Un operaio delle Ferrovie con 15 anni di servizio e 7 scatti di anzianità prende 1.623 euro lordi al mese e dovrebbe lavorare fino al 2.314 per guadagnare quanto ha incassato in un colpo l'amministratore Elio Catania firmando la sua lettera di dimissioni dall'azienda dei treni.
Come anticipato da Panorama (numero 28 del 13 luglio), Catania, sebbene le Fs stiano perdendo 1,3 miliardi di euro, se n'è andato con una liquidazione di 7 milioni di euro. Ottenuta dopo un tira e molla con il governo durato un'intera estate e, secondo le cronache, alla fine risolto dal ministro Antonio Di Pietro, il quale esasperato avrebbe usato le maniere spicce: «Ingegnere, o firma oppure...».
Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, in un'intervista alla Stampa ha commentato: «È una storia di straordinaria follia, basta con le liquidazioni d'oro ai manager di Stato».
Qualche giorno dopo Di Pietro è tornato sull'argomento superliquidazioni a proposito di Giancarlo Cimoli, amministratore dell'Alitalia, in bilico a causa delle pessime condizioni della compagnia e già beneficato dalle Ferrovie, di cui fu il capo fino alla primavera di due anni fa, con una buonuscita di 6,7 milioni di euro, seppure l'azienda dei treni fosse tutt'altro che risanata.
Anche l'Alitalia è allo sbando, con una perdita di 221 milioni di euro nei primi sei mesi dell'anno. Con la sua ruvidezza Di Pietro ha avvertito: «Cimoli se ne deve andare e questa volta senza buonuscita super». Per il governo di centrosinistra la faccenda delle liquidazioni e delle retribuzioni dorate dei manager pubblici sta diventando un'idea fissa. Per tanti motivi: un po' per un riflesso venato di demagogia nei confronti dei cosiddetti Paperoni di Stato.
il resto su http://www.panorama.it/economia/fina...-A020001038026
C'è davvero bisogno di spendere questi soldi le prestazioni di questi signori sono cosi' insostituibili?




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milioni di euro
