Personalmente ho affrontato l'argomento ed ho vissuto in prima persona le vicende di una chiesa così per dire creata da un determinato personaggio. Credo così di poter dare una mia risposta al sig. Cercopiteco.

Purtroppo, da quello che ho vissuto io, ho capito che, specie nella diaspora ( negli USA, in primis, ma anche quì in italia), attraverso delle ordinazioni oscure, di fortuna, e da parte di istituzioni che non voglio chiamare chiese per non confonderle con altre realtà più serie, compaiono dei "Vescovi".
Le vicende di questi vescovi sono spesso burrascose: saltano da una giurisdizione all'altra per legittimare la loro autorità sulla carta ma di fatto si trasformano in realtà chiuse in sè stesse ed isolate, lontani da quella che è la sinfonia della Chiesa Ortodossa.

Proprio in questo periodo un personaggio che ho avuto modo di conoscere bene festeggia i suoi 10 anni di Vescovato (vagante). La chiesa ortodossa nel suo complesso (canonica e non) non riconosce il suo vescovato, ma la cosa divertente è che neanche chi l'ha ordinato, ai tempi, lo riconosce più come Vescovo.

Bene, la scena è anche questa, è giusto che chi si avvicina all'Ortodossia lo sappia.

Ma la chiesa ortodossa non è questa che ho descritto sopra
. Si fa un gran discutere tra canonicità e non canonicità. Ogni chiesa ha un suo concetto di canonicità e mi piacerebbe che un giorno si aprisse un 3d in merito alla questione.

La canonicità è essenzialmente il riconoscimento da parte del Patriarcato di Costantinopoli di una determinata chiesa che in questo modo entra a far parte della sinfonia delle chiese ortodosse ( sono sicuro che ci saranno altri modi per fare parte di tale sinfonia: integrate quello che ho scritto con quello che sapete voi, per favore) e questa è l'ecclesialità, vuol dire l'essere in comunione con la Santa Cattolica ed Apostolica Chiesa.

Ci sono, però delle chiese, che per una ragione o per l'altra si sono tagliate fuori da questa sinfonia per ragioni loro, vuoi per ragioni etniche, vuoi per ragioni strettamente amministrative, politiche, finanziarie, ideologiche e spirituali (l'elenco è lungo ma ci siamo fatti un'idea).

Secondo me nell'ambito di queste chiese è da valutare la serietà di coloro che la compongono e soprattutto il modo in cui vivono il loro rapporto con il nostro Salvatore Gesù e come si amministra la Sua parola e quì si entra in un fattore altrettanto importante che è la prassi. Si parla anche di Ortoprassia, infatti, il modo corretto di fare vita cristiana.

Immaginiamo che la Chiesa possegga un forziere di qualità preziose, tra queste brillano l'ecclesialità e la prassi, è meglio se si combinano entrambe, ma non sempre questo è possibile per noi uomini, certo, poi quello che non è possibile all'uomo è possibile a Dio.

In breve, nella chiesa ortodossa ci sono le chiese tradizionalmente canoniche, quelle ancora non lo sono ma comunque rispettate e riconosciute, se non amministrativamente, senz'altro spiritulmente dal resto della chiesa. Poi c'è tutta una serie di personaggi pittoreschi e bizzarri che amano definirsi ortodossi, ma tanto per cominciare la posizione proprio ortodossa non è, e se andiamo a vedere che vita si fa vediamo che non c'è una vera e propria prassi.

Naturalemente, il discorso è lungo e delicato, non mi sognerei mai di esaurirlo così, poi ogni giorno che passa imparo cose sempre nuove, ma sentivo di condividere con voi queste riflessioni.

In cristo,

G.