Cech operato: carriera e rischio

Per colpa della ginocchiata di Hunt del Reading, il portiere del Chelsea si è fratturato il cranio. Cudicini intanto migliora. Mourinho furioso: "Una vergogna"

"Non m’importa del calcio, non m’importa del Barcellona. Ci sono altre cose molto più importanti: come la salute dei miei giocatori". José Mourinho ha avuto paura, come tutti quelli del Chelsea, sabato a Reading. "La salute di Petr Cech e Carlo Cudicini è più importante del Barcellona e del calcio". Come tutti quelli del Chelsea, come gli altri che hanno visto in diretta gli scontri raggelanti che hanno tramortito i due portieri del Chelsea, Mourinho ha temuto la tragedia. Dopo 16 secondi appena l’arrembaggio di Stephen Hunt su Cech. A tempo già scaduto l’assalto in volo di Ibrahima Sonko a Cudicini.
ANGOSCIA - Soccorsi affannosi, rianimazione sul campo, maschere a ossigeno, minuti interminabili d’angoscia, le barelle, le ambulanze. Cech e Cudicini all’ospedale Royal Berkshire di Reading. Cudicini riacquista piena conoscenza, Cech continua a soffrire, con tutti i sintomi del trauma cranico grave che hanno spaventato quelli del Chelsea. Cudicini si riprende presto, e viene dimesso a tarda sera. Cech peggiora: il ginocchio di Hunt gli ha sfondato il cranio, sopra la tempia destra. Una frattura depressa che richiede l’intervento d’urgenza. Il Royal Berkshire non è attrezzato per l’alta neurochirurgia. Cech viene trasferito a Oxford, al Radcliffe Infirmary, e operato poco prima della mezzanotte.
RISCHIO CARRIERA - Va tutto bene, ma l’infortunio è di quelli che fanno temere per la carriera del fuoriclasse ceco. Dopodomani il Chelsea dovrà affrontare il Barcellona in Champions, a Stamford Bridge, ma dirigenti e staff tecnico pensano solo a Cech. Mourinho e i suoi sanno che ha seriamente rischiato di morire. E sono furibondi con Hunt, l’irlandese che non ha fatto nulla, fino all’ultimo, per evitare l’impatto con la testa di Cech.
VERGOGNA - "E’ una vergogna - protesta Mourinho -. Un contrasto bruttissimo. Per giunta Hunt è tornato al centro del campo sghignazzando davanti a noi, senza la minima preoccupazione per quel che stava succedendo. Incredibile. I giocatori dovrebbero avere rispetto per colleghi. Cech è vivo per miracolo, Hunt è fuori con la testa. La federazione ha il dovere di intervenire a punire il suo comportamento". A fine partita Mourinho ha definito invece accidentale lo scontro tra Sonko e Cudicini.
BLACK OUT - Cudicini, ha rivelato il medico del Chelsea, era svenuto ricadendo violentemente a terra. Gli si era rovesciata in gola la lingua, e solo in ospedale ha ripreso piena conoscenza. "Ha avuto un periodo di black out - conferma Fabio Cudicini, la leggenda milanista che ieri ha raggiunto il figlio a Londra -. Ma si è ripreso bene, le sue condizioni sono buone, tutto sembra essere a posto. Non avverte particolari fastidi, salvo qualche dolore al torace, dov’è stato colpito".
IRRESPONSABILI - "Ho visto la diretta tv a Milano - racconta il "ragno nero" -. Sono stati due scontri all’insegna dell’irruenza scomposta, che ha caratterizzato la partita del Reading. Due contrasti irresponsabili. Hunt non ha mai avuto l’idea di saltare Cech, Sonko s’è scagliato contro Carlo, e in entrambi i casi il pallone era già lontano". Il Chelsea rivela un altro particolare inquietante: l'arbitro Riley non solo non ha immediatamente fermato il gioco per Cech, ma addirittura lo avrebbe invitato ad uscire dal campo trascinandosi sulle braccia. Ma Cech stava troppo male per dargli retta. "Tanta superficialità da parte di un direttore di gara è incredibile - commenta Fabio Cudicini -. Lo sanno tutti, ormai, che non si può scherzare con gli infortuni alla testa". Già questa mattina, rivela Cudicini senior, Carlo andrà al centro tecnico del Chelsea, a Cobham, per nuovi controlli medici. "Si sente bene, ha una gran voglia di ricominciare subito, ma con questo tipo di infortuni bisogna essere estremamente prudenti". I medici del Chelsea concordano: Cudicini non può in alcun modo essere utilizzato contro il Barcellona. Ma non appena avrà l’o.k. tornerà titolare. Per forza di cose.

da : www.gazzetta.it