Un «comitato d'affari» che unirebbe i vertici del Sismi agli spioni del caso Telecom. Una loggia massonica in grado di condizionare le carriere degli 007. Un «eroe» del Sismi a Baghdad emarginato da Pollari perché avrebbe scoperto troppo su di lui.
Di «ricatti» e presunti «mariuoli» tra Sismi e Telecom, il generale Gustavo Pignero ha parlato a lungo, quando non sapeva di essere indagato per il sequestro Abu Omar. L'intercettazione (giudiziaria e assolutamente legale) è del 27 maggio. Pignero, che morirà l'11 settembre, è in ospedale: sa di avere i giorni contati e ha deciso di sacrificarsi nel tentativo di «salvare Pollari» dall'accusa di aver organizzato il sequestro con la Cia.
A fargli incolpare «il number one» sarà solo la registrazione trappola organizzata il 2 giugno da Mancini. Alle 14.42 Pignero, mentre è in chemioterapia, parla con un carissimo amico, che chiameremo agente X: un altro 007 della vecchia guardia, che non è indagato. I due commentano i primi articoli sul caso Telecom: i dossier sequestrati all'investigatore Emanuele Cipriani, le fatture fantasma pagategli dall'amico Giuliano Tavaroli con 20 milioni di euro di Pirelli-Telecom. La telefonata si apre su un caso interno al Sismi: l'agente X teme di essere scavalcato dal funzionario che era in auto a Bagdad con Nicola Calipari, quando questi fu ucciso dai marines dopo aver liberato l'ostaggio Giuliana Sgrena. I due ne fanno il nome, chiedendosi perché «il number one» lo tratti da «eroe» dopo averlo emarginato e rimpiangono il generale Umberto Bonaventura.
Pignero: «L'eroe... era a Perugia e fece accertamenti su un processo che riguardava il number one».
X: «Ha subito ritorsioni?».
Pignero: «Appena andò via Umberto, lui era arrivato da due mesi e venne immediatamente tolto su ordine del number one... E poi è diventato l'eroe...».
X: «Prima che diventasse l'eroe, si è confidato con me che sembrava che Pollari lo volesse abbandonare».
Pignero: «Fatto sta che non c'era buon sangue tra i due... Poi chi lo sa per quale motivo le cose son cambiate».
X: «Probabilmente perché sapeva un sacco di cose di come sono avvenuti veramente i fatti».
CARRIERE MASSONICHE
L'agente X si sente vittima di un raccomandato ancora più potente (il funzionario S.) e commenta: «Secondo me si è mosso un Loggione che non finisce più... (S.) ha importanti nomi dietro... Credo che sia uno dei soci antichi del Loggione».
Ad appoggi massonici sembra alludere anche una frecciata a un manager della sicurezza di una compagnia concorrente (straniera) di Telecom. L'agente X lo definisce «una mia creatura», eppure lo giudica «pericoloso»: «Gira in ambiti stranissimi: grembiuli...».
LA LITE AL SISMI…
Discutendo di una lite nel Sismi sul sequestro Abu Omar, Pignero spiega che «Pollari ha messo Mancini davanti alla scelta: scuola o estero», ma in realtà «poi si sono accordati per la malattia». I due interlocutori sono indignati per l'atteggiamento di Pollari.
X: «Ma lo sanno tutti che Mancini era nel suo pool, nella sua squadra...».
Pignero: «No, più che squadra... Era direttamente quello che...»
X: «Tu mi hai sempre parlato di comitato d'affari».
Pignero: «Eh, quello mi sa che prima o poi verrà fuori... Mah, che ti devo dire...»
X: «Madonna mia, questa è un brutta cosa, il fatto che questi facessero una banca dati e che la tenesse questo cretino qua...»
Pignero: «Io (la stampa) la prendo con le molle, mentre invece che ci sia un comitato tra loro, una comunità, una colleganza molto stretta, questo è un fatto».
X: «Però qualcuno le dice le cose ai giornali, perché i legami tra "Tavola" e "Tortellino" emergono: amicissimi da sempre». E Spataro queste cose le conosce da sempre...».
Pignero: «Se tu pensi che Tavaroli, orfano di padre e di madre, è stato praticamente ospite a casa di Mancini da quando era bambino... quindi sono proprio fratelli, è più di un'amicizia la loro (...) E adesso bisogna chiarire 'sti soldi che sono, 'sti soldi che sono andati all'estero a chi sono andati...».
FATTURE E RICATTI…
X: «Tu esprimevi perplessità sui giornali, però è anche vero che Cipriani collabora in maniera piena: cazzarola, ha portato le fatture... E perché teneva quella schedatura? A che scopo? Tu lo sai: i mariuoli prima o poi vanno in galera».
Pignero: «A che scopo? Io mi tengo la roba a libretto... e quella può essere sempre utile un domani».
X: «Allora, ricattatori proprio seri?».
Pignero: «Hai capito, questo è il fatto».
MANCINI TIRANNO BUONO…
X: «Perché poi questa gente qua ha il delirio di onnipotenza... L'autorità dà alla testa di chi non ha un equilibrio».
Pignero: «Io ti assicuro che Mancini fino a quando ha fatto il centurione era un ottimo centurione... Quando gli hanno detto che poteva fare il Cesare, è partito, e la stessa cosa ha fatto Tavaroli... Anche lui, un delirio di onnipotenza, ha fatto e strafatto tutto quanto e non c'è stato più limite...»
X: «Quindi c'è da aspettarsi che hanno fatto veramente cazz... di questa portata?».
Pignero: «E io che...?».
X: «E' prevedibile».
Pignero: «Del resto io l'ho sperimentato personalmente... Ci sono stati colleghi che hanno avuto bisogno di una mano, erano finiti sottosopra per iniziative sballate e a chi ci siamo rivolti? Io una volta, Umberto un'altra volta, proprio a Tavaroli... Gli abbiamo fatto dare una consulenza, questi hanno scritto due righe che potevano valere 200 euro... E gli ha fatto avere una provvigione notevole... Ora chi lo può fare questo? Chi gestisce i fondi come meglio crede e non deve dare conto a nessuno. Ora, lo fai a fin di bene e va bene... Ma chi mi toglie dalla testa che adesso, leggendo certe cifre...»
X: «Lui è impazzito (...)».
Pignero: «La stessa cosa con altra moneta ha fatto Mancini... Prima ha distrutto tutti quelli che poteva distruggere, tutti quelli che potevano dargli ombra o che potevano impedire le sue cose... Poi a quelli rimasti li ha premiati... encomi a nastro, promozioni a non finire, scalate fantastiche... perché aveva il rapporto preferenziale con il direttore e il direttore faceva tutto quello che gli diceva.... Quindi con altra moneta ha fatto la stessa cosa di Tavaroli... Un tiranno buono... E adesso lo rimpiangono pure».




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