







Ho imparato un sacco di parole nuove come "NAZISLAMOCOMUNISTA"
Che il fanatismo é passato da quello religioso a quello politico.
Che dal medioevo qualcosa è rimasto.
Che esiste gente che parla di guerra come se fosse un gioco di ruolo.
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Quello che ho imparato è:
Che la storia non insegna niente
Che determinati fenomeni storici che giudichiamo spesso non piu' replicabili sono in realtà vicinissimi.
Che l'opinione politica assomiglia ahimè alla polemica del calcio.
Che la virtualità porta spesso alla generazione di "proiezioni di sè" di carattere nevrotico e pseudoliberatorio.
Che la solitudine sopratutto "intellettuale" è il cancro dell'uomo moderno.
Che la competitività fa perdere la capacità di ascoltare.
Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf
pochissime persone per cui vale varamente la pena continaure a scrivere perchè persone eccezionali (direi non più di 4-5) e un mare di gente cafona, incoerente, voltagabbana, traditrice, cacca umana che pero' rappresenta esattamente la nostra società: ricordiamoci comunque che la vita vale comunque la pena di essere vissuta per quelle pochissime persone che meritano stima e amicizia




giusto.
io inoltre ho conosciuto la perversione fine a se stessa come concetto (una sorta di clockwork orange), in alcuni personaggi che popolano il forum camera. perversione perchè è pura cattiveria e fine a se stessa perchè sentire di quelle cose in un gioco... beh impressionante.
Nella realtà crei degli alibi di razionalità ai tuoi nemici, qui su pol c'è solo la dinamica oscena dell'infondato.
_
P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
* * *
Presidente di Progetto Liberale


E' una conclusione amara, ma purtroppo assai realistica.
La storia non insegna niente perchè sempre meno persone riescono a considerare la medesima NON "una sequenza di eventi" ma un esempio di come si sviluppa un qualsiasi fenomeno.
Il problema sta che se vuoi un "insegnamento" dalla storia devi saper contestualizzare, ovvero riuscire a capire le cause eminemente "umane" (economiche, sociali, culturali) della generazione degli avvenimenti storici e riuscire ad individuarle come "agenti" anche nel mondo attuale, senza doversi "appendere" nè a simbologie (che cambiano), nè ad uomini (che cambiano) nè a avvenimenti specifici (che son sempre diversi).
Faccio un esempio.
La logora e trita polemica sui lager nazisti verte essenzialmente sulla "disputa" di quanti ebrei sono morti mentre nessuno in realtà si accorge che la unica e vera lezione che ci dovrebbe insegnare e alla quale dovremmo fare attenzione è che la dignità dell'essere umano non puo' essere calpestata e ridotta al nulla a mo' di animale.
Mentre invece gli "olocaustici" giubilano dell'annientamento dei Palestinesi e della legge sulla tortura di Bush e i "non olocaustici" negano addirittura che nei lager ci sia stato nulla di granchè e sognano di schiacciare nuovamente gli ebrei in qualche ghetto.
In entrambi i casi il vero messaggio dei deportati è stato completamente dimenticato.
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