
Originariamente Scritto da
Barsanufio
Del sufismo non so quasi niente. E magari è il vero modo per saperne qualcosa.
Provo a metter giù cosa a cosa associo la parola.
La serena, dolce e paterna maestà dello Shaykh Abd'al Wahid Pallavicini, che ho avuto la gioia e l'onore di conoscere personalmente. L'intelligenza limpida, la vasta preparazione, la libera e accogliente umanità di alcuni suoi discepoli. La sensazione che, aldilà e oltre tutto questo, nascondessero davvero qualcosa di prezioso, la sensazione che conoscessero sul serio la mappa di un tesoro.
Gli abiti bianchi dei dervisci tourneur che si schiudevano come fiori di loto rovesciati nella loro danza immobile, dentro l'aula Puccini del Conservatorio di Milano. Il loro copricapo dalla foggia di una pietra tombale. Lo struggente suono del flauto che li accompagnava.
Le poesie di Jalal al-Din Rumi. La storia di al-Hallaj. Un libretto giallo TEA, Vita e detti di santi musulmani, parole rocciose, sabbiose e infuocate come deserti e infatti del tutto paragonabili ai Padri del deserto.
L'idea che l'islam abbia questo di tranquillizzante. Che ci sono come due livelli.
Uno è quello ordinario, militare. Id-Dio è il Sovrano, il Comandante, il Generale. Lo si rispetta. Gli si obbedisce, fino al versare il sangue per lui. E' il Re dei re, meraviglioso e munifico. Se lo seguirò, sottomettendomi, fino alla fine, egli mi ricompenserà largamente donandomi un luogo di piacere e di refrigerio, di gioia e di godimento, come farebbe un Capitano con i suoi veterani.
Poi c'è un secondo livello, quello mistico e - passatemi il termine - erotico. Id-Dio è il diletto, l'amante. Se ne prova nostalgia. Gli si obbedisce, gli si disobbedisce anche, magari, per farlo impazzire d'amore. Si cade in deliquio, si diventa per Lui dei barboni senza casa vestiti di stracci. L'esistenza è trasformata in un'unica zona erogena sulla quale ogni tocco di Id-Dio - doloroso o piacevole che sia - manda in primo luogo in convulsioni e in contrazioni estatiche. Lo scopo della vita è la fusione con Id-Dio, io e Te, ioeTe, ioTe, Te.
Il cristianesimo è meno tranquillizzante. Prima di tutto i due livelli son meno chiari, meno distinti, e forse non ci sono neppure. Poi l'obiettivo sembra diverso: la divinizzazione dell'uomo, la teoantropia, o - come direbbe Panikkar, la cosmoteandria. Il che è meno comprensibile. Lo è meno per il soldato, che punta all'obbedienza, al mostrare il proprio valore e al premio. Lo è meno per l'amante, che punta alla fusione e al dimenticarsi interamente nell'amato.
Grazie a coloro che - dall'interno della loro esperienza - vorranno chiarire se in qualcosa il non sapere ha colto nel segno oppure no, Barsanufio