di Gabriele Adinolfi
Jene, deputati, cocaina, opinione pubblica.
Mio figlio mi ha fatto notare come l’umanità si sia accorta all’improvviso che le partirte sono truccate, che gli arbitri sono venduti, che le letterine sposano i calciatori e che per far strada in televisione le donne fanno le mignotte. Tutte queste verità banali e scontatissime una volta annunciate sui media ci hanno stupiti tutti. Incredibile ma vero: ci si stupisce di quello che si sa da sempre. Stiamo davvero alla frutta!
Nella linea di tutto ciò, o forse sarebbe meglio dire nella striscia, eccoci oggi tutti stupiti perché le Jene hanno fatto ammettere a molti deputati che fanno uso di cocaina e di altre bazzecole. Che è una novità, una sorpresa, che i signori e le signore in questione sniffano e ricercano sensazioni proibite da borghesi annoiati?
Eppure il cielo si è aperto all’improvviso di fronte a tale rivelazione. Casini, che sta cercando di fare le scarpe a Berlusconi, se n’è uscito con la richiesta di un test anti-doping. Come nel calcio, e come se nel calcio il controllo non venisse regolarmente eluso con sistemi banali…
Per Casini, che si vuol moralizzatore e demagogo, è essenziale che gli italiani sappiano quali dei loro “rappresentanti” sono tossicodipendenti.
E perché di grazia?
Chissenefrega se i nostri soldi questi signori e signor(in)e li sperperano in polverine bianche o in altre idiozie?
Il problema è ben altro. Il problema è che questa gente che costa a tutti un occhio della testa non serve assolutamente a niente.
A cosa serve un deputato e un senatore se non a presentare e approvare leggi e leggine fatte da banchieri, finanzieri, costruttori e altri pescicani? Serve a riempirsi le tasche e a fare show in televisione; non sempre a livelli d’avanspettacolo come l’Alessandra Nipotini, è vero, ma sempre e solo a fare show.
Al punto dove siamo arrivati sarebbe meglio che se ne andassero tuti a casa e ci lasciassero dominare, schiacciare e derubare direttamente da quei pescicani di cui sopra per conto dei quali essi, in Parlamento come in Senato, si muovono a bacchetta.
Ne guadagneremmo tutti; non solo risparmiando il denaro che gettiamo per lor signori e i loro spacciatori, ma anche in serietà. Meglio vederla in faccia questa dittaura antipopolare che perderci negli spettacoli della tele/democrazia.
Il problema, signori, non è che sono drogati, il problema è che sono deputati.




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