Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    sardinnya
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    Predefinito È così impossibile batterli?

    domani dovrebbe giungere a Cagliari il presidente di legambiente per analizzare da vicino la situazione di Tuvixeddu. Nessuno riesce a fermare la distruzione della più grande necropoli punica del Mediterraneo. Il comune è come se non ci fosse visto che è completamente asservito ai potenti, la regione ha emanato un decreto ma non è stato osservato (se non ho capito male). le sovrintendenze sono inesistenti, anzi sembra che abbiano più interesse a far coprire di cemento la zona che a valorizzarla. I cagliaritani singoli non si mobilitano perchè non gli è mai stata inculcacato il valore della propria cultura. Il cagliaritano per non peccare di "provincialismo" va sei volte a Roma a vedere il colosseo ma non sa che anche Cagliari ha la sua storia (logicamente diversa da quella di Roma). Al cagliaritano se parli di santa Igia ti guarda storto perchè non sa nemmeno cosa fosse e anche perchè sopra vi hanno costruito una Città Mercato,sempre grazie alle gloriose Sovrintendenze. Per Tuvixeddu si muove quasi esclusivamente un gruppo di giovani speleologi ma poco può fare. Ieri Marco Espa ha presentato una sua interpellanza al comune e bisogna attendere i lunghi tempi delle amministrazioni.
    Si può fare qualcosa a livello di movimento per cercare di stimolare l'opinione pubblica? È mai possibile che a me venga il nervoso solo a pensarci mentre a professori, studenti di archeologia, etc non venga in mente nulla? manifestazioni, occupazioni a oltranza... È così impossibile batterli?

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da dillu Visualizza Messaggio
    domani dovrebbe giungere a Cagliari il presidente di legambiente per analizzare da vicino la situazione di Tuvixeddu. Nessuno riesce a fermare la distruzione della più grande necropoli punica del Mediterraneo. Il comune è come se non ci fosse visto che è completamente asservito ai potenti, la regione ha emanato un decreto ma non è stato osservato (se non ho capito male). le sovrintendenze sono inesistenti, anzi sembra che abbiano più interesse a far coprire di cemento la zona che a valorizzarla. I cagliaritani singoli non si mobilitano perchè non gli è mai stata inculcacato il valore della propria cultura. Il cagliaritano per non peccare di "provincialismo" va sei volte a Roma a vedere il colosseo ma non sa che anche Cagliari ha la sua storia (logicamente diversa da quella di Roma). Al cagliaritano se parli di santa Igia ti guarda storto perchè non sa nemmeno cosa fosse e anche perchè sopra vi hanno costruito una Città Mercato,sempre grazie alle gloriose Sovrintendenze. Per Tuvixeddu si muove quasi esclusivamente un gruppo di giovani speleologi ma poco può fare. Ieri Marco Espa ha presentato una sua interpellanza al comune e bisogna attendere i lunghi tempi delle amministrazioni.
    Si può fare qualcosa a livello di movimento per cercare di stimolare l'opinione pubblica? Anche gli studenti, è mai possibile che a me venga il nervoso solo a pensarci mentre a professori, studenti di archeologia, etc non venga in mente nulla? manifestazioni, occupazioni a oltranza... È così impossibile batterli?
    Per ora purtroppo pare sia impossibile inquanto alle ultime elezioni, sappiamo tutti com'è andata. E si sà che con una amministrazione poco (leggasi nulla) sensibile a tale tematica non si và lontano anzi troppo vicino (al cesso).
    Il problema cmq è sempre lo stesso, informazione e memoria, due ingredienti fondamentali per lo sviluppo sano dell'ambiente e del senso civico. Ma non tutto è perduto. Perchè sino a quando si discute, si spera, alcuni leggono e riflettono insomma si sensibilizzano, si crea una coscienza collettiva che prima o poi si fà sentire.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da dillu Visualizza Messaggio
    domani dovrebbe giungere a Cagliari il presidente di legambiente per analizzare da vicino la situazione di Tuvixeddu. Nessuno riesce a fermare la distruzione della più grande necropoli punica del Mediterraneo. Il comune è come se non ci fosse visto che è completamente asservito ai potenti, la regione ha emanato un decreto ma non è stato osservato (se non ho capito male). le sovrintendenze sono inesistenti, anzi sembra che abbiano più interesse a far coprire di cemento la zona che a valorizzarla. I cagliaritani singoli non si mobilitano perchè non gli è mai stata inculcacato il valore della propria cultura. Il cagliaritano per non peccare di "provincialismo" va sei volte a Roma a vedere il colosseo ma non sa che anche Cagliari ha la sua storia (logicamente diversa da quella di Roma). Al cagliaritano se parli di santa Igia ti guarda storto perchè non sa nemmeno cosa fosse e anche perchè sopra vi hanno costruito una Città Mercato,sempre grazie alle gloriose Sovrintendenze. Per Tuvixeddu si muove quasi esclusivamente un gruppo di giovani speleologi ma poco può fare. Ieri Marco Espa ha presentato una sua interpellanza al comune e bisogna attendere i lunghi tempi delle amministrazioni.
    Si può fare qualcosa a livello di movimento per cercare di stimolare l'opinione pubblica? È mai possibile che a me venga il nervoso solo a pensarci mentre a professori, studenti di archeologia, etc non venga in mente nulla? manifestazioni, occupazioni a oltranza... È così impossibile batterli?
    è assurdo, mi sembra di sognare!almeno la regione dovrebbe intervenire!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da dillu Visualizza Messaggio
    domani dovrebbe giungere a Cagliari il presidente di legambiente per analizzare da vicino la situazione di Tuvixeddu. Nessuno riesce a fermare la distruzione della più grande necropoli punica del Mediterraneo.
    Be vabbè, tante cose non piacciono neppure a me, però ora non esageriamo col catastrofismo...
    La necropoli punica non viene distrutta in quanto è inserita nel parco archeologico ambientale di 22 ettari, che comprende oltre alla zona archeologica, tutta l'area retrostante, quella con la pineta e la villa muscas per intenderci, e il così detto catino.
    Gli interventi edilizi interessano le zone circostanti semmai. Vale a dire le aree del versante di via is maglias dal parcheggio di ingegneria sino alla calceidrata, e la zona di tuvumannu. Poi c'è tutta la questione della stada col mega tunnel che attraversa tuvumannu, e il secondo e il terzo lotto che passerebbero nel canyon, in sopraelevata sul siotto, viale trieste ecc..

    Quello di cui tu parli sono forse due presunte cisterne puniche che sarebbero state semi interrate dalle ruspe durante i lavori di questi giorni nel versante di via is maglias. La soprintendenza però sostiene trattarsi più probabilmante di forni utilizzati per la calce. O comunque strutture legate all'attività di cava del secolo scorso. Sono comunque in corso accertamenti da parte della stessa, e tra una settimana si dovrebbe sapere qualcosa in più. E l'arrivo di legambiente domani è una garanzia in più.

    La situazione di tuvixeddu allo stato attuale è un bel casino perchè coimpresa non ha la benchè minima intenzione di rimetterci e dal punto di vista legale credo che abbia le carte in regola. Mi auguro che si riesca a trovare un compromesso tra le esigenze dell'impresa e quelle di tutela di cui si sta facendo garante la regione. Questo probabilmente significherà una verifica e revisione del progetto iniziale, una riduzione delle cubature ecc ecc...Me lo auguro. Anche perchè ritengo che non sia tutto da buttare via quel progetto. E da troppo aspettiamo la sistemazione di quella zona.....
    Speriamo che la regione e la provincia tengano duro in questa battaglia...

  5. #5
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    Un gruppo di ragazzi, la gioventudi anjoyana, si sta riunendo per affrontare anche temi più culturali che politici rispetto al movimento. Credo che alcuni di loro abbiano molto a cuore la questione sopratutto archeologica in quanto studenti (come me) e laureati in archeologia. Potresti parlarne con loro dillu sono sicuro che troverai risposte. Ti metto in contatto con uno di questi ragazzi.

  6. #6
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    da "il sardegna" di oggi

    Indiana Jones al Teatro Massimo
    scoperte nuove cisterne romane

    Gli archeologi al lavoro
    con gli operai dell'impresa
    che si occupa
    della ristrutturazione

    Stefano Ambu
    stefano. ambu@ epolis.sm

    ■ Nove cisterne per portare
    acqua a mezza Cagliari. Cioé a
    mezza Karalis. Forse anche a
    Casa di Tigellio. In più un pozzo,
    già scoperto due mesi fa.
    Collegato, chissà, alle altre due
    cisterne di Tuvixeddu (ma gli
    esperti ora parlano di calcare,
    per i non addetti ai lavori forni
    per la calce). Tutto sotto il Teatro
    Massimo. Come facessero i
    Romani a far salire l'acqua da
    viale Trento a via Carbonazzi
    non si sa. Ma i nove depositi ritrovati
    nello spazio dell'ex cinema
    negli ultimi due mesi dicono
    che lì, all'incrocio con via De
    Magistris c'era una vera e propria
    centrale dell'acqua. Due
    millenni prima di Abbanoa e
    delle bollette rebus.
    L'ULTIMA cisterna è stata scoperta
    pochi giorni fa. E gli operai
    del cantiere per la ristrutturazione
    dello stabile hanno
    chiamato la Soprintendenza:
    ora, insieme ai muratori e ai
    geometri, ci sono gli archeologi.
    Che scavano, ripuliscono, pren-
    dono nota, catalogano e fotografano.
    E poi chiudono tutto.
    Per evitare che tra una martellata
    e l'altra ci passi anche un
    reperto archeologico datato circa
    duemila anni fa o forse di più.
    Anche se non tutte le cisterne
    riescono con il buco. Cioè, non
    tutte le cisterne sono per forza
    punico-romane. «Siamo ancora
    studiando i reperti- dice Do-
    natella Salvi della Soprintendenza
    di Cagliari- qualche cisterna
    forse è più recente. O potrebbe
    essere stata modificata e
    riutilizzata quando in quell'area
    c'era un mulino».

    PER PRECAUZIONE impresa (i
    lavori per la ristrutturazione
    del Teatro Massimo sono del
    Comune) e archeologi ingabbiano
    e conservano tutto: al
    contrario di quello che succedeva
    negli anni sessanta-settanta,
    mattone e storia, tra viale
    Trento e via De Magistris, hanno
    firmato una Santa alleanza.
    Come è capitato dall'altra parte
    della strada: il palazzo dell'impresa
    Puddu, nonostante le cisterne,
    è stato messo su lo stesso.
    Ma i reperti archeologici sono
    stati salvati. E, attraverso un
    vetro, chi suona al citofono del
    palazzo può vedere la storia sotto
    i suoi piedi. Anche al Teatro
    Massimo il passato non intralcia
    presente e futuro: il cantiere
    va avanti. Tra una cisterna e l'altra,
    un po' a zig zag, ma va avanti
    lo stesso: anche se ogni ritrovamento
    significa una variante
    al progetto originale. ■


    Tuvixeddu, il verdetto
    della Soprintendenza
    «Sono forni di calce»
    ■■ Forni di calce, con molta
    probabilità sempre romani, e
    non cisterne. Dopo diversi
    sopralluoghi gli archeologi
    della Soprintendenza di
    Cagliari stanno chiarendo i
    primi dubbi sulle cavità
    “se p o l te ”, di Tuvixeddu.

    La guerra dei due colli
    secondo gli ecologisti
    Appello a Rutelli
    ■■ Le associazioni Amici
    della Terra e Gruppo
    d’Intervento Giuridico hanno
    inviato un esposto al
    ministro dei Beni Culturali
    Francesco Rutelli. La
    denuncia è stata inviata alla
    Procura della Repubblica.

  7. #7
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    Riguardo alla questione di tuvixeddu posto un'articolo apparso su www.sardinews.it di settembre, in cui si fa il punto della situazione...

    Per gli interessati all'argomento, cerchiamo di non perdere di vista gli sviluppi della vicenda, postando magari su questo thread eventuali notizie....





    Fra Tuvixeddu e Tuvumannu
    tombe puniche e carte bollate
    di Olimpia Loddo
    Sentiamo la Regione, la Sovrintendenza, gli imprenditori e gli ambientalisti
    È sufficiente un decreto per far saltare un investimento di due milioni di euro? Non lo è, secondo Giancarlo Campana responsabile della comunicazione di Cualbu s.r.l “Noi siamo sicuri del fatto nostro, abbiamo tutti i diritti di procedere con i lavori. Non c’è un grosso margine di trattativa”.
    Il decreto n. 2323 del 9 agosto e pubblicato il 18 agosto nel Buras, firmato dall’assessore Elisabetta Pilia, vieta a Cagliari, nelle zone di Tuvixeddu e Tuvumannu, qualunque edificazione. L’area coinvolta è vastissima, da viale S.Avendrace a Piazza d’Armi per poi passare attraverso viale Merello e quasi tutta via Is Maglias .
    Il decreto ha causato parecchi fastidi. Via Is Maglias è infatti il centro di un imponente progetto di riqualificazione ambientale diretto dalla Coimpresa Spa che ha tra i principali soci la Cualbu srl. Il progetto Coimpresa era parte integrante di un accordo di programma con il Comune e la Regione. I patti erano chiari: 22 ettari, già soggetti a vincolo e quindi non edificabili, che erano di proprietà della società sono stati donati al Comune, ma in cambio intorno al parco si sarebbe potuto costruire. Si parla di 350 appartamenti e ville; una casa dello Studente con 450 posti che sarà acquistata dall’Ersu per 20 milioni di euro, un ristorante con sala convegni da 550 posti.
    Sui 22 ettari ceduti gratuitamente il Comune sta giá realizzando il parco piú grande di Cagliari. L’ingresso sarà gratuito nella zona verde, si pagherà invece per visitare la necropoli punico-romana.
    La gestione sarà assegnata tramite una gara d’appalto internazionale. I lavori non sono stati fermati dal decreto, che non ostacola attività di scavo e restauro. Il parco aprirà al pubblico il prossimo anno. Il Comune dirige i lavori, i progetti sono stati però realizzati da Coimpresa. Un vecchio capannone industriale, tra viale sant’ Avendrace e via Falsarego sará ristrutturato per farne un museo. Le recinzioni sono terminate, cosí come è stato quasi completato il centro servizi e il terrazzamento dell’ex cava vicino alle case popolari di via Codroipo. Intanto la ditta Ecosabina, vincitrice di una gara d’appalto, sta realizzando lavori di scavo su 700 tombe. La somma spesa sinora per il parco ammonta a poco piú della metá di quanto stanziato, circa quattro milioni di euro. È previsto un ampliamento del parco di circa due ettari, tramite il piano integrato territoriale (Pit). Il progetto è finanziato dall’Ue. Se andasse in porto il Pit potrebbe consentire il recupero di altre zone dimenticate sia dai privati che dall’amministrazione pubblica. Verrebbe risanata anche la zona di viale Sant’Avendrace vicino alla antica villa Mulas, dove il 13 agosto le sterpaglie mai tagliate hanno facilitato il diffondersi di un incendio. Le fiamme hanno messo a rischio la vita di tre persone, che hanno trasformato le rovine del posto in un rifugio, in attesa di ottenere un alloggio popolare.
    Il decreto del 9 agosto è stato preceduto a maggio da un altro provvedimento provvisorio che aveva bloccato un progetto di edificazione già avviato e legittimo tra i numeri civici 33 e 55 di Viale Sant’Avendrace. Durante i lavori di scavo erano state scoperte due nuove tombe. “In realtá non era a rischio la tutela dei reperti, che rientravano nella zona vincolata - dice Donatella Salvi della sovrintendenza archeologica - ma la visibilitá delle tombe dalla strada poteva essere compromessa”. La Regione acquisirà il lotto e realizzerà un nuovo ingresso al parco.
    Se l’accordo di programma cadesse le conseguenze sui bilanci degli enti pubblici coinvolti potrebbero essere pesanti. La cessione gratuita dei 22 ettari verrebbe annullata. Il Comune sarebbe costretto a espropriare i terreni su cui ha giá avviato i lavori per il parco e a pagare un ingente indennizzo a Coimpresa. Inoltre la società, che ha già investito grosse somme, sicuramente chiederebbe alla Regione il risarcimento.
    In realtà nel decreto la Regione invita al dialogo gli altri protagonisti dell’accordo. Nulla è stato ancora deciso. L’ideale sarebbe decidere insieme. ”Il decreto dell’assessore Pilia è un passo importante. Ha preso atto del fatto che Tuvixeddu non puó vedere il suo destino vincolato alle speculazioni edilizie - afferma Stefano Deliperi portavoce dell’associazione ambientalista ‘Amici della Terra’- “Non si può però chiedere all’imprenditore di rinunciare del tutto agli investimenti già effettuati. Ridurre e concentrare l’edificazione esclusivamente su via Is Maglias potrebbe essere la soluzione migliore”
    La Regione cerca di acquistare maggior controllo sulla sorte di un territorio di enorme interesse naturalistico e culturale, da troppo tempo controllato dai privati. Il colle di Tuvixeddu custodisce la piú importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, si contano 1100 tombe, che sono state utilizzate in tempi recenti per gli scopi piú vari e degradanti, una delle tombe piú belle era il deposito di un macellaio. Nell’ottocento l’area sepolcrale era stata trasformata in una baraccopoli. Il fenomeno aveva assunto proporzioni tali che l’amministrazione aveva invitato esplicitamente i privati a costruire davanti alle tombe per nascondere alla vista dei passanti quei monumenti trasformati in squallidi rifugi. Negli anni ’70 Tuvixeddu e Tuvumannu sono stati trasformati in cava, migliaia di reperti sono andati persi. Oggi il territorio di Tuvixeddu è tutelato con vincolo paesaggistico e di conservazione integrale.
    Ma la Regione vuole tutelare anche il territorio circostante la zona vincolata. Gli imprenditori hanno però i loro diritti. Gli avvocati di Cualbu sono già al lavoro.

  8. #8
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    Il sardegna di oggi

    Tuvixeddu. Gli ambientalisti rilanciano la sfida alla cementificazione della necropoli
    Legambiente chiama Rutelli:
    «Tutela del colle allo Stato»

    Il presidente accusa
    la Sovrintendenza:
    «Autorizzazioni facili
    pur di scavare»
    Grande Cagliari
    Della Seta e Tiana illustrano gli obiettivi di Legambiente

    Il caso Tuvixeddu potrebbe
    diventare un affare di Stato. Legambiente
    riaccende i riflettori
    sulla necropoli per riportare
    l'attenzione su uno dei siti archeologici
    più importanti del
    Mediterraneo, ma soprattutto
    per un importante annuncio. Il
    presidente nazionale dell'associazione
    ambientalista, Francesco
    Della Seta, ha dichiarato di
    voler portare avanti la tutela
    dei colli, come vertenza nazionale.
    L'AMBIENTALISTA, ha sottolineato
    l'importanza del sito e ha
    annunciato che chiederà con
    urgenza un incontro con il ministro
    dei beni culturali Francesco
    Rutelli. Un approfondimento
    culturale per lanciare il
    capoluogo come grande città
    d'arte. Il presidente si è detto
    pronto a chiedere «un impegno
    diretto, anche finanziario, a sostegno
    della Regione, al fine di
    elaborare un grande progetto di
    parco archeologico ambientale
    di rilievo mediterraneo». L'incontro
    è stata anche l'occasione
    per ribadire le richieste di Legambiente.
    Niente di nuovo: il
    blocco dei lavori di trasformazione
    dell’area di Tuvixeddu,
    frutto di un accordo di programma
    nel 2000, affidato
    all’impresa cagliaritana Coimpresa.
    Ma anche l’apertura di
    un tavolo di concertazione tra
    regione, Provincia e Comune di
    Cagliari.
    Alla conferenza organizzata
    in via Is Maglias, hanno partecipato
    anche Giuseppe Piras,
    coordinatore generale dell'impresa.
    «L'intervento prevede
    l'80% delle superfici cedute al
    pubblico e solo il 20% riservate
    alla edificazione privata. Percentuale
    che è stata individuata
    nelle aree maggiormente degradate
    del territorio. Si tratta
    di un progetto che ha ricevuto
    tutte le autorizzazioni». Una difesa
    che parte da presupposti
    diversi rispetto a quelli di Legambiente:
    «Nessuno accusa
    l'impresa», ha replicato Vincenzo
    Tiana, presidente regionale
    di Legambiente. «I nostri
    interlocutori sono gli amminis
    tratori».
    Intanto, il presidente Della
    Seta non ha risparmiato critiche
    alle Sovrintendenze:
    «Spesso hanno evitato scempi
    ambientali, ma troppo spesso si
    pongono come unico obiettivo
    quello di “s c ava r e ” e per trovare
    i soldi necessari, autorizzano
    ogni tipo di intervento».

  9. #9
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    pensate a quanti nuraghi sono diventati sottofondo per campi di calcio e villaggi ruspati senza pietà senza che nessuno abbia detto niente. dobbiamo diventare i guardiani di tutte le permanenze storiche culturali , archeologiche ecc. ecc. ecc. li sono le nostre radici. e se ad un albero tagliamo le radici col cavolo che cresce

 

 

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