Segnalo che tutte le Turuq discendono da Ali tranne una la Nasqybandia che discende da Abu Bakr,quest'ultima è una VIA DIRETTA ed inizia là dove le altre Turq finiscono.
Harun Abdel Nur


Segnalo che tutte le Turuq discendono da Ali tranne una la Nasqybandia che discende da Abu Bakr,quest'ultima è una VIA DIRETTA ed inizia là dove le altre Turq finiscono.
Harun Abdel Nur


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Con tutto il rispetto per lo Shaykh fondatore della nobile tariqa Naqshabandiyya, non posso esimermi dal manifestare serie perplessità sullo stato attuale dell'Ordine e sulla sua attuale conduzione, almeno in Europa.
Quanto all'affermazione sulla via che inizia quando altre vie finiscono, mi permetto di dubitare che possa essere intesa traducendola in una sorta di "esclusivismo esoterico", se posso dir così...
Waassalamu alaykum


Esistono diversi rami della Naqshabandiyya...la più conosciuta in Europa e in America è la seguente...forse vi riferivate a questa:
Tarìqa Naqshabandiyya Haqqaniyya al'Aliyya: www.sufi.it
io la conosco con questo nome (mi sembra ingiusto criticare in toto la confraternita viso che ha dato molto alla storia dell'islam. Un conto il tronco un conto i singoli rami)
in effetti il messaggio da la percezione di un certo elitarismo esclusivo.
Ciao


Mio caro, questo non è proprio il luogo dove fare "proselitismo", nè essoterico nè tanto meno (e a maggior ragione, perchè assolutamente estraneo alla sua natura profonda) esoterico. Anche perchè se qui ognuno comincia a tirare acqua al mulino della propria Forma Tradizionale o della propria Via Iniziatica, il forum diverrebbe presto uno squallido teatrino...
Tra l'altro, Guènon fece una volta osservare che quando una tariqa inizia ad assumere uno spirito "missionario", ciò è segno evidente della sua decadenza!
Evitiamo quindi certe affermazioni (sia quando corrispondono al vero, sia quando - come in questo caso - sono pura fantasia)...
Quanto a Shaykh Nazim al-Haqqani, non si permetta mai l'inferiore di giudicare il superiore, e di fronte a certe questioni, mi permetto di chiudere la polemica ancora prima che nasca con un granitico e definitivo:
Allahu a'lam.
Un saluto,
Talib.
“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Proverbio arabo


A parte il fatto che il discorso di harunabdelnur è OT, come si dice, in quanto questo 3d è dedicato ai raffronti fra esicasmo e sufismo (comunque non è un problema, se la discussione su questo punto dovesse protrarsi, creo un nuovo 3d con titolo appropriato), a parte questo -dicevo- non ho capito una cosa:
l'affermazione di harunabdelnur sulla "Naqshabandiyya" (lui scrive Nasqybandia ma si presume che intendesse altro) è un'affermazione tradizionalmente attribuita a tale tariqa ma con un significato completamente diverso (come paiono lasciar intendere le parole di Yunus), oppure è uno "slogan" moderno frutto di pura fantasia (come mi pare intendere dalle parole di Talib) ?
"In girum imus nocte et consumimur igni"


Carissimi,il Profeta (s.a.s.) disse:"Ad Ali o dato le chivi per aprire la porta del Mio Cuore,ad Abu Bakr ho dato tutto ciò che ho nel Mio Cuore".
Renè Guènon formulò tre ipotesi nel suo libro del 1921 "Introduzione generale allo studio delle dottrine indu" (conclusione) commentate dal Valsan nel suo "La funzione di Rène Guènon",previsioni avveratesi ma non ancora giunte alla loro conclusione.
La Nasqbandyia uscita da un lungo periodo di occultamento verso la fine del XIX° secolo nell'ambito delle previsioni guenoniane ha conosciuto una immensa espansione dall'America all'Indonesia attraverso l'Europa ora abitata da 15milioni di mussulmani e più di 100mila convertiti europei.
Per chi pratica gli esercizi spirituali delle Turuq la convergenza tra Esicasmo ed il Sufismo è evidente.Nella tariqa Nasqbandyia vi sono ad esempio esercizi respiratorii durante la recitazione silenziosa del Dikr di Allah.
Personalmente io non sono degno di baciare l'ultimo granello di sabbia sotto le scarpe del mio Maestro.
Ed Allah ne sa sicuramente di più.
Wassalamualeikum Abdel Nur


Mi sembra strano, io pensavo che tutti i Pii Califfi fossero allo stesso livello in fatto di virtù interiori ed esteriori. Non che ci fosse una sorta di gerarchia tra di loro, se sbaglio lieto di essere corretto.Carissimi,il Profeta (s.a.s.) disse:"Ad Ali o dato le chivi per aprire la porta del Mio Cuore,ad Abu Bakr ho dato tutto ciò che ho nel Mio Cuore".
Non comprendo tutta questa segretezza, non puoi dire esplicitamente cosa intendi con questa frase? Va bene che non ho letto Guenon, ma non capisco che possibile rapporto ci possa essere tra Guenon e il ramo della Naqshabandiyya a cui appartieni. Anche perchè poi Guenon si fece iniziare in un'altra confraternita.Renè Guènon formulò tre ipotesi nel suo libro del 1921 "Introduzione generale allo studio delle dottrine indu" (conclusione) commentate dal Valsan nel suo "La
funzione di Rène Guènon",previsioni avveratesi ma non ancora giunte alla loro conclusione.
(e lo ripeto a costo di essere noiosissimo "un conto il tronco un conto i rami" etc. etc vedasi ad esempio: http://www.islahulmuslimeen.org/index.htm oppure
http://www.tasawwuf.org/shaykh/index.htm).
Di che tipo di occultamento stiamo parlando? La Naqshabandiyya guidò diverse rivolte nel Caucaso contro gli zar propio nell'800 (XIX secolo) e che sappia io rimase ben visibile anche nel periodo precedente.La Nasqbandyia uscita da un lungo periodo di occultamento verso la fine del XIX° secolo nell'ambito delle previsioni guenoniane ha conosciuto una immensa
espansione dall'America all'Indonesia attraverso l'Europa ora abitata da 15milioni di mussulmani e più di 100mila convertiti europei.
Il punto sollevato da Eymerich nel suo ultimo messaggio è altamente importante e per favore cerca di chiarilo in modo esplicito...il rischio è che arrivino tipi come me con la pretesa di leggere tra le righe e fantasticare sulle risposte con chissà quali conseguenze.Per chi pratica gli esercizi spirituali delle Turuq la convergenza tra Esicasmo ed il Sufismo è evidente.Nella tariqa Nasqbandyia vi sono ad esempio esercizi respiratorii durante la recitazione silenziosa del Dikr di Allah.Personalmente io non sono degno di baciare l'ultimo granello di sabbia sotto le scarpe del mio Maestro.
Ed Allah ne sa sicuramente di più.
Wassalamualeikum Abdel Nur
...........siamo decisamente ot....solo le puntualizzazioni di Talib sul proselitismo meriterebbero una discussione a parte .......
Pace a tutti e se suono ipercritico me ne dipiace e non vogliatemene male.


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GRAZIE EYMERICH
BELL ARTICOLO..
SALUTI "CRIPTICI"![]()
BUONE DISCUSSIONI A TUTTI


Caro Eymerich,
innnanzitutto grazie per i documenti riportati, come sempre di grande interesse. Quanto alla domanda che poni, devo purtroppo rispondere a memoria, dunque con citazioni non precise, e in estrema sintesi, per mancanza di tempo…
Lo Shaykh ash-Shadili, che Dio ne sia soddisfatto, affermava che la sua via cominciava dove altre vie terminavano. Si tratta dunque di un'affermazione tradizionale che molti santi, magari in altre forme (lo Shaykh Abd al-Qadir al Jilani, ad esempio, attestava che il "suo piede fosse sul collo di tutti i santi"), hanno fatto.
Dio naturalmente ne sa di più, e dunque accenno ad un'esegesi senza pretese di esaustività, sulla scorta del commento di altri maestri.
Innanzitutto, quando un santo esalta la propria superiorità rispetto a tutti gli altri, non si tratta certo di narcisismo individualista, bensì di locuzioni teopatiche e attestazioni profetiche: è Dio ad esaltare la Sua Grandezza e la Sua Scienza tramite il luogo teofanico costituito dal Suo servo benedetto.
Si narra che lo Shaykh Shibli, ad esempio, dicesse ad un discepolo: "Attesta che io sono l'Inviato di Dio"; e il discepolo rispondesse: "Attesto che tu sei Muhammad, l'Inviato di Dio". Insomma: non un individuo si professa superiore, ma Dio e il Suo Profeta attestano la superiorità dello Spirito tramite un ricettacolo santo (e per questa ragione tali affermazioni non devono essere lette “sistematicamente”, poiché può darsi che Allah proclami i Suoi Attributi tramite diversi Suoi servi, senza che vi sia contraddizione).
C'è tuttavia un altro significato relativamente alla via che "inizia dove le altre finiscono", e tale significato deriva dalla differenza tra le vie degli "attratti" e le vie dei "viandanti".
In un certo senso, la via dei secondi procede per passi successivi, dalla manifestazione al Centro, grazie a svelamenti progressivi e intellezioni via via più complete. La via dei primi (spesso indicata come "via muhammadiana") inizia con una chiamata di Dio che comporta uno svelamento integrale e un'attrazione che quasi dispensa il servo dallo sforzo.
L'attratto deve dunque in un secondo momento, se si potesse dir così, percorrere i gradi dell'ascesa mosso dall'attrazione divina, fino a poter tornare da dove era partito, conseguendo l'estinzione definitiva dell'individualità e la permanenza in Allah.
In questo senso, la via dell’attratto inizia dove le vie degli “itineranti” finiscono, ovvero in Dio. Alcuni maestri hanno indicato come esempio di via di attrazione quella della shadiliyya e come via itinerante quella ghazaliana. Da un punto di vista operativo, in genere, la via degli attratti comporta modalità meno ascetiche di quella degli itineranti, ma si tratta ovviamente di generalizzazioni.
Non vi è inoltre una gerarchia “assoluta” tra le due tipologie di cammino, poiché l’Origine è la Stessa, la Meta è la Stessa, il Mezzo è lo Stesso. La provvidenzialità di Dio fornisce a tutte le anime mosse dall’aspirazione sincera all’intimità divina la via più adatta.
La questione dovrebbe dar luogo a sviluppi ponderosi, che d’altronde non potrebbero in alcun modo esaurire il mistero di Dio e della Sua operatività iniziatica.
E mai come questa sera, davvero, Allahu A’lam.


Caro Zoltran!
Con questo computer non posso fare lunghi interventi,non riesce a trasmetterli,vedo di poter coinvolgere un fratello carissimo per rispondere più ampiamente.
La Nasqbandyia come le altre Turuk,non tutte in verità,cercò di opporsi militarmente alle invasioni "coloniali",precedentemente,ad esclusione dello Shirindi,che però apparteneva ad un ramo secondario della Nasqbandyia,ed operò in India,la Nasqbandyia rimase "appartata" o se vuoi "occulta"e solo dopo gli scxontri falliti contro i Russi migrò in Turchia ed iniziò ad espandersi.