Rabbia Lega: traditi da Berlusconi. La CdL è morta, avanti da soli
Venerdí 13.10.2006 09:21
Il clima è pesante in Via Bellerio, quartier generale della Lega Nord. Un misto di rabbia e delusione per le ultime mosse della Casa delle Libertà e in particolare di Silvio Berlusconi. Umberto Bossi si sente tradito, lasciato in disparte. Dopo aver difeso il Cavaliere a spada tratta, aver cenato con lui ad Arcore e aver messo a punto la strategia di lotta in piazza contro la Finanziaria, ora il segretario del Carroccio vede l'ex premier rincorrere l'Udc e Casini, ammorbidendo le proprie posizioni e cercando il dialogo con i moderati dell'Unione. "Tutto il contrario di quello che avevamo deciso insieme solo pochi giorni fa", spiega un alto esponente leghista.
Il Senatur, appoggiato dal capogruppo alla Camera Maroni e da quello al Senato Castelli, è sbottato con i suoi più stretti collaboratori: "La Casa delle Libertà in Parlamento non esiste più, visto che non è stata in grado di mettere in campo un'azione unitaria sulla manovra". E' la presa d'atto di una sconfitta per la linea leghista, che dopo aver puntato tutto sull'intesa con Berlusconi ora si sente trascurata e isolata. Quasi dimenticata. "Non siamo né la Dc di Rotondi né De Michelis, Forza Italia non può trattarci come una sua costola o una sua pedina da utilizzare quando gli fa comodo", sussurrano da Via Bellerio.
E la base ormai è in fermento. Radio Padania è inondata quotidianamente da telefonate, fax e mail di leghisti arrabbiati e avviliti. La scelta di appiattirsi sul Cavaliere non ha prodotto alcun risultato concreto. Se non quello di far dimenticare l'esistenza stessa del movimento. Che nei sondaggi viene dato in drastico calo, ormai stabilmente sotto il 4%. "Avevamo chiesto agli alleati - ha spiegato un Maroni insolitamente furioso - di impegnarsi per presentare degli emendamenti comuni al 'decretone'. Ma nessuno si è fatto vivo, c'è stata una sorta di silenzio-rifiuto. Per questo - ha aggiunto - noi ci siamo mossi autonomamente e continueremo a farlo, sentendoci sciolti da ogni vincolo di coalizione". "Prendiamo atto - ha chiosato il capogruppo del Carroccio a Montecitorio - che in Parlamento la CdL non esiste più, questa è la conseguenza parlamentare dell'assenza dei nostri alleati".
Per la Lega a questo punto si apre una nuova fase: tentare di recuperare una posizione autonoma sul modello del primo governo Prodi, quando Bossi portava avanti un'opposizione distinta rispetto al resto del Centrodestra. Ma le precarie condizioni di salute del Senatur e le divisioni interne al partito, ormai spaccato in fazioni contrapposte, rende tutto più difficile. "O il capo si inventa qualcosa per uscire dall'oblio o per noi non c'è futuro", racconta malinconicamente un esponente leghista della prima ora. Una cosa però è certa: l'asse del Nord sbandierato con orgoglio dai padani è morto e sepolto.




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