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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Boogeyman Visualizza Messaggio
    Forse non ha compreso, l'edificio sette è crollato sette ore dopo il collasso delle torri e non immediatamente, la foto mostra la fase iniziale dell'incendio che i pompieri non sono riusciti a domare e si è sviluppato in tutto l'edificio, le fiamme sono poi evidenti nel lato del wtc7 rivolto verso le torri, i video che riprendono da fuori gli eventi tra cui quello classico che mostra il collasso mostrano in genere solo la facciata esterna. Se era in cemento armato classico per me non crollava.
    C'è qualche incogruenza di troppo perchè la versione ufficiale americana ha notevoli difficolta nel poter reggere per quel che riguarda l'attentato alle torri, figurarsi nel crollo dell'edificio 7.

    La versione ufficiale dice che l'incendio alle torri si è potuto "alimentare" grazie al kerosene presente negli aerei, i complottisti invece affermano che il kerosene, oltre ad essersi consumato quasi immediatamente, non poteva raggiungere la temperatura ideale che serviva solo ad ammorbidire la struttura delle torri.

    È abbastanza curioso che questo edificio sia crollato per un banalissimo incendio, che fra l'altro non si capisce come si sia più semplicemente acceso. Non mi risulta che gli edifici che subiscono degli incendi normalmente crollano.

  2. #22
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    Ma Larry Silverstein non dichiaro' in un intervista(vista e sentita a Report) che l'edificio venne abbattuto dai pompieri?

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Max72 Visualizza Messaggio
    Ma Larry Silverstein non dichiaro' in un intervista(vista e sentita a Report) che l'edificio venne abbattuto dai pompieri?
    C'è il film documentario di Rudolph Giuliani ove viene mostrato un pompiere intervistato poco prima del collasso del wtc7, si vede sullo sfondo la facciata sud di tale edificio completamente devastata dalle fiamme dai primi agli ultimi piani, nei video e foto disponibili in rete in particolare quello del collasso si vede sempre la facciata opposta alle torri e non rendono l'idea fedele della reale situazione. Il pompiere davanti alle telecamere affermava che l'edificio sette si poteva considerare perduto, che era stata ordinata la sospensione dei soccorsi e l'evacquazione del zona sottostante perchè se ne aspettava il collasso imminente come poi subito dopo è avvenuto, in questo caso non ha sorpreso nessuno dei presenti sul lugo del disastro ed infatti i cospirazionisti portano ben poche concrete testimonianze a dimostrare le loro tesi propio perchè non ci sono.


  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Boogeyman Visualizza Messaggio
    C'è il film documentario di Rudolph Giuliani ove viene mostrato un pompiere intervistato poco prima del collasso del wtc7, si vede sullo sfondo la facciata sud di tale edificio completamente devastata dalle fiamme dai primi agli ultimi piani, nei video e foto disponibili in rete in particolare quello del collasso si vede sempre la facciata opposta alle torri e non rendono l'idea fedele della reale situazione. Il pompiere davanti alle telecamere affermava che l'edificio sette si poteva considerare perduto, che era stata ordinata la sospensione dei soccorsi e l'evacquazione del zona sottostante perchè se ne aspettava il collasso imminente come poi subito dopo è avvenuto, in questo caso non ha sorpreso nessuno dei presenti sul lugo del disastro ed infatti i cospirazionisti portano ben poche concrete testimonianze a dimostrare le loro tesi propio perchè non ci sono.
    Ora dovrei andarmi a risentire la puntata, faccio affidamento a chi ha piu' memoria di me e se scrivo inesattezze chiedo scusa in anticipo, ma mi sembrava si obiettassero diversi fattori tra cui :

    *Tempi tecnici di demolizione per l'edificio(troppo brevi oltretutto in base alla situazione).

    *Nessun approfondimento riguardo alla dichiarazione di Sylverstein(inchieste ufficialii).

    N.B :
    Non mi considero un "cospirazionista" e non ritengo "Confronting the Evidence"
    la "Bibbia" del 11/9....ma qualche dubbio e spunto interessante dovrai ammettere che lo presenta.....poi meglio saperne da chi ha competenza tecniche superiori alle mie(scarsine in merito).

  5. #25
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    Come al solito bisogna andare dall'ottimo Attivissimo che ha un mare di documenti tradotti precisi e dettagliati, sul WTC7 segnalo...

    L'edificio 7 del World Trade Center è stato demolito?

    © 2006 by Paolo Attivissimo. Some rights reserved (alcuni diritti riservati).
    Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2006.
    Indice dell'indagine - Indice della sezione 11/9 - Pagina base di Attivissimo.net
    Danni strutturali e incendi al WTC7: testimonianze dei pompieri, immagini e rapporti tecnici

    Vi sono numerose testimonianze di pompieri (gente che di danni agli edifici se ne intende, e che non sembra avere motivo di mentire) che riferiscono di grandi squarci nella facciata sud dopo il crollo del WTC1, di scricchiolii e di una vistosa inclinazione del WTC7 che preannunciavano il crollo. Ne traduco qui qualcuna, ma ve ne sono molte altre.
    Per esempio, ne parla il capitano dei pompieri (fire captain) Chris Boyle presso Firehouse.com:
    BOYLE: [...] sulle facciate nord ed est del 7 non sembrava che ci fosse assolutamente alcun danno, ma poi guardavi la facciata sud del 7 e c'era un buco alto probabilmente venti piani nell'edificio, con incendi a vari piani. Sull'edificio cadevano macerie e non aveva un bell'aspetto. [...] Poi quest'altro agente accanto al quale stavo dice "Quell'edificio non mi sembra dritto. Così io sto lì, in piedi, che guardo l'edificio. Non mi sembra a posto, ma be', andremo dentro e vedremo. [...] Ci siamo diretti verso il 7, e quando eravamo a circa cento metri arriva di corsa Butch Brandies e dice "Scordatevelo, nessuno entra nel 7, si sentono scricchiolii, escono rumori da lì", così ci siamo fermati e basta. E più o meno dieci minuti dopo, Visconti, che stava su West Street, e credo avesse un altro rapporto di ulteriori danni nei piani interrati e cose di quel genere, così Visconti dice "Nessuno entra nel 7", per cui quella era la cosa definitiva e la cosa fu abbandonata.
    INTERVISTATORE DI FIREHOUSE: Quando hai guardato la facciata sud, quanto eri vicino alla base di quella facciata?
    BOYLE: Stavo proprio accanto all'edificio, probabilmente proprio accanto ad esso.
    INTERVISTATORE: Quando avevate incendi sui venti piani, era in una finestra o in tante?
    BOYLE: C'era uno squarcio enorme e [l'incendio] era diffuso lì dentro. Direi che era probabilmente un terzo, proprio in mezzo.
    [...]
    BOYLE: [...] Tutto fu lasciato dov'era. Semplicemente chiudemmo tutto e facemmo indietreggiare tutti.
    INTERVISTATORE: Da lì vedevi l'edificio 7?
    BOYLE: Il 7 no. Ti portavi a mezzo isolato di distanza e non lo vedevi, non si vedeva un bel niente. Tutto quello che abbiamo sentito era che erano preoccupati che crollasse e che tutti dovevano indietreggiare. [...] Siamo rimasti lì circa un'ora fino a che è crollato il 7 e tutto è tornato nero.

    BOYLE: [...] on the north and east side of 7 it didn’t look like there was any damage at all, but then you looked on the south side of 7 there had to be a hole 20 stories tall in the building, with fire on several floors. Debris was falling down on the building and it didn’t look good. [...] Then this other officer I'm standing next to said, that building doesn't look straight. So I'm standing there. I'm looking at the building. It didn't look right, but, well, we'll go in, we'll see. [...] We headed toward 7. And just around we were about a hundred yards away and Butch Brandies came running up. He said forget it, nobody's going into 7, there's creaking, there are noises coming out of there, so we just stopped. And probably about 10 minutes after that, Visconti, he was on West Street, and I guess he had another report of further damage either in some basements and things like that, so Visconti said nobody goes into 7, so that was the final thing and that was abandoned.
    FIREHOUSE: When you looked at the south side, how close were you to the base of that side?
    BOYLE: I was standing right next to the building, probably right next to it.
    FIREHOUSE: When you had fire on the 20 floors, was it in one window or many?
    BOYLE: There was a huge gaping hole and it was scattered throughout there. It was a huge hole. I would say it was probably about a third of it, right in the middle of it. [...]
    [...]
    BOYLE: Everything was left where it was. Just shut everything down, moved everybody back.
    FIREHOUSE: Could you see building 7 again from there?
    BOYLE: Seven, no. You got a half block away, you couldn't see it, couldn't see a damn thing. All we heard was they were worried about it coming down, everybody back away. [...] We were there about an hour or so until number 7 came down and everything was black again.

    I pompieri erano consapevoli della possibilità di un crollo del WTC7 e quindi hanno deciso di evacuare l'area che poteva essere interessata dal crollo dell'edificio:
    ...Il Capitano Varriale disse al Capo Coloe e a me che il World Trade Center 7 era gravemente danneggiato sul lato sud e sicuramente era a rischio di crollo. Il Capo Coloe disse che avremmo evacuato l'area di crollo intorno al World Trade Center 7, e così facemmo.
    ...Captain Varriale told Chief Coloe and myself that 7 World Trade Center was badly damaged on the south side and definitely in danger of collapse. Chief Coloe said we were going to evacuate the collapse zone around 7 World Trade Center, which we did.
    Fonte: Tenente Rudy Weindler, Ladder Company 40, in World Trade Center Task Force Interview, p. 5.

    La decisione più importante che dovemmo prendere fu di liberare la zona e creare un'area di crollo intorno all'[edificio 7 del WTC] gravemente danneggiato. Vari responsabili dei pompieri e varie compagnie valutarono i danni all'edificio. Queste valutazioni indicarono che l'integrità dell'edificio era seriamente in dubbio.
    The biggest decision we had to make was to clear the area and create a collapse zone around the severely damaged [WTC Building 7]. A number of fire officers and companies assessed the damage to the building. The appraisals indicated that the building's integrity was in serious doubt.
    Fonte: Fire Chief David Nigro in Fire Engineering di settembre 2002, citato da Cooperative Research.

    HAYDEN: ...eravamo inoltre piuttosto sicuri che il World Trade Center 7 sarebbe crollato. All'inizio vedemmo un rigonfiamento sul'angolo sud-ovest fra il decimo e il tredicesimo piano... eravamo piuttosto certi che sarebbe crollato [l'edificio]. Si poteva proprio vedere che c'era un rigonfiamento visibile, copriva circa tre piani. Venne giù all'incirca alle cinque del pomeriggio, ma alle due del pomeriggio ci eravamo resi conto che sarebbe crollato.
    INTERVISTATORE DI FIREHOUSE: C'erano grandi incendi sin da subito lì dentro?
    HAYDEN: No, non da subito, e probabilmente è per quello che è rimasto in piedi così a lungo: c'è voluto un po' di tempo perché si sviluppasse quell'incendio. C'era una massa di fuoco importante là dentro e non facemmo alcun tentativo di contrastarla. Era semplicemente una di quelle battaglie che sapevamo di perdere. Eravamo preoccupaati per il crollo di un palazzo di 47 piani. Eravamo preoccupati per il crollo ulteriore di quel che rimaneva in piedi delle torri e del Marriott, così cominciammmo a ritirare il personale dopo un paio d'ore di rimozioni in superficie e di ricerche sulla superficie delle macerie. Iniziammo a ritirare gli uomini perché eravamo preoccupati per la loro sicurezza.

    HAYDEN: ...also we were pretty sure that 7 World Trade Center would collapse. Early on, we saw a bulge in the southwest corner between floors 10 and 13, [...] we were pretty sure she was going to collapse. You actually could see there was a visible bulge, it ran up about three floors. It came down about 5 o’clock in the afternoon, but by about 2 o’clock in the afternoon we realized this thing was going to collapse.
    FIREHOUSE: Was there heavy fire in there right away?
    HAYDEN: No, not right away, and that’s probably why it stood for so long because it took a while for that fire to develop. It was a heavy body of fire in there and then we didn’t make any attempt to fight it. That was just one of those wars we were just going to lose. We were concerned about the collapse of a 47-story building there. We were worried about additional collapse there of what was remaining standing of the towers and the Marriott, so we started pulling the people back after a couple of hours of surface removal and searches along the surface of the debris. We started to pull guys back because we were concerned for their safety.

    Fonte: Deputy Chief Peter Hayden, in Firehouse.com.
    E' interessante notare l'uso ripetuto, da parte dei pompieri, del verbo "pull" per indicare il ritiro da una zona a rischio. Secondo i complottisti, questo verbo avrebbe invece inspiegabilmente tutt'altro significato quando lo usa, in circostanze analoghe, Larry Silverstein, locatario del World Trade Center, come documentato in un capitolo successivo di quest'indagine.
    Mappa e descrizione dei danni al WTC7 secondo le fonti tecniche ufficiali

    Una delle accuse ricorrenti dei complottisti è che il rapporto della Commissione 9/11 non menziona il crollo del WTC7. Questo viene presentato come se fosse un tentativo di insabbiamento. L'accusa, tuttavia, è in contrasto con il fatto che numerosi altri rapporti tecnici ufficiali descrivono ampiamente i danni al WTC7:
    Il WTC 5, il WTC 7, il 90 di West Street, l'edificio Bankers Trust, l'edificio Verizon e l'edificio 3 del World Financial Center sono stati colpiti da grandi macerie delle torri che stavano crollando e hanno subìto danni strutturali, ma hanno circoscritto i propri crolli a zone localizzate... Le macerie dei crolli delle torri del WTC hanno inoltre innescato incendi negli edifici circostanti, compresi gli edifici 4, 5, 6 e 7 del WTC, il 90 di West Street e il 130 di Cedar Street. Molti degli edifici hanno subito danni gravi da incendio, ma sono rimasti in piedi. Tuttavia due strutture in acciaio hanno subìto crolli indotti da incendi. Il WTC 7 è crollato completamente dopo aver bruciato senza interventi antincendio per circa 7 ore, e un crollo parziale si è verificato in una sezione interna del WTC 5. Gli studi del WTC 7 indicano che il collasso è iniziato ai piani inferiori, per cedimento di elementi primari di trasferimento dei carichi situati al di sopra di una sottostazione elettrica o delle colonne dei piani situati al di sopra della struttura di trasferimento [dei carichi].
    WTC 5, WTC 7, 90 West Street, the Bankers Trust building, the Verizon building, and World Financial Center 3 were impacted by large debris from the collapsing towers and suffered structural damage, but arrested collapse to localized areas... The debris from the collapses of the WTC towers also initiated fires in the surrounding buildings, including WTC 4, 5, 6, and 7; 90 West Street; and 130 Cedar Street. Many of the buildings suffered severe fire damage but remained standing. However, two steel-framed structures experienced fire-induced collapse. WTC 7 collapsed completely after burning unchecked for approximately 7 hours, and a partial collapse occurred in an interior section of WTC 5. Studies of WTC 7 indicate that the collapse began in the lower stories, either through failure of major load transfer members located above an electrical substation structure or in columns in the stories above the transfer structure.
    Fonte: FEMA World Trade Center Building Performance Study (FEMA 403/May 2002), Executive Summary, p. 4.
    L'intero capitolo 5 del FEMA World Trade Center Building Performance Study (FEMA 403/May 2002) è dedicato al crollo del WTC 7. Il documento FEMA ne parla estesamente anche a pagina 4 dell'Executive Summary (citato qui sopra), a pag. 8 del capitolo 8, in tutto il Capitolo 7 e nell'Appendice C.
    Del crollo del WTC 7 parla inoltre il rapporto NIST Project 6: WTC 7 Structural Fire Response and Collapse Analysis, datato 22 giugno 2004, con abbondanza di disegni tecnici e schemi strutturali. In questo rapporto, il danno viene descritto in questi termini (la traduzione è mia):
    Danni da detriti provenienti dal WTC 1
    Dopo il crollo del WTC 1:
    • <LI class=divquote>Macerie pesanti su Vesey Street e sulla Promenade del WTC 7 <LI class=divquote>Nessun detrito pesante osservato nella zona dell'ingresso, coltre di polvere bianca <LI class=divquote>Danni allo spigolo sud-ovest - piani 8-18 <LI class=divquote>Danni alla facciata sud fra due colonne esterne - dal livello del tetto giù per 5-10 piani, estensione non nota <LI class=divquote>Danni alla facciata sud:
      • <LI class=divquote>quarto o terzo centrale della larghezza della facciata sud, dal decimo piano fino a terra <LI class=divquote>grande breccia prodotta da macerie verso il centro, intorno al 14° piano
      • un quarto della larghezza delle facciata sud, sopra il quinto piano, vetri dell'atrio intatti
      • 8°/9° piano, dall'interno, parete sud visibile assente con ulteriori danni a ovest, 2 cabine di ascensore sbalzate nell'atrio ascensori

    Il NIST si è occupato del crollo del WTC7 anche nella Appendix L - Interim Report on WTC 7, che descrive in dettaglio la complessa e particolare struttura dell'edificio (costruito sopra una centrale elettrica). Questo Interim report riprende quanto descritto nel documento Project 6 e specifica ulteriormente i danni rilevati, che traduco qui sotto:
    Dopo il crollo del WTC1:
    • <LI class=divquote>Macerie pesanti (pannelli esterni provenienti dal WTC 1) furono viste su Vesey Street e sulla struttura della promenade del WTC 7 promenade, al livello del terzo piano <LI class=divquote>I danni allo spigolo sud-ovest si estendevano dall'ottavo al diciottesimo piano <LI class=divquote>Furono osservati danni alla facciata sud che partivano dal livello del tetto e troncavano gli elementi strutturali di raccordo ("spandrel") fra le colonne esterne vicino allo spigolo sud-ovest per almeno 5-10 piani. Tuttavia, l'estensione e i dettagli di questi danni non sono ancora stati identificati a causa della presenza di fumo. <LI class=divquote>Varie persone hanno descritto danni alla facciata sud. Anche se la maggior parte delle testimonianze è coerente, vi sono alcune descrizioni contraddittorie:
      • <LI class=divquote>il quarto o il terzo centrale della larghezza della facciata sud era squarciato dal decimo piano fino a terra <LI class=divquote>vi era una grande breccia prodotta da macerie vicino al centro della facciata sud, intorno al 14° piano
      • vi erano danni da macerie lungo un quarto della larghezza della facciata sud, che iniziavano vari piani al di sopra dell'atrio principale (che si estendeva dal piano terra al quinto piano), fu notato che le vetrate dell'atrio erano ancora intatte
      • dall'interno dell'edificio, all'atrio ascensori dell'ottavo o nono piano, dove due cabine degli ascensori erano state sbalzate dai propri vani ed erano atterrate nel corridoio a nord del vano ascensori, la porzione visibile della parete sud era scomparsa, con più luce visibile dal lato ovest, forse ad indicare che il danno si estendeva ad ovest


    http://paoloattivissimo.info/11sette...i-rapporti.htm

  6. #26
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    Si si, Paolo Attivissimo lo scemo del Villaggio.

    Guarda, ti metto una semplice analisi sul "crollo passivo"

    Ovvero per crollo passivo si intende la tua "ventilata" possibilità che sia crollato da solo.
    Già per matematica la versione ufficiale NON puo' ASSOLUTAMENTE reggere.

    Teoria: crollo passivo “piano su piano”

    Il piano i+1 in caduta libera con velocità v1 urta il piano i. Dopo l'urto anelastico la massa in caduta, costituita da entrambi i piani, prosegue ad una velocità v2.

    Semplificazione: non si tiene conto dell'attrito dell'aria, dell'energia di rottura dei vincoli e di polverizzazione delle strutture che ridurrebbero in modo significativo l'energia potenziale “convertibile” in energia cinetica (dovrebbe infatti consentire anche tutte queste trasformazioni).

    Per modellare il sistema ho utilizzato la legge di conservazione dell'enegia per la quale, se non viene introdotta esternamente una nuova fonte di energia, ci può essere soltanto una trasformazione di quelle interne al sistema.

    In “soldoni” solo l'energia potenziale può trasformarsi in energia cinetica durante la caduta dell'edificio. L'equazione, per ogni singolo piano è questa:

    Sapendo che:

    n = numero di piani = 47

    h = altezza dell'edificio = 174 metri

    i = piano iesimo

    K = energia cinetica

    V1i = velocità della massa dei piani prima dell'urto

    V2i = velocità della massa dei piani dopo l'urto

    m = massa di un piano

    Ep = Energia potenziale

    il resto su quest'immagine



    Ringrazio l'amico Ashoka per l'analisi.

    In definitiva, senza esplosivi, NON poteva cascare in 6 secondi, è proprio MATEMATICO.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  7. #27
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    Signor fuori schema il collasso del wtc7 c'è stato, le testimonianze dirette dei pompieri documentate anche da servizi giornalistici e televisivi in tempo reale ci sono e non c'è nessuna testimonianza che possa dar credito alla teoria della demolizone controllata, nessuno dei presenti, e a quel punto erano centinia se non migliaia di soccorritori ha dato credito a tesi di una demolizione controllate dell'edificio sette tramite esplosivi, in tal caso non poteva passare inosservata e li operavano i colleghi di centinaia di pompieri rimasti sepolti sotto le macerie, figurarsi se potevano tacere innazi ad una vergognosa menzogna che li aveva portati a un passo dalla morte, signor Fuori Schema l' Attivissimo che lei schernisce porta prove e testimonianze a suo credito, lei solo ipotesi, obiezioni su tutto nel tipico stile negazionista e qualche debole testimonianza ma nulla più e ci si domanda a che serve alimentare questo clima beota complottista se non a fare un gran favore all'amministrazione americana ben felice d'aver a che fare con questo tipo di avversari contro?

  8. #28
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    Continuiamo con lo smantellamento dello sventurato Paolo Attivissimo

    Ringrazio Dr. Jackal al quale devo l'analisi.

    Dopo la sua imbarazzante "indagine antibufala sul Pentagono" (già ampiamente smentita da tempo), Attivissimo, non pago degli errori finora commessi, decide di dare il suo contributo anche sulla faccenda dell'inspiegabile crollo del WTC-7 (definito "inspiegabile" dallo stesso rapporto ufficiale), presentando un "dossier" che proverebbe come il WTC-7 sia crollato per un semplice cedimento spontaneo, provocato dall'enorme "valanga di detriti" (parole sue) da cui è stato investito.
    Visto che inoltre Attivissimo si è lamentato dell'"assordante silenzio dei complottisti" (parole sue) che ha accompagnato l'uscita di questo suo "dossier", ci penso io a commentarlo. Sono sicuro che ne sarà felice.

    Dunque, come dice Attivissimo stesso all'inizio del suo "dossier" (consultabile qui), nè i rottami degli aerei schiantatisi sulle Torri Gemelle, nè il crollo della Torre Sud, hanno potuto danneggiare il WTC-7. Fin qui siamo d'accordo: la distanza tra Torre Sud e il WTC-7 è troppa, e i rottami degli aerei fuoriusciti sono minimi ed insignificanti.
    Per verificarlo, vediamo un'immagine dello schianto del secondo aereo in cui è ben chiara la direzione presa dai rottami:



    Come si vede dall'immagine, i rottami degli aerei sono caduti lateralmente, non addosso al WTC-7.

    Se anche fosse riuscita ad arrivare fino al WTC-7, una pioggia di minuscoli rottami come questa non avrebbe intaccato nemmeno la copertura esterna dell'edificio.
    Occupiamoci ora del crollo della Torre Sud.
    Il WTC-2 (detto anche Torre Sud) si trovava a più di 200 metri di distanza dal WTC-7. E' quindi evidente, osservando anche il video del crollo, che i suoi detriti non hanno potuto scalfire in nessun modo il WTC-7.
    Qui sotto potete osservare una mappa della zona e una foto del crollo della Torre Sud. Nonostante la prospettiva ingannevole, i rottami non hanno nemmeno sfiorato il WTC-7:



    Notare che gli edifici vicini al WTC-7 (cioè Verizon, U.S. Post Office, e anche gli altri in blu a sinistra dell'immagine), pur essendo alla stessa distanza dalle Torri ed essendo stati danneggiati dalle macerie anche loro, si sono guardati bene dal crollare (com'è logico, con danni così leggeri).
    Resta a questo punto da vedere se il crollo della Torre Nord, distante circa 110 metri, ha potuto in qualche modo danneggiare il WTC-7 tanto gravemente da farlo collassare alla velocità record di 6 secondi e mezzo dopo meno di 7 ore, e in maniera precisa e verticale come la migliore delle demolizioni controllate.

    Scrive Attivissimo: "La vista aerea permette anche di notare come anche le macerie del WTC2 siano state proiettate a grandi distanze. L'impressione ricorrente che le torri siano crollate su se stesse è quindi palesemente errata."
    Attivissimo si riferisce a questa foto:



    Notare come, tra tutti gli edifici distanti dalla Torre Nord quanto lo era il WTC-7, l'UNICO a crollare sia stato il WTC-7, sebbene non abbia in realtà ricevuto danni più gravi degli altri. Il WTC-5 ad esempio, pur essendo più vicino ad entrambe le Torri ed essendo stato quindi investito in pieno dalle macerie più grandi di entrambe, è crollato solo parzialmente, non completamente. E' crollata cioè solo la parte colpita (com'è anche logico che succeda). Il WTC-7 invece è stato danneggiato molto di meno, ed è crollato completamente, riducendosi ad un mucchietto di macerie. Curioso. E strano, come tutto in questa faccenda. Basta guardare i danni ricevuti da altri edifici (distanti anche loro un centinaio di metri dalle Torri) che anzichè crollare come il WTC-7, sono rimasti tranquillamente in piedi:



    In realtà qui l'unica cosa palese è che Attivissimo non ha visto i filmati dei crolli o sceglie di ignorarli volutamente: non è ammissibile, dopo averli visti, affermare che le Torri non sono crollate in verticale su loro stesse.
    Basta guardarli, infatti, per rendersi conto che entrambe le Torri (così come il WTC-7) cadono in verticale su loro stesse in maniera pressochè perfetta. L'inclinazione è assolutamente insignificante, tanto che durante il crollo non si nota nemmeno, ad occhio nudo. Esattamente come accade in una qualunque demolizione controllata, per via del fatto che con gli esplosivi vengono fatti saltare tutti i sostegni praticamente in contemporanea, evitando così inclinazioni durante il crollo.
    E se anche inizialmente l'edificio è leggermente inclinato da un lato, immediatamente l'inclinatura viene controbilanciata da altro esplosivo che distrugge i sostegni ancora intatti. L'inclinatura, quindi, dura solo un istante, dopodichè l'edificio si raddrizza da solo e viene giù in verticale. Che l'edificio cominci a crollare inclinato, si raddrizzi da solo, e poi crolli in verticale naturalmente è impossibile in un crollo spontaneo (per via di una semplice legge fisica), eppure è avvenuto anche alla Torre Sud, come testimonia inconsapevolmente Attivissimo stesso mostrando la foto della parte superiore della Torre Sud leggermente inclinata all'inizio del crollo. E Attivissimo nemmeno si rende conto di darsi la zappa sui piedi, continuando a mostrare quella foto.
    Comunque... durante un cedimento spontaneo, contrariamente alla demolizione controllata, cede solo una parte dei sostegni dell'edificio, non tutti contemporaneamente, cosicché esso crolla inclinandosi dove i sostegni hanno ceduto, cadendo al suolo di sbieco anzichè sulla propria base, e facendo in questo modo anche molti più danni.
    Un'immagine molto eloquente in cui sono messe in evidenza le numerose ed inconfondibili differenze tra crolli spontanei e demolizioni controllate (crollo verticale, cemento polverizzato, velocità di caduta, ecc.) è questa.

    Ma attenzione! Attivissimo cerca di dimostrare che non è vero che il WTC-7 è collassato in verticale, perchè lui ha trovato un'immagine del crollo in cui l'edificio mostra una lieve inclinatura, e secondo lui questo basta per provare che è davvero crollato spontaneamente. Ecco il fotogramma rivelatore:



    A riprova che Attivissimo di ingegneria e di demolizioni controllate non capisce nulla e per evitare figuracce farebbe meglio a stare zitto, ecco qui un'immagine esilarante (per chiunque tranne che per lui):



    Nell'immagine qui sopra sono messe a confronto due demolizioni controllate di edifici (con una struttura allungata anche abbastanza simile a quella del WTC-7), insieme col fotogramma che secondo Attivissimo è la prova del cedimento spontaneo del WTC-7.
    Le prime due immagini sono tratte dal sito di una società di demolizioni controllate: la Controlled Demolition Incorporated.
    Seguendo la logica di Attivissimo, se io ora affermassi che le prime due immagini anzichè essere demolizioni controllate sono cedimenti spontanei per via dell'inclinazione, avrei ragione.
    Follia pura.

    Questo giusto per dimostrare fino a che punto è assurda la pretesa di Attivissimo di smentire pagine e pagine di calcoli e leggi fisiche ed ingegneristiche usando solo un fotogramma sfocato.
    (Pretesa che, inoltre, viene dalla stessa persona che dai suoi interlocutori esige una laurea per ogni minima affermazione, anche per dire che 2 più 2 fa 4, rifiutandosi altrimenti di accettare obiezioni.)

    Tolta di mezzo questa sciocchezza del crollo inclinato, passiamo ad altro.
    Ora osservate voi stessi i filmati dei crolli delle due Torri, per giudicare voi stessi se crollano in verticale sulla propria base o no, un'immagine vale più di mille parole.

    Torniamo ora all'affermazione di Attivissimo: "La vista aerea permette anche di notare come anche le macerie del WTC2 siano state proiettate a grandi distanze. L'impressione ricorrente che le torri siano crollate su se stesse è quindi palesemente errata."

    In realtà qui Attivissimo cerca di manipolare uno dei tanti fenomeni inspiegabili accaduti quel giorno (cioè che pezzi di macerie delle Torri siano state scagliate a centinaia di metri di distanza da una forza non identificata) agendo come se questo confermasse la sua teoria (che le Torri non sono crollate in verticale), quando invece non è affatto così, anzi!
    Lui dice: "Siccome delle macerie delle Torri sono state proiettate a centinaia di metri di distanza, allora significa che le Torri non sono crollate in verticale su sè stesse", facendo un ragionamento che di logico ha solo una vaga parvenza.
    La verità è che (basta vedere i filmati) le Torri SONO EFFETTIVAMENTE CROLLATE IN VERTICALE SU LORO STESSE, questo è innegabile, ma contemporaneamente hanno anche scagliato rottami a grande distanza, in maniera del tutto inspiegabile ed incompatibile con l'ipotesi del crollo spontaneo.
    Se invece si accetta la possibilità dell'uso di esplosivi, allora si capisce cosa possa essere questa "forza misteriosa" che scaglia travi d'acciaio a centinaia di metri di distanza, mandandole a conficcarsi in edifici lì vicino come in questo caso:



    L'anomalia di questo fenomeno è stata osservata anche da molti testimoni oculari, che hanno parlato di getti orizzontali di macerie fuoriusciti dalle Torri:

    Il Comandante Frank Cruthers ha detto: «C'è stata quella che sembrava... un'esplosione. E' apparsa in cima, simultaneamente da tutti i quattro lati, i materiali sono stati sparati fuori orizzontalmente.» (NYT, Cruthers, p. 4).

    Il vigile del fuoco James Curran ha detto: «Ho guardato indietro e... ho sentito come se ogni piano si fosse schiantato. Ho guardato indietro e tutto era stato sparato fuori dai piani per la pressione prima che si verificasse effettivamente il crollo.» (NYT, Curran, pp. 10-11). Questi getti di macerie sono stati quindi osservati un attimo prima del crollo delle Torri. Viene quindi a cadere la spiegazione ufficiale secondo cui possano essere stati provocati dall'effetto "stantuffo" dei piani che crollavano l'uno sull'altro, espellendo l'aria all'esterno.

    Il comandante Brian Dixon ha affermato: «sembrava che qualcuno avesse piazzato degli esplosivi tutto intorno al piano più basso dell'incendio nella torre sud... tutto è stato sparato fuori da quel piano.» (NYT, Dixon, p. 15).

    Insomma, che delle macerie siano state lanciate via durante il crollo delle Torri non conferma affatto la tesi di Attivissimo del "crollo spontaneo e non verticale", ma anzi aggiunge nuove prove contrarie alla teoria del cedimento spontaneo.
    E rafforza l'ipotesi della demolizione controllata.
    (Notare inoltre che il palazzo colpito dalla trave nella foto in alto, il WTC Financial Center, pur essendo stato danneggiato dalle macerie in molti punti non è affatto crollato, né c'è mai stato pericolo neanche per un attimo che potesse farlo. Lo stesso dicasi di tutti gli altri edifici in blu nella mappa lì sopra.)

    Attivissimo inoltre sembra non capire che la questione non è se il WTC-7 sia stato colpito o meno dai detriti delle Torri, è OVVIO che debba esserlo stato, considerando la distanza che li separava. Il punto della faccenda è se il WTC-7 ne sia davvero rimasto danneggiato tanto gravemente da sbriciolarsi in verticale sulla propria base dopo meno di 7 ore

    E' di questo che stiamo discutendo.
    Quindi è del tutto inutile che Attivissimo continui a mostrare nel suo "dossier" fotografie di calcinacci giunti nelle strade fino a 200 metri dalle Torri, annunciando soddisfatto: "Queste immagini dimostrano che le macerie del crollo delle Torri Gemelle hanno raggiunto distanze pari e anche superiori a quelle che separavano il WTC7 dalle Torri". E' scontato che i detriti più piccoli e leggeri siano arrivati tanto lontano per via dell'enorme spostamento d'aria generato dai crolli, ma è altrettanto ovvio che dei pezzi di cemento e metallo di dimensioni così esigue non possono causare il crollo di un grattacielo.

    Bisogna quindi vedere, basandosi sui video dei crolli e sui danni visibili dalle fotografie satellitari, in che area siano cadute le macerie di dimensioni maggiori. Quelle pesanti quintali, per intenderci, se non addirittura tonnellate, che avevano davvero il potere di danneggiare seriamente gli edifici lì intorno, e che hanno infatti causato il crollo parziale del WTC-4, del WTC-5 e del WTC-6:



    Come si può notare, le zone (in arancione scuro) dove sono cadute le macerie più pericolose non raggiungono il WTC-7, che viene a malapena raggiunto dalla zona (in arancione chiaro) che indica la caduta dei detriti più leggeri.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

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    non c'è propio nulla da fare...che sia un problema andare a dimostre con calcoli scientifici e analisi matematiche quello che è successo non mi pare una gran sorpresa vista la complessità dell'operazione tecnica e scientifica, quello che va invece sottolineato è quello che hanno visto le persone presenti sul posto, stiamo parlando di pompieri, ingegneri , giornalisti... nessuno all'indomani degli attentati è andato ad affermare che ha visto e sentito esplosioni a demolire l'edificio sette, insomma le demolizioni controllate sono piuttosto chiare ed inequivocabili, qui si vede venir giù la struttra ma non ci sono le esplosioni.... sono queste che mancano e che se c'erano sicuramente non potevano passare inosservate agli occhi dei testimoni presenti e di tutto il mondo, e qui penso posso concludere perchè queste obiezioni di chi vuol accreditare in ogn caso la teoria della demolizone controllata sono al limite dell'assurdo.

  10. #30
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    Continuiamo con la demolizione dello scemo del villaggio.

    Ecco una rappresentazione grafica piuttosto accurata della struttura del WTC-7 e dei danni causati dai detriti della Torre Nord:



    Immagine non fatta da me né da un sito complottista, io ho solo tradotto in italiano le scritte e semplificato l'immagine togliendo alcuni dettagli che non avevano a che fare con i danni e la struttura di sostegno e che complicavano il disegno. Non ho modificato i danni né la struttura dell'edificio, ci tengo a precisarlo. L'originale, comunque, è tratta dal rapporto NIST "Project 6: WTC 7 Structural Fire Response and Collapse Analysis", ed è visibile in questo sito (inglese) di fisica.
    Quindi, ufficialmente, i danni riportati dal WTC-7 sono proprio questi. Né più, né meno.

    Mi sembra che a questo punto sia chiaro (sia da questa immagine sia dalle foto dei danni) come la struttura portante interna del WTC-7 sia stata danneggiata solo lievemente dai detriti del WTC-1.
    Appena 3 colonne interne su 24, e solo 9 colonne esterne su 58, sono rimaste "danneggiate" (che non significa "divelte").
    Facciamo un paio di conti: 3 colonne danneggiate su 24 significa che è danneggiato solo un ottavo (24 / 3 = 8) della struttura dell'edificio, ed un ottavo equivale al 12,5% dell'intera struttura (100 / 8 = 12,5). Ora sottraiamo il 12,5% di struttura danneggiata al 100% di struttura totale, ed otteniamo l'87,5% di struttura intatta.
    Questo significa che l'87,5% della struttura di sostegno interna era ancora intatto, così come era ancora intatto l'84,4 della struttura esterna (basta fare lo stesso calcolo).

    In media, circa l'86% della struttura del WTC-7 era ancora intatta.

    Dato un principio basilare dell'ingegneria, confermato da qualsiasi libro di testo universitario, per esempio da "Engineering and Technical Handbook" di McNeese e Hoag, Prentice Hall, terza edizione del settembre 1959, pagina 47 (tabella) capitolo "Fattori di sicurezza dei vari materiali": «il fattore di sicurezza minimo obbligatorio per una struttura in acciaio e cemento armato è del 600%. Una struttura in acciaio e cemento armato deve essere progettata per reggere un carico pari a sei volte il suo carico massimo. I calcoli vengono fatti 6 volte in eccesso per avere la certezza che la struttura non ceda nemmeno in situazioni critiche.»

    Questo significa che, secondo le più banali norme di sicurezza ingegneristica, il WTC-7 non avrebbe rischiato il crollo finché non fosse rimasto con appena il 16,6% della sua resistenza totale.
    Dato che, a giudicare dai danni, circa l'86% della sua struttura era illesa, il crollo di cui è stato vittima resta tuttora inspiegabile per le leggi dell'ingegneria (così come il metallo fuso ritrovato nelle sue fondamenta settimane dopo il crollo, squibs e altre stranezze di cui si parla dettagliatamente in questa pagina).

    E non sono io a dirlo, è la FEMA stessa ad ammetterlo nel suo rapporto: «Le caratteristiche degli incendi nel WTC 7 e il come abbiano determinato il crollo dell’edificio, al momento restano sconosciute. Sebbene tutto il gasolio nella costruzione contenesse una notevole quantità di energia potenziale, la migliore delle ipotesi è che tale evento fosse assai improbabile. Ulteriori ricerche, indagini ed analisi sono necessarie per risolvere la questione (FEMA, 2002, chapter 5).»
    Insomma, c'è bisogno di molto ottimismo anche solo per definire la versione ufficiale "assai improbabile".
    Giusto per non dire che è proprio "impossibile".

    Anche un articolo del New York Times del 29 novembre 2001 parla della questione: “Gli ingegneri sono sconcertati sul crollo del WTC 7: gli elementi in acciaio sono parzialmente evaporati” (“Engineers are baffled over the collapse of 7 WTC: Steel members have been partly evaporated”, reperibile on-line qui). Leggiamo un brano preso dall'articolo: «Gli esperti dicono che nessun edificio come questo, un alto edificio moderno, rinforzato in acciaio, è mai crollato a causa di un incendio incontrollato (Glanz, 2001).»
    Che sorpresa, dunque, un evento del genere che si verifica per la prima volta nel centro di Manhattan... e non solo una, ma tre volte nello stesso giorno, l’11 settembre 2001!
    Gli ingegneri hanno provato a capire cosa successe esattamente e se avessero dovuto preoccuparsi per altri edifici costruiti come il WTC-7 nel Paese. La maggior parte degli altri edifici dell’area è rimasta in piedi nonostante questi abbiano subito danni di ogni tipo, incendi compresi. «Incendio e danno strutturale … non spiegherebbero la presenza nel cumulo di macerie di elementi in acciaio che sembrano essere parzialmente evaporati», ha detto il Dr. Jonathan Barnett (Glanz, 2001).

    Vediamo ora altre testimonianze (complete di fonte) della presenza di acciaio fuso nelle fondamenta del WTC-7:
    - il Dr. Keith Eaton ha ispezionato Ground Zero e ha scritto su The Structural Engineer: “Ci hanno fatto vedere molte diapositive interessanti, spaziando dal metallo fuso che era ancora rovente settimane dopo l’evento alle lastre d’acciaio da 4 pollici tranciate e piegate nel disastro” (Structural Engineer, September 3, 2002, p. 6).
    - Leslie Robertson, l’ingegnere strutturale responsabile della progettazione delle Torri del World Trade Center, disse che “Qualcosa come 21 giorni dopo l’attacco, gli incendi ardevano ancora e scorreva ancora acciaio fuso” (Williams, 2001, p. 3).
    - Sarah Atlas faceva parte della "New Jersey’s Task Force One Urban Search and Rescue", ed è stata tra i primi sul campo a Ground Zero col suo collaboratore canino Anna. Ha detto a "Penn Arts and Sciences" nell’estate 2002: “Nessuno è sopravvissuto. Gli incendi continuavano e acciaio fuso colava nel cumulo di macerie che ancora si trovava sotto i suoi piedi” (Penn, 2002).
    - Allison Geyh faceva parte di un gruppo di ricercatori della salute pubblica della Johns Hopkins che visitò il luogo del WTC dopo l’11 settembre. Nel numero di fine autunno 2001 della rivista della "Johns Hopkins Public Health", scrisse: “In alcune cavità che si stanno scoprendo ora si sta trovando acciaio fuso”.
    Tutte queste testimonianze sono inoltre avallate dalle fotografie delle macerie delle Torri Gemelle e del WTC-7, dove sono visibili il fumo e travi d'acciaio ancora parzialmente fuse settimane dopo il crollo.

    Gli elementi in acciaio fusi o addirittura “parzialmente evaporati” sono particolarmente fastidiosi per la teoria ufficiale del "crollo causato dagli incendi" (perchè la teoria ufficiale sul WTC-7 attualmente è questa. I danni causati dai detriti delle Torri ufficialmente nemmeno vengono considerati, a conferma di quanto siano stati insignificanti), dal momento che un incendio che coinvolge carta, materiali da ufficio e del combustibile, non può generare temperature in nessun modo vicine ai 2760° C necessari per far “evaporare” l’acciaio, o anche solo ai 1535° C necessari per fonderlo.
    Tuttavia, thermite, RDX ed altri esplosivi di uso comune, arrivando ai 2800° C, possono tranquillamente tranciare l’acciaio (tagliando quindi simultaneamente, in una esplosione controllata, le colonne portanti) e raggiungere le temperature richieste. E' plausibile anche che siano state implicate delle altre reazioni chimiche che possono verificarsi a temperature più basse.
    Ciò che è assolutamente certo è che non può essere opera di un semplice incendio.

    Dai rilevamenti termici qui sotto, inoltre, appare evidente che le pozze di metallo fuso si trovano SOLO nelle fondamenta delle Torri Gemelle e del WTC-7, nonostante molti altri edifici della zona abbiano anch'essi subìto incendi.
    Come mai, nonostante tutto il complesso del WTC abbia subito incendi simili, il metallo fuso è stato ritrovato solo nelle fondamenta di questi tre edifici e non in tutti gli altri?
    E' evidente che gli incendi nelle Torri Gemelle e nel WTC-7 devono essere stati in qualche modo diversi da quelli in tutti gli altri edifici (come il WTC-6, il WTC-4 e il WTC-5), per generare un calore così maggiore.
    Che cosa è avvenuto di particolare in questi tre grattacieli per causare un calore così tremendo?
    E perchè è avvenuto solo in questi tre edifici?
    Una foto termica della zona dopo 5 giorni dal crollo



    ZONA ROSSA O ARANCIONE TEMPERATURA
    A (WTC-7) 1000° Kelvin 726° Celsius
    B (WTC-7) 830° Kelvin 556° Celsius
    C (WTC-1) 900° Kelvin 626° Celsius
    D (WTC-1) 790° Kelvin 516° Celsius
    E (WTC-1) 710° Kelvin 436° Celsius
    F (WTC-2) 700° Kelvin 426° Celsius
    G (WTC-2) 1020° Kelvin 746° Celsius
    H (WTC-2) 820° Kelvin 546° Celsius

    Come si può vedere, dopo cinque giorni dal crollo c'erano ancora zone roventi a oltre 740° Celsius. Ovvero circa la temperatura massima che può raggiungere in condizioni ottimali il kerosene incendiato, e che riesce a mantenere solo per pochi minuti.
    Come ha potuto un incendio di kerosene e mobili da ufficio mantenere un calore simile per almeno 5 giorni di fila? Non è naturale.
    E perchè questo non è accaduto anche in tutti gli altri edifici lì intorno che hanno subìto incendi simili?
    Quale strano fenomeno fisico è accaduto nelle Torri e nel WTC-7 per produrre un risultato tanto anomalo?
    Questi dati sono del tutto incompatibili con la versione ufficiale, secondo cui nelle Torri Gemelle e nel WTC-7 ci sono stati solo normali incendi di kerosene e arredamento degli uffici. E' evidente che in questi tre edifici deve aver bruciato qualcosa di ben più pericoloso, altrimenti non si sarebbe mai raggiunto un calore simile.


    Ma ora non divaghiamo, torniamo al "dossier".
    La (prevedibile) obiezione di Attivissimo che il WTC-7 non sia crollato solo per via dell'incendio, ma per l'incendio combinato ai danni riportati, non è accettabile. Abbiamo visto che il WTC-7 era illeso per oltre l'80%, eppure dopo neanche sette ore (e alcuni piccoli incendi scoppiati in maniera tuttora ignota in varie parti dell'edificio), eccolo collassare su sè stesso in pochi secondi come nella più elegante delle demolizioni controllate.
    Un moderno grattacielo con struttura in acciaio e cemento armato che si sbriciola completamente in pochi secondi solo per dei piccoli incendi asimmetrici e dei danni esterni del tutto trascurabili, lasciando inoltre al suolo pozze di acciaio fuso? Ma certo, nulla da obiettare, se non fosse che questa fantasiosa spiegazione contraddice le proprietà dei materiali con cui era costruito il WTC-7 (come la temperatura di fusione dell'acciaio), e le leggi ingegneristiche su cui sono costruiti gli edifici di tutto il mondo (uno tra tutti il principio già citato del calcolo della resistenza in eccesso di 6 volte, per non parlare del trattamento di resistenza al calore che viene fatto all'acciaio dei grattacieli).
    Gli edifici, soprattutto se moderni, non crollano così facilmente. Sono progettati appositamente per resistere a situazioni critiche simili a quella affrontata dal WTC-7. L'ipotesi di Attivissimo ignora spudoratamente gli ultimi secoli di sviluppo ingegneristico, e perciò non è accettabile, nemmeno con tutta la buona volontà.
    Per non parlare poi dell'enorme difficoltà dell'ottenere un crollo del tutto verticale, sulla propria base, preciso e pulito come quello del WTC-7. Le migliori compagnie di demolizioni controllate impiegano settimane di calcoli per capire come ottenere un crollo simile, e che siano bastati una manciata di detriti e alcuni piccoli incendi asimmetrici per ottenere un'implosione perfetta (perchè questo è stata), è talmente improbabile da poter essere definito impossibile. Senza contare che, contando le Torri Gemelle, questa eventualità pressoché impossibile avrebbe dovuto verificarsi 3 volte in un solo giorno.

    Ha la parola "artificiale" stampata dappertutto, questo crollo, altro che "spontaneo".
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