Terre et Peuple


A Villepreux, regione parigina, si è svolta la Tavola Rotonda di Terre et Peuple. Cinquecento circa i presenti, molti stand, qualche delegazione straniera (Italia, Spagna, Portogallo, Svezia, Fiandre).

Il titolo: Fronte al mondialismo le patrie carnali.

Le relazioni. Apre un intervento pervenuto per posta di Anatolj Ivanov, russo, già prigioniero politico per quindici anni e perciò di salute cagionevole che gli ha impedito il viaggio. Ivanov ha trattato dell'attuale situazione russa e della pressione cecena. Enrique Ravello, presidente di Tierra y Pueblo, ha fatto un'esposizione storica sulla Reconquista mettendo in particolare evidenza le analogie che ci sono tra la situazione odierna e quella che diede vita all'invasione mora.

Pascal Lassalle ha svolto una relazione approfondita sull'Ucraina invitandoci a non forzare i ragionamenti a piacimento e secondo il nostro gusto ma a tener conto dell'importanza che quella nazione riveste per il futuro europeo.

Gabriele Adinolfi ha parlato dell'esempio italiano, della linea sociale ma anche delle debolezze intrinseche di un'area che in Italia come fuori, marginalizzata, si prende arbitrariamente per avanguardia ma vegeta in pessime condizioni. Ha spiegato anche come dal suo punto di vista le scelte partitiche siano sterili e quali linee di tendenza andrebbro perseguite per un approccio rivoluzionario alla contemporaneità.

Slobodan Soja, ambasciatore di Serbia che si definisce serbo di Bosnia e nostalgico jugoslavo, ha ripercorso la storia e l'importanza dei popoli serbo e croato. Infine Pierre Vial, presidente di Terre et Peuple ha concluso i lavori sottolineando cosa sono la globalizzazione, il mondialismo (che ha radici assai lontane) e cosa s'intende per patrie carnali, citando per quest'ultimo concetto Saint-Loup.

Al tavolo della presidenza, insieme a Vial, Jean Audry, il direttore da poco in pensione della cattedra di Lione sugli Indoeuropei, e una sedia vuota dedicata a Jean Mabire recentemente scomparso (a sinistra, accanto a Pierre Vial, nella foto che risale alla manifestazione dello scorso anno). Durante la mattinata un altro presidente d'onore era la tavolo: Berthe un combattente fiammingo sul fronte dell'est, nel pomeriggio un anziano falangista, Abelardo, ne ha preso il posto.

Sullo sfondo bandiere d'Europa. All'inizio si è cantato les "oies sauvages" in onore di "quelli che sono partiti per raggiungere la grande armata", in chiusura "les hauts tambours des landsquenets"