La Sardegna si avvia a rappresentare senza avversari il terzo mondo d'Europa, lasciandosi superare nella conquista del benessere dalle cosiddette nuove democrazie, compresi quei paesi dei Balcani che solo recentemente hanno riconquistato indipendenza e libertà.
Purtroppo, i primi responsabili di questo stato di cose sono gli stessi Sardi che osservano lo smantellamento dell'economia superstite con distacco e disinteresse. E quando protestano, le loro manifestazioni hanno sempre quell'aria educata, della serie .... “ scusate, non vorremmo disturbare, il fatto è che stiamo perdendo il lavoro, l'identità... la dignità.... Comunque promettiamo di far casino in silenzio, come richiede il nostro carattere e più ancora la nostra fama di popolo ospitale, discreto, educato e perciò mai scassacogl......”.
E così i Sardi accettano silenziosi, supini, tutto ciò che arriva, e ciò che arriva da oltre Tirreno non è mai buono.
Succede nel caso dei poli industriali della Sardegna meridionale, di quella centrale e di quella settentrionale. Sta succedendo col Porto-Canale, ci stanno imponendo un G8 che secondo qualcuno doveva essre una vetrina per la Sardegna e che sarà forse solo vetrine e teste rotte.........
Succede che le famose servitù militari, invece che diminuire di numero e di qualità vedono ampliamenti e potenziamenti delle singole strutture. Si riaprono vecchie caserme..................
E la nostra gente?
Non piange, non si lamenta....... mica s'incazza! No, riempie piazza dei centomila per cose assai più importanti. Invece di riflettere sul prorio futuro i giovani vengono attratti in una fiera dei sogni che ha ormai ricoglionito tutti, piccoli e grandi.
C'è in giro Mangiafuoco, ci sono il Gatto e la Volpe, non li vede nessuno?
La cosa più grave, più disperante è soprattutto che c'è chi non vede, chi non vuole vedere.
Per chi invece vuole continuare ad indignarsi ecco l'ultimo comunicato di Gettiamo le Basi ....
Comitato sardo Gettiamo le Basi
Un altro caso di linfoma tra i lavoratori del poligono Salto di Quirra.
Colpito un muratore di Ballao
Gianfranco Cossu, muratore di 47 anni residente a Ballao, una vita trascorsa a curare il bestiame di
famiglia nelle campagne adiacenti il poligono della morte Salto di Quirra, è affetto da tumore al sistema emolinfatico. Nel 1997 l'ospedale oncologico di Cagliari gli ha diagnosticato un linfoma Hodgkins, lo stesso male che colpisce i militari inviati nei teatri di guerra e le popolazioni condannate a convivere con i poligoni. Gianfranco Cossu ha pure prestato servizio di leva a Capo Teulada nel 1980. Dal 1990 al 1996 ha lavorato con una impresa edilizia nel poligono Salto di Quirra. I cicli di chemioterapia hanno frenato ma non estirpato il male. Adesso è di nuovo in ospedale.
Gettiamo le basi denuncia con forza l'ennesimo caso di malattia sospetta tra la popolazione attorno al poligono di Quirra registrato stavolta a Ballao, Comune di 800 abitanti dove sino ad ora non si era a conoscenza di casi riconducibili alla “sindrome di Quirra”. Sale a 17 la triste conta delle persone colpite o uccise da tumore residenti nei centri limitrofi al poligono e considerabili come categorie a rischio. A queste si aggiungano i 20 abitanti di Quirra, frazione di 150 anime. I 17 militari che hanno prestato servizio nel poligono, i 14 bambini nati con gravi malformazioni a Escalaplano. Non si contano gli animali deformi venuti alla luce.
Una ricerca epidemiologica della Regione Sardegna (pubblicata nella rivista dell'Associazione Italiana di Epidemiologia "Epidemiologia & Prevenzione" supplemento 1 gennaio-febbraio 2006) registra un eccesso di malati di diabete nelle aree attorno al poligono con punte del + 274 per cento. Gli studi della scienziata americana Leuren Moret collegano il diabete all'inquinamento
bellico e alle radiazioni.
Quante vite devastate, quante famiglie distrutte dobbiamo ancora sacrificare sull'altare dei santuari della guerra che umiliano e opprimono la Sardegna?
Forze Armate e Ministri, qualunque sia il loro colore politico, ci dicono che i poligoni della Sardegna costituiscono "i gioielli della corona", intoccabili, insostituibili. Il poligono della morte Salto di Quirra è in fase di potenziamento, destinato ad intensificare le sue lugubri attività e attirare nuovi flussi di clienti paganti con "diritto" incontrollato di bombardare la Sardegna, sperimentare e testare vecchi e nuovi ordigni di morte mirati ad esportare guerre, accrescere i profitti delle multinazionali delle armi, gonfiare con soldi freschi il portafoglio della Difesa, già ampiamente irrobustito dal governo Prodi. Poco importa ai Signori della Guerra se il prezzo sono lacrime, dolore, malattia, sterminio del popolo sardo.
Ripetiamo per l'ennesima volta che la la strage inumana deve essere fermata, tutte le attività dei poligoni devono essere subito sospese, almeno fino a quando gli agenti killer siano stati individuati e isolati e terra e mare siano bonificati.
Comitato sardo Gettiamo le Basi
tel 338 6132753