilterra. Così pure fan tutti gli altri. Essere amici di chi si rietiene essere il più forte dovrebbe comportare dei vantaggi. E da questa concatenata convenzione scaturisce la vera e autentica potenza americana. Se domani, via uno l'altro, tutti gli stati del mondo (è fantapolitica ovviamente) convertissero le riserve in dollari in euro e se si mettessero a pensare che lo stato più potente del mondo è S. Marino, S. Marino lo diventerebbe per forza di cose poichè ad agire per esso sarebbe una volta l'uno e una volta l'altro stato. E l'America sarebbe in braghe ti tela. Un po' come capita al bullo di periferia che si "annacca" e viene da tutti creduto il più forte (e magari veramente è l'unico ad avere la rivoltella in tasca). Tutti sono suoi amici. Poi arriva un nano e gli pianta una coltellata. Da quel momento il nano porta la corona.
    Sto cercando di dire con linguaggio superficiale e con esempi un po' cretini in cosa consiste la vera potenza degli USA. Consiste nell'inesistenza di un vero antagonista... anche se... anche se la Cina comincia ad esser vicina.
    Per il resto ho detto più sopra che non sono così poco avveduto da non saper distinguere americanismo da americano. E di americani "simpatici" ve ne sono (hai dimenticato London, a me particolarmente caro almeno quanto Salgari).
    Non so se "spezzare le reni" a Washington (questa volta sul serio, anche perchè non ce l'abbiamo fatta con la Grecia, figuriamoci con l'America...) sia così analogo a spezzare l'autorità del bullo di paese. Occorreranno una volontà ed un progetto incredibili. Forse è vero, potremmo vedere ed unirci a quello che fa la Cina. Ma il bullo è sempre in sè un debole, l'America è un bullo "pensante": il Congresso tanto vituperato degli USA ha la più grande biblioteca del mondo, insomma siamo ai livelli del ruolo giuocato un tempo dalla famosa biblioteca allesandrina. Certo non avranno i codici miniati o le stampe di Gutenberg, ma è qualcosa di immenso.
    Diceva un mio amico che per costruire la bomba atomica ad Alamogordo, costruirono un cavo di due chilometri d'oro...
    Purtroppo non ho mai letto London...

  5. #35
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Non so se "spezzare le reni" a Washington (questa volta sul serio, anche perchè non ce l'abbiamo fatta con la Grecia, figuriamoci con l'America...) sia così analogo a spezzare l'autorità del bullo di paese. Occorreranno una volontà ed un progetto incredibili. Forse è vero, potremmo vedere ed unirci a quello che fa la Cina. Ma il bullo è sempre in sè un debole, l'America è un bullo "pensante": il Congresso tanto vituperato degli USA ha la più grande biblioteca del mondo, insomma siamo ai livelli del ruolo giuocato un tempo dalla famosa biblioteca allesandrina. Certo non avranno i codici miniati o le stampe di Gutenberg, ma è qualcosa di immenso.
    Diceva un mio amico che per costruire la bomba atomica ad Alamogordo, costruirono un cavo di due chilometri d'oro...
    Purtroppo non ho mai letto London...
    Attenzione però, perché a parte della metafora del bullo di periferia, ho detto una cosa un po' meno cretina. Ho detto che buona parte della potenza USA deriva dalla quasi universale delega in bianco che gli viene fatta. Tutti credono che sia veramente potente e ad ogni livello. Ma se tutti cessassero di crederlo, se come moneta forte fosse adottata la "pizza di fango del Congo"? L'America continuerebbe ad avere il suo esercito forte per la distruzione ma poco adatto per la colonizzazione (Iraq ultimo esempio) ma non sarebbe più autorevole e la gran parte della sua pervasione commerciale e culturale andrebbe a farsi benedire. Poi può anche capitare che arrivi il nano dal paese dei Puffi, ma questa è una storia diversa.

  6. #36
    Paul Atreides
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    http://www.univ.trieste.it/~etica/20...onservatori%22

    Un articolo a mio parere da prendere cum grano salis, ma che ricostruisce in maniera attendibile la genesi del ''paleoconservatorismo'' e del ''paleolibertarismo'' americani. Da leggere magari insieme con il testo di Carlo Lottieri, ''Dove va il pensiero libertario?'', Settimo Sigillo, 2004.

  7. #37
    Paul Atreides
    Ospite

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    Segnalo inoltre questa interessante discussione

    http://www.saturniatellus.com/portal...pic.php?t=1073

    Per chi volesse saperne di più su Hoppe

    http://www.hanshoppe.com/

  8. #38
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Ovviamente anch'io riesco a separare l'americanismo e tutto il suo male dagli americani. E sono meno manicheo di quel che può sembrare. Così come capita che quando un socialista "impazzisce" ce ne viene del buono, altrettanto capita che ci siano americani che cantano fuori dal coro e producono del buono. Ma se guardiamo al complesso, all'insieme, se guardiamo la foresta e non gli alberi, allora quella foresta vien voglia di bruciarla tutta.
    A me pare

    1) che il punto sia piuttosto quello di individuare/valorizzare/propagandare gli uomini, le idee, le correnti politiche americane che si sono opposte all'ideocrazia americana

    2) che per combattere un nemico bisogna conoscerlo e che la storia americana andrebbe studiata in profondità

    3) che andrebbe studiata la storia che ha prodotto l'attuale egemonia yankee, partendo dalla consapevolezza che gli USA hanno trionfato sfruttando le divisioni e i conflitti europei, in pratica sfruttando il suicidio dell'Europa, come scrive Preve, magari per tentare di non commettere più lo stesso errore, errore sul quale ancora oggi gli USA prosperano.

  9. #39
    Figlio d'Europa
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    Condivido in buona parte quanto scritto da Atreides, anche se il pensiero libertario anarco-capitalista, che ho approcciato da poco, non mi convince in molti punti. Alla lista degli americani e delle associazioni americane da apprezzare penso ci siano da aggiungere:

    -American Renaissance, think tank ultraconservatore identitario, autore di interessantissimi studi sulla razza:
    http://en.wikipedia.org/wiki/America...%28magazine%29

    - Il nazionalista bianco David Duke:
    http://en.wikipedia.org/wiki/David_Duke

    - George Lincoln Rockwell, fondatore dell'originale ed oggi disciolto American Nazi Party, penso l'unica formazione politicamente valida dichiaratamente ispirata al socialismo nazionale negli Stati Uniti:
    http://en.wikipedia.org/wiki/George_Rockwell

  10. #40
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    A me pare

    1) che il punto sia piuttosto quello di individuare/valorizzare/propagandare gli uomini, le idee, le correnti politiche americane che si sono opposte all'ideocrazia americana
    Personalmente la cosa non mi fa impazzire. Nel senso che prima di utilizzare il tempo che ho per valorizzare e propagandare le correnti americane ho altre mille priorità che ritengo più consone alla mia natura e al tipo umano al quale mi rivolgo.

    2) che per combattere un nemico bisogna conoscerlo e che la storia americana andrebbe studiata in profondità
    Questo è scontato, anche se poi per studiare IN PROFONDITA' bisogna avere il taglio dello storico. Chi è vocato - per esempio - al politico o al religioso non ha di questa necessità. Comunque sia non è che mancano studi e persone che se ne occupano.

    3) che andrebbe studiata la storia che ha prodotto l'attuale egemonia yankee, partendo dalla consapevolezza che gli USA hanno trionfato sfruttando le divisioni e i conflitti europei, in pratica sfruttando il suicidio dell'Europa, come scrive Preve, magari per tentare di non commettere più lo stesso errore, errore sul quale ancora oggi gli USA prosperano.
    Anche qui: non mancano studi ed interessi in quel senso. Non commettere più lo stesso errore? Stiamo parlando di un complesso organico di culture ed individualità, di soggetti, di ideologie, di movimenti. L'Europa è plurale. Per altro è difficile commettere gli stessi errori perchè l'evolversi della situazione e della storia ti pone davanti sempre a contingenze diverse. Per esempio: solo tra 400 anni sapremo se l'aver o non aver fatto entrare in Europa (sic!) la Turchia è stato un errore. Sicuramente il mio pro-pro-pronipote si ritroverà davanti un Paul Atreides che gli spiegherà l'errore commesso nel non aver considerato.... etc. etc. etc. Tant'è che oggi siamo tutti storici e geopolitici che spiegano gli errori di Cesare, Napoleone, Hitler, Stalin... Ma molti di quelli che si chiamano errori non sono errori. Esempio. Io ho un nemico personale che non posso battere. Lo posso eliminare denunciandolo e facendolo arrestare dagli sbirri. È l'unico mezzo che ho per toglierlo di mezzo. Compio un errore se non lo denuncio? Per la serie: l'etica, per esempio, non è mai un errore, anche quando ci condanna alla sconfitta.

 

 
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