Gli sforamenti pubblicitari di mediaset sono regolari! Altrocunsumo monitora gli spot costantemente e le reti del biscione non son mai state in regola....sempre fuori legge (e di parecchio)
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Cambia il mercato della pubblicità televisiva. Il provvedimento Gentiloni, varato dal governo, introduce una sostanziale riforma della precedente legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo. In particolare è previsto un giro di vite sui limiti di raccolta pubblicitaria, oggi sistematicamente violati dalla maggior parte delle emittenti private come da tempo denunciamo con il nostro monitoraggio. L'Autorità per le telecomunicazioni introduce nuove regole anche per il volume degli spot.
Il Termometro degli spot
Undici mesi di monitoraggio (un giorno al mese) degli spot televisivi delle principali reti tv nazionali, realizzato da Altroconsumo in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, rivelano che solo Raidue e Raitre non hanno mai sforato i tetti orari pubblicitari. Tutte le altre reti non hanno rispettato i limiti orari stabiliti per legge.
A contravvenire le norme sono soprattutto le reti Mediaset: su Canale5 sono state registrate 45 ore di violazione su 176 ore monitorate; su Rete4 44 ore, su Italia1 39 ore. Chiudono la classifica dell'affollamento oltre le regole RaiUno e La7 con 2 ore ciascuna di sforamento.
Ben venga dunque la riforma della legge Gasparri soprattutto laddove si impegna a combattere l'overload pubblicitario, equiparando le televendite agli spot e portando l'indice di affollamento orario per la pubblicità per gli operatori in posizione dominante dal 18% al 16%. La nuova legge, però, non produrrà effetti se non accompagnata da un'attività di costante resoconto dell'autorità delle Comunicazioni. Solo in questo modo le reti televisive inadempienti saranno richiamate istituzionalmente al rispetto della legge, e l'Autorità potrà finalmente assolvere al proprio ruolo di garante di vigilanza, sino ad oggi, purtroppo, rimasto sulla carta.
Stop al frastuono televisivo
L'Autorità ha intanto fissato una soglia limite al volume degli spot televisivi. Le emittenti dovranno rispettare i nuovi parametri individuati dall'Agcom, la differenza di potenza sonora fra spot e normale programmazione non potrà superare il limite di tolleranza del 15%.
L'Autorità già da qualche mese aveva stabilito il divieto di diffondere pubblicità con volume superiore a quello dei programmi televisivi. In realtà il divieto esisteva da tempo, fin dal lontano 1990: il decreto 223 sulla pubblicità televisiva, modificato in seguito dalla legge Gasparri, stabiliva all'art. 8 che "è fatto divieto alla concessionaria pubblica e ai concessionari privati per la radiodiffusione sonora e televisiva di trasmettere sigle e messaggi pubblicitari con potenza sonora superiore a quella ordinaria dei programmi".
Ma un nuovo pericolo si profila per i telespettatori: l'Ue sta preparando una direttiva che lascerà più spazio alla pubblicità occulta in tv.
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